alimentazione incontrollata, disturbi alimentari
Disturbi Alimentari
     
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In collaborazione con:

Ecomind

Dott. Pietro Spagnulo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il termine anoressia si riferisce ad un disturbo del comportamento alimentare, ed è caratterizzato dalla riduzione volontaria dell'assunzione di cibo.

Nel pensiero comune l'anoressia è il prototipo del disturbo alimentare, sicuramente perché è il più citato dagli organi d'informazione e dai media.

Questo disturbo ha spesso inizio con una dieta; questa genera un forte senso di autocontrollo, che ha fondamenti interiori, in quanto dà un senso di padronanza ed euforia ad una persona che si sentiva precedentemente sola, depressa e vuota, ma anche fondamenti sociali, poiché la nostra cultura valorizza la magrezza ed il raggiungimento di una tale forma corporea costituisce una vittoria.

 

I criteri diagnostici fondamentali che servono per riconoscere l'anoressia sono:

- Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo normale sia per l'età che per la statura;

- Intensa paura di acquisire peso o di diventare grassi anche quando si è sottopeso;

- Alterazione della percezione del proprio peso corporeo (la persona si sente grassa anche quando è sottopeso) e/o il peso influisce sui livelli di autostima ; rifiuto ad ammettere la gravità della condizione in cui si trova;
- Assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi.

L'anoressia si può manifestare con condotte dette "restrittive", ovvero una riduzione dell'alimentazione, ma anche con abbuffate e/o condotte dette di "eliminazione", in cui la persona, al contrario del caso precedente, manifesta regolarmente abbuffate e vomito, oppure abuso di lassativi e diuretici.

Il rifiuto del cibo, che rappresenta l'elemento centrale della problematica dell'anoressia, in realtà condensa una serie di tematiche psicologiche:

- negazione e non accettazione della corporeità e della sessualità (la perdita del ciclo, la riduzione del peso e delle caratteristiche corporee femminili crea una difesa nei confronti della sessualità vissuta come minacciosa), alle quali corrispondono una più generale tendenza all'idealizzazione, che si riferisce sia all'immagine corporea sia al proprio modo di essere al mondo;

- rifiuto/ostilità con atteggiamenti difensivi nei confronti delle
persone significative dell'ambiente esterno;

- controllo continuo della propria esperienza di vita con un forte
tendenza all'idealizzazione;

- continua autocritica svalutativa fortemente compensata da comportamenti di forte efficienza e funzionalità che tende a difendere la persona dalla pericolosità della percezione di un senso di vuoto.

Nelle persone anoressiche la negazione della corporeità non è solo mentale, ma attraverso il comportamento di rifiuto del cibo si riesce anche a modificare il proprio corpo nel tentativo di creare una corrispondenza con l'immagine ideale.

Questo disturbo emerge tipicamente nell' adolescenza , particolarmente in periodi di stress e connotati da forti cambiamenti fisici (aumento delle caratteristiche fisiche sessuali, menarca, primi approcci sessuali), ambientali (bocciature, ingresso all'università, l'essere lasciati da un partner), ma si hanno riscontri anche nella prima infanzia, in cui si può manifestare con gravi disturbi intestinali, inappetenza (senza cause mediche), rifiuto selettivo del cibo, difficoltà di deglutizione.

 

Fra le cause che predispongono allo sviluppo dell'anoressia sembrano esserci innanzitutto:

- storie di traumi da abuso sessuale e/o fisico;

- disturbo dell'attaccamento: rapporto con genitori conflittuale; madre ipercontrollante e perfezionista che comunica una mancanza di appoggio ai tentativi di autonomia della figlia; un padre emotivamente rifiutante, un
atteggiamento di censura verso la femminilità, mostrandosi contemporaneamente seduttivo verso la figlia (per esempio tramite commenti maliziosi nei confronti del suo corpo, o proponendosi come unico modello maschile, oppure negativizzando la sessualità) può indurre nella stessa sensi di colpa e confusione nei confronti della propria identità sessuale; complessivamente, sentirsi rifiutata, controllata e inadeguata.

L'anoressica riceve quindi una soddisfazione secondaria dal potere di manipolazione che i suoi sintomi le danno all'interno della famiglia: il rifiuto del cibo afferma la sua presenza in un modo che non può essere ignorato

P ER APPROFONDIMENTI

Ruggieri, V., Fabrizio, M. E. (1994)

La problematica corporea nell'analisi e nel trattamento dell'anoressia mentale

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Puliatti, M., Micucci, M., Silipigni, F. (in stampa)

Trauma e disturbi alimentari: strategie terapeutiche e prevenzione per gli operatori"

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Cassidy, J., Shaver, P. (2002)

Manuale dell'attaccamento. Teoria, ricerca e applicazioni cliniche

Trad. it. Giovanni Fioriti

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Anoressia e conflitto sessuale. Dalla comprensione alla terapia.

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Selvini Palazzoli, M., Cirillo, S., Selvini, M., Sorrentino, A. M. (1988)

I giochi psicotici in famiglia

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