puledro1
Nov 5 2008, 10:21 AM
LA LETTERA di NELSON MANDELA
"Caro Obama, con la tua vittoria si può sognare un mondo migliore"
Questo è il testo della Lettera spedita da Nelson Mandela a Barack Obama
Caro Senatore Obama,
Ci uniamo al popolo del suo Paese e di tutto il mondo nel congratularci con lei per essere diventato il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti. La sua vittoria ha dimostrato che nessuna persona, in nessun luogo al mondo dovrebbe astenersi dal sognare di volere cambiare il mondo affinché diventi un pianeta migliore.
Prendiamo atto e plaudiamo al suo impegno di sostenere la causa della pace e della sicurezza in tutto il pianeta. Confidiamo inoltre che lei faccia rientrare nella sua missione di presidente anche la lotta alle piaghe della povertà e della malattia in tutto il pianeta.
Le auguriamo forza e decisione nei giorni e negli anni difficili che le stanno davanti. Siamo sicuri che lei alla fine conseguirà il suo sogno, quello di rendere gli Stati Uniti d'America un partner a pieno titolo di una comunità di nazioni dedite ad assicurare pace e benessere a tutti.
Con i miei più sinceri auguri.
(5 novembre 2008)
sele
Nov 5 2008, 11:17 AM
"La figura del vecchio Stillman, il filosofo vagabondo che si aggira per le strade di New York, l’archeologo della frammentaria città del postmoderno, diventa icona programmatica di una società, quella occidentale postmoderna, che si guarda attorno e osserva il proprio sfacelo quotidiano"
Paul Auster
Perchè tutto questo entusiasmo?
sele
Nov 5 2008, 11:30 AM
QUOTE (emi @ Nov 5 2008, 11:19 AM)

Perchè tutto questo entusiasmo?
perchè non ci sarà più un "bush", che continuerà a rendere questo mondo, più impaurito e più fragile.
Ti riferisci al terrorismo?
sele
Nov 5 2008, 11:39 AM
non mi riferisco solo al terrorismo.
mi riferisco a tutto quello che è stato fatto prima e dopo il "terrorismo".
sele
Nov 5 2008, 11:56 AM
mi riferisco a tutte le scorrettezze elettorali che hanno portato bush a divenire presidente del "mondo". agli interessi della famiglia bush in tanti affari petroliferi. all'incapacità di bush nell'affrontare il post attentati. alle bugie raccontate per allargare la guerra in irak e nel mondo. etc etc...
puledro1
Nov 5 2008, 12:05 PM
QUOTE (emi @ Nov 5 2008, 11:19 AM)

Perchè tutto questo entusiasmo?
Perchè finalmente è accaduto quello che nessuno credeva...
Perchè forse qualche cosa potrà cambiare in meglio...
Perchè è la dimostrazione che la gente è stanca delle solite chiacchiere, delle solite promesse, di tutto quello che rappresenta il vecchio modo di fare politica...
Perchè anche le minoranze avranno (forse) qualcuno IN ALTO che pensa a loro...
sele
Nov 5 2008, 12:10 PM
QUOTE (sele @ Nov 5 2008, 11:56 AM)

mi riferisco a tutte le scorrettezze elettorali che hanno portato bush a divenire presidente del "mondo". agli interessi della famiglia bush in tanti affari petroliferi. all'incapacità di bush nell'affrontare il post attentati. alle bugie raccontate per allargare la guerra in irak e nel mondo. etc etc...
solo berlusconi, poteva "amare" un uomo così.
sono contento soprattutto che non ci sarà più un: "caro george..." e "caro silvio..."
Mah ragazzi, Berlusconi ha già usato il termine 'amicizia' in un suo commento, e forse sopravvalutando il suo (di Berlusconi) potere, mi preoccupo un pò, poi che dire, forse ho le vene già più indurite di quanto dovrebbero essere, ma avrei preferito un presidente nero con tanto di cappello di paglia e cesta di cotone per motivarmi ad un sobbalzo dalla sedia, e invece mi ritrovo un bel ragazzo (è un bel ragazzo, qualcuno pensa forse di no?) con un look perfetto con al seguito una moglie dal look (quasi) perfetto con sempre al seguito del seguito due meraviglie di figlie dal look perfetto, tutto troppo perfetto per auspicarmi (tanto per fare qualche esempio) un ritiro delle truppe, una sanità per tutti, un nostro (italiano) affrancamento (si dice così?), lo so, si parla di america e già questo dovrebbe ridimensionare tutte le questioni di cui sopra, però non ci credo in questo cambiamento, o Cambiamento, con fra mezzo un Clinton, che chissà perchè mi riconduce alla Carfagna e alla storia ovale che non cambia mai, bah, sto diventando vecchia, vero, e la speranza è sempre più faticosa, di storia so ben poco e questo mi frega parecchio, ma di promesse allocche ne sto facendo buona cultura.
Però posso cambiare idea, eh? se mi convincete posso anche farlo :)
puledro1
Nov 5 2008, 01:01 PM
Scusa Emi, avresti preferito McCain?
querelle
Nov 5 2008, 01:05 PM
...evviva tutti, belli e brutti.
sele
Nov 5 2008, 01:13 PM
emi, vogliamo perdere la possibilità di dare uno sguardo alle speranze?
lo so...lo so che è una piccolissima speranza e di questi tempi ci aggrappiamo a tutto...ma solo la nostra forza razionale e collettiva, può dare dare alle speranze, la possibiltà d'intraprendere la giusta direzione.
querelle
Nov 5 2008, 01:24 PM
QUOTE (sele @ Nov 5 2008, 01:13 PM)

emi, vogliamo perdere la possibilità di dare uno sguardo alle speranze?
lo so...lo so che è una piccolissima speranza e di questi tempi ci aggrappiamo a tutto...ma solo la nostra forza razionale e collettiva, può dare dare alle speranze, la possibiltà d'intraprendere la giusta direzione.
La speranza è un valore terribile. E' manifestazione del fatto che di cambiamento reale non ce n'è nemmeno l'ombra. Una vita sana è scandita dalle azioni e non dalle speranze.
No Pul, non è questo il punto. Posso anche rilevare che un uomo di colore è riuscito a scardinare un...chiamiamolo pregiudizio, anche se non merita, che il suo programma è riuscito a convincere con entusiasmo quella che oggi è di fatto una maggioranza, però che vuoi, io non vedo un 'nero', non vedo un 'giovane', vedo un uomo come tanti uomini, con una storia alle spalle come tanti altri, con una dialettica come altri, con una promessa di speranza forse non come tanti altri. Mi fa specie, e sicuramente sbaglio eh?, questo entusiasmo e questo attribuire più meriti di quelli che per ora merita, in fondo ancora deve 'giocare', ancora deve mettere le carte sul tavolo, non è perchè ha promesso che dobbiamo tirare un lungo respiro di sollievo, e non è perchè è di pelle scura che dobbiamo essere certi del cambiamento.
puledro1
Nov 5 2008, 01:29 PM
Penso che la speranza sia la chiave per continuare. Altrimenti, stavamo ancora con la clava e la caverna.
sele
Nov 5 2008, 01:31 PM
QUOTE (querelle @ Nov 5 2008, 01:24 PM)

La speranza è un valore terribile. E' manifestazione del fatto che non di cambiamento reale non ce n'è nemmeno l'ombra. Una vita sana è scandita dalle azioni e non dalle speranze.
se tu avessi letto con più attenzione, avresti avuto la possibilità di riflettere diversamente. querellino.
"...solo la nostra forza razionale e collettiva, può dare dare alle speranze, la possibiltà d'intraprendere la giusta direzione"
puledro1
Nov 5 2008, 01:36 PM
Certo Emi, concordo con te. Vedremo ora se passerà ai fatti. Ma già il fatto che sia stato "SOLO" eletto, è "STORIA NUOVA".
L'incredibile è questo. L'entusiasmo è per questo. L'aver ribaltato una CONSUETUDINE. L'aver fatto vedere che anche "L'IMPENSABILE", il "SOGNO" può accadere. Vedi, tu parli (e forse hai ragione) di una figura troppo perfetta, con una famiglia troppo perfetta... ecc. ma il fatto è che siamo abituati a vedere sempre il finto ovunque... Voglio pensare, mi piace pensare che "QUESTO UOMO" possa essere un po' diverso... e che possa dare speranza alla gente.
Sele (e Pul), io vorrei davvero riuscire a sperare, ma è difficile farlo solo su 'speranze', capisci? no, non sono chiara, sperare significa attivarsi (e in questo credo di aver capito il concetto di Que); stare a guardare, aspettare che qualcun altro, in questo caso l'america, si muova in direzioni diverse non è speranza, è forse un'opportunità in più a favore di...non lo so, a favore di chi di che di cosa non lo so.
sele
Nov 5 2008, 01:47 PM
i ragazzi, sono quelli che non conoscono ancora la corruzione e il potere...ma c'hanno quella percezione estrema di sentire le cose sincere.
"Grazie al voto dei giovani che le porte della Casa Bianca si aprono al neo presidente "
http://it.yahoo.com/Clicca per vedere l'allegato
puledro1
Nov 5 2008, 01:49 PM
Attivarsi certo... Non aspettare l'America certo.
Come ti attivi ad es. in Italia, come?
Nel nostro piccolo già lo faccio, lo facciamo, ma basta a cambiare qualche cosa?
Forse, dico forse, una "spinta" come questa, potrebbe dare più vigore un po' a tutti.
Sbaglio?
sele
Nov 5 2008, 01:53 PM
QUOTE (emi @ Nov 5 2008, 01:43 PM)

Sele (e Pul), io vorrei davvero riuscire a sperare, ma è difficile farlo solo su 'speranze', capisci? no, non sono chiara, sperare significa attivarsi (e in questo credo di aver capito il concetto di Que); stare a guardare, aspettare che qualcun altro, in questo caso l'america, si muova in direzioni diverse non è speranza, è forse un'opportunità in più a favore di...non lo so, a favore di chi di che di cosa non lo so.
emi, l'avevo riportato sopra...ma cerco di spiegare meglio il mio concetto: solo la forza razionale e collettiva delle nostre azioni, può dare dare alla speranza, la possibiltà d'intraprendere la giusta direzione.
puledro1
Nov 5 2008, 01:59 PM
Spero solo che "NON VENGA ASSASSINATO". Cosa molto probabile purtroppo.
puledro1
Nov 5 2008, 02:19 PM
Leggete questo, è interessante:
La rivincita dell'intelligenza
di VITTORIO ZUCCONI
Confesso qualche commozione molto poco professionale, e molto diversa dal cinismo che a volte noi giornalisti affettiamo, nell'ascoltare la network Fox, quella che disperatamente e sfacciatamente ha fatto campagna di calunnie e di montature contro Obama "il terrorista, marxista, mussulmano, radicale" e che mi sono crudelmente goduto per ore nel suo calvario, ha annunciato alle 23 di ieri che l'America avrebbe avuto, per la prima volta nella propria storia, un Presidente di etnia mista africana ed europea.
Nella sua vittoria, e nella insurrezione nazionale e pacifica contro gli otto anni del peggior governo repubblicano che l'America avesse conosciuto dal quadriennio di Herbert Hoover, il padre della Grande Depressione, c'è il riscatto non della sinistra contro la destra, non dei "migliori" contro i "peggiori", perché in democrazia non ci sono "superiori" e "inferiori" e il voto del Rettore Magnifico conta quanto quello del fattorino che gli porta il caffè.
Il successo di Barack Hussein Obama è anche qualcosa di più importante dell'ormai inevitabile riconoscimento che nel club più esclusivo del mondo, quello che ha visto ammessi soltanto 41 uomini bianchi (per 43 presidenze) in duecento vent'anni non potevano non entrare cittadini con volti, e domani con sesso, diversi e più simili al volto dell'America, è la rivincita dell'intelligenza e della preparazione sul mito dell'"uomo qualunque" e della banalizzazione delle istituzioni.
Non sappiamo, e nessuno lo può dire, se Barack Hussein Obama sarà un buon presidente, se riacciufferà l'economia americana dall'abisso nel quale sta precipitando e dove trascinerebbe anche noi (la produzione industriale americana in ottobre è diminuita del 26%, un quarto, questo per coloro che ci ripetevano che la crisi della finanza non era la crisi dell'economia reale), se ritesserà la maglia di amicizia e di stima internazionale che Bush ha lacerato nonostante la piaggeria degli inutili cortigiani alla Berlusconi, se sarà una delusione come Carter o un successo come il vecchio, prudente Bush.
Ma sappiamo che finalmente nello Studio Ovale siederà qualcuno che conosce la differenza fra un libro e una sega a motore, che non considera la cultura e la sintassi come espressioni di "fighettismo", secondo l'atroce neologismo caro ai duri e puri. Non uno "come me", ma uno migliore di me, capace di ascoltare, ma anche di riflettere e di circondarsi di persone delle quali non teme la concorrenza, perché non soffre di complessi di inferiorità.
Molto abbiamo detto, scritto e ascoltato, da mesi ormai, sulla straordinaria novità di un presidente afro americano, insieme bianco (la parte di lui che sempre si dimentica) e nero, ed è ovvia la lezione - anzi, la sberla - che la democrazia americana ha dato ai miserabili sfruttatori delle paure razziali e del provincialismo identitario che oggi purtroppo spadroneggiano in Europa. O che fecero dire in un telegiornale de La7 al Presidente della Camera italiana, onorevole Gianfranco Fini, che l'America non avrebbe mai eletto "un nero". Ma la promessa di Obama è più della etnia, della storia personale, della capacità di superare l'handicap di un nome tremendo come Hussein, è la stessa che fece di Kennedy l'uomo che fermò il mondo a un passo dall'olocausto nucleare leggendo e rileggendo "I cannoni d'Agosto" il libro di una storica americana, Barbara Tuchman, che raccontava come la guerra sia la marcia della follia verso il disastro. E rispondendo di no ai generali che raccomandavano l'invasione dell'isola.
L'elettorato americano ha punito il partito Bush, dando, insieme con la Casa Bianca, una schiacciante maggioranza di seggi si Democratici nella Camera e nel Senato. Ha respinto otto anni di mediocrità spacciata per grande visione morale, ha rifiutato offeso l'assurda candidatura di una governatrice di provincia che le donne americane hanno preso come un insulto, portato da chi - maschilisticamente - crede che le donne votino soltanto nel segno del loro genere e non nella scelta della persona migliore per loro stesse e le loro famiglie. Ma soprattutto ha detto che era stanco di essere trattato come un gregge di idioti contenti di essere governati da un compagno di bicchierate che li fa sentire meno stupidi. La democrazia non deve scegliere geni o premi Nobel ma neppure cadere nella tentazione del gioco al ribasso e all'instupidimento collettivo dei venditori di barzellette e di perline.
God bless America. Sia benedetta l'America che ha ritrovato la forza per credere nella democrazia e la persona per raccogliere in maniera civile e intelligente l'onda dell'antipolitica che anche qui si era alzata.
(5 novembre 2008)
sele
Nov 5 2008, 02:40 PM
QUOTE (puledro1 @ Nov 5 2008, 02:19 PM)

Leggete questo, è interessante:
La rivincita dell'intelligenza
di VITTORIO ZUCCONI
Confesso qualche commozione molto poco professionale, e molto diversa dal cinismo che a volte noi giornalisti affettiamo, nell'ascoltare la network Fox, quella che disperatamente e sfacciatamente ha fatto campagna di calunnie e di montature contro Obama "il terrorista, marxista, mussulmano, radicale" e che mi sono crudelmente goduto per ore nel suo calvario, ha annunciato alle 23 di ieri che l'America avrebbe avuto, per la prima volta nella propria storia, un Presidente di etnia mista africana ed europea.
Nella sua vittoria, e nella insurrezione nazionale e pacifica contro gli otto anni del peggior governo repubblicano che l'America avesse conosciuto dal quadriennio di Herbert Hoover, il padre della Grande Depressione, c'è il riscatto non della sinistra contro la destra, non dei "migliori" contro i "peggiori", perché in democrazia non ci sono "superiori" e "inferiori" e il voto del Rettore Magnifico conta quanto quello del fattorino che gli porta il caffè.
Il successo di Barack Hussein Obama è anche qualcosa di più importante dell'ormai inevitabile riconoscimento che nel club più esclusivo del mondo, quello che ha visto ammessi soltanto 41 uomini bianchi (per 43 presidenze) in duecento vent'anni non potevano non entrare cittadini con volti, e domani con sesso, diversi e più simili al volto dell'America, è la rivincita dell'intelligenza e della preparazione sul mito dell'"uomo qualunque" e della banalizzazione delle istituzioni.
Non sappiamo, e nessuno lo può dire, se Barack Hussein Obama sarà un buon presidente, se riacciufferà l'economia americana dall'abisso nel quale sta precipitando e dove trascinerebbe anche noi (la produzione industriale americana in ottobre è diminuita del 26%, un quarto, questo per coloro che ci ripetevano che la crisi della finanza non era la crisi dell'economia reale), se ritesserà la maglia di amicizia e di stima internazionale che Bush ha lacerato nonostante la piaggeria degli inutili cortigiani alla Berlusconi, se sarà una delusione come Carter o un successo come il vecchio, prudente Bush.
Ma sappiamo che finalmente nello Studio Ovale siederà qualcuno che conosce la differenza fra un libro e una sega a motore, che non considera la cultura e la sintassi come espressioni di "fighettismo", secondo l'atroce neologismo caro ai duri e puri. Non uno "come me", ma uno migliore di me, capace di ascoltare, ma anche di riflettere e di circondarsi di persone delle quali non teme la concorrenza, perché non soffre di complessi di inferiorità.
Molto abbiamo detto, scritto e ascoltato, da mesi ormai, sulla straordinaria novità di un presidente afro americano, insieme bianco (la parte di lui che sempre si dimentica) e nero, ed è ovvia la lezione - anzi, la sberla - che la democrazia americana ha dato ai miserabili sfruttatori delle paure razziali e del provincialismo identitario che oggi purtroppo spadroneggiano in Europa. O che fecero dire in un telegiornale de La7 al Presidente della Camera italiana, onorevole Gianfranco Fini, che l'America non avrebbe mai eletto "un nero". Ma la promessa di Obama è più della etnia, della storia personale, della capacità di superare l'handicap di un nome tremendo come Hussein, è la stessa che fece di Kennedy l'uomo che fermò il mondo a un passo dall'olocausto nucleare leggendo e rileggendo "I cannoni d'Agosto" il libro di una storica americana, Barbara Tuchman, che raccontava come la guerra sia la marcia della follia verso il disastro. E rispondendo di no ai generali che raccomandavano l'invasione dell'isola.
L'elettorato americano ha punito il partito Bush, dando, insieme con la Casa Bianca, una schiacciante maggioranza di seggi si Democratici nella Camera e nel Senato. Ha respinto otto anni di mediocrità spacciata per grande visione morale, ha rifiutato offeso l'assurda candidatura di una governatrice di provincia che le donne americane hanno preso come un insulto, portato da chi - maschilisticamente - crede che le donne votino soltanto nel segno del loro genere e non nella scelta della persona migliore per loro stesse e le loro famiglie. Ma soprattutto ha detto che era stanco di essere trattato come un gregge di idioti contenti di essere governati da un compagno di bicchierate che li fa sentire meno stupidi. La democrazia non deve scegliere geni o premi Nobel ma neppure cadere nella tentazione del gioco al ribasso e all'instupidimento collettivo dei venditori di barzellette e di perline.
God bless America. Sia benedetta l'America che ha ritrovato la forza per credere nella democrazia e la persona per raccogliere in maniera civile e intelligente l'onda dell'antipolitica che anche qui si era alzata.
(5 novembre 2008)
già, solo il nostro silvietto, gli correva dietro dandogli pacche sulla spalla.
poi bush, gli faceva fare un giretto nel ranch del texas, e lui era contento.
Clicca per vedere l'allegatoper me è già una grande vittoria dell'estetica e dell'intelligenza non vedere più sulla scena internazionale della politica, gli abbracci tra questi due piccoli uomini.
sele
Nov 5 2008, 03:19 PM
comunque con l'uscita di scena di bush, si sta mettendo male per berlusconi. gli resta solo il "compare" putin. ma quel criminale, non è più credibile.
vediamo dietro chi andrà a scondinzolare adesso. ci sta tentando con sarkozy...visto la passione dei due per le ex modelle. sicuramente per farselo amico, gli racconterà qualcosa di "piccante" sulla carfagna.
querelle
Nov 5 2008, 05:06 PM
QUOTE (sele @ Nov 5 2008, 01:31 PM)

se tu avessi letto con più attenzione, avresti avuto la possibilità di riflettere diversamente. querellino.
"...solo la nostra forza razionale e collettiva, può dare dare alle speranze, la possibiltà d'intraprendere la giusta direzione"
E' ancora un rimandare comunque al futuro la soluzione...è l'equivalente mascherato con belle parole della speranza.
Una donna una volta mi disse:-Non sperare di realizzare in un certo modo dei progetto. Fallo e basta.
querelle
Nov 5 2008, 05:08 PM
emi, l'avevo riportato sopra...ma cerco di spiegare meglio il mio concetto: solo la forza razionale e collettiva delle nostre azioni, può dare dare alla speranza, la possibiltà d'intraprendere la giusta direzione.
Ma l'hai ripetuto sele, non lo hai spiegato per niente. Mi viene il dubbio a questo punto che tu stesso ne ignori il significato più profondo.
Cymorill
Nov 5 2008, 06:27 PM
siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii obama ha vinto!!!
evviva !! è un grande inzio!! è.. cazzo è.. è il primo mattone !!.. è!! porca miseria. ! forse questo ometto di colore cambierà la terra. e nn importa se nn ha più meriti di altri. è che è lui. doveva esserci e infatti ci sarà.
yes we can!
so che l america è in buone mani come lo sarebbe stata cn mc cane, ma in più questo ometto negro passerà alla storia. e nn è poco. nn è poco segnare la storia.
e berlusconi è nella mer... ops
Cymorill
Nov 5 2008, 06:29 PM
QUOTE (querelle @ Nov 5 2008, 05:08 PM)

emi, l'avevo riportato sopra...ma cerco di spiegare meglio il mio concetto: solo la forza razionale e collettiva delle nostre azioni, può dare dare alla speranza, la possibiltà d'intraprendere la giusta direzione.
Ma l'hai ripetuto sele, non lo hai spiegato per niente. Mi viene il dubbio a questo punto che tu stesso ne ignori il significato più profondo.
prima di dire a lui che nn l ha capito, prova a capirlo te.
nn è complicato da capire. è italiano corretto. -.-
querelle
Nov 5 2008, 06:37 PM
QUOTE (Cymorill @ Nov 5 2008, 06:29 PM)

prima di dire a lui che nn l ha capito, prova a capirlo te.
nn è complicato da capire. è italiano corretto. -.-
Io non ho detto che non l'ha capito o che io non l'ho capito. Rileggi quello che ho scritoo. Voglio solo dire che non è un modo convincente provare a spiegarmi qualcosa ripetendomela esattamente come prima. Ma che ho detto di strano, scusa?
Io poi l'ho capita ed ho anche fatto un mio commento. Ma leggi tutto Marì o devi solo attaccarmi? Non ti fà onore sinceramente.
Cymorill
Nov 5 2008, 06:43 PM
sele:
emi, vogliamo perdere la possibilità di dare uno sguardo alle speranze?
lo so...lo so che è una piccolissima speranza e di questi tempi ci aggrappiamo a tutto...ma solo la nostra forza razionale e collettiva, può dare dare alle speranze, la possibiltà d'intraprendere la giusta direzione.
querelle:
La speranza è un valore terribile. E' manifestazione del fatto che di cambiamento reale non ce n'è nemmeno l'ombra. Una vita sana è scandita dalle azioni e non dalle speranze.
sele:
se tu avessi letto con più attenzione, avresti avuto la possibilità di riflettere diversamente. querellino.
"...solo la nostra forza razionale e collettiva, può dare dare alle speranze, la possibiltà d'intraprendere la giusta direzione"
querelle:
E' ancora un rimandare comunque al futuro la soluzione...è l'equivalente mascherato con belle parole della speranza.
Una donna una volta mi disse:-Non sperare di realizzare in un certo modo dei progetto. Fallo e basta.
Ma l'hai ripetuto sele, non lo hai spiegato per niente. Mi viene il dubbio a questo punto che tu stesso ne ignori il significato più profondo.
detto ciò secondo me n hai capito tu.
razionale
collettivo
posibilità
intraprendere
direzione
...
mi sembrano parole chiavi insostituibili. e chiare. e che nn centrano nulla con il tuo concetto di speranza che rimanda vigliaccamente e illusoriamente al futuro
ora sn stata più esaustiva? no nn ce l ho cn te. se ti rimprovero che dici una cosa nn corretta devo avercela per forza cn te? miiiiihh che coda di paglia
Cymorill
Nov 5 2008, 06:45 PM
tra parentesi querelle il concetto che esplichi tu di speranza lo condivido in termini generalie sn la proma a portare la bandiera contro la speranza . proprio per i tuoi medesimi motivi. credimi.
è che ora in questo contesto tutto ciò nn centra nulla
querelle
Nov 5 2008, 06:47 PM
QUOTE (Cymorill @ Nov 5 2008, 06:43 PM)

sele:
emi, vogliamo perdere la possibilità di dare uno sguardo alle speranze?
lo so...lo so che è una piccolissima speranza e di questi tempi ci aggrappiamo a tutto...ma solo la nostra forza razionale e collettiva, può dare dare alle speranze, la possibiltà d'intraprendere la giusta direzione.
querelle:
La speranza è un valore terribile. E' manifestazione del fatto che di cambiamento reale non ce n'è nemmeno l'ombra. Una vita sana è scandita dalle azioni e non dalle speranze.
sele:
se tu avessi letto con più attenzione, avresti avuto la possibilità di riflettere diversamente. querellino.
"...solo la nostra forza razionale e collettiva, può dare dare alle speranze, la possibiltà d'intraprendere la giusta direzione"
querelle:
E' ancora un rimandare comunque al futuro la soluzione...è l'equivalente mascherato con belle parole della speranza.
Una donna una volta mi disse:-Non sperare di realizzare in un certo modo dei progetto. Fallo e basta.
Ma l'hai ripetuto sele, non lo hai spiegato per niente. Mi viene il dubbio a questo punto che tu stesso ne ignori il significato più profondo.
detto ciò secondo me n hai capito tu.
razionale
collettivo
posibilità
intraprendere
direzione
...
mi sembrano parole chiavi insostituibili. e chiare. e che nn centrano nulla con il tuo concetto di speranza che rimanda vigliaccamente e illusoriamente al futuro
ora sn stata più esaustiva? no nn ce l ho cn te. se ti rimprovero che dici una cosa nn corretta devo avercela per forza cn te? miiiiihh che coda di paglia
Lo dico perchè non ho visto, al di là degli appunti che mi hai fatto, nemmeno l'ombra di un commento al mio di commento sulle parole di sele. Ti limiti sol oa dire che non c'entra niente, ma ripeto questa non è una spiegazione che me mostra un interesse reale. Per questo ti dico che mi attacchi...quale coda di paglia, figuratiiii sono abiutuato a subire ben altri appunti. I tuoi sono candidi (ero tentato di scrivere canditi) in confronto.
querelle
Nov 5 2008, 06:48 PM
QUOTE (Cymorill @ Nov 5 2008, 06:45 PM)

tra parentesi querelle il concetto che esplichi tu di speranza lo condivido in termini generalie sn la proma a portare la bandiera contro la speranza . proprio per i tuoi medesimi motivi. credimi.
è che ora in questo contesto tutto ciò nn centra nulla
Scusa ho letto questa tua risposta sol odopo aver scritto la mia..ora ti capisco. E' sol oche non ci vedi il nesso. Ok ;-)
querelle
Nov 5 2008, 06:53 PM
"...solo la nostra forza razionale e collettiva, può dare dare alle speranze, la possibiltà d'intraprendere la giusta direzione"
viene in questa frase espressa la modalità per dare alle speranze (che per me in assoluto non portano da nessuna parte) una possibile prospettiva concreta di cambiamento. Se vuoi per me questo ne rafforza il valore secondo lui di tale speranze, fornendone addirittura il modo migliore di materializzarle...cosa per me non vera.
E' come se dicessi:
angelo, se ti metti il grembiule rosso e solo se fai questa cosa si può verificare la tua speranza di cacare. La speranza, con il fatto reale di cagare non c'entra niente..figuriamoci il come esplicarla. Chi deve cagare, fa tutto quello serva per farlo senza sperare e senza soprattutto trovare il modo di indirizzare la propria speranza. Agisce e basta.
sele
Nov 5 2008, 10:52 PM
QUOTE (querelle @ Nov 5 2008, 06:53 PM)

"...solo la nostra forza razionale e collettiva, può dare dare alle speranze, la possibiltà d'intraprendere la giusta direzione"
viene in questa frase espressa la modalità per dare alle speranze (che per me in assoluto non portano da nessuna parte) una possibile prospettiva concreta di cambiamento. Se vuoi per me questo ne rafforza il valore secondo lui di tale speranze, fornendone addirittura il modo migliore di materializzarle...cosa per me non vera.
E' come se dicessi:
angelo, se ti metti il grembiule rosso e solo se fai questa cosa si può verificare la tua speranza di cacare. La speranza, con il fatto reale di cagare non c'entra niente..figuriamoci il come esplicarla. Chi deve cagare, fa tutto quello serva per farlo senza sperare e senza soprattutto trovare il modo di indirizzare la propria speranza. Agisce e basta.
cazzo querelle ...cerchi di corrompere d'incertezza anche le riflessioni più semplici.
cioè, se lo "stronzo", non riesci ad aiutarlo, non finirà mai la sua corsa nella tazza del cesso.
se la speranza( obama) non l'aiuti con la forza delle tue azioni, non avrà mai la possibilità d'intraprendere la giusta direzione.
mi sono spiegato meglio nel tuo linguaggio?
Cymorill
Nov 5 2008, 10:57 PM
hahahahahha.. o mamma.. querelle mi hai fatto diventare sele volgare !!!! .. povero serge !!!! cosa gli tocca fare per il tuo amore !
querelle
Nov 6 2008, 03:56 AM
QUOTE (sele @ Nov 5 2008, 10:52 PM)

cazzo querelle ...cerchi di corrompere d'incertezza anche le riflessioni più semplici.
cioè, se lo "stronzo", non riesci ad aiutarlo, non finirà mai la sua corsa nella tazza del cesso.
se la speranza( obama) non l'aiuti con la forza delle tue azioni, non avrà mai la possibilità d'intraprendere la giusta direzione.
mi sono spiegato meglio nel tuo linguaggio?
Ora almeno ci hai provato a spiegarti cose che non avevi fatto prima, prima riportavi alla noia una frase fatta.
Allora a questo punto posso spiegarti ancora meglio dove ti sbagli....o meglio dov'è l'errore di fondo concettuale del nostro amico bin laden.
L'azione
Ascesa e declino della speranza...l'armonia dell'azioneDa principio potrà sembrare piuttosto astruso e difficile, ma spero che riflettendoci saremo in grado di vedere la questione con chiarezza, poiché tutta la nostra esistenza, tutta la nostra vita, è un processo d'azione.
La vita della maggior parte di noi consiste in una serie di azioni, apparentemente sconnesse, le une indipendenti dalle altre, che portano disgregazione e frustrazione. E' un problema che riguarda ciascuno di noi, perché viviamo attraverso l'azione e senza azione non c'è vita, né esperienza, né pensiero. Il pensiero è azione; e se ci si limita a perseguire l'azione a un particolare livello di coscienza, quello esteriore, facendosi coinvolgere nell'azione esterna senza comprendere l'intero processo dell'azione in sé, si va inevitabilmente incontro a frustrazione e infelicità.
La nostra vita consiste in una serie di azioni o, in altri termini, è un processo d'azione a diversi livelli di coscienza. La coscienza consiste a sua volta nell'avere esperienza delle cose, nel dare loro un nome e nel registrarle. La coscienza è quindi innanzitutto sfida e risposta, ossia esperienza, attribuzione di un nome, e infine registrazione, cioè memoria.
Ma questo processo non è forse azione? La coscienza è azione; e senza sfida e risposta, senza esperienza, senza attribuzione di un nome, di un termine, senza registrazione, cioè memoria, non c'è azione.
E' l'azione che crea l'attore. Ossia, l'attore acquisisce esistenza quando l'azione ha un risultato, un fine in vista. Se nell'azione non c'è la prospettiva di un risultato, non c'è neanche l'attore; ma se c'è un fine o risultato in vista, allora l'azione dà origine all'attore. Di conseguenza, attore, azione e fine o risultato, costituiscono un processo unitario, un unico processo che si realizza quando l'azione ha un fine in vista. L'azione volta a un risultato è volontà; altrimenti non c'è volontà, no? Il desiderio di raggiungere un fine dà origine alla volontà, che è l'attore - io voglio raggiungere un risultato, voglio scrivere dei libri, voglio essere ricco, voglio dipingere un quadro.
Questi tre stati ci sono ben noti: l'attore, l'azione e il fine. Di questo è fatta la nostra vita quotidiana. Sto semplicemente vedendo ciò che è; ma cominceremo a comprendere come trasformare ciò che è solo quando lo esamineremo con lucidità, evitando ogni illusione, pregiudizio o parzialità.
Orbene, questi tre stati che costituiscono l'esperienza - l'attore, l'azione e il fine - rappresentano indubbiamente un processo di divenire. Altrimenti non c'è divenire, non è così? Se non c'è alcun attore, e non c'è azione rivolta a un fine, non c'è divenire; e la vita così come la conosciamo, la nostra vita quotidiana, è un processo di divenire. Sono povero e agisco con un fine in vista, quello di diventare ricco. Sono brutto e voglio diventare bello.
Dunque la mia vita è un processo per diventare qualcosa. La volontà di essere è la volontà di divenire, a diversi livelli di coscienza, in diverse condizioni, in cui c'è sfida, risposta, attribuzione di un nome e registrazione. Ma questo divenire è sforzo, è sofferenza, non è così? E' una lotta costante: sono questo e voglio diventare quello.
Dunque il problema è: può esserci azione senza divenire? Può esserci azione senza sofferenza, senza questa costante battaglia? Se non c'è un fine, non c'è alcun attore, perché è l'azione con un fine in vista che crea l'attore.
Ma può esserci azione senza un fine in vista, e quindi senza un attore - ossia, senza il desiderio di un risultato? Un'azione siffatta non è un divenire e quindi non è una lotta. C'è uno stato dell'azione, uno stato dell'esperire, in cui sono assenti sia colui che esperisce, sia l'esperienza. Tutto ciò suona alquanto filosofico, ma in realtà è piuttosto semplice.
Nel momento dell'esperire, non si è consapevoli di se stessi In quanto soggetti che esperiscono distinti dall'esperienza; si è in uno stato dell'esperire. Si prenda un esempio assai familiare: la rabbia. Nel momento in cui si è arrabbiati, non esistono né colui che esperisce, né l'esperienza, ma soltanto l'esperire. Non appena ne siamo fuori un secondo dopo la sensazione di rabbia, ecco manifestarsi il soggetto che esperisce e l'esperienza, l'attore e l'azione con un fine in vista, quello di liberarsi dell'ira o di soffocarla. Siamo ripetutamente in questo stato dell'esperire, ma ne veniamo sempre fuori, gli attribuiamo un nome e lo registriamo, dando in tal modo continuità al divenire.
Se riusciamo a comprendere l'azione nel senso fondamentale del termine, allora quella comprensione fondamentale influenzerà anche le nostre attività superficiali; ma prima è necessario comprendere la natura fondamentale dell'azione. L'azione scaturisce forse da un'idea? Si ha prima un'idea e poi si agisce? Oppure viene prima l'azione e poi, dal momento che l'azione crea conflitto, intorno ad essa si costruisce un'idea? E l'azione che crea l'attore? Oppure l'attore viene prima dell'azione?
E' molto importante scoprire cosa viene prima. Se viene prima l'idea, allora l'azione si conforma semplicemente a un'idea e, dunque, non è più azione ma imitazione, coazione in risposta a un'idea. E' molto importante rendersi conto di ciò perché, essendo la nostra società strutturata principalmente sul piano intellettuale o verbale, per tutti noi viene prima l'idea, seguita dall'azione. L'azione è dunque al servizio di un'idea, e già il semplice concepimento di idee va ovviamente a scapito dell'azione. Le idee alimentano altre idee, e quando ci si limita a coltivare idee, sorge antagonismo; a causa del processo intellettuale d'ideazione, la società diventa macrocefala. La nostra struttura sociale è fortemente intellettuale; coltiviamo l'intelletto a spese di ogni altro aspetto del nostro essere e, di conseguenza, siamo soffocati dalle idee.
Ma possono le idee produrre azione oppure plasmano semplicemente il pensiero, limitando così l'azione? Quando l'azione è costretta da un'idea, non potrà mai liberare l'uomo. E' estremamente importante per noi comprendere questo punto. Se un'idea forgia l'azione, quest'ultima non potrà mai offrire una soluzione alle nostre miserie. L'indagine sul processo ideativo, sulla produzione di idee, che siano quelle dei socialisti, dei capitalisti, dei comunisti, o quelle delle varie religioni, è di immensa importanza, soprattutto oggi che la nostra società è sull'orlo del baratro, sotto la minaccia di un'altra catastrofe, di un'altra tragica amputazione.
Coloro che hanno seriamente intenzione di scoprire la soluzione umana ai numerosi problemi che ci affliggono innanzitutto comprendere il processo di ideazione.
Cosa si intende per idea? Come nasce un'idea? E' possibile conciliare idea e azione? Supponiamo che io abbia un'idea e intenda tradurla in pratica; cerco un metodo per farlo, e insieme riflettiamo, sprecando tempo ed energie a litigare su come attuare la mia idea. Dunque, è davvero molto importante scoprire come nascono le idee; e dopo aver scoperto la verità su questo punto, possiamo discutere la questione dell'azione. Senza discutere le idee, non ha senso cercare semplicemente di scoprire come agire.
Allora, in che modo vi vengono le idee - anche idee molto semplici, non necessariamente idee filosofiche, religiose o economiche? Naturalmente si tratta di un processo di pensiero, non è così? Senza un processo di pensiero, non può esserci alcuna idea. Così, devo comprendere il processo di pensiero prima di poterne comprendere il prodotto, l'idea. Cosa si intende per pensiero? Quando si pensa? E' ovvio che il pensiero è il risultato di una reazione, neurologica o psicologica: è la risposta immediata dei sensi a una sensazione, oppure è di natura psicologica, è la risposta della memoria immagazzinata. C'è dunque la reazione immediata dei nervi a una sensazione, e c'è la risposta psicologica della memoria immagazzinata, l'influenza della razza, del gruppo, del guru, della famiglia, della tradizione e così via - tutto ciò viene chiamato pensiero. Quindi, il processo del pensiero è la risposta della memoria. Non avremmo pensieri se non avessimo memoria; e la risposta della memoria a una certa esperienza attiva il processo del pensiero. Poniamo, ad esempio, che io abbia il ricordo immagazzinato dell'identità nazionale e mi autodefinisca indù. Quella riserva di ricordi relativi a risposte, azioni, implicazioni, tradizioni, usanze appartenenti al mio passato reagisce alla sfida costituita da un musulmano, un buddhista o un cristiano, e la risposta della memoria alla sfida mette inevitabilmente in moto un processo di pensiero.
Osservate il processo del pensiero che opera in voi e potrete verificare direttamente la verità di questa descrizione. Siete stati insultati da qualcuno e l'episodio resta nella vostra memoria, forma parte del vostro retroterra. Quando incontrate quella persona, che rappresenta la sfida, la risposta è il ricordo dell'insulto subito. Così la risposta della memoria, che costituisce il processo di pensiero, dà origine a un'idea; dunque l'idea è sempre condizionata - ed è importante comprenderlo. In altri termini, l'idea è il risultato del processo di pensiero, il processo di pensiero è la risposta della memoria, e la memoria è sempre condizionata. La memoria è sempre ferma al passato, ma viene riportata in vita nel presente da una sfida. La memoria non ha vita propria; rinasce quando ci si trova dinanzi a una sfida. E, che sia addormentata o sveglia, la memoria è sempre condizionata, non è così?
Perciò, bisogna ricorrere a un approccio alquanto differente. Bisogna scoprire autonomamente, dentro di sé, se si agisce in base a un'idea e se può esserci azione senza ideazione. Cerchiamo di capire che cosa si intende per azione che non sia basata su un'idea.
Quand'è che si agisce in assenza di ideazione? Quando si ha un'azione che non è frutto dell'esperienza?
Un'azione basata sull'esperienza è, limitante e perciò costituisce un ostacolo.
Un'azione che non sia frutto di un'idea può dirsi spontanea quando non è soggetta al controllo del processo di pensiero, che si fonda sull'esperienza; ciò significa che l'azione indipendente dall'esperienza è possibile quando la mente non controlla l'azione stessa.
E' quello l'unico stato in cui c'è comprensione: quando la mente, che si fonda sull'esperienza, non guida l'azione; quando il pensiero, che si fonda sull'esperienza, non forgia l'azione. E che cos'è l'azione quando non c'è processo di pensiero? Può esserci azione in assenza di un processo di pensiero? Poniamo che io voglia costruire un ponte o una casa; conosco la tecnica, che mi insegna come costruirli. E' questo che chiamiamo azione. Sono azioni lo scrivere una poesia, il dipingere, l'avere responsabilità di governo, il reagire a fattori sociali e ambientali. Tutte si fondano su un'idea o su una precedente esperienza, che forgiano l'azione.
Ma esiste azione in assenza di ideazione?
Certamente una tale azione è possibile quando cessa l'idea; e l'idea cessa soltanto quando c'è amore. L'amore non è ricordo, non è esperienza, l'amore non è pensare alla persona che si ama perché in tal caso è semplicemente un pensiero. Non si può pensare all'ardore. Si può pensare alla persona che si ama o a cui si è devoti - al proprio guru, alla propria immagine, alla propria moglie o al proprio marito - , ma il pensiero, il simbolo, non è quella realtà che è l'amore. Perciò l'amore non è un'esperienza.
Quando c'è amore, c'è azione, non è così? E quell'azione, non è forse liberatoria? Essa non è il risultato di un processo mentale, e non c'è divario fra amore e azione come c'è invece fra idea e azione. L'idea è sempre vecchia, la sua ombra si proietta sul presente costringendoci perennemente a cercare di colmare il divario fra azione e idea. Quando c'è amore - che non è un processo mentale, non è ideazione, non è ricordo, non è il risultato di un'esperienza o di una disciplina praticata - ebbene, quell'amore stesso è azione. E' questa l'unica cosa che porta alla liberazione. Fin quando esistono processi mentali, fin quando l'azione è forgiata da un'idea che è esperienza, non può esserci liberazione; e fin quando quel processo continua, ogni azione è inevitabilmente limitata.
Quando percepiamo la verità di tutto ciò, allora si realizza la qualità dell'amore, che non è un processo mentale e non può essere pensato.
Bisogna essere consapevoli di questo processo totale, di come nascono le idee, di come l'azione scaturisce da esse, e di come le idee controllano l'azione e perciò la limitano, dipendendo dalla sensazione. Non importa quali siano le idee, se siano di sinistra o di estrema destra. Fin tanto che ci aggrappiamo alle idee, siamo in uno stato in cui non può esserci esperienza alcuna; ci limitiamo a vivere nel regno del tempo - nel passato, che continua a produrre sensazioni, o nel futuro, che è in sé una diversa forma di sensazione. Soltanto quando la mente è libera dalle idee, è possibile esperire.
Le idee non sono la verità; la verità è qualcosa che deve essere sperimentata direttamente, di momento in momento. Non è un'esperienza che si desidera - poiché in tal caso è semplicemente sensazione. Solo quando si riesce ad andare oltre il groviglio delle idee - che costituisce l'"io", la mente, che è dotato di parziale o totale continuità - , solo quando si riesce a superarlo, allorché il pensiero è completamente muto, solo allora si realizza uno stato dell'esperire. E si saprà allora che cos'è la verità.
querelle
Nov 6 2008, 04:00 AM
QUOTE (Cymorill @ Nov 5 2008, 10:57 PM)

hahahahahha.. o mamma.. querelle mi hai fatto diventare sele volgare !!!! .. povero serge !!!! cosa gli tocca fare per il tuo amore !
Perchè volgare, perchè ha detto una parolaccia? E' molto più volgare il tuo fare l'eco in modo infantile ad una sua reazione. Non trova anche lei signorina di buona famiglia?
puledro1
Nov 6 2008, 08:26 AM
Ma avete sentito quel meschino di Gasparri cosa ha detto?
"Per la vittoria di Obama sarà contenta Al Quaeda"
Poi, ha rincarato la dose il nostro arrogante e presuntuoso Silvio
"Sono molto più grande di lui, mi toccherà dargli dei consigli appena ci incontriamo".
Che idioti... Pensano che l'opinione dell'Italia abbia un peso ahahahahahah
Cymorill
Nov 6 2008, 10:47 AM
QUOTE (querelle @ Nov 6 2008, 04:00 AM)

Perchè volgare, perchè ha detto una parolaccia? E' molto più volgare il tuo fare l'eco in modo infantile ad una sua reazione. Non trova anche lei signorina di buona famiglia?
cioè rispondere ad una discussione su un forum in cui si partecipa tutti insieme?dai hai ragione ; abbundare quam deficere ! : va a cachare.
Cymorill
Nov 6 2008, 10:50 AM
QUOTE (puledro1 @ Nov 6 2008, 08:26 AM)

Ma avete sentito quel meschino di Gasparri cosa ha detto?
"Per la vittoria di Obama sarà contenta Al Quaeda"
Poi, ha rincarato la dose il nostro arrogante e presuntuoso Silvio
"Sono molto più grande di lui, mi toccherà dargli dei consigli appena ci incontriamo".
Che idioti... Pensano che l'opinione dell'Italia abbia un peso ahahahahahah
questo è il tono tipico della lega italiana, e della destra italiana. mi fa vomitare.
un ministro del pdl nn sapeva chi avesse scritto l infinito e per risposta ha detto a chi lo intervistava :
" cafoncella , va astudiare, vah, vai a scuola prima di venire a rompere i coglioni in giro "
tessen
Nov 7 2008, 09:20 AM
QUOTE (querelle @ Nov 6 2008, 04:00 AM)

Perchè volgare, perchè ha detto una parolaccia? E' molto più volgare il tuo fare l'eco in modo infantile ad una sua reazione. Non trova anche lei signorina di buona famiglia?
perchè bossi, quando gli hanno chiesto di obama lui ha risposto. "finchè ci sarà la lega in italia nessun negro diventera presidente del consiglio".
Se andiamo avanti così ci asfaltano l'italia di bombe per la fine del mese
querelle
Nov 7 2008, 09:23 AM
QUOTE (tessen @ Nov 7 2008, 09:20 AM)

perchè bossi, quando gli hanno chiesto di obama lui ha risposto. "finchè ci sarà la lega in italia nessun negro diventera presidente del consiglio".
Se andiamo avanti così ci asfaltano l'italia di bombe per la fine del mese
ORA MI SONO ROITTO IL CAZZO DI ESSERE SEMRPE MESSO IN MEZZO QUANDO NON C'ENTRO UNA MAZZA. MI DICI ORA PERCHè SONO QUOTATO?
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