Quella medica è la categoria professionale con i tassi di suicidio più alti: ogni anno solo negli Stati Uniti tra i 300 e i 400 medici si tolgono la vita, circa uno al giorno. Ora un documentario intitolato “Struggling in silence” cerca di fare luce sul problema. “La depressione non diagnosticata e non trattata, ecco il cuore del problema”, afferma Charles Reynolds, professore di Psichiatria all’University of Pittsburgh School of Medicine e autore nel 2003 di uno dei pochi studi sull’argomento. “Infatti i tassi di incidenza delle depressione nella classe medica risultano identici a quelli nella popolazione generale, ma i tassi di suicidio sono 1,4 volte più elevati”. Perché i medici depressi non si sottopongono ad alcun trattamento né consultano un collega? Perché temono – e in parte hanno ragione – che se ammettono di essere affetti da un disturbo mentale perderanno credibilità professionale, e rischieranno di mettere in pericolo il loro posto di lavoro e i loro introiti. Il documentario “Struggling in silence” fa da apripista a un sito internet realizzato dalla American Foundation for Suicide Prevention (AFSP), www.doctorswithdepression.org: “Se insegnamo ai medici a riconoscere i propri sintomi depressivi”, spiega Paula Clayton, direttore sanitario della AFSP, “la sapranno riconoscere meglio anche nei loro pazienti”.


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titolo: Medici e suicidio, un documento indaga
fonte: Yahoo! Salute (http://it.health.yahoo.net)