Lo dedico a Sele
...il tuo eterno amore querelleDeBrest
http://it.youtube.com/watch?v=Uj1ReCLikpo
Tu incontri una ragazza al caffè. Ordini da bere, nascono delle emozioni, poi ordini ancora da bere, e ancora una terza volta. Poi hai voglia di pisciare e scendi nei bagni. E quel preciso momento in cui stai lì a pisciare e lei sopra che ti aspetta, è la nascita di un sentimento che man mano cresce. Quel momento lì lo avrei sempre voluto filmare. Rosso Sangue è un film girato in quelle toilettes. Quindi molto emotivo e naif”, così Leos Carax (al secolo Alex Oscar) dichiara riguardo la sua seconda opera Rosso Sangue.
Il regista, dopo un passato da critico cinematografico, riesce a girare a soli ventiquattro anni Boys Meet Girls, film in un rigoroso bianco e nero nel quale riversa tutto il suo particolare interesse per le storie d'amore senza speranza, ed in cui appare per la prima volta il suo personaggio feticcio, Alex/Denis Lavant.
Carax porterà avanti questa sorta di alter ego per altre due episodi, appunto Rosso Sangue, e il disastroso (sia dal punto di vista economico che di pubblico) Gli Amanti del Pont Neuf.
Quando si ha di fronte un film come Rosso Sangue si può solo avere due tipi di reazione: irritazione o profondo attaccamento. E, stranamente, gli stessi motivi per i quali può provocare sdegno sono gli stessi per il quale lo si adora.
Predominante sin dalle prime inquadrature è la sua estetica (voluta da Carax a braccetto con il direttore della fotografia Jean Yves Escoffier), ricercata, lunare, malinconica, nel quale si ritagliano le figurine dei due amanti mancati, la perduta Anna ed l'Alex chiamato lingua muta.
Alex è il figlio di un veloce lestofante che l'Americana Carroll Brooks fa uccidere nella prima scena del film. I soci del genitore chiamano perciò il naturale erede per condurlo a fare un insolito colpo: rubare il siero di una malattia che sta contaminando il mondo, un virus che si prende solo se si fa l'amore senza che ci sia amore. Alex, prima di intraprendere questa avventura viene a conoscere così la dolce Anna/Juliette Binoche, che è l'amante proprio di uno dei due soci del padre, l'ipnotico Marc/Michelle Piccoli.
Ma questa sorta di canovaccio per Carax è solo un pretesto per dire come la pensa sull'amore, sul cinema, sulla vita e persino sui fumetti (non ha caso uno degli interpreti è Hugo Pratt, l'inventore di Corto Maltese). Così, con la sola voglia di esprimersi, in una girandola di citazioni (da Chaplin a Welles passando per Godard), di balletti scellerati (in una delle scene madri il giovane Lavant cerca di liberarsi del proprio male improvvisando una sorta di corsa/danza sulle note di “Modern Love” cantata da David Bowie, durante una lunghissima carrellata per le strade notturne della città), e dichiarazioni d'amore senza speranza il regista conduce verso l'inevitabile fine il suo eroe Alex.
Carax con Rosso sangue è riuscito ad adattare la sua particolare voce a quella dei personaggi con un lirismo difficile da inquadrare nel cinema, con un coraggio estetico teso ed estremo, realizzando un opera nel quale il ridicolo e la tragedia si mescolano facendole rinascere a nuova vita. Unico.
(Marco Massaccesi)
