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Versione completa: Cara mamma
Ilsolenellavita > Spazio all' anima > Segreta-Mente
clara
Cara mamma, ti scrivo perchè ho bisogno di dirmi delle cose.
Ho capito, già da molto tempo ho capito tante cose. Ho capito che quando ero molto piccola la mia sorella maggiore aveva problemi di salute seri, e purtroppo permaneti. Era normale che tu e papà vi occupaste molto di più di lei, perchè ne aveva più bisogno. E come facevo a non capirlo d'altronde, ti ricordi quante volte me lo ripetevi? "tu hai la fortuna di stare bene, devi capire e sopportare"", me lo dicevi continuamente. Poi ho capito anche che quando avevo 8 anni ed è nato il mio fratellino, allora era lui ad avere più bisogno di voi. Così ho pensato bene di mettermi d parte e non più osato chiedervi quasi niente. E' vero mamma che non vi ho mai dato grossi problemi?
Avevo capito.
Poi col tempo ho capito una cosa ancora più difficile. Ho capito che quando oltre a mettermi un pò da parte non facevi altro che dirmi che ero un'incapace, che ero una frana e che non ti davo nessuna soddisfazione, che ero troppo addormentata e tranquilla, che non ti aiutavo per niente con i miei fratelli e con la casa, quando scoraggiavi qualsiasi mia iniziativa, magari fatta solo per conquistarti, per mettermi un pò in mostra, non capivi il male che mi avresti fatto. Non ci arriveresti mai capirlo mamma, nemmeno ora, nemmeno di fronte all'evidenza. Ed io ora ho accettato anche i tuoi limiti.
Però lo sai che prezzo ho dovuto pagare per capire in fretta tutte queste cose? Cercherò di spiegarmelo cara mamma: Ho dovuto soffocare una bambina molto sensibile, che aveva bisogno di conferme e attenzioni, l'ho rinchiusa dentro di me e ordinato di tacere, possibilmente di sparire. Ma non c'è l'ho fatta mamma, lei è ancora qui e quelle cose non le ha ancora capite. Anzi ora scalpita per uscire e io non ce la faccio più a trattenerla. Mi sforzo, mamma, mi sforzo terribilmete, mi controllo continuamente, ma lei ora non si accontenta più di piangere ogni tanto. Allora mamma io le devo permettere di uscire, non ho idea di come si faccia, ma so che devo. Perchè voglio provare a darle ragione, voglio prenderla per mano e tentare di spiegarle che non c'è niente di male a volere attenzioni, che si sarebbe meritata anche qualche complimento, qualche rassicurazione, che forse non ha sbagliato lei a non capire, ma tu a chiedermelo mamma.
Lo sai che è difficile? Lo sai che mi vergogno, che mi sento in colpa e che continuo tutt'ora spesso a pensare che sono solo cavolate, che dovrei fare un bel respiro e pensare a chi ha problemi più seri?
Ma si da il caso che io sto avendo problemi più seri mamma, e tu non lo immagini memmeno lontanamente.
Io ho capito mamma, anche più di quello che hai saputo spiegarmi, e che non chiederò il vostro aiuto neanche adesso che sto male. Continuerò a stare in famiglia in punta di piedi, per paura di rovinare equilibri delicatissimi. Non ti preoccupare mamma, non peseranno su di voi i miei problemi.
Io so bene come affrontere le cose senza il tuo aiuto.
puledro1
Clara, mi hai fatto venire i brividi leggendo.
Il mestiere di "genitore" non lo insegnano.
Si impara via via sul campo...
Si sbaglia... Sia i genitori che i figli sbagliano... Ma quello che conta è il sentimento che hai dentro.
Perchè non le leggi questo topic che hai scritto?
Potrebbe aprire le porte del dialogo fra voi due...
Magari anche tua mamma cerca un appiglio per aprirsi con te...
Magari anche lei ci soffre... Se riuscissi ad aprirti con lei, credo che lo pisicologo non ti servirebbe....
sele
clara, non puoi restare rinchiusa nel silenzio della tua ipersensibilità... anche se sai, che il tuo mondo, non sarà mai altra cosa, se non quello che è per te nella tua percezione. ma, tenersi tutto dentro, è un'impresa ardua, che col tempo, distorce anche gli spazi della percezione.
Cymorill
ormai nn ce nulla da fare. però sai, uno scusa detto dalla madre anche se è tardie nn serve più a nulla, fa bene. fa molto bene. quindi io a tua madre sta lettera la darei. glielo farei capire. poi nel pratico tu continuerai lo stesso a sbrigartela da sola, per la tua strada , però se ti chiederà scusa nn serberai più rancore ma semplicemente accetterai che lei ti vuole un mondo di bene ma che ormai è andata così.
clara
Mia madre è convintissima di essere stata il miglior genitore che un figlio potesse sperare di avere, non l'ho mai vista ammettere una colpa, e ogni volta che qualcuno la mette di fronte a qualche sua mancanza, ci sfianca con il racconto della sua vita difficile e piena di sacrifici, fino a quando non ti senti sufficientemente in colpa per chiederle perdono dell'affronto.
La lettera era per me non per lei, anche se tutt'ora mi infastidiscono molti suoi atteggiamenti, ho imparato a prendere il buono, a dare alle sue parole il giusto peso e a tenerla a distanza di sicurezza dalla mia vita.
Io credo che ci si possa confrontare con persone che possano essere in grado di farlo, che la sincerità e lo sfogo non siano sempre la soluzione migliore e che la famiglia possa essere coinvolta da chi soffre di questi problemi quando può rappresentare una risorsa e non un ostacolo.
Lo so benissimo che a suo modo mi vuole bene, ma è il modo sbagliato, almeno per me, e questo mi ha creato dei problemi. Razionalmente non ce l'ho con lei, ora il nostro rapporto va tutto sommato bene, nei limiti del possibile e della mia pazienza, però il passato mi ha lasciato una voragine di carenze, insicurezze e di rabbia. Ed io a questo passato non posso rispondere con la ragione, come ho fatto fino ad adesso, respingendo quelle che razionalmente si possono definire scicchezze, ma devo farlo passando attraverso l'irrazionalità delle mie paure delle mie ansie e dei miei blocchi.
Io vi ringrazio per le vostre risposte e i vostri consigli, ma per seguirli dovrei spiegare che cos' è il mare a chi non lo ha mai voluto o saputo vedere, e francamente potrei non averne più voglia.
Cymorill
hi scritto una risposta stupenda.

davvero stupenda e chiarissima.

tante volte ho pensato i medesimi concetti, anche cn alcune metafore in comune... si. ci sono rimasta un po male sinceramente. ti sento un po "sorella" dopo aver letto i tuoi post.

però...


come dici tu bisogna pensare prima di tutto al nostro bene personale perchè la vita è nostra. un dono che solo noi possiamo scartare e sempre come dici te bisogna trovare il mezzo giusto per ogni cosa. ciò che sembra scontato esserlo magari nn lo è per niente. solo noi ad istinto possiamo saperlo.
Cymorill
ora a me spiace che tua madre abbia avuto un infanzia orribile. pure la mia.. però nn è giusto che questo tocchi noi. nel senso che noi possiamo aiutare nostra madre a risolvere certi nodi dell infanzia senza però sfregiarci dentro. questo non è compito nostro. esistono i limiti e questo qui è un limite. ti aiuto finchè nn mi danneggio. ce lo insegnano da bambini ma qualcuno ci ha pure insegnato cose come l egoismo e la codardia.. bah.. c'è una confusione totale sul significato di certe parole e i poveri bambini come me vengono allevati cn un vero e proprio bordello nella zucca.

essere madre della propria madre a 8 anni nn ti rende la vita facile. e se dopo tua madre ti vede "problematica" forse è anche il cao di spiegarle il perchè in modo molto pacato asciutto e sereno. d altronde nn è nemmneo colpa di tu amadre o mia , se hanno avuto un infanzia terribile. nessuno sta incolpando nesusno
federica
QUOTE (Cymorill @ Jul 22 2008, 11:59 AM) *
ora a me spiace che tua madre abbia avuto un infanzia orribile. pure la mia.. però nn è giusto che questo tocchi noi. nel senso che noi possiamo aiutare nostra madre a risolvere certi nodi dell infanzia senza però sfregiarci dentro. questo non è compito nostro. esistono i limiti e questo qui è un limite. ti aiuto finchè nn mi danneggio. ce lo insegnano da bambini ma qualcuno ci ha pure insegnato cose come l egoismo e la codardia.. bah.. c'è una confusione totale sul significato di certe parole e i poveri bambini come me vengono allevati cn un vero e proprio bordello nella zucca.

essere madre della propria madre a 8 anni nn ti rende la vita facile. e se dopo tua madre ti vede "problematica" forse è anche il cao di spiegarle il perchè in modo molto pacato asciutto e sereno. d altronde nn è nemmneo colpa di tu amadre o mia , se hanno avuto un infanzia terribile. nessuno sta incolpando nesusno

Avete perfettamente ragione tutt'e due! Quando ho letto la tua lettera clara,mi sono venuti i brividi ed allo stesso tempo mi sono sentita molto triste, vorrei che tu riuscissi a prendere per mano quella bambina che c'è in te e a darle tutte le attenzioni che non ha avuto . Io sono mamma , ma sono stata figlia e purtroppo sò cosa significa fare da madre alla propria madre quando una bambina dovrebbe pensare a giocare spensierata, ma purtroppo non lo può fare perchè capisce che la madre non ha nessuno su cui contare se non quella figlia . La mia infanzia mi ha segnata molto e tutti gli anni d'analisi mi hanno fatto capire che ansia, depressione, attacchi di panico provengono dalle violenze fisiche e psitiche che ho subito da bambina è terribilmente difficile dire alla propria madre :"aiutami" io non l'ho mai fatto e lei non l'ha mai capito. Quando sono diventata mamma , ho cercato con tutte le mie forze d'essere per i miei figli una madre sufficentemente buona ed attenta , perchè sapete ragazze è molto difficile fare la mamma quando non hai avuto nessuno da prendere come esempio. nonostante l'età la sento anch' io dentro di me quella bambina che ogni tanto si arrabbia e chiede il perchè di tanta sofferenza subita, allora mi accorgo che provo molto affetto ed empatia per tutti quei bambini di cui mi occupo ed è come se prendendomi cura di loro ,io mi prendessi un pò cura di quella bambina che c'è in me . Scusate mi sono dilungata un pò troppo , ma come ripeto sò cosa vuol dire ad otto anni fare la madre della propria madre, perciò anche se può servire a poco , avete tutta la mia comprensione e solidarietà !
Un abbraccio federica
querelle
Non so bene il motivo, però a me questi discorsi non tornano. A livello linguistico e razionale non fanno una piega, però un sentimento profondo mi dice che si tratta di divagazioni. Per me il disagio di cui parliamo non è il nostro ed affonda le sue radici in tutta la storia dell'umanità...il sentirci i protagonisti di questo malessere ci annebbia l'osservazione e la semplicità del vivere si articola in queste giustificazioni date a posteriori e costruite per cercare delle sicurezze che in realtà forse non esistono. Con questo non voglio assolutamente mettere in dubbio la nostra buona fede. Il puntoperò credo sia oltre...o meglio, molto più vicino di quanto si pensi. Queste cognizioni che ci costruiamo sono il retaggio della nostra cultura per la quale mettere in discussione se stessa è qualcosa di profondamente terrificante.
Difficile spiegarmi ed al tempo stesso far avvertire il rispetto profondo che ho per questo nostro brancolare nel buio delle nostre anime.

querelle (desideroso di non avere un centro come un cane non vorrebbe una catena al collo legata ad un palo)
federica
QUOTE (querelle @ Jul 22 2008, 05:10 PM) *
Non so bene il motivo, però a me questi discorsi non tornano. A livello linguistico e razionale non fanno una piega, però un sentimento profondo mi dice che si tratta di divagazioni. Per me il disagio di cui parliamo non è il nostro ed affonda le sue radici in tutta la storia dell'umanità...il sentirci i protagonisti di questo malessere ci annebbia l'osservazione e la semplicità del vivere si articola in queste giustificazioni date a posteriori e costruite per cercare delle sicurezze che in realtà forse non esistono. Con questo non voglio assolutamente mettere in dubbio la nostra buona fede. Il puntoperò credo sia oltre...o meglio, molto più vicino di quanto si pensi. Queste cognizioni che ci costruiamo sono il retaggio della nostra cultura per la quale mettere in discussione se stessa è qualcosa di profondamente terrificante.
Difficile spiegarmi ed al tempo stesso far avvertire il rispetto profondo che ho per questo nostro brancolare nel buio delle nostre anime.

querelle (desideroso di non avere un centro come un cane non vorrebbe una catena al collo legata ad un palo)

Tu pensi che sedici anni di analisi non siano abbastanza per mettere in discussione se stessi?
Sapessi quante cose terrificanti vengono fuori , non solo di quello che hai subito , ma anche di come realmente sei e quanti conflitti prima di poterti accettare... io ancora non ci sono riuscita del tutto !!!
querelle
QUOTE (federica @ Jul 22 2008, 05:46 PM) *
Tu pensi che sedici anni di analisi non siano abbastanza per mettere in discussione se stessi?
Sapessi quante cose terrificanti vengono fuori , non solo di quello che hai subito , ma anche di come realmente sei e quanti conflitti prima di poterti accettare... io ancora non ci sono riuscita del tutto !!!


Ti và di affrontare la questione senza presupposti?
federica
QUOTE (querelle @ Jul 22 2008, 05:49 PM) *
Ti và di affrontare la questione senza presupposti?

Lo faccio volentieri però non mi è possibile dilungarmi .Mi raccomando non mi massacrare!!!
querelle
...
Cymorill
.. te hai una forma ossessiva molto accentuata e localizzata..

O_O

sei ossessionato da questi scritti che mescoli , riproponi, riarrangi , ricopi ........ continuamente. ma riesci a dormire?
querelle
QUOTE (Cymorill @ Jul 22 2008, 06:02 PM) *
.. te hai una forma ossessiva molto accentuata e localizzata..

O_O

sei ossessionato da questi scritti che mescoli , riproponi, riarrangi , ricopi ........ continuamente. ma riesci a dormire?


Se non ti interesso io, ne quello che posto, perchè fai simili osservazioni scusa? Ma così tanto per sapere. Cosa ti cambia se io sono o non sono ossessionato? Se dormo o se non dormo. Bho, beato chi ti capisce.
querelle
Per me la vita e la conoscenza di se ha un valore sacro che và al di là dei micetti, delle merendine Kinder e degli intrallazzi tra i politici.
federica
Grazie, è un pò difficile da capire però credo di esserci riuscita!
querelle
QUOTE (federica @ Jul 22 2008, 06:13 PM) *
Grazie, è un pò difficile da capire però credo di esserci riuscita!


;-)...ma che ne sò, io certe volte (magari mi spaventa un pò la cosa) mi chiedo:-Ma perchè siamo insofferenti e sto mondo è incentrato sul conflitto? Ci provo, ho solo una vita ed a costo di impazzire mi gioco le mie carte.
Grazie infinite comunque per l'interessamento. Mi fà piacere a prescindere confrontarmi.
Ciao Federica
Cymorill
"a prescindere "

ti fa piacere confrontarti anche con me quindi?

allora perchè mi dici di disinteressarmi a te se ti faccio un osservazione?

beh beh nn rispondere.

a me nn fa piacere a prescindere confrontarmi tongue.gif
querelle
QUOTE (Cymorill @ Jul 22 2008, 06:58 PM) *
"a prescindere "

ti fa piacere confrontarti anche con me quindi?

allora perchè mi dici di disinteressarmi a te se ti faccio un osservazione?

beh beh nn rispondere.

a me nn fa piacere a prescindere confrontarmi tongue.gif


Mi piacerebbe di + se mi invitassi da te per fare l'amore...però non dire una cazzo di parola. M'hai rotto
querelle
Però sono diventato davvero l'orsacchiotto ciccione con il papillon blu sulla sedia all'ingresso delle case
federica
QUOTE (querelle @ Jul 22 2008, 07:09 PM) *
Mi piacerebbe di + se mi invitassi da te per fare l'amore...però non dire una cazzo di parola. M'hai rotto

Ragazzi , mi avete fatto morire dal ridere ! Le vostre discussioni sono un'ottima terapia contro la depressione!!!!!
querelle
QUOTE (federica @ Jul 22 2008, 07:44 PM) *
Ragazzi , mi avete fatto morire dal ridere ! Le vostre discussioni sono un'ottima terapia contro la depressione!!!!!


querelloxetina
Cymorill
dovete sapere clara e fede che ho un orsacchiotto a grandezza quasi naturale, verosimile direi, con un papillon di velluto blu elettrico e due occhioni molto buoni. posizionato su una poltrona verde antico di velluto in camera mia. lui è il mio guardiano dei sogni.

e che nessuno osi paragonarsi a lui ! >.<
clara
Scusa Querelle, io non ho capito per niente....sostieni che il disordine e il conflitto fanno parte della natura umana e sociale e che dovremmo semplicemente imparare a governarlo?
querelle
QUOTE (clara @ Jul 22 2008, 09:04 PM) *
Scusa Querelle, io non ho capito per niente....sostieni che il disordine e il conflitto fanno parte della natura umana e sociale e che dovremmo semplicemente imparare a governarlo?


Bhe parlo per me...lungi da me fornire un modus vivendi estendibile a tutta la razza umana. Personalmente il conflitto dentro di me lo sento e come; se poi mi guardo intorno il panorama ne ricalca i tratti senza soluzione di continuità. Da un pò di tempo affronto questi aspetti sensa rammarichi e senza l'intenzione recondita di cambiare le cose. Mi accontenterei, per così dire, di avere un rapporto con queste problematiche il più limpido e sereno possibile.
Davvero mi chiedo:-Ma potrei vivere in modo più sereno senza rimanere ferito e ferire a mia volta gli altri? Perchè è questo che facciamo...ti pare?
Mi sembra che abbiamo una conoscenza di noi molto superficiale. Siamo andati sulla luna, però se uno al semaforo ci fà un gestaccio, andiamo ancora su tutte le furie. Siamo pronti ad aggredirci pur di non far intaccare le nostre idee e le nostre sicurezze. Sono il primo a farlo e me ne rendo conto.
Anche parlando delle nostre infanzie "interrotte", c'è un sentimento di ostilità di fondo....un groppo di cui vogliamo necessariamente trovare un responsabile all'esterno.
Mi fermo e mi domando come fanno questi avvenimenti ad avere un impatto simile dentro di me? In cosa fanno presa?
Ora non ti dico che se uno mi dà un calcio, mi prendo la responsabilità; parlo della sofferenza psicologica...dell'io e del modo in cui si struttura.
Magari sbaglio approccio e sono pronto a tornare ogni momento sui miei passi...sinceramente dico.
C'è amore nelle nostre vite o sono un groviglio di soddisfazione reciproca dei propri bisogni?
Vado a fare uno spuntino, non vorrei dimagrire di qualche etto.
Ciao...
federica
QUOTE (querelle @ Jul 23 2008, 01:38 AM) *
Bhe parlo per me...lungi da me fornire un modus vivendi estendibile a tutta la razza umana. Personalmente il conflitto dentro di me lo sento e come; se poi mi guardo intorno il panorama ne ricalca i tratti senza soluzione di continuità. Da un pò di tempo affronto questi aspetti sensa rammarichi e senza l'intenzione recondita di cambiare le cose. Mi accontenterei, per così dire, di avere un rapporto con queste problematiche il più limpido e sereno possibile.
Davvero mi chiedo:-Ma potrei vivere in modo più sereno senza rimanere ferito e ferire a mia volta gli altri? Perchè è questo che facciamo...ti pare?
Mi sembra che abbiamo una conoscenza di noi molto superficiale. Siamo andati sulla luna, però se uno al semaforo ci fà un gestaccio, andiamo ancora su tutte le furie. Siamo pronti ad aggredirci pur di non far intaccare le nostre idee e le nostre sicurezze. Sono il primo a farlo e me ne rendo conto.
Anche parlando delle nostre infanzie "interrotte", c'è un sentimento di ostilità di fondo....un groppo di cui vogliamo necessariamente trovare un responsabile all'esterno.
Mi fermo e mi domando come fanno questi avvenimenti ad avere un impatto simile dentro di me? In cosa fanno presa?
Ora non ti dico che se uno mi dà un calcio, mi prendo la responsabilità; parlo della sofferenza psicologica...dell'io e del modo in cui si struttura.
Magari sbaglio approccio e sono pronto a tornare ogni momento sui miei passi...sinceramente dico.
C'è amore nelle nostre vite o sono un groviglio di soddisfazione reciproca dei propri bisogni?
Vado a fare uno spuntino, non vorrei dimagrire di qualche etto.
Ciao...

Voglio farti un esempio: se osserviamo un bambino appena nato , ci accorgiamo che il suo unico bisogno è quello di essere nutrito ed accudito. ora immagina la mente dello stesso bambino, anche essa se non viene nutrita ed accudita mano, a mano che cresce come potrà affrontare le difficoltà della vita se non c'è stato un genitore o una figura genitoriale che sono stati sufficentemente capaci d'infondere al piccolo un pò di fiducia in sè stesso , non denigrandolo quando sbaglia , ma incoraggiandolo e proteggendolo facendogli sentire che c'è un papà , una mamma o meglio ancora tutti e due su cui lui può contare .Tu sai bene che la mente del bambino è come un quaderno bianco ,dove ognuno può scriverci quello che vuole , per questo và protetta !
Sai que, io ho sempre difeso i miei genitori non li ho mai messi in discussione pensavo che le frustate di mio padre,gli abusi mentali , e fisici di altre persone e il disinteresse da parte di mia madre , fossero una cosa giusta io ero una bambina che meritava il loro modo di essere! Mi sentivo in colpa anche quando ho cominciato a soffrire d'ansia ,depressione ed attacchi di panico (adesso sò dare un nome a quel malessere che quando avevo sedici anni il medico chiamava esaurimento nervoso.)Come ho già scritto sedici anni fà ho cominciato un'analisi freudiana ed ho cominciato a scavare , sapessi quanta rabbia è venuta fuori , ma la rivolgevo verso me stessa perchè avevo paura di fare del male a qualcun' altro, allora ho cominciato a tagliuzzarmi , bruciarmi ecc..ecc..perchè solo sentendo il dolore fisico riuscivo a non sentire il dolore mentale , molto più difficile da sopportare . Da lì ho cominciato a capire quello che in fondo sapevo già , io ero il prodotto della mia infanzia .Non si vuole trovare un colpevole , perchè credo che la maggior parte dei genitori sbagli in buona fede e non si renda conto del male che può fare o stà facendo al proprio figlio-a.
Ti ho spiegato come la penso , in base alla mia esperienza personale , accetto però tutte le altre opinioni diverse dalla mia e le prendo in considerazione perchè sù una questione del genere sono aperta a tutto !
ciao!
clara
QUOTE (querelle @ Jul 23 2008, 01:38 AM) *
Bhe parlo per me...lungi da me fornire un modus vivendi estendibile a tutta la razza umana. Personalmente il conflitto dentro di me lo sento e come; se poi mi guardo intorno il panorama ne ricalca i tratti senza soluzione di continuità. Da un pò di tempo affronto questi aspetti sensa rammarichi e senza l'intenzione recondita di cambiare le cose. Mi accontenterei, per così dire, di avere un rapporto con queste problematiche il più limpido e sereno possibile.
Davvero mi chiedo:-Ma potrei vivere in modo più sereno senza rimanere ferito e ferire a mia volta gli altri? Perchè è questo che facciamo...ti pare?
Mi sembra che abbiamo una conoscenza di noi molto superficiale. Siamo andati sulla luna, però se uno al semaforo ci fà un gestaccio, andiamo ancora su tutte le furie. Siamo pronti ad aggredirci pur di non far intaccare le nostre idee e le nostre sicurezze. Sono il primo a farlo e me ne rendo conto.
Anche parlando delle nostre infanzie "interrotte", c'è un sentimento di ostilità di fondo....un groppo di cui vogliamo necessariamente trovare un responsabile all'esterno.
Mi fermo e mi domando come fanno questi avvenimenti ad avere un impatto simile dentro di me? In cosa fanno presa?
Ora non ti dico che se uno mi dà un calcio, mi prendo la responsabilità; parlo della sofferenza psicologica...dell'io e del modo in cui si struttura.
Magari sbaglio approccio e sono pronto a tornare ogni momento sui miei passi...sinceramente dico.
C'è amore nelle nostre vite o sono un groviglio di soddisfazione reciproca dei propri bisogni?
Vado a fare uno spuntino, non vorrei dimagrire di qualche etto.
Ciao...





io invece penso un'altra cosa....penso che i problemi di ansia siano prodotti da un eccesso di consapevolezza e non dalla sua mancanza, certo io parlo per me, ma penso anche che molti si possano ritrovare nelle mie parole. insomma è questa percezione eccessiva del disordine e del conflitto che porta al tentativo di controllarlo, ad irrigidirsi per non farsi piegare, a rinchidersi in se stessi per non perdersi fuori. Penso che di qusti problemi ci sia due modi per non soffrirne: il primo è quelllo di non accorgersene, di non essersi mai posto il problema insomma, mentre il secondo è quello di chi si lascia attraversare volentieri da questa complessità, ma ha radici talmente solide che invece di soffrirne si alimenta e si arricchisce attraverso questa.
Per quanto riguarda l'introspezione, io pagherei volentieri per mandare a fanculo la mia, credimi, perchè penso che mi abbia regalato una certa prrofondità ma anche una montagna di problemi e insicurezze. Insomma molti di quelli che sbraitano davanti ad un semaforo poi vanno a casa e dormono sonni tranquilli, ma c'è chi non fa altro che pensare e ripensare all'adeguatezza dei propri comportamenti e alle posibili conseguenze delle sue azioni, in un continuo "cosa devo fare ora? come mi devo comportare?avrò fatto bene?percchè mi sono comportata in quel modo? e giù a rimorsi, sensi di colpa e di incapacità....
Per quanto riguarda lo scarica barile,ossia l'attribuzione dei nostri problemi su cause esterne, non credi che dopo anni passati a considerarsi gli unici incapaci responsabili dei propri disagi, non faccia bene tirare in ballo un pò anche gli altri?
querelle
...
querelle
QUOTE (clara @ Jul 23 2008, 09:06 AM) *
io invece penso un'altra cosa....penso che i problemi di ansia siano prodotti da un eccesso di consapevolezza e non dalla sua mancanza, certo io parlo per me, ma penso anche che molti si possano ritrovare nelle mie parole. insomma è questa percezione eccessiva del disordine e del conflitto che porta al tentativo di controllarlo, ad irrigidirsi per non farsi piegare, a rinchidersi in se stessi per non perdersi fuori. Penso che di qusti problemi ci sia due modi per non soffrirne: il primo è quelllo di non accorgersene, di non essersi mai posto il problema insomma, mentre il secondo è quello di chi si lascia attraversare volentieri da questa complessità, ma ha radici talmente solide che invece di soffrirne si alimenta e si arricchisce attraverso questa.
Per quanto riguarda l'introspezione, io pagherei volentieri per mandare a fanculo la mia, credimi, perchè penso che mi abbia regalato una certa prrofondità ma anche una montagna di problemi e insicurezze. Insomma molti di quelli che sbraitano davanti ad un semaforo poi vanno a casa e dormono sonni tranquilli, ma c'è chi non fa altro che pensare e ripensare all'adeguatezza dei propri comportamenti e alle posibili conseguenze delle sue azioni, in un continuo "cosa devo fare ora? come mi devo comportare?avrò fatto bene?percchè mi sono comportata in quel modo? e giù a rimorsi, sensi di colpa e di incapacità....
Per quanto riguarda lo scarica barile,ossia l'attribuzione dei nostri problemi su cause esterne, non credi che dopo anni passati a considerarsi gli unici incapaci responsabili dei propri disagi, non faccia bene tirare in ballo un pò anche gli altri?


Penso che non servano a nulla nessuno dei due atteggiamenti...mi chiedo se è possibile osservarci senza prendere le distanze da noi, condannandoci o giustificandoci...cosa cambia scusa...sono le due faccie della stessa medaglia. La medaglia è l'idea che abbiamo di noi che proprio quell osu cui fà presa la sofferenza.
federica
QUOTE (clara @ Jul 23 2008, 09:06 AM) *
io invece penso un'altra cosa....penso che i problemi di ansia siano prodotti da un eccesso di consapevolezza e non dalla sua mancanza, certo io parlo per me, ma penso anche che molti si possano ritrovare nelle mie parole. insomma è questa percezione eccessiva del disordine e del conflitto che porta al tentativo di controllarlo, ad irrigidirsi per non farsi piegare, a rinchidersi in se stessi per non perdersi fuori. Penso che di qusti problemi ci sia due modi per non soffrirne: il primo è quelllo di non accorgersene, di non essersi mai posto il problema insomma, mentre il secondo è quello di chi si lascia attraversare volentieri da questa complessità, ma ha radici talmente solide che invece di soffrirne si alimenta e si arricchisce attraverso questa.
Per quanto riguarda l'introspezione, io pagherei volentieri per mandare a fanculo la mia, credimi, perchè penso che mi abbia regalato una certa prrofondità ma anche una montagna di problemi e insicurezze. Insomma molti di quelli che sbraitano davanti ad un semaforo poi vanno a casa e dormono sonni tranquilli, ma c'è chi non fa altro che pensare e ripensare all'adeguatezza dei propri comportamenti e alle posibili conseguenze delle sue azioni, in un continuo "cosa devo fare ora? come mi devo comportare?avrò fatto bene?percchè mi sono comportata in quel modo? e giù a rimorsi, sensi di colpa e di incapacità....
Per quanto riguarda lo scarica barile,ossia l'attribuzione dei nostri problemi su cause esterne, non credi che dopo anni passati a considerarsi gli unici incapaci responsabili dei propri disagi, non faccia bene tirare in ballo un pò anche gli altri?

come fai a non porti il problema se il problema esiste e non riesci ad ignorarlo? E riguardo il lasciarsi attraversare dalla complessità , lo hai scritto anche tu dovrebbe avere radici solide e chi le può dare se non i nostri genitori?
Non credo che faccia bene essere consapevoli che le persone che tu ami di più, siano state causa dei tuoi problemi sapessi per quanti anni non l'ho accettata questa consapevolezza io li ho sempre adorati e protetti i miei genitori , anche adesso che sono morti non ne parlo perchè voglio infangarne la memoria , ma perchè è qualcosa che ho vissuto e come ripeto loro non credo siano mai stati(come tutti i genitori) consapevoli del male che potevano fare, c'erano dei problemi in famiglia a quei tempi e mia madre non stava bene...
Riguardo l'introspezione alcune volte anche io l'ho pensata come te , però mi ha aiutata a capire tante cose anche come sono realmente e per farti un esempio, io mi comportavo fino a poco tempo fa, da brava "bambina" avevo sempre paura del giudizio degli altri , ma mi sono resa conto che non sono e non devo essere una persona perfetta , sono egoista, mi arrabbio, se qualcuno dovesse fare del male alle persone che amo o a me stessa stai pur certo che saprei difedermi, insomma ho tantissimi difetti però l'analisi mi ha insegnato una cosa , a mettermi in discussione e ad ammettere i miei torti! A qualcosa è pur servita !
federica
QUOTE (clara @ Jul 23 2008, 09:06 AM) *
io invece penso un'altra cosa....penso che i problemi di ansia siano prodotti da un eccesso di consapevolezza e non dalla sua mancanza, certo io parlo per me, ma penso anche che molti si possano ritrovare nelle mie parole. insomma è questa percezione eccessiva del disordine e del conflitto che porta al tentativo di controllarlo, ad irrigidirsi per non farsi piegare, a rinchidersi in se stessi per non perdersi fuori. Penso che di qusti problemi ci sia due modi per non soffrirne: il primo è quelllo di non accorgersene, di non essersi mai posto il problema insomma, mentre il secondo è quello di chi si lascia attraversare volentieri da questa complessità, ma ha radici talmente solide che invece di soffrirne si alimenta e si arricchisce attraverso questa.
Per quanto riguarda l'introspezione, io pagherei volentieri per mandare a fanculo la mia, credimi, perchè penso che mi abbia regalato una certa prrofondità ma anche una montagna di problemi e insicurezze. Insomma molti di quelli che sbraitano davanti ad un semaforo poi vanno a casa e dormono sonni tranquilli, ma c'è chi non fa altro che pensare e ripensare all'adeguatezza dei propri comportamenti e alle posibili conseguenze delle sue azioni, in un continuo "cosa devo fare ora? come mi devo comportare?avrò fatto bene?percchè mi sono comportata in quel modo? e giù a rimorsi, sensi di colpa e di incapacità....
Per quanto riguarda lo scarica barile,ossia l'attribuzione dei nostri problemi su cause esterne, non credi che dopo anni passati a considerarsi gli unici incapaci responsabili dei propri disagi, non faccia bene tirare in ballo un pò anche gli altri?

Scusa clara pensavo di rispondere a querelle!!!!
Mi sembrava strano che avesse cambiato idea... che volete farci ragazzi è l'età che avanza...
ciao!
querelle
QUOTE (federica @ Jul 23 2008, 10:03 AM) *
Scusa clara pensavo di rispondere a querelle!!!!
Mi sembrava strano che avesse cambiato idea... che volete farci ragazzi è l'età che avanza...
ciao!


laugh.gif laugh.gif laugh.gif
clara
QUOTE (federica @ Jul 23 2008, 10:03 AM) *
Scusa clara pensavo di rispondere a querelle!!!!
Mi sembrava strano che avesse cambiato idea... che volete farci ragazzi è l'età che avanza...
ciao!



vabbè tanto neanche io mi sono espressa tanto bene!
volevo dire che secondo me ogni persona è il prodotto di un intreccio fra natura e ambiente, ovvero che è possibile che un'altra persona, passando attraverso le mie stesse esperienze, avrebbe potuto reagire diversamente, ossia senza che queste diventassero per lei un problema.
Ed è questo il desiderio che mi ha bloccato per tanto tempo, spingendomi a rifiutare la sofferenza che a me avevano provocato, quello di essere come loro, di non farmi piegare e modellare dagli eventi.
Ammettere di non esserci riuscita è stata dura, tant'è che l'ho fatto solo quando la mia ansia ha cominciato ad impedirmi di fare cose a cui tengo, ma riuscire ad accettare le caratteristiche del mio carattere, imparare a conviverci e magari farne da un punto di debolezza un punto di forza lo sarà ancora di più...tu invece mi sembri proprio sulla buona strada e siccome mi sembra che le nostre storie abbiano qualche punto di contatto questo mi rassicura molto.
Per quanto riguarda la paura del giudizio degli altri, quanto hai ragione federica! E' qunato mi sta costando quella tensione verso la perfezione che inseguo e che mi fa sentire un'idiota tutte le volte che sbaaglio o che non riesco a gestire perfettamente una situzione. Ma farò anch'io qualche passo avanti, perchè voglio recuperare quello che di buono e di capace c'è in me!

A proposito del discorso di Querelle invece, devo ammettere che forse non sono così profonda quanto pensavo, perchè continuo a non afferrarlo. Va bene dai, comincio ad accettare i miei limiti, mi applicherò e studierò con più attenzione le tue parole querelle....

Buon pomeriggio a tutti
Cymorill
devo ammettere che forse nn sono così profonda come pensavo???!!!!!

O_O

tongue.gif stai scherzando .. sicuramente stai scherzando ! tongue.gif
federica
QUOTE (clara @ Jul 23 2008, 02:05 PM) *
vabbè tanto neanche io mi sono espressa tanto bene!
volevo dire che secondo me ogni persona è il prodotto di un intreccio fra natura e ambiente, ovvero che è possibile che un'altra persona, passando attraverso le mie stesse esperienze, avrebbe potuto reagire diversamente, ossia senza che queste diventassero per lei un problema.
Ed è questo il desiderio che mi ha bloccato per tanto tempo, spingendomi a rifiutare la sofferenza che a me avevano provocato, quello di essere come loro, di non farmi piegare e modellare dagli eventi.
Ammettere di non esserci riuscita è stata dura, tant'è che l'ho fatto solo quando la mia ansia ha cominciato ad impedirmi di fare cose a cui tengo, ma riuscire ad accettare le caratteristiche del mio carattere, imparare a conviverci e magari farne da un punto di debolezza un punto di forza lo sarà ancora di più...tu invece mi sembri proprio sulla buona strada e siccome mi sembra che le nostre storie abbiano qualche punto di contatto questo mi rassicura molto.
Per quanto riguarda la paura del giudizio degli altri, quanto hai ragione federica! E' qunato mi sta costando quella tensione verso la perfezione che inseguo e che mi fa sentire un'idiota tutte le volte che sbaaglio o che non riesco a gestire perfettamente una situzione. Ma farò anch'io qualche passo avanti, perchè voglio recuperare quello che di buono e di capace c'è in me!

A proposito del discorso di Querelle invece, devo ammettere che forse non sono così profonda quanto pensavo, perchè continuo a non afferrarlo. Va bene dai, comincio ad accettare i miei limiti, mi applicherò e studierò con più attenzione le tue parole querelle....

Buon pomeriggio a tutti
Può essere che un'altra persona avrebbe potuto reagire diversamente , però ho conosciuto molte persone e sentito altrettante storie , simili alla tua o alla mia e ti assicuro che nessuno ne è uscito immune , si è sempre sotto tensione , con la paura di sbagliare di deludere le altre persone come abbiamo avuto l'impressione di aver deluso le aspettative dei nostri genitori ed allora diventiamo noi i peggiori giudici di noi stessi .Prova a dire alle persone , con i dovuti modi , quello che realmente pensi disinteressandoti di come loro ti possono giudicare, io quando ci sono riuscita mi sono sentita libera ed è stato allora che ho cominciato a pensare a me stessa , come una persona con dei limiti ed ho provato e provo rispetto per quella persona che sono !
Sono dell'opinione che anche un bravo pisicologo ti può aiutare, mi è parso di capire che sei molto giovane perciò vedrai che ce la farai, prendila tu per mano quella bambina e infondile fiducia e amore , ma soprattutto clara non è necessario che tu recuperi niente dentro di te, hai già tutto e chi legge i tuoi post lo ha capito !
Riguardo il discorso di querelle l'ho letto anche io tante volte prima di capirlo è stato difficile anche per me , insomma non era per niente facile !!!!!
clara
Fine settimana da brividi. Pensare che ero quasi contenta di tornare a casa, ma si mi rilasso un pò e poi dai, non è che ci sto poi così male alla fine...
Prima la solita tiepida accoglienza, il rito dei come stai (benissimo non si vede?), un pomeriggio tutto sommato tranquillo e poi pian piano entro nella ragnatela di tensione che si respira spesso a casa mia, nuovi problemi che mia madre ingigantisce, altri che si inventa di sana pianta e poi il classico vortice delle mezze frasi bisbigliate, degli sguardi tesi, e degli scatti nervosi alle mie domande, "la creazione del dramma" insomma.
va bene, esco un pò tanto a casa mia i problemi sono sempre posti in maniera da sembrare insormontabili e senza soluzione, e quando faccio qualche osservazione finisce sempre che manco i sensibilità, di capacità di comprensione e poi io non ci sono mai come faccio a capire, e poi io non so bene come stanno le cose (che non mi vengono spiegate). Insomma meglio vedere un pò di gente....allora vado a vedere un bel concerto, così mi rilasso.....
Solo che anche la coppia dell'anno ha avuto la stessa mia idea e mi passano propio davanti. Ma come, lui solo quando si vedeva con me era per il libero amore?
Se ci fossimo frequentati ancora probabilmente avrei dovuto prendere appuntamento. Va bene l' ho lasciato io ma cosa ci devo fare se non sono portata per le storie affollate? e a poco servono i "non ti meritava" "puoi aspirare a qualcosa di meglio" delle mie amiche.
Certo che mi meritava, è bello colto, intelligente e sicuro di sè e se non vi dispiace io so ancora riconoscere "quello che è meglio".
Diciamo allora che ho sbagliato momento, atteggiamento, che lui non si è posto il problema e io non ho avuto voce per farglielo notare, che l'amore e l'attrazione non bastano e diciamo pure che dopo lui non si è chiuso al mondo a causa della mia perdita.
E gentilmente, vorrei dispensare le mie amiche anche dal terribile "chiodo schiaccia chiodo", perchè prima vorrei trovare un bel quadro da appendere.
Nel frattempo sono da sola e senza bei paesaggi.
Accogliete con pazienza questo mio sfogo un pò troppo "ormonale"
Domani forse sarà una giornata migliore. Intanto oggi sicuramente non lo è.
Un pomeriggio migliore el mio a tutti.
federica
QUOTE (clara @ Jul 28 2008, 02:36 PM) *
Fine settimana da brividi. Pensare che ero quasi contenta di tornare a casa, ma si mi rilasso un pò e poi dai, non è che ci sto poi così male alla fine...
Prima la solita tiepida accoglienza, il rito dei come stai (benissimo non si vede?), un pomeriggio tutto sommato tranquillo e poi pian piano entro nella ragnatela di tensione che si respira spesso a casa mia, nuovi problemi che mia madre ingigantisce, altri che si inventa di sana pianta e poi il classico vortice delle mezze frasi bisbigliate, degli sguardi tesi, e degli scatti nervosi alle mie domande, "la creazione del dramma" insomma.
va bene, esco un pò tanto a casa mia i problemi sono sempre posti in maniera da sembrare insormontabili e senza soluzione, e quando faccio qualche osservazione finisce sempre che manco i sensibilità, di capacità di comprensione e poi io non ci sono mai come faccio a capire, e poi io non so bene come stanno le cose (che non mi vengono spiegate). Insomma meglio vedere un pò di gente....allora vado a vedere un bel concerto, così mi rilasso.....
Solo che anche la coppia dell'anno ha avuto la stessa mia idea e mi passano propio davanti. Ma come, lui solo quando si vedeva con me era per il libero amore?
Se ci fossimo frequentati ancora probabilmente avrei dovuto prendere appuntamento. Va bene l' ho lasciato io ma cosa ci devo fare se non sono portata per le storie affollate? e a poco servono i "non ti meritava" "puoi aspirare a qualcosa di meglio" delle mie amiche.
Certo che mi meritava, è bello colto, intelligente e sicuro di sè e se non vi dispiace io so ancora riconoscere "quello che è meglio".
Diciamo allora che ho sbagliato momento, atteggiamento, che lui non si è posto il problema e io non ho avuto voce per farglielo notare, che l'amore e l'attrazione non bastano e diciamo pure che dopo lui non si è chiuso al mondo a causa della mia perdita.
E gentilmente, vorrei dispensare le mie amiche anche dal terribile "chiodo schiaccia chiodo", perchè prima vorrei trovare un bel quadro da appendere.
Nel frattempo sono da sola e senza bei paesaggi.
Accogliete con pazienza questo mio sfogo un pò troppo "ormonale"
Domani forse sarà una giornata migliore. Intanto oggi sicuramente non lo è.
Un pomeriggio migliore el mio a tutti.

clara, hai provato ad essere tu a sminuzzare il problema che la tua famiglia ritiene sia insormontabile? lo sò non dovrebbe essere così ,però tu con i tuoi cari ci devi convivere e se loro non sono capaci di affrontare con razionalità un problema fallo tu , anche se probabilmente ti sentirai accusare d'insensibilità ecc.. ecc.. tu sai che non sei così come loro pensano che tu sia ed allora diglielo ! di loro quello che pensi , che sei capace di capire , sei sensibile e forse sono loro ad avere un'opinione sbagliata di te !
Riguardo il tuo ex ragazzo , lo sò che non serve a nulla dirti che non ti meritava e che puoi aspirare a qualcosa di meglio , una cosa è certa che se lui ti avesse amata molto , non si sarebbe arreso avrebbe lottato per riconquistarti , allora se ti devo citare un proverbio ti scrivo questo:" Non piangere sul latte versato!" è andata così !Sfogati pure, noi cosa ci stiamo a fare se non per sostenerci e se è possibile aiutarci a vicenda .Io ho letto tutto quello che hai scritto sul forum , tu sei una ragazza intelligente ti stai per laureare e DEVI essere fiera di te stessa , dei traguardi che sei riuscita a raggiungere e se la tua famiglia momentaneamente non lo capisce , non fartene un cruccio impara a dirti da sola un bel :" BRAVA" secondo me hai bisogno di avere un pò di fiducia in te stessa e d'imparare a fregartene del giudizio degli altri . Probabilmente sbaglio ,ma riconosco i sintomi del disagio che stai vivendo in questi giorni .Buona serata clara , te lo auguro con tutto il cuore e vedrai che domani andrà meglio !!!!
clara
QUOTE (federica @ Jul 28 2008, 04:18 PM) *
clara, hai provato ad essere tu a sminuzzare il problema che la tua famiglia ritiene sia insormontabile? lo sò non dovrebbe essere così ,però tu con i tuoi cari ci devi convivere e se loro non sono capaci di affrontare con razionalità un problema fallo tu , anche se probabilmente ti sentirai accusare d'insensibilità ecc.. ecc.. tu sai che non sei così come loro pensano che tu sia ed allora diglielo ! di loro quello che pensi , che sei capace di capire , sei sensibile e forse sono loro ad avere un'opinione sbagliata di te !
Riguardo il tuo ex ragazzo , lo sò che non serve a nulla dirti che non ti meritava e che puoi aspirare a qualcosa di meglio , una cosa è certa che se lui ti avesse amata molto , non si sarebbe arreso avrebbe lottato per riconquistarti , allora se ti devo citare un proverbio ti scrivo questo:" Non piangere sul latte versato!" è andata così !Sfogati pure, noi cosa ci stiamo a fare se non per sostenerci e se è possibile aiutarci a vicenda .Io ho letto tutto quello che hai scritto sul forum , tu sei una ragazza intelligente ti stai per laureare e DEVI essere fiera di te stessa , dei traguardi che sei riuscita a raggiungere e se la tua famiglia momentaneamente non lo capisce , non fartene un cruccio impara a dirti da sola un bel :" BRAVA" secondo me hai bisogno di avere un pò di fiducia in te stessa e d'imparare a fregartene del giudizio degli altri . Probabilmente sbaglio ,ma riconosco i sintomi del disagio che stai vivendo in questi giorni .Buona serata clara , te lo auguro con tutto il cuore e vedrai che domani andrà meglio !!!!


In effetti la rabbia è già quasi sbollita. Mi ha pure chiamato mia madre, perchè ieri all'apice del tripudio di nervi e all'ennesima discussione le ho detto di lasciarmi in pace. Certo la telefonata è durata pochissimo perchè dopo un pò non sappiamo cosa dirci, e ha trovato anche il modo di farmi notare come lei debba sopportare anche i miei sbalzi d'umore (e si ora finisce che sono la figlia ribelle.....), però sta di fatto che l'estate a casa la devo pur passare...

per quanto riguarda il ragazzo con cui mi vedevo, se c'è una cosa che devo riconoscerli è l'onesta. Me lo ha detto hiaramente fin dall'inizio che non mi amava, ma io ero così sprovveduta da pensare di poter gestire tranquillamente la situazione, e che prima o poi lui avrebbe dovuto pur ripagarmi di tutto quel sentimento e di quello dedizione che avevo investito.

Per la fiducia in me stessa invece, la strada è ancora tutta in salita. Tutt'ora le lodi e gli apprezzamenti mi lasciano perlopiù indifferente perchè penso che se le persone sapessero davvero come sono in realtà allora non sarebbero cosi benevole nei miei confronti. Ma va bene così per desso. Mi fa bene scrivere di queste cose, perchè scrivendo diventano concrete, e pian piano perdono la consistenza di paure immotivate, inspiegabili, soffocanti, e mostrano la loro vera natura: problemi e sofferenze ingigantite dal rifiuto di affrontarle, smarrite dal timore di chiamarle per nome , estenuate dal continuo lavoro di controllo e di implosione.
Grazie federica.
federica
QUOTE (clara @ Jul 28 2008, 11:52 PM) *
In effetti la rabbia è già quasi sbollita. Mi ha pure chiamato mia madre, perchè ieri all'apice del tripudio di nervi e all'ennesima discussione le ho detto di lasciarmi in pace. Certo la telefonata è durata pochissimo perchè dopo un pò non sappiamo cosa dirci, e ha trovato anche il modo di farmi notare come lei debba sopportare anche i miei sbalzi d'umore (e si ora finisce che sono la figlia ribelle.....), però sta di fatto che l'estate a casa la devo pur passare...

per quanto riguarda il ragazzo con cui mi vedevo, se c'è una cosa che devo riconoscerli è l'onesta. Me lo ha detto hiaramente fin dall'inizio che non mi amava, ma io ero così sprovveduta da pensare di poter gestire tranquillamente la situazione, e che prima o poi lui avrebbe dovuto pur ripagarmi di tutto quel sentimento e di quello dedizione che avevo investito.

Per la fiducia in me stessa invece, la strada è ancora tutta in salita. Tutt'ora le lodi e gli apprezzamenti mi lasciano perlopiù indifferente perchè penso che se le persone sapessero davvero come sono in realtà allora non sarebbero cosi benevole nei miei confronti. Ma va bene così per desso. Mi fa bene scrivere di queste cose, perchè scrivendo diventano concrete, e pian piano perdono la consistenza di paure immotivate, inspiegabili, soffocanti, e mostrano la loro vera natura: problemi e sofferenze ingigantite dal rifiuto di affrontarle, smarrite dal timore di chiamarle per nome , estenuate dal continuo lavoro di controllo e di implosione.
Grazie federica.

Brava clara ,scrivi se capisci che ti fà bene e soprattutto tira fuori l' emozioni senza paura di essere giudicata, quì siamo tutti o quasi, in una situazione analoga e perciò sono sicura che leggere la tua esperinza personale e il tuo modo di affrontarla può essere d'aiuto a qualcun altro ! Io Ho un amico-(a) con cui corrispondo via mail , un giorno stavo più male del solito ,allora ho acceso il computer ed ho cominciato a scrivere :" c'era una volta" ho scritto la mia storia incominciando dal giorno in cui sono nata , l'ho scritta narrandola come una fiaba , sapessi quanto mi ha fatto bene scriverla e poi spedirla , ma la cosa che mi ha stupita e commossa di più sono state le parole di chi l'ha letta :"federica", mi ha scritto " è una fiaba bellissima ,sei riuscita a trasmettermi quello che hai vissuto in modo leggero e coinvolgente "! dà allora io e la persona in questione ci scriviamo sempre , siamo diventati-(e) ottimi-(e) amici-(che).
ciao clara buona giornata.
Tigra83
Bellissime parole Clara..
Le avrei potuto scrivere io, ma ad un destinatario diverso.. Mio padre
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