Berlusconi si schiera con la Russia: "Lo scudo è una provocazione"
Il progetto di 'scudo spaziale' ai confini dell'Europa orientale è stata una vera e propria 'provocazione' per la Russia, che non poteva reagire altrimenti che con una posizione altrettanto dura. A pochi giorni dalle elezioni americane e mentre George W. Bush si appresta a lasciare la Casa Bianca, Silvio Berlusconi, critica con una durezza inusuale le scelte statunitensi di piazzare una difesa anti-missile in quella che per anni è stata considerata "sfera d'influenza di Mosca.
A Smirne per un breve incontro bilaterale con il premier turco Recep Erdogan e una delegazione di ministri, Berlusoni ha ribadito la volontà italiana di favorire, anzi di 'accelerare' i negoziati per l'ingresso della Turchia nell'Unione europea e, in un unico passaggio della sua conferenza stampa dedicato alla politica interna, è tornato a sottolineare che nessun dialogo con l'opposizione è possibile, nemmeno per mettere a punto un'agenda comune in vista del G20, visto che la sinistra italiana "non è socialdemocratica".
Ma a fare scalpore sono le parole del premier a difesa di Mosca: Berlusconi ribadisce di volersi impegnare per favorire un incontro il prima possibile tra il presidente russo Medvedev e il neo inquilino della Casa Bianca, Obama, e spiega che "la priorità della politica estera italiana" sarà quella di evitare i rischi di una nuova Guerra fredda, favorendo un ritorno allo spirito e alla lettera di Pratica di Mare e facendo il possibile "per mettere la parola fine al processo di allontanamento tra occidente e Russia".
"Diciamolo chiaro - chiarisce Berlusconi - la Russia ha subito delle provocazioni, con il progetto di collocare i missili in Polonia e Repubblica Ceca, e con il riconoscimento del Kosovo così come con l'ipotesi di un ingresso di Ucraina e Georgia nella Nato". Dunque, continua il presidente del Consiglio, le reazioni della Federazione Russa e l'idea di installare una difesa missilistica a Kaliningrad non può che essere una reazione a quelle provocazioni. Ma questo rischio di escalation, continua il premier, "è da evitare. E l'Italia farà il possibile per avvicinare le due parti. Ed evitare i decenni terribili della Guerra Fredda".
Berlusconi ha quindi sottolineato che "le provocazioni" da parte dell'Occidente hanno generato a Mosca reazioni di fermezza: "La Russia - ha detto - ha risposto con parole che, nei commenti dell'amministrazione Usa, sono stati giudicati arroganti".
La reazione russa, ha spiegato ancora il premier, si è poi concretizzata nel discorso del presidente Medvedev alla Duma, "e con l'annuncio della dislocazione di missili in una enclave russa dei Balcani e a Kaliningrad". Secondo Berlusconi questo scontro tra Russia e Occidente è la possibilità di una "contrapposizione tra i due arsenali sarebbe un errore che potrebbe portare alla distruzione del mondo". Dunque, ha concluso Berlusconi, "bisogna tornare all'accordo di Pratica di Mare e superare i decenni terribili della guerra fredda". Per questo "mi sto adoperando affinchè nell'agenda del presidente della federazione russa ci possa presto essere un incontro con il neo presidente Usa Barack Obama".
da rainews24
E adesso vediamo se gli imbecilli che l'hanno votato crederanno ancora che nel PD ci sia la sinistra comunista