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Versione completa: essere sé stessi?
Ilsolenellavita > Ansia e ...non solo > Ansia e Attacchi di Panico
foglia
non ditemi che non ve lo siete mai sentito ululare in testa perchè nn ci credo. io mi domando cosa significa essere sé stessi? in altri termini, se io nemmeno mi conosco come sono, e nessuno credo sappia mai veramente a fondo chi sia, come faccio ad essere me stessa? a me piace il concetto di autenticità ma ho constatato che lo si può applicare all'oro, alle pietre preziose e ad altre cose così. ma qualcuno saprebbe spiegarmi per benino come si fa ad essere sé stessi? in cosa consta l'essere sé stessi che da una vita mi strepitano in faccia, con l'aggiunta del devi reagire, ci vuole forza di volontà, basta volerlo, devi farcela da sola nessuno ti può aiutare, sei viziata, hai le fisime, è tutto nella tua mente, fai i capricci, io se fossi stata mia moglie t'avrei mollata da un pezzo...(e, per la verità, anche io ti avrei mollato da un pezzo se fossi stato minimamente un/una lontanissimo/a conoscente di quindici isolati dopo il mio)....
ho il dubbio che essere me stessa significhi essere come gli altri desidererebbero che io fossi????
non è ridicola questa cosa? ok, lo so, non sto scoprendo l'acqua calda ma...che ne pensate?
non c'è bisogno che mi facciate dei pensieri alati, ditemi la vostra anche in parole povere. magari mi aiutate. ho le crisi adolecenziali!
laugh.gif tongue.gif
querelle
QUOTE (foglia @ Nov 20 2008, 05:24 PM) *
non ditemi che non ve lo siete mai sentito ululare in testa perchè nn ci credo. io mi domando cosa significa essere sé stessi? in altri termini, se io nemmeno mi conosco come sono, e nessuno credo sappia mai veramente a fondo chi sia, come faccio ad essere me stessa? a me piace il concetto di autenticità ma ho constatato che lo si può applicare all'oro, alle pietre preziose e ad altre cose così. ma qualcuno saprebbe spiegarmi per benino come si fa ad essere sé stessi? in cosa consta l'essere sé stessi che da una vita mi strepitano in faccia, con l'aggiunta del devi reagire, ci vuole forza di volontà, basta volerlo, devi farcela da sola nessuno ti può aiutare, sei viziata, hai le fisime, è tutto nella tua mente, fai i capricci, io se fossi stata mia moglie t'avrei mollata da un pezzo...(e, per la verità, anche io ti avrei mollato da un pezzo se fossi stato minimamente un/una lontanissimo/a conoscente di quindici isolati dopo il mio)....
ho il dubbio che essere me stessa significhi essere come gli altri desidererebbero che io fossi????
non è ridicola questa cosa? ok, lo so, non sto scoprendo l'acqua calda ma...che ne pensate?
non c'è bisogno che mi facciate dei pensieri alati, ditemi la vostra anche in parole povere. magari mi aiutate. ho le crisi adolecenziali!
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Significa tradotto:-Sei sicura di essere sincera con te stessa e di conseguenza di sapere veramente quello che vuoi?
Sul nessuno ti può aiutare, duro da digerire ma ovviamente vero pure questo tongue.gif
foglia
eh lo soooooo.....
Cymorill
AHAHHA FOGLIA SEI UN MITO !!!!!!!!!!!

sei pazza.. pazzzzzzzzzzzzzzzzaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


bella , bella e pazza. stupenda
Cymorill
ULTIMAMENTE MI DANNO DELLA "PROVINCIALE " O DELLA "ITALIANETTA" -.-

io ci ho pensato su. e mi sn detta che si probabilmente è vero. e allora?

io sn così o APPAIO così . bene smile.gif se devo essere me stessa , cosa che faccio, sono anche quello. ho le mie barrire e i miei vetri, le mie manie , le mie borghesolerie. . eh behe perchè no? per ora sn così. poi cambierò. respiro la mia casa la mia città il mio passato la mia educazione.

ma sn solo quello? no. ho molti strati. moltisssimi. ma c'è anche quello ORA. quando andrò all estero o viaggerò di più o inizierò a lavorare nel concreto in alcune cose in cui mi sto buttando, alcuni bei progetti, cambierò. perchè costringersi a fare per forza quella INTERNAZIONALE? nn sono internazionale. hehhe.


se poi uno si ferma a quello, è un limite suo. nel senso che è lui che ha le antenne SOLO per quello e si preclude la possibilità di scorgere le sfumature che si sn a lato e sotto e sopra e nn mi CERCA. se manca la curiosità ma c'è solo ASPETTATIVa nn caverà un ragno dal buco.

so una cosa, di essere bella. e so che ho i miei tempi e i miei modi per toccare el persone PULITA E LINDA COME UN NEONATO . altrimenti sto vestita.

di solito è colpa dell altro se mi tengo il cappotto.
sotto il cappotto c'è un mondo intero ! però per vederlo bisogna cmq passare dal cappotto. a meno che nn mi si renda possibile girare in mutande.
ma di solito l altra persona non sta in mutande. solo che crede di avere un cappotto più bello e internazionale e fico del mio. tutto li.

ho fatto un discorso ricco di convenzioni e banalità?? può essere smile.gif
puledro1
QUOTE (foglia @ Nov 20 2008, 05:24 PM) *
non ditemi che non ve lo siete mai sentito ululare in testa perchè nn ci credo. io mi domando cosa significa essere sé stessi? in altri termini, se io nemmeno mi conosco come sono, e nessuno credo sappia mai veramente a fondo chi sia, come faccio ad essere me stessa? a me piace il concetto di autenticità ma ho constatato che lo si può applicare all'oro, alle pietre preziose e ad altre cose così. ma qualcuno saprebbe spiegarmi per benino come si fa ad essere sé stessi? in cosa consta l'essere sé stessi che da una vita mi strepitano in faccia, con l'aggiunta del devi reagire, ci vuole forza di volontà, basta volerlo, devi farcela da sola nessuno ti può aiutare, sei viziata, hai le fisime, è tutto nella tua mente, fai i capricci, io se fossi stata mia moglie t'avrei mollata da un pezzo...(e, per la verità, anche io ti avrei mollato da un pezzo se fossi stato minimamente un/una lontanissimo/a conoscente di quindici isolati dopo il mio)....
ho il dubbio che essere me stessa significhi essere come gli altri desidererebbero che io fossi????
non è ridicola questa cosa? ok, lo so, non sto scoprendo l'acqua calda ma...che ne pensate?
non c'è bisogno che mi facciate dei pensieri alati, ditemi la vostra anche in parole povere. magari mi aiutate. ho le crisi adolecenziali!
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Fog, per me "essere se stessi" vuole dire soltanto compotarsi, pensare, fare, quello che ti gira per la testa in quel preciso momento... Voglio dire, dare retta alle inclinazioni personali che ognuno ha. Se la penso in un certo modo ora, non vuole dire che sarà sempre così... Potrei cambiare, ma quello che conta, secondo me, è essere coerenti con quello che si pensa... E non fare le cose perchè lo dicono, vogliono gli altri.
grido
senza fare persieri con le ali... io sono me stesso quando sto completamente fuori.... è strano... non è logico e non è giusto...

ma io son fatto cosi'... forse voglio farmi del male... forse non mi voglio salvare...

grido
foglia
emi
Boh, essere se stessi per me significa equilibrio. Riuscire a vivere le diverse situazioni sentendosi a posto con se stessi e con gli altri. Esempio banale ma per non andare troppo sul filosofico: io odio i tacchi, preferisco scarpe basse e sportive, se una sera sono invitata a cena in un luogo un pò così con persone un pò così, che faccio? per essere me stessa dovrei mettermi scarpe basse e sportive, ma se lo faccio non mi sentirei a mio agio, così arrivo ad una compromesso, una specie di equilibrio dai, e mi metterò scarpe basse ma il meno sportive possibile. Mi sentirò comoda tra gente comoda.

essere se stessi è essere 'comodi'...mettiamola cosi :)
foglia
smile.gif
grido
QUOTE (emi @ Nov 21 2008, 12:47 PM) *
Boh, essere se stessi per me significa equilibrio. Riuscire a vivere le diverse situazioni sentendosi a posto con se stessi e con gli altri. Esempio banale ma per non andare troppo sul filosofico: io odio i tacchi, preferisco scarpe basse e sportive, se una sera sono invitata a cena in un luogo un pò così con persone un pò così, che faccio? per essere me stessa dovrei mettermi scarpe basse e sportive, ma se lo faccio non mi sentirei a mio agio, così arrivo ad una compromesso, una specie di equilibrio dai, e mi metterò scarpe basse ma il meno sportive possibile. Mi sentirò comoda tra gente comoda.

essere se stessi è essere 'comodi'...mettiamola cosi smile.gif



ciao emi... non ci conosciamo... io sono grido.... volevo dirti che al mio paese (salerno).... che forse non è tanto lontano dal tuo questa comodita' si chiama ipocrisia....

grido
grido
magari velata.... mascherata... ma è sempre lei....
emi
Ciao Grido, non credo influisca la distanza geografica tra noi, piuttosto (forse) quella anagrafica. Ho passato la maggior parte della mia vita a voler essere me stessa senza sapere davvero cosa volesse dire. Il mio pensiero era il pensiero, e chi non l'aveva paro paro era fuori. Tana. E il gioco era finito. Sempre più isolata nella mia fermezza, nessuna possibiltà di appello. E gli altri sempre più lontani e sempre più nemici. Ma gli altri sono anche me e non solo le mie paure e i miei confronti, i miei pensieri sono anche gli altri e non solo le mie barriere per difendermi. Sono andata a vedere il significato di compromesso: aver fiducia di poter fare. Forse è questa l'accezione che intendevo esprimere. L'ipocrisia è inganno, la fiducia in se stessi è diverso, è sapere che si può farcela anche 'prendendo dentro' gli altri, con le loro fiducie per esempio, ed essere se stessi è anche questo, secondo me, sentirsi comodi (non accomodanti, che è altro) con se stessi in mezzo agli altri, che di riflesso sono comodi per noi.
Non so se sono riuscita, di pimo mattino :), a rendere più chiaro il mio pensiero. Senza per questo pretendere di volertelo far accettare, ora non più.

emi
grido
emi la mia non voleva essere un offesa... ma mi sembrava cosi'.... io con i miei 28 anni non riesco a stare comodo con persone comode.... preferisco la mia solitudine... nella quale a volte mi sento persino allegro....

grido
emi
Nessuna offesa Grido :) è che pensavo di essermi espressa male, invece no, il concetto era abbastanza chiaro. Concordo con la solitudine, ma a volte è così pesante da portare avanti che uno sforzo lo si deve pur fare, no? :*
emi
Sai una cosa Grido? ci ho ripensato e hai ragione, è ipocrisia, e nemmeno tanto velata :)
grido
QUOTE (emi @ Nov 24 2008, 07:13 AM) *
Sai una cosa Grido? ci ho ripensato e hai ragione, è ipocrisia, e nemmeno tanto velata smile.gif


sai una cosa emi? mia mamma mi ripete ogni giorno che per vivere ci vuole un pizzico di ipocrisia... io non le do mai retta... sara' per questo che mi trovo nella merda??

mah....

grido
emi
Oh be', in quella ci sto un pò anch'io eh? :) però sono convinta che se un ragazzo ti dice guarda che il tuo discorso è un pò ipocrita, significa che lo sei davvero e non te ne stai accorgendo, perchè stai diventando vecchia, e anche un pò sorda, e magari pure artritica...non nego che anche un pò di 'brutto' lo si possa essere nella vita, però che si sia consapevoli di esserlo, ecco
:*
azzurra
Io penso che 'sto mito, 'sta idolatria dell'Io ci stia rovinando tutti:) Siamo così occupati (parlo per esperienza personale eh? tsk..) ad essere noi stessi, che non venga fuori che ci siamo persi l'occasione di essere noi stessi!..che alla fine non viviamo più. Perchè metti che vivo una cosa non "da me stessa", è una catastrofe no? E questa faccenda dell'autenticità...come dici tu Foglia, e che cazzo sono, un'ametista? che vuol dire autentica? perchè quando faccio il mio sorriso migliore al mio giornalaio che detesto (perchè quello più vicino dopo lui è a 2 km, ed io la mattina nn ciò voglia di fare due chilometri) , quando sono ipocrita insomma, non sono io? Il grado di ipocrisia è soggettivo, e dipende da tanti fattori..ma non è che ho mai considerato il non esserlo un valore assoluto. Voglio dire ok, esci la mattina che ti sei guardata allo specchio e vorresti suicidarti, ci hai messo 30 minuti a convincerti che dai, su, vabbè, non sei così male per la tua età e poi conta come sei dentro, poi arrivi al bar e tua suocera ti chiede "ma che hai lella, non stai bene? non hai dormito? hai una faccia!" Ma fottiti, no? ma ti ho chiesto di essere sincera? Vinci una bambolina a dire quello che pensi? Stiamo meglio, ora che siamo autentiche, eh, idiota?
Oh, insomma....
foglia
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querelle
Azzurra dimmi che è uno scherzo dai unsure.gif
azzurra
In parte, Querelle; di certo una banalizzazione, ma non del tutto uno scherzo. Io penso davvero che ci sia una ossessione, una maniacalizzazione dell'io, in questo periodo culturale. Potrei anche esporti la mia lunghissima teoria del perchè, del passaggio dal pubblico al privato, delle ragioni di mercato..ma te la risparmio:) Ogni periodo "sposta" l'attenzione su una visuale piuttosto che su un 'altra, su alcuni temi piuttosto che su altri: quando ero giovane io era la "rivoluzione" (intesa come cambiamento), erano le relazioni sociali, tra pari, tra genitori-figli, tra padroni ed operai, tra donne ed uomini ecc. Adesso siamo dei narcisisti, intenti a curare noi stessi, la nostra autostima, il nostro corpo, il nostro tempo libero. Le nostre opinioni sono sacre, altro che le Tavole, ed ogni mimuscolo moto del nostro cuore o dei nostri nervi accolto con meravigliato stupore, come un miracolo, un'opera d'arte. Gli altri sono ombre minacciose che cercano di impedirci la nostra realizzazione. Sono gli ipocriti, i vigliacchi, i prepotenti, i non rispettosi ecc. Noi ce ne andavamo miti per la nostra Strada della Conoscenza, e loro ci hanno ostacolato. Beh, che devo dirti: per me sono cazzate. A me di sapere come sono non è mai importato nulla, ma proprio nulla, non aspiro ad essere il profilo A o il profilo B di un qualche sciocco test psicologico. Non mi interessa sapere se sono Pantera o Topolino, se sono una Esploratrice o una Pantofolaia. So (da tuoi post precedenti) che tu credi in un'essenza, in qualcosa di vero che può essere svelato, mesos in luce. Io non ci credo, io credo che diventiamo, ora per ora, minuto per minuto. E che se proprio vogliamo dare un nome a quello che siamo, sia possibile solo a posteriori. "Sono stata questo o quello".
puledro1
Io mi ritrovo perfettamente nel pensiero di azzurra. Al 100%.
Non esiste essenza sconosciuta. Io sono sempre io nel bene e nel male... Nessuno muove i fili dietro di me a mia insaputa. Sono sempre io che faccio o non faccio, che mi comporto in un modo o in un altro.
querelle
Continuo a non capire perchè usi questi toni. Così è improbabile comunicare Azzurra. Addirittura ora dici, quello che pensi, quello che "secondo te" penso io e ti rispondi. Mi tiro fuori da questi criteri soprattutto perchè non hai la sottigliezza di accorgerti che ti contraddici in continuazione. Ti giuro che trovo impossibile affrontare la questione cone te, perchè sei terrorizzata dal metterti in discussione. A me interessa capire (al di là dell'argomento di cui si stà contestualmente parlando) e non arrivare a delle conclusione. Non me ne farei nulla. Addirittura associo alle conclusioni (vedi i tuoi punti fermi sull'esistenza o meno di una realtà, che per me se non ti dispiace esiste(....anzi scusa, ho detto che non avrei nemmeno affrontato il problema), la paura di andare oltre quello che già si "crede" di sapere.
Non ci sono i presupposti mi discpiace. Non è la prima volta che spunti dal nulla e mi aggredisci. I modi lo sò che per te non contano, però per me si. Se io ho fame e tu un pezzo di pane me lo tiri in faccia a 300 all'ora io ti ci mando...poi vienimi pure a dire che in fondo sempre un pezzo di pane m'hai dato.
A volte sono indeciso se rispondere, questo era uno di quei casi. Non me ne rammarico di non spendere una parola su questo stimolante argomento, perchè sarebbe un inutile monologo. Grazie comunque per l'interessamento e per esserti fatta un'idea di come la penso senza avermi mai coinvolto in una conversazione.
azzurra
..oh madonna, anche qui?? Come sarebbe questo "tono", querelle? Non dirmi che ti ho mancato di rispetto:) Sul fatto che tu ritieni esista un qualcsa (chiamalo come vuoi) che si può conoscere, raggiungere ecc, non è che sono telepatica, mi pareva tu lo avessi scritto molte volte: poi certo, è sempre possibile che io non abbia capito quello che dicevi. Sarebbe questa la tremenda aggressione? Poi ti prego, abbi pietà; ho 52 anni, e di Piccoli Psicologi che ti rivelano che in realtà fuggi da te stessa ecc, ecco....avrei già dato come dire, eh? E se trovassi questo giochino anche minimamente interessante magari sarei intervenuta a proposito dei _tuoi_ modi, in passato, non credi? Quindi vedi tu, intervieni, non intervenire (quella del pane non l'ho capita, dev'essere una mia rimozione, sorry), ma risparmiami i post alla..ehm..insomma i piangistei indignati, ok?

azzurra
Cymorill
QUOTE (puledro1 @ Nov 25 2008, 04:05 PM) *
Io mi ritrovo perfettamente nel pensiero di azzurra. Al 100%.
Non esiste essenza sconosciuta. Io sono sempre io nel bene e nel male... Nessuno muove i fili dietro di me a mia insaputa. Sono sempre io che faccio o non faccio, che mi comporto in un modo o in un altro.

e così si ritorna alla megalomania dell autenticità però

rolleyes.gif


siamo un divenire continuo poggiamo sul prima e protendiamo istantaneamente verso il dopo

il discorso non è l ipocrisia. se si parla di ipocrisia do ragione a azzurra e a puledro.

ma il tema è l identità pura . quella ci viene insegnata prima degli otto anni e se ci vengono insegnate strade tortuose e assurde e dolorose per affrontare tutto il resto della relazione cn noi stessi e cn gli altri.. lo dobbiamo a quanto la nostra mamma nn sapendo di starci camminando, ci ha chiesto di raddrizzargliele.
e possibile ritrovare il nostro senso d orientamento pulito .ma è sfiancate . però a ogni passo c'è una meraviglia quindi credo ne valga la pena
foglia
QUOTE
ma il tema è l identità pura . quella ci viene insegnata prima degli otto anni e se ci vengono insegnate strade tortuose e assurde e dolorose per affrontare tutto il resto della relazione cn noi stessi e cn gli altri.. lo dobbiamo a quanto la nostra mamma nn sapendo di starci camminando, ci ha chiesto di raddrizzargliele.
e possibile ritrovare il nostro senso d orientamento pulito .ma è sfiancate . però a ogni passo c'è una meraviglia quindi credo ne valga la pena


grazie cym, non sapevo più dove andare a pescare parole per spiegare questa cosa. le parole le hai trovate tu e te ne sono grata. volevo appunto analizzare, anche io, la difficoltà a non tradire la propria essenza e a sottolineare come sia impossibile (almeno per me) trovare un'aderenza - dico aderenza perchè non riesco a trovare altri termini in questi giorni - una collocazione forse, una capacità di correre, raggiungere in linea/con la linea della propria autenticità. è da questo puinto di vista che intendevo spiegarvi com'è difficile per me poi esistere ed essere me stessa. io non lo so e non lo saprò mai (credo) cos'è la vera me stessa. così come non so cosa siete voi, voi stessi. conosco le mille maschere (pirandello?) che esponiamo agli altri (quindi sincerità/ipocrisia/diplomazia/tatto) e quelle che esponiamo, che esibiamo a noi stessi per non crollare sotto il peso dell'insensatezza esistenziale, del senso (quello sì!) di colpa, dell'inadeguatezza. sentirsi inadeguate, sentirsi fuori posto anche dopo aver sudato le cento camice per dimostrare/rci che abbiamo vissuto bene quell'attimo di vita, quello spazio di tempo nel quale eravamo sotto il riflettore dello sguardo dell'altro/altri. abbiamo sopportato il giudizio impietoso di chi ci stava a guardare mentre ci arrabbattavamo come funamboli a metterci in gioco per non nasconderci? parlo non solo di sentimenti, di emozioni che ci fanno arrossire, ma anche di gesti, di comportamenti forse impulsivi ma spontanei che col senno di poi ci fanno vergognare o al contrario essere fieri di noi stessi. boh? sto spaziando troppo.
domattina mi vergognerò per quello che ho appena scritto, ma ora avrò pietà di me e andrò a dormire.
buonanotte, cari.
querelle
QUOTE (querelle @ Nov 25 2008, 05:25 PM) *
Continuo a non capire perchè usi questi toni. Così è improbabile comunicare Azzurra. Addirittura ora dici, quello che pensi, quello che "secondo te" penso io e ti rispondi. Mi tiro fuori da questi criteri soprattutto perchè non hai la sottigliezza di accorgerti che ti contraddici in continuazione. Ti giuro che trovo impossibile affrontare la questione cone te, perchè sei terrorizzata dal metterti in discussione. A me interessa capire (al di là dell'argomento di cui si stà contestualmente parlando) e non arrivare a delle conclusione. Non me ne farei nulla. Addirittura associo alle conclusioni (vedi i tuoi punti fermi sull'esistenza o meno di una realtà, che per me se non ti dispiace esiste(....anzi scusa, ho detto che non avrei nemmeno affrontato il problema), la paura di andare oltre quello che già si "crede" di sapere.
Non ci sono i presupposti mi discpiace. Non è la prima volta che spunti dal nulla e mi aggredisci. I modi lo sò che per te non contano, però per me si. Se io ho fame e tu un pezzo di pane me lo tiri in faccia a 300 all'ora io ti ci mando...poi vienimi pure a dire che in fondo sempre un pezzo di pane m'hai dato.
A volte sono indeciso se rispondere, questo era uno di quei casi. Non me ne rammarico di non spendere una parola su questo stimolante argomento, perchè sarebbe un inutile monologo. Grazie comunque per l'interessamento e per esserti fatta un'idea di come la penso senza avermi mai coinvolto in una conversazione.


Prosegui imperterrita ad esprimere quello che "secondo te" penso io e da questo trai delle conclusioni che esponi fondamentalmente a te stessa. Non ti accorgi che ogni argomento che non sia il tuo lo sfiori con l'urgenza di inserirlo o meno nel tuo modello di rappresentazione. Ripeto non possiamo dialogare, perchè questo obiettivo personalmente non mi alletta. Fortuna che per te questo "qualcosa" (cui evito minimamente di fare cenno, visto che perserveri con questo tono di chi si deve ispiegabilmente difendere) non dovrebbe esistere? laugh.gif laugh.gif laugh.gif
L'esempio del pane fai finta che non l'abbia nemmeno fatto e siamo pace. Sai che hai il potere di farmi dimenticare di quello di cui si stà parlando? Potresti tornarmi utile in certe situazioni spiacevoli. Semmai ti chiamerò. Grazie ancora.
Cymorill
QUOTE (foglia @ Nov 25 2008, 11:53 PM) *
grazie cym, non sapevo più dove andare a pescare parole per spiegare questa cosa. le parole le hai trovate tu e te ne sono grata. volevo appunto analizzare, anche io, la difficoltà a non tradire la propria essenza e a sottolineare come sia impossibile (almeno per me) trovare un'aderenza - dico aderenza perchè non riesco a trovare altri termini in questi giorni - una collocazione forse, una capacità di correre, raggiungere in linea/con la linea della propria autenticità. è da questo puinto di vista che intendevo spiegarvi com'è difficile per me poi esistere ed essere me stessa. io non lo so e non lo saprò mai (credo) cos'è la vera me stessa. così come non so cosa siete voi, voi stessi. conosco le mille maschere (pirandello?) che esponiamo agli altri (quindi sincerità/ipocrisia/diplomazia/tatto) e quelle che esponiamo, che esibiamo a noi stessi per non crollare sotto il peso dell'insensatezza esistenziale, del senso (quello sì!) di colpa, dell'inadeguatezza. sentirsi inadeguate, sentirsi fuori posto anche dopo aver sudato le cento camice per dimostrare/rci che abbiamo vissuto bene quell'attimo di vita, quello spazio di tempo nel quale eravamo sotto il riflettore dello sguardo dell'altro/altri. abbiamo sopportato il giudizio impietoso di chi ci stava a guardare mentre ci arrabbattavamo come funamboli a metterci in gioco per non nasconderci? parlo non solo di sentimenti, di emozioni che ci fanno arrossire, ma anche di gesti, di comportamenti forse impulsivi ma spontanei che col senno di poi ci fanno vergognare o al contrario essere fieri di noi stessi. boh? sto spaziando troppo.
domattina mi vergognerò per quello che ho appena scritto, ma ora avrò pietà di me e andrò a dormire.
buonanotte, cari.

in uno dei laboratori mimo clown che ho fatto c era il seguente esercizio. eravamo un trentina disposti a raggiera attorno a un un foro. come i teatri romani. ad un ad uno ciascuno di noi è sceso in mezzo e volta per volta la massa degli altri o lo applaudiva o lo insultava o lo scherniva o nn lo cagava di striscio etc.
colui che stava al centro nn doveva fare nulla. soltanto respirare e osservare e vivere l eco di questa cosa.
il trainer poneva l attenzione al soggetto e è riuscito a farci notare la nostra vera natura guardando il nostro fare niente. li in mazzo. a respirare . qualcuno ha indietreggiato. qualcuno si è seduto. qualcuno ha mosso i piedi.. qualcuno è avanzato . tutto senza che il soggetto se ne accorgesse.
e ha trovato il clown che è in noi ossia quell essere che spoglio di tutto , fattosi foglio bianco , accoglie le onde dell altro e restituisce una risposta genuina e vera , sempre . poi il clown deve imparare a caricarla.. è stato molto interessante.
questo è il primo approccio al vero contatto cn se stessi e cn l altro soprattutto. quando l altro è in grave disagio guarderà la tua essenza e se nn riesce a trovarla n si fiderà e nn ti tenderà la mano. a tua volta nn potrai ascoltare l altro se sei intento a costruire te stesso in quel medesimo istante.
azzurra
questo è il primo approccio al vero contatto cn se stessi e cn l altro soprattutto. quando l altro è in grave disagio guarderà la tua essenza e se nn riesce a trovarla n si fiderà e nn ti tenderà la mano. a tua volta nn potrai ascoltare l altro se sei intento a costruire te stesso in quel medesimo istante.
[/quote]
Sì concordo..magari non ho capito ma nel caso abbia capito, era quello che provavo a dire io:) Sull'identità...boh forse è quella che io chiamo cifra, qualcosa che ci rimane impresso nei primi giorni, mesi, anni (boh) di vita. Che però io vedo come una cosa un po' diversa dall'identità. Per quello che ho capito io la depersonalizzazione (ciao, fogli:*) non è la causa di un senso di identità volatile, ma l'effetto, la rappresentazione scenica. Comprendo che "identificare" la nostra cifra/identità sia complicato per tutti..ma forse alcune persone sono meno attrezzate di altre (e non faccio ipotesi sul perchè, i vissuti, l'infanzia, la biochimica, non lo so...) Così quel senso di uno nesusno centomila si acuisce, diventa esso stesso la cifra, l'identità. Che vivere con la depresonalizzazione non è facilissimo, ma può anche essere una risorsa insostituibile, per certi versi. Io tornando indietro e potendo scegliere, la rivorrei.
querelle
QUOTE (azzurra @ Nov 26 2008, 09:33 AM) *
questo è il primo approccio al vero contatto cn se stessi e cn l altro soprattutto. quando l altro è in grave disagio guarderà la tua essenza e se nn riesce a trovarla n si fiderà e nn ti tenderà la mano. a tua volta nn potrai ascoltare l altro se sei intento a costruire te stesso in quel medesimo istante.

Sì concordo..magari non ho capito ma nel caso abbia capito, era quello che provavo a dire io:) Sull'identità...boh forse è quella che io chiamo cifra, qualcosa che ci rimane impresso nei primi giorni, mesi, anni (boh) di vita. Che però io vedo come una cosa un po' diversa dall'identità. Per quello che ho capito io la depersonalizzazione (ciao, fogli:*) non è la causa di un senso di identità volatile, ma l'effetto, la rappresentazione scenica. Comprendo che "identificare" la nostra cifra/identità sia complicato per tutti..ma forse alcune persone sono meno attrezzate di altre (e non faccio ipotesi sul perchè, i vissuti, l'infanzia, la biochimica, non lo so...) Così quel senso di uno nesusno centomila si acuisce, diventa esso stesso la cifra, l'identità. Che vivere con la depresonalizzazione non è facilissimo, ma può anche essere una risorsa insostituibile, per certi versi. Io tornando indietro e potendo scegliere, la rivorrei.


Mi è piaciuto un sacco questo intervento. Bello davvero.
puledro1
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Non è che siamo una gabbia di matti... MOLTO PEGGIOOOOOOOOOOOOO laugh.gif laugh.gif

BUONA GIORNATA PATATONI... tongue.gif
querelle
QUOTE (puledro1 @ Nov 26 2008, 09:52 AM) *
laugh.gif laugh.gif laugh.gif

Non è che siamo una gabbia di matti... MOLTO PEGGIOOOOOOOOOOOOO laugh.gif laugh.gif

BUONA GIORNATA PATATONI... tongue.gif


Buongiorno a te cavalluccio mio adorato ;-))))))))))))

Qualcuno volò sul sole nella vita
@nto
Essere se stessi vuol dire anche accettare il proprio cambiamento senza farsi mille domande se questo vuol dire non essere se stessi...cioè vediamo se riesco a spiegarmi, io ieri pensavo una cosa fintanto che qualcosa non mi ha fatto cambiare idea, però ero me stessa sia quando la pensavo che dopo. Altrimenti finirebbe che anche guarendo da certe paure non saremmo più noi stessi no?
foglia
grazie anto^*^
e grazie cym^*^
azzurrina cara, non è che tu non hai capito. è che ci stiamo addentrando lungo un terreno insidioso, oscuro e pieno di misteri. il tentativo è quello di cercare di comprendere laddove la comprensione, mi sa, non ci sta proprio. però è interessante rifletterci e parlarne. io penso che non ci sia un vero 'chi sono io?' perchè, credo, quello che siamo ce lo indicano i parametri socioculturali. quindi prima di sapere chi siamo dovremmo, penso io, comprendere che nel mondo siamo quello che gli altri ci hanno insegnato/dettato a/di essere (marò, l'itagggliano). io, essendo una povera casalinga involuta e s-culturata, ci arrivo a tentoni e facendo una fatica incredibile. mentre se ponessimo i nostri interrogativi, che so, ad un giorello o ad un galimberti, forse loro avrebbero risposte non risolutive ma pronte da esprimere lì per lì. ecco.
dopodichè torniamo a bomba al mio quesito iniziale: come fanno a dirmi che si deve essere sé stessi se non abbiamo cognizione di cosa voglia dire?
se io mi immergo nelle mie oscure e tortuose profondità posso al massimo trovare un calderone di istinti, di pulsioni, di amori/odii, e via dicendo. se salgo un poco su di livello, ma solo un poco, trovo gli insegnamenti, i totem e i tabù, le proibizioni, le buone educazioni e via via i dogmi e le leggi.
ma l'io chi sono non saprei mai definirlo. o sì?
emi
Il più delle volte gli psico hanno la presunzione di saperlo, Bea. L'io chi sono, intendo. Ti girano e rigirano le domande fino a farti dire come pensi di essere e poi ti suggeriscono come dovresti essere. A me 'sta cosa infastidisce, a dirla tutta, ma forse è solo perchè oppongo resistenza ad un cambiamento doloroso che sgretolerebbe la torre di avorio sulla quale mi sono arroccata per difendermi dal mio io bambino ferito :P
puledro1
Come diceva Quelo:

LA RISPOSTA AI TUOI PROBLEMI E' DENTRO DI TE... PURTROPPO, E' SBAGLIATA!
foglia
laugh.gif laugh.gif laugh.gif pullyyyyyyyyyyyy:********
ehi emi, hai ragione!^*^
emi
Ma la depersonalizzazione è una difesa?
azzurra
QUOTE (emi @ Nov 27 2008, 07:52 AM) *
Ma la depersonalizzazione è una difesa?


boh, emi:) A volte ho pensato che alla fine è tutto una questione culturale; adesso se ce l'hai ti curano e tu ti spaventi di averla, una volta ti avrebbero considerata tramite degli dei o qualcosa così e saresti stata molto venerata e non avresti avuto nemmeno bisogno di lavorare, con tutte quelle offerte davanti alla porta di casa. Io sono una pragmatica, temo, più che una filosofa: difronte alle cose mi chiedo prima " a cosa serve?" che non "cos'è?". Non essendo purtroppo una mistica, non credo che la depersonalizzazione serva adentrare in contatto con il Tutto, con l'Energia o quelle robe lì. A me è servita a non fare troppo affidamento sul concetto di Io, appuno, visto che sembrava un tantino evanescente e di fidarmi invece un po' di più del fatto che, bene o male, questa coscienza di esserci, questa consapevolezza, poteva splamarsi un po' anche in giro, anzichè concentrarsi su di me. Lo so, non sono capace di spiegarmi. Come dice giustamente Foglia, sono cose così...boh senza parole, che è difficile tradurle:)
emi
Mi piace l'espressione 'spalmarsi un pò in giro', è rassicurante, e anche simpatica :)
foglia
grande azzurrina! ma non ho capito bene una cosa: a te come ti prende la derealizzazione/depersonalizzazione? segue esattamente il percorso della mia o ci sono delle variazioni lungo il percorso? se non ti va non ne parliamo, però.
per quel che riguarda me, ci dev'essere stato certamente un momento in cui debbo aver sentito tanta di quella paura per una minaccia incombente che sono riuscita, spontaneamente e senza sforzo, a darmi l'illusione di staccarmi da me stessa.
ed è qui che casca il mio asino! è stato il guardarmi credendomi 'al di fuori' che mi ha spaventata? o è stato il tentativo fallimentare di rientrare in me e rimettere la vita 'a fuoco', a procurami lo sconvolgimento tellurico dell'anima, spirito, mente, psiche (chiamatelo come vi pare)????
mi/vi pongo queste domande perchè io non ho assolutamente alcun ricordo del fattaccio.
sbaciuzk*
azzurra
QUOTE (foglia @ Nov 27 2008, 01:01 PM) *
grande azzurrina! ma non ho capito bene una cosa: a te come ti prende la derealizzazione/depersonalizzazione? segue esattamente il percorso della mia o ci sono delle variazioni lungo il percorso? se non ti va non ne parliamo, però.
per quel che riguarda me, ci dev'essere stato certamente un momento in cui debbo aver sentito tanta di quella paura per una minaccia incombente che sono riuscita, spontaneamente e senza sforzo, a darmi l'illusione di staccarmi da me stessa.
ed è qui che casca il mio asino! è stato il guardarmi credendomi 'al di fuori' che mi ha spaventata? o è stato il tentativo fallimentare di rientrare in me e rimettere la vita 'a fuoco', a procurami lo sconvolgimento tellurico dell'anima, spirito, mente, psiche (chiamatelo come vi pare)????
mi/vi pongo queste domande perchè io non ho assolutamente alcun ricordo del fattaccio.
sbaciuzk*


Io non me lo ricordo Foglia, se guardo indietro c'è da quando mi ricordi, sicuramente da quando ero bambina. E probabilmente è, almeno inizialmente, un meccanismo di fuga/difesa come dici tu; a me però non ha mai fatto paura, forse perchè appunto è iniziata quando ero piccola ed allora si sa, tutto pare normale, non ce l'hai ancora il concetto di "strano", per quello che ne sapevo io succedeva a tutti, come il raffreddore o fare pipìsmile.gif Poi da piccola ero molto mistica, o new age:) più per contingenza che per indole. Passavo la maggior parte del tempo da sola, vedevo pochissimi bambini, e le cose che "significavano" per me erano alberi, cespugli di lillà e conigli. Non ho mai indagato da adulta cosa fosse la derealizzazione, per un motivo un po' difficile da spiegare. Penso che, dovendo sintetizzare, potrei dire che ne sono gelosa. Sì beh, dei deliri parliamo un'altra volta, eh?smile.gif

AZZU
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