Si è parlano spesso di un cervello “maschio” e “femmina”, ossia con caratteristiche differenti, in grado di spiegare, ad esempio, perché gli uomini sono bravi a leggere le mappe e le donne invece sono più chiacchierone. Ora la scienza fa retromarcia e ipotizza: il cervello, in sè è unisex, ossia disponibile in versione “base” indipendentemente dal sesso e con tutti gli “attributi”, sia maschili che femminili. Poi, però, uomini e donne si differenziano, spegnendo cioè le aree neurali che presiedono i comportamenti dell'altro sesso.
Lo rivela uno studio sui moscerini della frutta condotto da Gero Miesenbock della Yale University School of Medicine, New Haven. Secondo quanto riferito sulla rivista Cell è possibile risvegliare nella femmina comportamenti maschili semplicemente accendendo i circuiti maschili del suo cervello che in lei normalmente restano dormienti. Già alcuni mesi fa uno studio della Harvard University di Boston, condotto stavolta su topolini, aveva mostrato che, indipendentemente dal suo sesso, il topo possiede sia i circuiti nervosi “maschili” sia quelli “femminili” ed è un interruttore esterno che, azionando gli uni o gli altri a seconda del sesso dell'animale, ne decide i comportamenti specifici.
Qualcosa di simile accade anche nei moscerini, le Drosofile. In questa specie animale, il maschio per corteggiare la femmina, suona una musica con le ali, mentre lei non ha questo tipo di comportamenti. Il canto del “lui” innamorato dipende da un circuito cerebrale, presente anche nel cervello delle femmine. Per scoprire quali sono i motivi per cui la “ragazza” non canta, gli scienziati hanno acceso il “circuito del canto” nel cervello della “moscerina” e lei ha cominciato a “fare musica”, pur se con risultati non proprio da prima voce. Gli scienziati hanno concluso: ''Potremmo aspettarci che il cervello nei due sessi sia strutturato differentemente, ma i nostri esperimenti sembrano dimostrare il contrario. Tutto fa supporre vi sia un unico cervello “unisex”, con alcuni interruttori critici che fanno la differenza tra comportamenti maschili e femminili”.
In ogni caso, sia tra i maschi che tra le femmine, sembra che l’eccessiva abbondanza di opzioni di scelta, lungi dal semplificarci la vita, sembra essere dannosa, affaticando il cervello e spingendolo ai limiti di una specie di cortocircuito mentale, che rende meno produttivi. I ricercatori di diverse università americane, diretti da Kathleen Vohs dell'ateneo del Minnesota, hanno scoperto infatti che le persone costrette a districarsi tra mille opzioni, buone o cattive che siano, faticano a restare concentrati e a portare a termine i loro impegni, dal lavoro quotidiano, all'acquisto di un'auto, alla prenotazione di una vacanza.
Nello studio, pubblicato sul “Journal of Personality and Social Psychology”, i ricercatori hanno condotto sette esperimenti in laboratorio su 328 persone e altri “dal vivo” su 58 acquirenti di un centro commerciale. Nei test di laboratorio alcune “cavie” dovevano scegliere tra diversi prodotti commerciali, corsi universitari o materiali di studio, mentre gli altri non dovevano prendere decisioni, ma semplicemente considerare le opzioni che avevano di fonte. Alla fine, tutti dovevano portare a termine anche un compito spiacevoli (tipo bere un liquido amaro o immergere le mani in acqua gelata). Il team ha scoperto che il gruppo che prima aveva dovuto scegliere tra tante opzioni, faceva più fatica a portare a termine il compito assegnato e a restare concentrato, rispetto agli altri. Per verificare queste scoperte nella vita reale, i ricercatori hanno intervistato un gruppo di persone impegnate nello shopping, chiedendo loro di eseguire semplici problemi aritmetici dopo una maratona di compere. Così hanno scoperto che più scelte erano state fatte nella mattinata, peggiori erano i risultati ai test. Insomma, lo studio parla chiaro: dover scegliere ruba preziose risorse alla mente umana. Fare delle scelte reali è faticoso, mentre limitarsi a pensarci su non lo è.
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titolo: Il cervello è unisex
fonte: Tgcom (http://www.tgcom.it)