In pazienti con disturbo bipolare sottoposti a trattamento con quetiapina in monoterapia l'incidenza dei sintomi extrapiramidali (EPS) è simile a quella del gruppo placebo. Lo conferma uno studio condotto da Henry A. Nasrallah e pubblicato su Bipolar Disorder. Lo studio che ha coinvolto 1003 pazienti ha analizzato i dati provenienti da quattro studi clinici randomizzati e in doppio cieco. Si è voluto confrontare la terapia con quetiapina, somministrata da sola o in associazione ad alcuni stabilizzatori dell’umore, verso placebo, litio o aloperidolo in monoterapia. L'obiettivo dello studio è stato quello di valutare l'incidenza degli EPS (inclusa l'acatisia) tramite la somministrazione della Simpson-Angus Scale (SAS) e della Barnes Akathisia Rating Scale (BARS); si è tenuto conto anche della tipologia e incidenza degli eventi avversi e dell’eventuale uso di farmaci anticolinergici.
È noto che tutti i nuovi antipsicotici hanno la stessa efficacia quando usati ad una dose equivalente. "La scelta tra questi avviene rispetto alla valutazione degli effetti collaterali", aveva dichiarato lo stesso Henry A. Nasrallah, Professor of Psychiatry, Neurology & Neuroscience al Cincinnati College of Medicine, in occasione del Convegno Internazionale “Question Time” organizzato al fine di discutere le strategie di approccio diagnostico-terapeutico della schizofrenia e del disturbo bipolare e delle psicosi ad esso correlate.
Il recente studio condotto dallo stesso autore ha dimostrato che in trattamento monoterapico quetiapina, rispetto ad altri trattamenti, ha un'incidenza degli EPS simile a quella del placebo.
“Quello che cerchiamo di fare è di usare il farmaco più efficace a seconda del tipo di paziente. Per esempio l’olanzapina può provocare un aumento di peso, perciò i pazienti diabetici, ipertesi, iperlipidemici possono subire ulteriori danni alla salute in seguito a questo trattamento; il risperidone ha degli effetti sulla funzione sessuale, perciò si cerca di non somministrarlo ai pazienti giovani tra i 15 e i 45 anni", ha continuato Nasrallah."In questo caso diamo la quetiapina, che non causa aumento di prolattina. La quetiapina viene utilizzata per i pazienti che sono sensibili a malattie del movimento come tremore, rigidità, morbo di Parkinson; la quetiapina si usa anche in pazienti con psicosi; è un trattamento che può essere somministrato sia a giovani che ad adulti. Quello che cerchiamo di fare è di trovare il farmaco giusto per ciascun paziente proprio in virtù del fatto che tutti gli antipsicotici a disposizione funzionano se usati alle giuste dosi", ha concluso Nasrallah.
In occasione del “Question Time” gli psichiatri convenuti hanno puntualizzato la definizione, sino ad oggi ancora nebulosa, della malattia bipolare: essa è un “disturbo dell’umore in cui è presente la combinazione di oscillazioni di tipo sia depressivo che espansivo”, come ha dichiarato in un’intervista Giulio Perugi. Inoltre, se ci si riferisce alle forme più gravi, la prevalenza del disturbo è di circa l’1 per cento in tutto il mondo occidentale. Oggi però c’è una sempre maggiore consapevolezza che le forme bipolari attenuate sono molto più diffuse delle forme bipolari più gravi, per cui se si prende in considerazione l’intero spettro delle forme bipolari si hanno tassi di prevalenza che salgono sino al 5-7 per cento della popolazione generale. Il disturbo bipolare rimane però difficile da diagnosticare perché è molto eterogeneo dal punto di vista delle manifestazioni cliniche che spesso sono associate a disturbi d'ansia, o dipendenze da alcool, droghe, gioco d’azzardo. Proprio per questo scarso riconoscimento la ricaduta più importante è che molti pazienti non arrivano ad una terapia adeguata seppure oggi vi siano molti strumenti terapeutici che sono efficaci sia per le forme più gravi che per quelle più attenuate a breve e a lungo termine. In particolare oggi sono disponibili gli antipsicotici atipici, che presentano una migliore tollerabilità e hanno un’azione sia sugli aspetti di eccitamento della malattia bipolare che su quelli depressivi favorendo una maggiore compliance nell’impiego a lungo termine.
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titolo: Terapia con antipsicotici
fonte: Yahoo! Salute (http://it.health.yahoo.net)
