Copiano dai coetanei stranieri la moda del 'binge drinking', attaccandosi a birre e cocktail strong già prima dei 15 anni, nel weekend o addirittura dopo la scuola. Così finiscono per rovinarsi il fegato, "cuore e cervello dell'addome". L'allarme malattie epatiche da alcol negli adolescenti italiani - ma anche nelle donne, più 'vulnerabili' ai danni di questa sostanza sull'organismo - arriva dagli esperti riuniti a Milano per il 43esimo meeting dell'Associazione europea per lo studio di fegato (Easl).
Da oggi al 27 aprile, il congresso vedrà la partecipazione di circa 7 mila medici e ricercatori di tutto il mondo. Nel Vecchio Continente l'abuso di bevande alcoliche uccide 13 mila persone l'anno. Soltanto nell'Italia del Nord, è emerso che il 4% della popolazione soffre di epatopatie da alcol, e in tutta la Penisola è riconducibile a questo 'vizio' la metà circa dei casi di steatosi epatica, nota come fegato grasso. L'epatopatia alcolica è la seconda causa di trapianto di fegato dopo l'epatite C. Perché contrariamente a quanto si potrebbe pensare, "le patologie da alcol non sono malattie del passato", assicura Fabio Marra, membro del comitato scientifico dell'Easl e professore associato di Medicina interna all'università di Firenze.
Un'emergenza attuale, dunque, e in costante ascesa sia nell'Europa occidentale che in quella orientale. "In Italia - aggiunge l'esperto - a preoccuparci molto è l'abitudine sempre più diffusa delle giovani generazioni ad abusare di alcol". Risultato: il fegato grasso, che può evolvere in cirrosi e quindi in cancro, "ha una prevalenza sempre maggiore in età pediatrica", assicura Marra. 'Complici' la vita sedentaria e il cibo spazzatura. C'è poi il problema donne. Raggiunta almeno sulla carta la parità dei sessi, sono sempre di più anche in Italia quelle che si lasciano tentare dal 'bicchiere', forse per superare stress e frustrazioni quotidiane. Ma corrono più pericoli degli uomini perché "sono più sensibili agli effetti dell'alcol - avverte Marra - A parità di consumi riportano un danno epatico maggiore, e rischiano di sviluppare malattie più gravi anche con consumi più moderati". Non è tutto.
"L'alcol non va considerato come un semplice fattore di rischio per il fegato - aggiunge Antonio Craxì, dell'università di Palermo - E' infatti in grado di accelerare l'effetto di altri fattori di rischio epatico, come ad esempio le infezioni da virus dell'epatite", puntualizza l'esperto. L'effetto più diretto è però il fegato grasso. Indagini ecografiche indicano che "la steatosi epatica è presente nel 20-25% degli adulti - riprende Marra - Per l'abuso di alcol, ma anche per cause metaboliche correlate a obesità e diabete di tipo 2", due nuove emergenze fra i bimbi e i giovani italiani. Il fegato grasso "velocizza e peggiora il decorso di altre patologie epatiche - evidenzia il medico - Pur in una minoranza di casi, può inoltre evolvere in cirrosi e aprire le porte al cancro. Infine, da recenti studi il cui merito va in grande parte al nostro Paese, è emerso che la steatosi epatica moltiplica il rischio di eventi cardiovascolari quali infarti e ictus".
Vietato tuttavia stigmatizzare il malato di fegato 'etichettandolo' come alcolista. Le epatopatie hanno anche altre cause e in primis i virus B, C e D, precisa il segretario generale dell'Easl, Jean-Michel Pawlotsky. E' perciò sbagliato percepire le malattie epatiche come condizioni 'auto-inflitte', conclude lo specialista, perché così facendo si rischia di penalizzare diagnosi, terapia e contributi a sostegno della ricerca e della prevenzione. Ancora oggi carenti in tutta Ue.
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titolo: Alcool killer in tutta Europa
fonte: IGN (http://www.adnkronos.com/IGN/hp/index.php)