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Versione completa: autostima
Ilsolenellavita > Ansia e ...non solo > Depressione
luna
Ciao a tutti, sono luna ho 30 anni, da circa 16 anni soffro di depressione. La bestia nera che mi crea non pochi problemi primo fra tutti l'autostima. Ho talmente una percezione così negativa di me che penso di non meritare niente nella vita. Come recuperare un pò di fiducia in se stessi? Un grazie a tutti coloro che mi vorranno rispondere. Luna
puledro1
Ciao Luna, benvenuta in questo manicomio di gente simpatica laugh.gif
Io sono ER cavallo della prateria. Vedrai che ti troverai bene con noi.
Intanto un abbraccione...
L'autostima... Gran brutta bestiaccia...

Leggi questo articolo sul discorso "AUTOSTIMA", magari può esserti utile.

http://www.retitaly.it/scritti/la%20trappo...27autostima.htm
luna
QUOTE (puledro1 @ Sep 25 2008, 10:13 AM) *
Ciao Luna, benvenuta in questo manicomio di gente simpatica laugh.gif
Io sono ER cavallo della prateria. Vedrai che ti troverai bene con noi.
Intanto un abbraccione...
L'autostima... Gran brutta bestiaccia...

Leggi questo articolo sul discorso "AUTOSTIMA", magari può esserti utile.

http://www.retitaly.it/scritti/la%20trappo...27autostima.htm

Ciao Cavallo, piacere di conoscerti. Ho subito letto l'articolo che mi suggerivi. Piuttosto interessante, è vero l'autostima e la stima degli altri sono concetti troppo generici e mutevoli nel tempo. Sai col tempo sto accettando di avere dei limiti, ma il problema è che attualmente mi sento completamente limitata in tutto. E questo non è un pensiero positivo. Buona giornata. Luna
sele
ciao luna...benvenuta.

già, quel brutto e lungo abbraccio di madame tristesse.

ore 11:44 cliCK
seLE
puledro1
QUOTE (luna @ Sep 25 2008, 10:32 AM) *
Ciao Cavallo, piacere di conoscerti. Ho subito letto l'articolo che mi suggerivi. Piuttosto interessante, è vero l'autostima e la stima degli altri sono concetti troppo generici e mutevoli nel tempo. Sai col tempo sto accettando di avere dei limiti, ma il problema è che attualmente mi sento completamente limitata in tutto. E questo non è un pensiero positivo. Buona giornata. Luna

Cara Luna, capita un po' a tutti. Forse, il segreto sta nell'accettare quello che avviene cercando di cogliere il lato positivo che in tutte le cose, anche le più brutte, c'è.
Voglio dire che stare bene o stare male è una questione di atteggiamento, di come si affrontano gli eventi.
querelle
Benvenuta luna(tika). Anche io ho il tuo stesso problema o forse peggio. Il mio senso di autostima subisce delle forti oscillazioni e questo ovviamente si ripercuote sul modo di vedere "fuori".
Ogni giorno cerco di recupere tutto quello che ho perso per via di una famiglia catastrofica. Per il momento ti potrei suggerire di focalizzarti su quelle cose che hai capito che te lo sotterrano e tenerle il + lontano possibile.
Di base mi rendo conto che "non ci diamo ascolto"....l'abbassamento dell'autostima ne è per me una conseguenza. E' come se fossimo diventati troppo accomodanti e questo alla lunga uccide. Ci fà ritorcere contro la rabbia che reprimiamo. Ma la rabbia non và soffocata perchè è una risorsa che può donare luce alle nostre azioni.
Stai serena e considerati molto vicina a tutti noi....siamo sulla stessa barca insomma ;-)
federica
Ciao Luna benvenuta! Credo che il problema del'autostima sia proprio la causa della depressione ,io pensavo di essere una ex depressa invece ecco che le vacanze invece di portare un miglioramento hanno portato un piccolo peggioramento e sento che il problema principale in questo momento è la mia insicurezza sulle scelte che devo fare , ho sempre la sensazione di sbagliare , ma forse sono così dal giorno in cui sono nata ! Penso sempre che gli altri siano migliori di me sotto alcuni aspetti io non mi sento brava in niente e pensare che ho fatto tantissimi anni di pisicanalisi , ma sotto questo aspetto non sono serviti a niente. Solo alcune volte esce fuori una parte di me grintosa ,sicura che sà far valere le sue ragioni , ma dura qualche giorno o settimana poi è come se una grande mano si posasse sulla mia testa per farla riabbassare . Sò che con quanto ho scritto non posso esserti d'aiuto come vorrei , ma ti consiglio una cosa, il leggere e lo scrivere sul forum un pò d'aiuto me l'ha dato e spero lo dia anche a te ! un abbraccio di solidarietà e di benvenuta!!!!federica
Cymorill
probabilmente ti risponderò in un modo un po fuori dal coro ma il mio punto di vista è che la vita è soggettiva. è tua , mia.. è di ciascuno che la vive. e dipende solo da noi. ok certo c'è un po di destino magari o di fede, ma alla fine gli occhi che la guardano sono i tuoi luna. e la bocca che ride o piange è la tua, le orecchie sono le tue e le mani che accarezzano o picchiano sono le tue. capisci cosa voglio dire ? che se vuoi essere felice devi volerlo sul serio ed esserlo. senza pensarci troppo ti rimbocchi le maniche, esci fuori da casa tua e osservi , impari, assapori, annusi la natura e ciò che di bello e colorato e di gustoso c'è. non fuggire davanti alle difficoltà nè il dolore. che esistono. esiste la difficoltà anche insormontabile e va saputa riconoscere . e esiste la sofferenza e va sfogata in sane lacrime. ci sono gli amici e e per avere amici bisogna essere noi per primi amici degli altri. insomma il lavoro parte da te e dal tuo impegno. dalla tua presenza nella tua vita. da sempre il massimo entro le tue possibilità. accetta i limiti, cerca vie alternative. giocatela. hai solo questa vita. amala.e sappi che come è per te, è così per tutti e nn sei l unica a vedere nero ogni tanto. prendila con ironia se puoi. e nn isolarti mai.nemmeno quando lo vorresti troppo. nonono. ti renderai conto che il calore umano scala più del sole.op op AL LAVORO !!!!
Cymorill
per federica:


fede capisco che certe scelte vadano ponderate bene ma c'è un metro di misura infallibile. il tuo tongue.gif no non ti sto prendendo in giro. segui l istinto. e da retta a ciò che porterà a te un giovamento. fai ciò che tu ritieni la cosa giusta . ok? cerca ovviamente di non fare del male agli altri cn le tue scelte ma nn credo che questo rischio possa mai verificarsi perchè hai un cuore d oro e ciò che f felice te è ciò che fa felice i tuoi cari. finchè non ti metti alla prova nn potrai ai conoscere il tuo strumento di lavoro che è te stessa. sei tu il tuo strumento di lavoro e devi conoscerti. devi conoscere il tuo fiuto, imparare a capire quando puoi fidarti di lui. e per farlo devi darti la possibilità di dimostrare a te stessa cosa sai e puoi fare. quindi si, devi un po rischiare. nessun ingegnere o architetto lavorerebbe mai cn strumenti che nn conosce. ok?. un bacio grande.
querelle
QUOTE (Cymorill @ Sep 25 2008, 02:39 PM) *
probabilmente ti risponderò in un modo un po fuori dal coro ma il mio punto di vista è che la vita è soggettiva. è tua , mia.. è di ciascuno che la vive. e dipende solo da noi. ok certo c'è un po di destino magari o di fede, ma alla fine gli occhi che la guardano sono i tuoi luna. e la bocca che ride o piange è la tua, le orecchie sono le tue e le mani che accarezzano o picchiano sono le tue. capisci cosa voglio dire ? che se vuoi essere felice devi volerlo sul serio ed esserlo. senza pensarci troppo ti rimbocchi le maniche, esci fuori da casa tua e osservi , impari, assapori, annusi la natura e ciò che di bello e colorato e di gustoso c'è. non fuggire davanti alle difficoltà nè il dolore. che esistono. esiste la difficoltà anche insormontabile e va saputa riconoscere . e esiste la sofferenza e va sfogata in sane lacrime. ci sono gli amici e e per avere amici bisogna essere noi per primi amici degli altri. insomma il lavoro parte da te e dal tuo impegno. dalla tua presenza nella tua vita. da sempre il massimo entro le tue possibilità. accetta i limiti, cerca vie alternative. giocatela. hai solo questa vita. amala.e sappi che come è per te, è così per tutti e nn sei l unica a vedere nero ogni tanto. prendila con ironia se puoi. e nn isolarti mai.nemmeno quando lo vorresti troppo. nonono. ti renderai conto che il calore umano scala più del sole.op op AL LAVORO !!!!


Verissimo....quoto pure le virgole ;-)
federica
QUOTE (Cymorill @ Sep 25 2008, 02:45 PM) *
per federica:


fede capisco che certe scelte vadano ponderate bene ma c'è un metro di misura infallibile. il tuo tongue.gif no non ti sto prendendo in giro. segui l istinto. e da retta a ciò che porterà a te un giovamento. fai ciò che tu ritieni la cosa giusta . ok? cerca ovviamente di non fare del male agli altri cn le tue scelte ma nn credo che questo rischio possa mai verificarsi perchè hai un cuore d oro e ciò che f felice te è ciò che fa felice i tuoi cari. finchè non ti metti alla prova nn potrai ai conoscere il tuo strumento di lavoro che è te stessa. sei tu il tuo strumento di lavoro e devi conoscerti. devi conoscere il tuo fiuto, imparare a capire quando puoi fidarti di lui. e per farlo devi darti la possibilità di dimostrare a te stessa cosa sai e puoi fare. quindi si, devi un po rischiare. nessun ingegnere o architetto lavorerebbe mai cn strumenti che nn conosce. ok?. un bacio grande.

Grazie cym lo farò ! dovrò solo cercare di scrollarmi di dosso i sensi di colpa che ultimamente mi assillano quando faccio qualcosa per me stessa e che mi piace ! razionalmente sò che se io stò bene stanno bene tutti , ma emotivamente in questi ultimi tempi c'è sempre quel pensiero di non essere una brava mamma ,nonna ecc... Spero passi presto anche questa fase ,ho letto che in autunno si può avere una piccola ricaduta nella depressione , spero sia breve e piccola!!!!!un abbraccio.
luna
Grazie ragazzi/e per le Vs. parole mi sono di grande conforto e soprattutto non mi fanno sentire terribilmente sola come spesso mi accade. Vedete la mancanza di fiducia in me stessa risale ai tempi dell'infanzia, ho dovuto subire ed affrontare prove assai pesanti, ma poi sono andata avanti. Ora, nell'età adulta mi sento più vulnerabile di quando avevo 10 anni. Sto facendo un lavoro che non mi piace, ma a cui mi sono aggrappata perchè al momento non ho altre offerte valide. Così mi trascino giorno per giorno, colpevolizzandomi per tutto quello che non va, sono un giudice severissimo di me stessa. Fortunatamente, poi, penso che ci sono delle persone splendide nella mia vita e che mi voglio un mondo di bene, come i miei genitori o delle mie care amiche, anche se non sono una top manager. Ma non riesco ad amarmi per quella che sono, nel bene e nel male, a dare un senso anche a questo problema e a tirarmene fuori. Per esempio, purtroppo, viviamo in una società dove ci è richiesto di dare il massimo in tutto e per tutto, di consumare ed ostentare il proprio reddito quando questo è alto. Per me che l'essere è più importante dell'avere, nella realtà di tutti i giorni trovo difficile trovare un giusto compromesso.
Cymorill
AVERE E ESSERE.. GIà. GIà. C'è UNA BELLA DIFFERENZA. C'è UN LIBRO CHE NE PARLA, OLTRE ALL INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL ESSERE C'è PROPRIO UN LIBRO CHE PARLA PROPRIO DI ESSERE SE STESSI E ESSERE CIò CHE SI POSSIEDE.

http://digilander.libero.it/filosofiapolitica/wef5.htm

ESSERE O AVERE ? DI FROMM. DA CUI HANNO TRATTO IL FILM ESSERE E AVERE.

E ESISTE UN ALTRO TRATTATO SCIENTIFICO/ ANALITICO / SOCIOLOGICO DI MARCEL GABRIEL CHE SI INTITOLA ESSERE E AVERE.



PS. NE PARLAVO GIUSTO L ALTRO IERI ,HAHA DAVVERO SAI . E GIUSTO GIUSTO VOLEVO SCENDERE IN CANTINA A RECUPERARE QUESTI DUE LIBRI smile.gif
SOGNI D ORO!!!!!^^
federica
QUOTE (luna @ Sep 26 2008, 08:28 AM) *
Grazie ragazzi/e per le Vs. parole mi sono di grande conforto e soprattutto non mi fanno sentire terribilmente sola come spesso mi accade. Vedete la mancanza di fiducia in me stessa risale ai tempi dell'infanzia, ho dovuto subire ed affrontare prove assai pesanti, ma poi sono andata avanti. Ora, nell'età adulta mi sento più vulnerabile di quando avevo 10 anni. Sto facendo un lavoro che non mi piace, ma a cui mi sono aggrappata perchè al momento non ho altre offerte valide. Così mi trascino giorno per giorno, colpevolizzandomi per tutto quello che non va, sono un giudice severissimo di me stessa. Fortunatamente, poi, penso che ci sono delle persone splendide nella mia vita e che mi voglio un mondo di bene, come i miei genitori o delle mie care amiche, anche se non sono una top manager. Ma non riesco ad amarmi per quella che sono, nel bene e nel male, a dare un senso anche a questo problema e a tirarmene fuori. Per esempio, purtroppo, viviamo in una società dove ci è richiesto di dare il massimo in tutto e per tutto, di consumare ed ostentare il proprio reddito quando questo è alto. Per me che l'essere è più importante dell'avere, nella realtà di tutti i giorni trovo difficile trovare un giusto compromesso.

Credo che sotto certi aspetti la pensiamo allo stesso modo, anche la mia mancanza di fiducia risale all'infanzia ed è proprio lì che ha origine , non c'è mai stato nessuno che ha saputo infondermela quella fiducia in me stessa, i primi sono stati i miei genitori (per problemi che non stà a me giudicare) da bambina quando c'è stato il trasferimento di mio padre per motivi di lavoro , mi è venuta anche a mancare la certezza dei miei famigliari più cari , nonna e zie! Nella nuova città ognuno era impegnato in un proprio ruolo e quello di mia madre era la depressione, io all'età di sette anni non avevo nessun amica neanche tra le compagne di scuola, tornavo a casa e stavo con mia madre , lei aveva bisogno di me! Mi sentivo diversa dalle altre bambine che erano sicure di se stesse , anche a scuola durante le interrogazioni o quando l'insegnante poneva una domanda alla classe,nonostante fossero risposte che io sapevo molto bene , ma purtroppo c'era sempre la paura di sbagliare a farmi tacere, in pochi hanno capito questo mio timore e quanta poca fiducia ho sempre avuto in me stessa .Vedi luna io credo che nessuno, quando eravamo bambine ci ha incoraggiate ad affrontare una qualsiasi situazione che poi se anche avessimo fallito non sarebbe finito il mondo .Io non ho mai superato questo scoglio e neanche l'analisi lunga e sofferta mi ha aiutata e mi ritrovo con tutte le mie insicurezze.Anche io sono un giudice severissimo di me stessa e mi colpevolizzo un pò troppo , quando invece dovremmo imparare a farci scivolare via un pò di quell'inutile fardello che ci portiamo sulle spalle, perchè non proviamo a pensare in un modo più positivo di noi stesse? e poi quando ci sentiamo colpevoli perchè non proviamo a pensare che siamo solo degli esseri umani con dei limiti e soprattutto perchè non ci chiediamo :"Ma di cosa sono colpevole? Io ho fatto tutto quello che mi era possibile fare"
Io luna, ci voglio provare voglio smetterla di guardare le persone che ostentano sicurezza e fiducia in se stesse con un pizzico d'invidia , forse non diventerò mai sicura di me stessa come lo sono loro , ma se solo riuscissi a scrollarmi di dosso un pò delle mie incertezze sarebbe una bella vittoria! Un abbraccio federica
luna
QUOTE (federica @ Sep 27 2008, 03:03 PM) *
Credo che sotto certi aspetti la pensiamo allo stesso modo, anche la mia mancanza di fiducia risale all'infanzia ed è proprio lì che ha origine , non c'è mai stato nessuno che ha saputo infondermela quella fiducia in me stessa, i primi sono stati i miei genitori (per problemi che non stà a me giudicare) da bambina quando c'è stato il trasferimento di mio padre per motivi di lavoro , mi è venuta anche a mancare la certezza dei miei famigliari più cari , nonna e zie! Nella nuova città ognuno era impegnato in un proprio ruolo e quello di mia madre era la depressione, io all'età di sette anni non avevo nessun amica neanche tra le compagne di scuola, tornavo a casa e stavo con mia madre , lei aveva bisogno di me! Mi sentivo diversa dalle altre bambine che erano sicure di se stesse , anche a scuola durante le interrogazioni o quando l'insegnante poneva una domanda alla classe,nonostante fossero risposte che io sapevo molto bene , ma purtroppo c'era sempre la paura di sbagliare a farmi tacere, in pochi hanno capito questo mio timore e quanta poca fiducia ho sempre avuto in me stessa .Vedi luna io credo che nessuno, quando eravamo bambine ci ha incoraggiate ad affrontare una qualsiasi situazione che poi se anche avessimo fallito non sarebbe finito il mondo .Io non ho mai superato questo scoglio e neanche l'analisi lunga e sofferta mi ha aiutata e mi ritrovo con tutte le mie insicurezze.Anche io sono un giudice severissimo di me stessa e mi colpevolizzo un pò troppo , quando invece dovremmo imparare a farci scivolare via un pò di quell'inutile fardello che ci portiamo sulle spalle, perchè non proviamo a pensare in un modo più positivo di noi stesse? e poi quando ci sentiamo colpevoli perchè non proviamo a pensare che siamo solo degli esseri umani con dei limiti e soprattutto perchè non ci chiediamo :"Ma di cosa sono colpevole? Io ho fatto tutto quello che mi era possibile fare"
Io luna, ci voglio provare voglio smetterla di guardare le persone che ostentano sicurezza e fiducia in se stesse con un pizzico d'invidia , forse non diventerò mai sicura di me stessa come lo sono loro , ma se solo riuscissi a scrollarmi di dosso un pò delle mie incertezze sarebbe una bella vittoria! Un abbraccio federica


Ciao Federica, l'invidia è una brutta bestia, specie se non ci crea stimoli in positivo. Sto cercando di plasmare me stessa e di assumere un atteggiamento più sicuro, anche se credimi a volte la paura di sbagliare mi manda terribilmente in ansia. Voglio essere più amica di me stessa, più indulgente. Sai a volte guardo con invidio le persone, ma se le scruto più da vicino, non farei a cambio per nulla al mondo. Nel bene e nel male sono così, non voglio cambiare completamente. La sofferenza mi ha tolto tanto, ma mi ha reso una persona fondamentalmente forte sensibile e capace di reagire per il momento. Pertanto, spero che un giorno, presto, potremmo anche fare dell'ironia sulle nostre insicurezze, è un'ulteriore segno di umanità e di intelligenza. Un bacione a tutti
luna
QUOTE (Cymorill @ Sep 26 2008, 08:58 PM) *
AVERE E ESSERE.. GIà. GIà. C'è UNA BELLA DIFFERENZA. C'è UN LIBRO CHE NE PARLA, OLTRE ALL INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL ESSERE C'è PROPRIO UN LIBRO CHE PARLA PROPRIO DI ESSERE SE STESSI E ESSERE CIò CHE SI POSSIEDE.

http://digilander.libero.it/filosofiapolitica/wef5.htm

ESSERE O AVERE ? DI FROMM. DA CUI HANNO TRATTO IL FILM ESSERE E AVERE.

E ESISTE UN ALTRO TRATTATO SCIENTIFICO/ ANALITICO / SOCIOLOGICO DI MARCEL GABRIEL CHE SI INTITOLA ESSERE E AVERE.



PS. NE PARLAVO GIUSTO L ALTRO IERI ,HAHA DAVVERO SAI . E GIUSTO GIUSTO VOLEVO SCENDERE IN CANTINA A RECUPERARE QUESTI DUE LIBRI smile.gif
SOGNI D ORO!!!!!^^

Avere o essere di Fromm è un testo semplicemente magnifico, l'ho letto in un momento cruciale della mia vita. Dovrei riprenderlo ma vedi mi spaventa perchè so che otterrei delle risposte che mi sconvolgerebbero, delle verità che mi turberebbero nel profondo e che per il momento non voglio vedere.
M. Kundera invece non l'ho letto, me lo consigli? Un saluto. Sugar
federica
QUOTE (luna @ Sep 30 2008, 09:44 AM) *
Ciao Federica, l'invidia è una brutta bestia, specie se non ci crea stimoli in positivo. Sto cercando di plasmare me stessa e di assumere un atteggiamento più sicuro, anche se credimi a volte la paura di sbagliare mi manda terribilmente in ansia. Voglio essere più amica di me stessa, più indulgente. Sai a volte guardo con invidio le persone, ma se le scruto più da vicino, non farei a cambio per nulla al mondo. Nel bene e nel male sono così, non voglio cambiare completamente. La sofferenza mi ha tolto tanto, ma mi ha reso una persona fondamentalmente forte sensibile e capace di reagire per il momento. Pertanto, spero che un giorno, presto, potremmo anche fare dell'ironia sulle nostre insicurezze, è un'ulteriore segno di umanità e di intelligenza. Un bacione a tutti

Certo che sarà così, deve essere così!!!!
Ciao un abbraccio grande e sono sicura che ce la farai , ma cosa dico....? Ce la faremo!!!!!!!!!!!
querelle
Un buon 80% dipende dalla famiglia...famiglia di pazzi, addio autostima. Credo per sempre perchè in fondo l'adattarsi a certi colpi ci rende insensibili ai nostri reali bisogni. Li si deve necessariamente negare per tirare avanti.
Quando finirà stà facenda iniziata male Dio solo lo sà?!?!
federica
QUOTE (querelle @ Sep 30 2008, 05:59 PM) *
Un buon 80% dipende dalla famiglia...famiglia di pazzi, addio autostima. Credo per sempre perchè in fondo l'adattarsi a certi colpi ci rende insensibili ai nostri reali bisogni. Li si deve necessariamente negare per tirare avanti.
Quando finirà stà facenda iniziata male Dio solo lo sà?!?!

Dobbiamo imparare dagli errori dei nostri genitori e cercare sempre di gratificare un figlio o una figlia quando fà qualcosa che merita anche solo la sufficenza e se commettono un errore rassicurarli perchè non c'è niente di male a tutto c'è rimedio .Ma se la famiglia ti fà sentire un buono a nulla ,un incapace e ti ripete spesso che tu nella vita non concluderai niente di buono , tu alla fine ci credi ed allora addio autostima!
querelle
QUOTE (federica @ Sep 30 2008, 07:56 PM) *
Dobbiamo imparare dagli errori dei nostri genitori e cercare sempre di gratificare un figlio o una figlia quando fà qualcosa che merita anche solo la sufficenza e se commettono un errore rassicurarli perchè non c'è niente di male a tutto c'è rimedio .Ma se la famiglia ti fà sentire un buono a nulla ,un incapace e ti ripete spesso che tu nella vita non concluderai niente di buono , tu alla fine ci credi ed allora addio autostima!


Quello di cui parlo io è un atteggiamento di fondo dei genitori che fà sentire i figli un peso. Questo da grande (ammesso che una persona abbia la fortuna di poter attingere da risorse sviluppate in completa autonomia) è superabilissimo ma durante la crescita non fà per niente bene.
Ti sconvolge tutti i piani relazionali da adulto....non si sà cosa voglia dire essere amati e senza questo la personalità è in parte compromessa. Per me una base dell'autostima si misura dalla nostra capacità di recepire da adulti l'amore altrui. Vedo mia madre (cresciuta a sua volta in una "non famiglia"....senza scendere in inutili dettagli) che è completamente impermeabile all'amore altrui. Si và avanti con il bisogno di qualcosa nell'impossibilità di viverlo sulla propria pelle. Sai quante volte mi domando, ma come posso sentire la mancanza di una cosa come l'affetto che non ho mai conosciuto?
L'amore, se non lo si "subisce", difficilmente lo si potrà dare a se stessi ed agli altri. Si tratta nella maggior parte dei casi di sentimenti per quanto apparentemente nobili che celano paura e risentimento o sospettosità che è il veleno dell'animo per il sottoscritto.
federica
QUOTE (querelle @ Oct 1 2008, 07:23 AM) *
Quello di cui parlo io è un atteggiamento di fondo dei genitori che fà sentire i figli un peso. Questo da grande (ammesso che una persona abbia la fortuna di poter attingere da risorse sviluppate in completa autonomia) è superabilissimo ma durante la crescita non fà per niente bene.
Ti sconvolge tutti i piani relazionali da adulto....non si sà cosa voglia dire essere amati e senza questo la personalità è in parte compromessa. Per me una base dell'autostima si misura dalla nostra capacità di recepire da adulti l'amore altrui. Vedo mia madre (cresciuta a sua volta in una "non famiglia"....senza scendere in inutili dettagli) che è completamente impermeabile all'amore altrui. Si và avanti con il bisogno di qualcosa nell'impossibilità di viverlo sulla propria pelle. Sai quante volte mi domando, ma come posso sentire la mancanza di una cosa come l'affetto che non ho mai conosciuto?
L'amore, se non lo si "subisce", difficilmente lo si potrà dare a se stessi ed agli altri. Si tratta nella maggior parte dei casi di sentimenti per quanto apparentemente nobili che celano paura e risentimento o sospettosità che è il veleno dell'animo per il sottoscritto.

Beh, forse in due modi diversi ma credo che vogliamo dire la stessa cosa !
querelle
QUOTE (federica @ Oct 1 2008, 08:38 AM) *
Beh, forse in due modi diversi ma credo che vogliamo dire la stessa cosa !


Penso ci sia invece una sfumatura importante tra il "non valorizzare" un figlio e il disinteresse più totale.
Ho la fortuna di avere un padre che racchiude in se tutte e due queste belle caratteristiche.
Pur non avendo la + pallida idea di che studi facessi all'Università, al minimo intoppo cercava di darmi il colpo di grazia.
Della serie, non è sbagliato quello che fai, ma quello che sei. C'è una bella differenza.
luna
QUOTE (querelle @ Sep 30 2008, 05:59 PM) *
Un buon 80% dipende dalla famiglia...famiglia di pazzi, addio autostima. Credo per sempre perchè in fondo l'adattarsi a certi colpi ci rende insensibili ai nostri reali bisogni. Li si deve necessariamente negare per tirare avanti.
Quando finirà stà facenda iniziata male Dio solo lo sà?!?!



Ciao, personalmente credo le cause familiari dipendano solo in minima parte, o comunque in percentuale del 50%, il resto fortunatamente è dipeso da noi, dal nostro modo di concepire l'esistenza, la visione degli affetti e del mondo esterno. L'infazia difficile, i traumi mi hanno reso la persona che sono, ma non solo quelli, ho ricevuto tanto amore ed attestazioni di stima da parte delle persone care, ma non riesco ad elaborare una figura tutta mia. Non se mi spiego, spesso sono alla ricerca continua della mia essenza e delle mie qualità o difetti, ancora adesso che ho analizzato, sviscerato tutti i lati oscuri della mia famiglia. Così penso che sia inutile andare a ritroso nel tempo e penso che sia importantissimo seguire i propri desideri o sogni o speranze, coscienti di quanto possiamo valere, certo io sto cercando di capire quanto valgo, ma voglio osare, voglio andare oltre le catene dei pensieri negativi. Voglio poter arrivare un giorno ad affrontare di pancia la vita. Buona giornata. Luna
querelle
QUOTE (luna @ Oct 1 2008, 10:39 AM) *
Ciao, personalmente credo le cause familiari dipendano solo in minima parte, o comunque in percentuale del 50%, il resto fortunatamente è dipeso da noi, dal nostro modo di concepire l'esistenza, la visione degli affetti e del mondo esterno. L'infazia difficile, i traumi mi hanno reso la persona che sono, ma non solo quelli, ho ricevuto tanto amore ed attestazioni di stima da parte delle persone care, ma non riesco ad elaborare una figura tutta mia. Non se mi spiego, spesso sono alla ricerca continua della mia essenza e delle mie qualità o difetti, ancora adesso che ho analizzato, sviscerato tutti i lati oscuri della mia famiglia. Così penso che sia inutile andare a ritroso nel tempo e penso che sia importantissimo seguire i propri desideri o sogni o speranze, coscienti di quanto possiamo valere, certo io sto cercando di capire quanto valgo, ma voglio osare, voglio andare oltre le catene dei pensieri negativi. Voglio poter arrivare un giorno ad affrontare di pancia la vita. Buona giornata. Luna


Certamente, ma il punto è questo....una persona con una personalità disturbata compie sempre e comunque azioni disturbate. Dire: sono una persona rabbiosa però devo fare azioni senza rabbia è per me una contraddizione ancor più grossa. Credo che solo nel giorno in cui smetterò di "voler essere qulacos altro" allora affronterò la vita in modo adeguato. I tentativi di andare oltre presuppongono che quello (l'entità) che osserva te stesa, possa essere qualcosa di distaccato da quello che osserva. Al punto di poterlo alterare. Questa è per me la causa del nostro conflitto interiore. Questo fare una distinzione tra chi pensa ed i nostri stessi pansieri. Noi non siamo paurosi...siamo paura.
Ogni tentativo di alterazione lo percepisco come una fuga. Allora per me ha senso capire in profondità il processo di rimanere ferito. Non per andare a ritroso, ma per capire su cosa fà presa l'esterno per generarmi la sofferenza interiore.
I miei sono un pretesto, può pure passare un merlo e dire una cosa da farmi rimanere male. Che succede in quell'istante? Perchè soffro? Quando si soffre è inevitabile poi rivolgere la nostra rabbia verso qualcos altro....e la storia si ripete.
Percepisco violenza nel modo in cui ci rapportiamo alla vita a noi stessi e gli altri e le relazioni umane (di per se conflittuali) ne sono l'immagine. Bhe insomma credo profondamente che il cambiamento non sia mai nel futuro, MA ORA SE REALE.
Il "DIVENTERò" è solo un modo per me di non voler vedere i fatti...la realtà di come siamo insomma.
luna
QUOTE (querelle @ Oct 1 2008, 11:03 AM) *
Certamente, ma il punto è questo....una persona con una personalità disturbata compie sempre e comunque azioni disturbate. Dire: sono una persona rabbiosa però devo fare azioni senza rabbia è per me una contraddizione ancor più grossa. Credo che solo nel giorno in cui smetterò di "voler essere qulacos altro" allora affronterò la vita in modo adeguato. I tentativi di andare oltre presuppongono che quello (l'entità) che osserva te stesa, possa essere qualcosa di distaccato da quello che osserva. Al punto di poterlo alterare. Questa è per me la causa del nostro conflitto interiore. Questo fare una distinzione tra chi pensa ed i nostri stessi pansieri. Noi non siamo paurosi...siamo paura.
Ogni tentativo di alterazione lo percepisco come una fuga. Allora per me ha senso capire in profondità il processo di rimanere ferito. Non per andare a ritroso, ma per capire su cosa fà presa l'esterno per generarmi la sofferenza interiore.
I miei sono un pretesto, può pure passare un merlo e dire una cosa da farmi rimanere male. Che succede in quell'istante? Perchè soffro? Quando si soffre è inevitabile poi rivolgere la nostra rabbia verso qualcos altro....e la storia si ripete.
Percepisco violenza nel modo in cui ci rapportiamo alla vita a noi stessi e gli altri e le relazioni umane (di per se conflittuali) ne sono l'immagine. Bhe insomma credo profondamente che il cambiamento non sia mai nel futuro, MA ORA SE REALE.
Il "DIVENTERò" è solo un modo per me di non voler vedere i fatti...la realtà di come siamo insomma.


Ciao. Il concetto che volevo esprimere è il seguente. Appurata la causa o le cause del nostro malessere ( siano esse dipese dal rapporto con i nostri genitori o da eventi o relazioni che ci hanno condizionato in negativo), la stessa appartiene al passato, certo ci condiziona. A volte per es. mi è davvero capitato di dar peso a giudizi o effermazioni e starci male. ma il cambiamento, secondo me, è sempre possibile. Certo vale anche per me il discorso del qui ed ora, del modificare il presente. Si inizia a piccoli passi o anche con grandi slanci. Ma credimi il cambiamento è possibile. Quando sento che sto per avere una crisi d'identità mi dico, fermati e lascia che oggi i pensieri negativi vadano via, sono ospiti indesiderati. Buona giornata a tutti
querelle
Il cambiamento è possibile, lo penso anche io. Ritengo che il "cambierò" sia privo di significato.
Quì si aprono per me grossi interrogativi circa quello che rappresenta per noi intimamente la sofferenza. La nostra intendo, non in generale. Non vorrei però andare fuori tema.
Grazie Luna e buona giornata anche a te.
gattone
[quote name='querelle' date='Oct 1 2008, 11:03 AM' post='13068']
Certamente, ma il punto è questo....una persona con una personalità disturbata compie sempre e comunque azioni disturbate. Dire: sono una persona rabbiosa però devo fare azioni senza rabbia è per me una contraddizione ancor più grossa.

in queste due frasi hai beccato in pieno il centro del problema.A volte persino i desideri positivi parton o e ritornano alla sofferenza.CMq io ancora non ho capito qale possa essere la soluzione.In genere ceco di acoltare la parte di me che mi vuole bene e faccio prendere decisioni a lei perchè se la prende l altra saranno sicuramente decisioni sbagliate.Ma tutto cio forse genera scissione
querelle
Gattone la dinamica più complessa, e più affascinante se vuoi, dell'esistenza nasce secondo me dalla prospettiva di vivere se stessi "NON IN TERMINI DI SUPERAMENTO". Ogni volta che ci giudichiamo è come se un nostro frammento (la natura umana è frammentaria...questo vale per tutti) cerchi di sopraffare tutti gli altri. E' il meccanismo in se che va compreso senza cercare di dare più o meno risalto ad un aspetto a scapito di un altro.
Dall'ottica di ogni singolo frammento tutti gli altri sono "sbagliati", ma questa è un'illusione. L'illusione nasce da un problema di fondo della coscienza.
Noi non possiamo realmente essere giudici di noi stessi.....come tu accennavi questo implica una "scissione" tra l'osservatore e l'oggetto dell'osservazione.
In questa separazione si origina la sofferenza umana secondo me. Questo considerarsi oggetto di una plausibile alterazione è appunto un'illusione.
Una delle più grandi mistificazioni che viviamo è l'autoanalisi, almeno se intesa in termini di auto-manipolazione. Una mela non può diventare una pera.
Per metterla in un frase, direi: IO NON "HO" PAURA, MA IO "SONO" PAURA. Finchè penso di potermi separare da questa cosa metterò in atto meccanismi di fuga...ma quella fuga E' la paura. Sono questioni delicate, ma per il sottoscritto vale la pena affrontarle.....un abbraccio gattone.
Questa è per te:

http://www.youtube.com/watch?v=Vo5oW6BYciA
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