mark covell, è un giornalista inglese che la notte dei "lunghi coltelli " si trovava nella scuola diaz di genova. è uno dei 66 stranieri massacrati nell'operazione di "macelleria messicana" come ha ammesso il vice questore michelangelo fournier. il quale disse: "quando sono arrivato nella scuola ho visto quattro poliziotti, due in divisa, due in borghese che al primo piano infierivano su una decina di persone a terra, non erano miei uomini”.
questa sera, sarà letta finalmente la sentenza per il blitz nella scuola diaz. finalmente hanno dato un nome e cognome all'agente "coda di cavallo"... l'agente che portò dopo il blitz all'interno della diaz, le molotov per giustificare il massacro.
oggi, sarà presente in aula anche il giornalista londinese mark covell, lo stesso giornalista che nel 2006, mentre raccontava nell'aula del tribunale di genova la sua triste storia, veniva deriso sguaiatamente da alcuni difensori degli imputati. mentre gli "altri" ridevano, lui non riuscì a trattenere le lacrime. dopo quell' umiliazione e la frustrazione di fronte all'ingiustizia, subentrò la rabbia e decise di trasformarsi in detective. tornò a londra e con la collaborazione di 15 di tecnici lavorò giorno e notte alla raccolta di materiale video e fotografico. dopo un lavoro minuzioso riuscì a portare alla "luce" del materiale "scottante", in cui si vede chiaramente la pagina più "nera" della storia della polizia di stato. grazie al suo lavoro, i giudici del tribunale di genova, hanno raccolto delle prove schiaccianti.
oggi finalmente la sentenza.
un grande abbraccio mark.
questa sera, tanti italiani, saranno con te.
