E' strano come un oggetto possa diventare il peggior nemico di una persona. eppure a chi è affetto da disturbi alimentari succede proprio questo. un semplicissimo specchio o un' innocua bilancia possono apparire come dei veri e propri spettri e allo stesso tempi i piu intimi amici, gli unici a cui poter confidare come ci si sente e quello che si prova...GRASSA, INUTILE E GRASSA....
E' questo quello che si prova: un grandissimo senso di vuoto così profondo da apparire incolmabile, una forte sensazione di estraneità al mondo e alle persone che sono intorno, che pur essendo nella realtà vicine, appaiono come estranei.
Anoressia o bulimia di cui si voglia parlare, l unica cosa da dire e che sono entrambe alla apparenza malattie inspiegabili.
"si gode a farsi del male essenzialmente per colpire a chi è vicino, si cerca di attirare l attenzione e nello stesso tempo si finisce per odiare-amare chi commenta quella magrezza.
Eppure lo specchio riglette sempre la stessa immagine, anzi i difetti ed i chili non fanno che aumentare.
Nei pochi attimi di licidità in questa situazione di distorsione della realtà, si prova un forte senso di paura, tristezza e angoscia, così apparentementi impossibili da superare che diventa piu facile rifugiarsi in un barattolo di nutella o in una ciclette.
Dilaniati eppure felici, felici di avere il controllo, almeno su qualcosa in una vita sempre piu estranea.
Si piange specialmente di notte, per non farsi vedere o sentire, perche per gli altri si è perfetti, si deve essere perfetti. UN SORRISO PERENNE STAMPATO SUL VOLTO E UN DOLORE IMMENSO NELL' ANIMA.
alla base di questi disturba nella maggior parte dei casi ci sono problemi di una certa gravità e non solo; il non piacersi, che potrebbe essere definito come la goccia che fa traboccare il vaso.
Problemi forti e duri da risolvere: situazioni familiari difficili, la perdita di una persona cara, abusi subiti durante l infanzia o l' asclusione da parte dei propri coetanei.. questi sono solo degli esempi.
non sempre è facile ammettere la propria situazion, accettarla o rendersi conto della sua gravità, la si trascina dietro per anni, quella convinzione di star bene. ed anche dopo che si è riusciti a compiere un primo passo verso la guarigione sembra piu facile ricadere in quel buio che accendere la luce in maniera definitiva.
persino la consapevolezza che l' unica fine possibile oltre la guarigione, sia la morte non spinge a svegliarsi.
L' unico modo per uscirne è volerlo ed avere la forza di chiedere aiuto e non vergognarsi di farlo....
questo articolo l ho scritto 3 anni e mezzo fa..quasi 4. insieme ad una mia amica.
anche lei aveva lo stesso problema solo che lei ne parlava con gli altri lei aveva il coraggio di dire "aiutatemi". adesso lei sta bene dice che ne è uscita e sono contenta per lei...
io non è che ho vergogna a dire aiutatemi, è che non mi piace chiedere aiuto e sto zitta agli occhi di chi sta con me risulto serena e senza pensieri..invece poi sono un continuo lamentarmi e prendermela con me stessa...
facendo un resoconto in questi 4 anni son cambiate pochissime cose..tipo adesso non è piu una ripicca contro i mii genitori o la ferita della morte di mio nonno...(almeno penso) adesso è gira tutto intorno ad una frase..."devo dimagrire"
ecco dai un pezzettino piccolo piccolo di me ve l ho dato stavolta....