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Ilsolenellavita > Ansia e ...non solo > Ansia e Attacchi di Panico
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Cymorill
mad a cuccia... booono.. frrrrr frrrrr

booonooo..
querelle
Voglio fare pure io gli annunci su Radio Maria uffaaaaaaaa

Basta mi intrufolo al Vaticano stasera dò un cazzotto a padre Livio e mi metto a dire peste e corna di tutte le ragazze che odio (per il solo e semplice motivo che rifiutano i miei inviti)...tutti i credenti mi devono sentire...faccio un casino con in sottofondo il canto gregoriano
puledro1
QUOTE (magdy @ Jan 12 2009, 06:19 PM) *
La stronzata vera secondo me è l'orgoglio.

Esattissimo.
Enkidu
io direi che invece l'orgoglio ci vuole, è ciò che ci impedisce di diventare autolesionisti, è il nostro volerci bene...
puledro1
QUOTE (Enkidu @ Jan 13 2009, 09:11 AM) *
io direi che invece l'orgoglio ci vuole, è ciò che ci impedisce di diventare autolesionisti, è il nostro volerci bene...

L'orgoglio non ha niente a che fare con il volere o volersi bene.
E' solo una masturbazione mentale personale.
magdy
QUOTE (M@D @ Jan 12 2009, 06:20 PM) *
Invece è nobile il concetto di sttomissione cattolico vero?




Mai esistita sottomissione cattolica.
magdy
QUOTE (querelle @ Jan 12 2009, 07:28 PM) *
Voglio fare pure io gli annunci su Radio Maria uffaaaaaaaa

Basta mi intrufolo al Vaticano stasera dò un cazzotto a padre Livio e mi metto a dire peste e corna di tutte le ragazze che odio (per il solo e semplice motivo che rifiutano i miei inviti)...tutti i credenti mi devono sentire...faccio un casino con in sottofondo il canto gregoriano




Peccato che radio Maria non sia del Vaticano e padre Livio non si trova certo a Roma.
querelle
QUOTE (magdy @ Jan 13 2009, 10:08 AM) *
Peccato che radio Maria non sia del Vaticano e padre Livio non si trova certo a Roma.


Peccato, per fortuna volevi dire laugh.gif
querelle
QUOTE (magdy @ Jan 13 2009, 10:07 AM) *
Mai esistita sottomissione cattolica.


Manchi di consapevolezza, quindi per ipotesi non te ne poso fare una colpa. Liberissimo però di copiare ed incollare tutto quello che esce dalla bocca del tuo amico..ci mancherebbe che ti si ponesse nellacondizione di fare la vittima laugh.gif
querelle
Quello nell'avatar sei tu o padre Livio? Insomma tu dove stai? Chi sei? Ti vedo contornato di appigli.
magdy
QUOTE (querelle @ Jan 13 2009, 10:14 AM) *
Manchi di consapevolezza, quindi per ipotesi non te ne poso fare una colpa. Liberissimo però di copiare ed incollare tutto quello che esce dalla bocca del tuo amico..ci mancherebbe che ti si ponesse nellacondizione di fare la vittima laugh.gif



Ricorda che la vera libertà è quella che ci dona Gesù, non i pregiudizi, il volersi sostituire a Dio, pensare di aver capito tutto della vita, pensare che una persona sia sottomessa quando non si riesce a vedere al di là del proprio naso ecc. ecc.
magdy
QUOTE (querelle @ Jan 13 2009, 10:15 AM) *
Quello nell'avatar sei tu o padre Livio? Insomma tu dove stai? Chi sei? Ti vedo contornato di appigli.

L'avatar è Giovanni Paolo II e io sto bene dove sto, piuttosto tu chi sei e che fai oltre deridere il prossimo.
querelle
QUOTE (magdy @ Jan 13 2009, 12:11 PM) *
L'avatar è Giovanni Paolo II e io sto bene dove sto, piuttosto tu chi sei e che fai oltre deridere il prossimo.


Non derido tutti, lo faccio solo con chi si veste di un certo abito di rispettabilità e che dietro belle parole pratica un culto esercitando una pressione psicologica sugli altri per un determinato fine. Ecco cosa penso della religione e della sua illusorietà deleteria:

Ci si può convertire da una fede all'altra, si può passare da un dogma all'altro, ma non ci si può convertire alla comprensione della realtà.
Credere non è realtà.
Possiamo cambiare le nostre idee, cambiare opinione, ma la verità, Dio, non sono una convinzione: sono un'esperienza che non si basa su nessuna fede o dogma, nemmeno su nessuna precedente esperienza. Se abbiamo avuto un'esperienza nata dalla fede, la nostra esperienza è il riflesso condizionato di quella fede. Se avete un'esperienza inaspettatamente, spontaneamente, e costruite altre esperienze sulla prima, allora l'esperienza non è che la continuazione del ricordo che risponde al contatto col presente. Il ricordo è sempre morto, viene in essere soltanto in contatto col presente vivo.
La conversione è un cambiamento da una fede, o dogma, a un'altra, da una cerimonia a un'altra più edificante, e non apre la porta alla realtà. Anzi, una cerimonia edificante è un ostacolo alla realtà. Eppure è proprio questo ciò che le religioni organizzate e i gruppi religiosi tentano di fare: convertirvi a un dogma più o meno ragionevole, a superstizioni o speranze più o meno ragionevoli. Vi offrono una gabbia migliore. Essa può, o non può essere comoda, ciò dipende dal vostro temperamento, ma è sempre una prigione.
Religiosamente e politicamente, a livelli di cultura differenti, questa conversione è continuamente in corso. Le organizzazioni, coi loro capi, si sforzano di mantenere l'uomo nei quadri ideologici che esse offrono, sia religiosi sia economici. In questo processo si trova il reciproco sfruttamento. La verità è ai di fuori di ogni schema, paura o speranza. Se volete scoprire la suprema felicità della verità, dovete rompere con ogni cerimonia e tutti gli schemi ideologici.
La mente trova forza e sicurezza in schemi religiosi e politici, ed è proprio questo che dà base e resistenza alle organizzazioni. Ci sono sempre i duri a morire e le nuove reclute. Costoro mantengono le organizzazioni, coi loro investimenti e proprietà, in funzione, e la potenza e il prestigio delle organizzazioni attraggono coloro che adorano il successo e la saggezza mondana. Quando la mente si accorge che gli antichi schemi non sono più soddisfacenti e vitalizzati, si converte ad altri dogmi e altre fedi di maggior conforto e dispensatori di nuove energie. Onde la mente non è che il prodotto dell'ambiente, e si ricrea e si sostiene con sensazioni e identificazioni; ed è per questo che la mente aderisce a norme di condotta, a scuole di pensiero e così via. Finché la mente non sarà che il prodotto del passato, non potrà mai scoprire la verità né permettere alla verità di venire in essere. Restando aggrappata alle organizzazioni, rinuncia alla ricerca della verità.
Ovviamente, i riti offrono ai partecipanti un'atmosfera in cui essi si trovano a loro agio. Tanto i riti collettivi quanto quelli individuali danno una certa serenità alla mente; offrono un contrasto vitale col tedio e la monotonia della vita quotidiana. C'è una certa quantità di bellezza e di ordine nelle cerimonie, ma fondamentalmente, non sono che degli eccitanti; e come tutti gli eccitanti in breve ottundono la mente e il cuore. I riti divengono abitudine; divengono una necessità, e non se ne può più fare a meno. Questa necessità è considerata una rinascita spirituale, un raduno delle forze necessarie per affrontare la vita, una meditazione quotidiana o settimanale, e così via; ma se si osservi più attentamente questo processo, si vedrà che i riti sono una vana ripetizione, la quale offre un'evasione mirabile e decente dalla conoscenza di sé. Senza conoscenza di sé, l'azione conta ben poco.
La ripetizione di canti sacri, inni e litanie, di parole e frasi, fa dormire la mente, anche se di primo acchito sembra abbastanza stimolante. In questo stato di assopimento, si verificano delle esperienze, ma non sono che proiezioni di se stesse. Per edificanti che siano, queste esperienze sono illusorie. La sperimentazione della realtà non viene in essere mediante nessuna ripetizione, mediante nessuna pratica. La verità non è un fine, un risultato, una meta; non la si può inventare, perché non è un oggetto della mente.


Comunque non ti inkazzare, già te l'ho detto una volta ;-)
emi
'La verità non è un fine, un risultato, una meta; non la si può inventare, perché non è un oggetto della mente'

Scusa Que, prendo questo pezzetto perchè mi fa comodo. Ti spiacerebbe continuare da qui? poi dei messaggi di padre Livio parlo in un secondo tempo con Magdy
querelle
QUOTE (emi @ Jan 13 2009, 12:39 PM) *
'La verità non è un fine, un risultato, una meta; non la si può inventare, perché non è un oggetto della mente'

Scusa Que, prendo questo pezzetto perchè mi fa comodo. Ti spiacerebbe continuare da qui? poi dei messaggi di padre Livio parlo in un secondo tempo con Magdy


Certo che puoi ma scherzi???
magdy
QUOTE (querelle @ Jan 13 2009, 12:22 PM) *
lo faccio solo con chi si veste di un certo abito di rispettabilità e che dietro belle parole pratica un culto esercitando una pressione psicologica sugli altri per un determinato fine.



Potresti indicare il mio fine?
puledro1
Magdy, sei un mito!!
magdy
QUOTE (querelle @ Jan 13 2009, 12:22 PM) *
Possiamo cambiare le nostre idee, cambiare opinione, ma la verità, Dio, non sono una convinzione:



Sono d'accordo con te, Gesù è Via, Verità e Vita e non una convonzione.
querelle
QUOTE (magdy @ Jan 13 2009, 03:15 PM) *
Potresti indicare il mio fine?


Esiste per te un'azione che scaturisce dalla volontà che non abbia un fine egoistico?
magdy
QUOTE (puledro1 @ Jan 13 2009, 03:17 PM) *
Magdy, sei un mito!!



Grazie Puledro troppo buona laugh.gif
puledro1
QUOTE (magdy @ Jan 13 2009, 03:22 PM) *
Grazie Puledro troppo buona laugh.gif

laugh.gif laugh.gif laugh.gif
magdy
QUOTE (querelle @ Jan 13 2009, 03:20 PM) *
Esiste per te un'azione che scaturisce dalla volontà che non abbia un fine egoistico?




Certamente, la volontà di far conoscere un dono a disposizione di tutti, l'amore infinitamente misericordioso di Gesù Cristo Nostro Signore.
querelle
QUOTE (magdy @ Jan 13 2009, 03:24 PM) *
Certamente, la volontà di far conoscere un dono a disposizione di tutti, l'amore infinitamente misericordioso di Gesù Cristo Nostro Signore.



E questo non è uno scopo? Anzi il TUO scopo? Ecco, dove c'è una finalità, devi capire non c'è amore, nonc'è Dio....quale essa sia, anche quella apparentemente più nobile del mondo ;-))))
Cymorill
QUOTE (querelle @ Jan 13 2009, 10:15 AM) *
Quello nell'avatar sei tu o padre Livio? Insomma tu dove stai? Chi sei? Ti vedo contornato di appigli.

questa osservazione gliel ho gia fatta io e lui ha promesso di essere più presente cn se stesso e meno cn le parole di altri.
querelle
QUOTE (Cymorill @ Jan 13 2009, 03:28 PM) *
questa osservazione gliel ho gia fatta io e lui ha promesso di essere più presente cn se stesso e meno cn le parole di altri.


Si mi ricordo hai ragione..ma tu sei stata più sottile al solito ;-)
Cymorill
eh beh tra i due sei tu quello tutto macho muscoloso , eretto fiero e super atletico cn lo sguardo ambiguo tra il diabolico e l innocente eh smile.gif io sn solo una pulzella , un fuscellino .. smile.gif
magdy
QUOTE (querelle @ Jan 13 2009, 03:27 PM) *
E questo non è uno scopo? Anzi il TUO scopo? Ecco, dove c'è una finalità, devi capire non c'è amore, nonc'è Dio....quale essa sia, anche quella apparentemente più nobile del mondo ;-))))




Non c'è nessuno scopo e nessuna finalità nell'esternare l'amore di Gesù così come tu non hai secondi fini nel portare la tua esperienza lontano da Dio.
querelle
QUOTE (magdy @ Jan 13 2009, 03:43 PM) *
Non c'è nessuno scopo e nessuna finalità nell'esternare l'amore di Gesù così come tu non hai secondi fini nel portare la tua esperienza lontano da Dio.


Ma dove lo hai letto che mi sento lontano da Dio? Sai che onestamente penso che sia molto difficile stabilire un dialogo tra noi due; lo penso con rammarico...si intenda.
Cymorill
finchè tu parli di un dio che è dentro di te anzi che è "te stesso" .. e lui invece parla di un dio tra i cielo fuori da noi ... il dialogo lo vedo sul serio impossibile
magdy
QUOTE (querelle @ Jan 13 2009, 07:50 PM) *
Ma dove lo hai letto che mi sento lontano da Dio? Sai che onestamente penso che sia molto difficile stabilire un dialogo tra noi due; lo penso con rammarico...si intenda.



Intendevo lontano dalla mia visione di Dio.
magdy
QUOTE (Cymorill @ Jan 13 2009, 08:00 PM) *
finchè tu parli di un dio che è dentro di te anzi che è "te stesso" .. e lui invece parla di un dio tra i cielo fuori da noi ... il dialogo lo vedo sul serio impossibile




Quindi ognuno di noi è Dio huh.gif
azzurra
uff, riordinate il topic! Voglio parlare dell'orgoglio, dell'onore e anche di quella faccenda della verità...apriamo 3 topic distinti?smile.gif
azzurra
magdy
QUOTE (azzurra @ Jan 14 2009, 10:29 AM) *
uff, riordinate il topic! Voglio parlare dell'orgoglio, dell'onore e anche di quella faccenda della verità...apriamo 3 topic distinti?smile.gif
azzurra



Azzurra puoi parlarne tranquillamente qui wink.gif
Cymorill
QUOTE (magdy @ Jan 14 2009, 10:18 AM) *
Quindi ognuno di noi è Dio huh.gif

smile.gif
riesci a trovare un miracolo più grande ?
Cymorill
QUOTE (azzurra @ Jan 14 2009, 10:29 AM) *
uff, riordinate il topic! Voglio parlare dell'orgoglio, dell'onore e anche di quella faccenda della verità...apriamo 3 topic distinti?smile.gif
azzurra

sisi mi piace quando azzurra è ispirata !! biggrin.gif
magdy
QUOTE (Cymorill @ Jan 14 2009, 02:04 PM) *
smile.gif
riesci a trovare un miracolo più grande ?




Miracolo più grande non ne trovo, ma essere Dio mi sembra un po' troppo.
puledro1
Magdy, ma sei così calmo e paziente anche nella vita reale o qualche volta ti incazzi anche tu?
Verza
QUOTE (magdy @ Jan 14 2009, 10:18 AM) *
Quindi ognuno di noi è Dio huh.gif

Sì era quello che Nietzsche chiamava Übermensch (Superuomo o letteralmente Oltreuomo)... Dopo tutto magdy, Dio è in ognuno di noi, per quanto noi si possa peccare stupidamente di superbia. Dio è in ogni creatura no?smile.gif
Verza
wink.gif
Verza
QUOTE (magdy @ Jan 13 2009, 03:43 PM) *
Non c'è nessuno scopo e nessuna finalità nell'esternare l'amore di Gesù così come tu non hai secondi fini nel portare la tua esperienza lontano da Dio.


Scritta così sembrerebbe che querelle sia più lontano da Dio di quanto lo sia tu... In realtà potenzialmente tra Dio e tutti gli uomini c'è la stessa distanza... Siamo noi poi a scegliere se avvicinarci o allontanarci. Ma più che un fatto di peccato, conta quanto uno è fedele a se stesso. Chi non tradisce se stesso e onora la verità, anche se ateo, onora Dio.
Il resto non conta. Paura di inferno, sete di paradiso... è un di più. Ecco una parabola che rispecchia il mio sentire ed è tra le mie preferite:
Parabola dei due figli

28Poi Gesù disse loro: "Vorrei conoscere il vostro parere. C'era un uomo che aveva due figli. Chiamò il primo e gli disse: Figlio mio, oggi va' a lavorare nella vigna. 29Ma quello rispose: "No, non ne ho voglia"; ma poi cambiò idea e ci andò. 30Chiamò anche il secondo figlio e gli disse la stessa cosa. Quello rispose: "Sì, padre", ma poi non ci andò. 31Ora, ditemi il vostro parere: chi dei due ha fatto la volontà del padre?".
Risposero: "Il primo".
Allora Gesù disse: "Ebbene, vi assicuro che ladri e prostitute vi passano avanti ed entrano nel regno di Dio. 32Perché Giovanni il Battezzatore è venuto ad indicarvi la strada giusta, ma voi non gli avete creduto; i ladri e le prostitute, invece, gli hanno creduto. E anche dopo aver visto queste cose, voi non avete cambiato idea: avete continuato a non credergli".

L'ateo retto è simile al primo figlio secondo me...
Verza
QUOTE (magdy @ Jan 13 2009, 10:07 AM) *
Mai esistita sottomissione cattolica.

Sì caro amico. Per questo credo in Cristo, ma non nella chiesa. smile.gif
Verza
Era quella sottomissione che ha fatto bruciare al rogo i mistici, solo perché volevano sentirsi vicini a Dio, quella stessa sottomissione che ha costretto Galileo Galilei alle torture e a ritrattare le sue meravigliose scoperte...
Magdy... La Chiesa Romana con la Chiesa di Cristo non c'entra niente... O poco... ci sono uomini retti e intelligenti tra i servi del Signore... Ma quelli che stanno in alto sono uomini corrotti dalla loro stessa sete di concupiscenza (come direbbe il nostro Signore)... Rispetto la memoria di altri uomini grandi... Come madre Teresa di Calcutta, il grandissimo Gandhi... Ma la chiesa, proprio mi fa venire l'orticaria...
magdy
QUOTE (Verza @ Jan 14 2009, 04:19 PM) *
Sì era quello che Nietzsche chiamava Übermensch (Superuomo o letteralmente Oltreuomo)... Dopo tutto magdy, Dio è in ognuno di noi, per quanto noi si possa peccare stupidamente di superbia. Dio è in ogni creatura no?smile.gif




Questo è un altro discorso.
Verza
http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Marcinkus
Conosci questo signore Magdy?
querelle
...ascesa e declino della "ricerca" della verità (estratto dall'immagine riflessa dalle ali specchiate della realtà)

Attraverso i secoli l'uomo ha ricercato qualcosa al di là di se stesso, al di là del benessere materiale - qualcosa che chiamiamo verità o Dio oppure realtà, uno stato eterno - qualcosa che non può essere turbato dagli avvenimenti, dal pensiero o dalla corruzione umana.
L'uomo si è sempre posto la domanda: che cosa è tutto quanto? la vita ha davvero un significato? Egli vede l'enorme confusione della vita, le brutalità, le rivolte, le guerre, le eterne fratture di religione, ideologia e nazionalità, e con un senso di profonda e costante frustrazione chiede cosa bisogna fare, cos'è questa cosa che chiamiamo vita, e se c'è qualcosa aldilà di essa.
E poiché non è riuscito a trovare quello che ha sempre cercato, questa cosa senza nome a cui vengono dati migliaia di nomi, ha coltivato la fede - fede in un saggio o in un ideale - e la fede invariabilmente genera violenza.
In questa perenne battaglia che chiamiamo vivere, tentiamo di fissare un codice di comportamento conforme alla società in cui siamo cresciuti, sia essa una società comunista o una cosiddetta società libera; accettiamo un modello di comportamento come parte della nostra tradizione in quanto Indù, o Musulmani o Cristiani, o qualsiasi cosa ci capiti di essere.
Osserviamo qualcuno per sapere quale sia il comportamento giusto e quale quello sbagliato, quale sia il pensiero giusto e quale quello sbagliato, e nel seguire questo modello il nostro comportamento e il nostro pensiero diventano meccanici, le nostre reazioni meccaniche Tutto ciò possiamo notano molto facilmente in noi stessi.
Per secoli siamo stati nutriti dai maestri, dalle autorità, dai libri, dai santi. Diciamo: "ditemi tutto, cosa c'è al di là delle colline e delle montagne e della terra?" e restiamo soddisfatti dalle loro descrizioni, il che significa che viviamo di parole è che la nostra vita è superficiale e vuota. Siamo persone di seconda mano. Abbiamo vissuto basandoci su quello che ci è stato detto, o guidati dalle nostre inclinazioni, tendenze, o costretti ad accettare dalle circostanze e dall'ambiente. Siamo il risultato di ogni forma di influenza, e non c e niente di nuovo in noi, niente che sia stato scoperto da noi stessi; niente di originale, intatto, chiaro.
Durante tutta la storia teologica i capi religiosi ci hanno assicurato che se avessimo compiuto certi riti, ripetuto delle preghiere o mantra, se ci fossimo adattati a certi schemi, avessimo soffocato i desideri, controllato i pensieri, sublimato le passioni, frenato l'avidità e avessimo evitato di abbandonarci al sesso, avremmo, dopo una sufficiente tortura della mente e del corpo, trovato qualcosa che fosse al di là di questa vita insignificante. Ed è quanto milioni di persone cosiddette religiose hanno fatto nei secoli, sia da soli, andandosene in un deserto o sulle montagne o in una caverna o vagando di villaggio in villaggio con una ciotola da mendicante, oppure in gruppo, riunendosi in monasteri, costringendo le loro menti a conformarsi ad un modello stabilito. Ma una mente torturata, una mente agitata, una mente che vuole sfuggire ad ogni inquietudine, che ha rifiutato il mondo esteriore ed è stata resa ottusa dalla disciplina e dal conformismo - una mente del genere, per quanto a lungo possa cercare, nelle sue scoperte sarà sempre condizionata dalla propria deformazione.
Perciò mi sembra che per scoprire se veramente c'è o no qualcosa oltre questa ansiosa, colpevole, timorosa, competitiva esistenza ci si debba avvicinare l'uno all'altro in maniera completamente diversa.
L'approccio tradizionale è dall'esterno verso l'interno; nel riuscire con il tempo, la pratica, la rinuncia, ad arrivare a quel fiore chiuso nell'intimo, quell'intima bellezza e amore - in effetti a fare quanto vi rende angusti, meschini e pretenziosi; nel distaccarvi a poco a poco; nel prender tempo; lo farò domani, lo farò nella prossima vita - e quando infine si arriva al centro non si trova nulla, perché la mente è stata resa incapace, ottusa e insensibile.
Dopo aver osservato questo processo ci si chiede se non esista un approccio completamente diverso - cioè: non è possibile esplodere dal centro?
Il mondo accetta è segue l'approccio tradizionale. La causa primaria del disordine in noi stessi è la ricerca di una realtà promessa da un altro; seguiamo meccanicamente chi ci assicura una confortevole vita spirituale. E' veramente una cosa straordinaria che sebbene molti di noi siano contrari alle tirannie e alle dittature politiche accettino invece intimamente l'autorità e la tirannia di un altro che distorceranno le nostre menti e il nostro modo di vivere. Così se rifiutiamo completamente, non al livello intellettuale ma reale, qualsiasi cosiddetta autorità spirituale, tutte le cerimonie, i riti e i dogmi, significa che siamo soli e siamo ormai in conflitto con la società; non siamo più degli esseri rispettabili. Un essere rispettabile non può in alcun modo avvicinarsi a quella infinita, incommensurabile realtà.
Avete ora cominciato col ripudiare qualcosa di assolutamente falso - l'approccio tradizionale - ma se lo ripudiate per reazione avrete creato un altro modello in cui resterete intrappolati. Se voi vi dite al livello intellettuale che questo ripudio è veramente una buona idea ma in realtà non fate niente, non potrete più andare avanti. Se invece lo ripudiate perché ne comprendete la stupidità e l'immaturità, se lo rifiutate con straordinaria intelligenza, dal momento che siete libero e non spaventato, creerete in voi stessi e intorno a voi un grande turbamento ma sfuggirete alla trappola della rispettabilità. Vi renderete conto allora che non state più cercando.
Questa è la prima cosa da imparare: il non cercare. Quando cercate, in realtà, non fate altro che guardare le vetrine.
Alla domanda se esiste o meno un Dio, una verità o una realtà o comunque vogliate chiamarla, non può mai essere data una risposta dai libri, dai preti, dai filosofi o dai saggi. Nessuno e niente può dare una risposta alla domanda tranne voi stessi ed è questo il motivo per cui vi dovete conoscere.
L'immaturità è dovuta solamente all'ignoranza totale dell'io. Capire se stessi è il principio della saggezza. E che cosa siete voi, voi in quanto esseri individuali? Penso che ci sia una differenza tra l'essere umano e l'individuo. L'individuo è una entità limitata, che vive in un particolare paese, appartiene a una particolare cultura, una particolare società, una particolare religione. L'essere umano non è una entità limitata ovunque. Se l'individuo si limita ad agire in uno speciale angolo del vasto campo della vita, allora la sua azione è completamente disgiunta dall'intero. Bisogna tenere presente che stiamo parlando dell'intero, non del particolare, dal momento che il più piccolo è contenuto nel più grande, ma nel più piccolo non è contenuto il più grande.
L'individuo è quella piccola entità, condizionata, avvilita, frustrata, soddisfatta dei suoi meschini dèi e delle sue insignificanti tradizioni, mentre l'essere umano partecipa del benessere totale, della totale miseria e della totale confusione del mondo.
Noi esseri umani siamo quello che siamo stati per milioni di anni - enormemente avidi, invidiosi, aggressivi, gelosi, ansiosi, e disperati, con occasionali sprazzi di gioia e di amore. Siamo uno strano miscuglio di odio, paura e dolcezza; siamo contemporaneamente violenza e pace. C'è stato un progresso esteriore dal carro trainato dai buoi all'aeroplano a reazione, ma psicologicamente l'individuo non è affatto cambiato, e la struttura della società in tutto il mondo è stata creata da individui. La struttura sociale esteriore è il risultato della struttura psicologica interiore dei nostri rapporti umani, poiché l'individuo è il risultato della totale esperienza, conoscenza e comportamento dell'uomo. Ciascuno di noi è il depositario di tutto il passato.
L'individuo è l'umano che è tutta l'umanità. L'intera storia dell'uomo è scritta in noi stessi.
Osservate cosa realmente sta succedendo in voi e al di fuori di voi stessi in quella cultura competitiva entro cui vivete, col suo desiderio di potere, posizione, prestigio, fama, successo, e tutto il resto - osservate i risultati di cui andate tanto orgogliosi, l'intero campo che chiamate esistenza e in cui c'è conflitto in ogni forma di rapporto, che alimenta odio, antagonismo, brutalità e guerre incessanti. Questo campo, questa vita, è quanto conosciamo, e poiché siamo incapaci di capire l'enorme lotta dell'esistenza ne siamo naturalmente spaventati e cerchiamo di evaderne in ogni sorta di modi sottilmente ingegnosi. Ed anche l'ignoto ci spaventa - ci spaventa la morte, ci spaventa quel che ci aspetta oltre il domani.
Abbiamo dunque paura del noto e dell'ignoto. Questa è la nostra vita quotidiana ed in essa non c'è speranza, per cui ogni possibile filosofia, ogni possibile concezione teologica altro non è che evasione dall'effettiva realtà di quel che è.
Tutte le forme esteriori di cambiamento determinate da guerre, rivoluzioni, riforme, leggi e ideologie hanno fallito completamente lo scopo di cambiare la natura fondamentale dell'uomo e quindi della società.
Chiediamoci dunque, come esseri viventi in questo mondo mostruosamente brutto, se può avere fine questa società, fondata sulla competizione, sulla brutalità e la paura. Non sarebbe una concezione intellettuale, non una speranza, ma una effettiva realtà, cosicché la mente sia resa pulita, nuova e innocente, e possa produrre un mondo completamente diverso. Penso che questo possa avvenire soltanto se ciascuno riconosce come punto centrale il fatto che in qualsiasi parte del mondo ci capiti di abitare e a qualsiasi cultura ci capiti di appartenere, noi siamo interamente responsabili della condizione di tutto quanto il mondo.
Siamo, ciascuno di noi, responsabili di ogni guerra per l'aggressività della nostra vita personale, per il nostro nazionalismo, per l'egoismo, per i nostri dèi, pregiudizi, ideali; tutte cose che ci dividono. E soltanto rendendoci conto, non intellettualmente ma nella realtà dei fatti, come potremmo renderci conto d'aver fame o di sentire dolore, che voi ed io siamo responsabili di questo caos esistente, di tutta l'infelicità del mondo intero perché ad essa abbiamo contribuito nella nostra vita d'ogni giorno e perché facciamo parte di questa società mostruosa con le sue guerre, la sua bruttezza, la sua brutalità e ingordigia: solo allora agiremo.
Ma cosa può fare un essere umano - cosa possiamo fare voi ed io - per creare una società del tutto diversa? Ci stiamo ponendo una domanda molto grave. Si può veramente far qualcosa? Che possiamo fare? C'è qualcuno che ce lo dirà?
In realtà ce l'hanno detto. Le cosiddette guide spirituali, che si pensa capiscano queste cose meglio di noi, ce l'hanno detto cercando di piegarci e modellarci secondo nuovi modelli, e questo non ci ha portato molto lontano.
Uomini dotti e sofisticati ce l'hanno detto e non siamo andati avanti.
Ci è stato detto che tutti i sentieri conducono alla verità - uno ha il suo sentiero come Indù, l'altro come Cristiano, un altro ancora come Mussulmano, e tutti si incontrano alla stessa porta - il che, se riflettete, è quanto mai assurdo e in modo evidente. La verità non ha sentieri: questa è la bellezza della verità, che è viva.
Una cosa morta può essere raggiunta percorrendo un sentiero perché è statica, ma quando capite che la verità è viva, in movimento, che non ha luoghi di sosta, che non la si trova in un tempio, moschea o chiesa, che nessuna religione, nessun maestro, nessun filosofo, nessuno, può guidarvi ad essa, allora capirete anche che questa cosa - viva è quel che voi effettivamente siete: la vostra rabbia, la vostra brutalità, la vostra violenza, la vostra disperazione, l'angoscia e la sofferenza in cui vivete.
La verità sta nella comprensione di questo e potrete capirlo solo se saprete come guardare queste cose nella vostra vita. E non potete guardare attraverso un'ideologia, attraverso lo schermo di parole, attraverso speranze e timori.
Perciò, vedete, non si può dipendere da nessuno. Non esiste guida, maestro, autorità. Ci siete soltanto voi i vostri rapporti con gli altri e col mondo - non c'è altro. Accorgersi di questo può portare con sé disperazione profonda da cui derivano cinismo e amarezza, oppure nell'affrontare il fatto che voi e nessun altro siete responsabili del mondo e di voi stessi, di quel che pensate e sentite e del vostro modo d'agire, ogni autocommiserazione scompare. Attualmente diamo il torto agli altri e questo ci appaga: è una forma di autocommiserazione.
Allora, possiamo voi ed io operare in noi stessi - non per influenze esteriori, non perché persuasi da altri, non per paura della punizione - possiamo operare nel nostro profondo essere una rivoluzione totale, un cambiamento psicologico in modo da eliminare in noi brutalità, violenza, competitività, ansietà, avidità, invidia e tutte le altre manifestazioni della nostra natura che hanno contribuito a produrre la marcia società nella quale trascorriamo la nostra vita quotidiana?
E' importante capire proprio sin dall'inizio che io non sto formulando alcuna filosofia o struttura teologica di idee o concetti ideologici.
Mi sembra che tutte le ideologie siano assolutamente idiote.
Ciò che conta non è una filosofia della vita, ma l'osservare quel che realmente accade nella nostra vita quotidiana, dentro e fuori di noi.
Se esaminate molto attentamente quanto accade, e lo studiate, vi accorgerete che poggia su una concezione intellettuale, e l'intelletto non è l'intero campo dell'esistenza; ne è un frammento, e un frammento per quanto abilmente costruito, per quanto antico e tradizionale è tuttavia una piccola parte dell'esistenza mentre noi dobbiamo avere a che fare con la totalità della vita. E quando guardiamo a quanto accade nel mondo cominciamo a capire che non esiste un processo interno ed uno esterno; esiste un processo unitario, un movimento completo e totale; e il movimento interno si esprime come esterno mentre quello esterno reagisce ripercuotendosi in quello interno.
Essere capaci di guardare questo mi sembra tutto quel che occorre, perché se sappiamo guardare, allora tutto ci appare chiarissimo, e guardare non richiede filosofia né maestri. Non c'è bisogno di nessuno che vi dica come guardare. Guardate e basta.
Sarà possibile allora, vedendo l'intero quadro, vedendolo realmente non verbalmente, sarà facile allora trasformarvi spontaneamente? Questo è il punto. E' possibile operare nella psiche una rivoluzione completa?
Mi chiedo: qual è la vostra reazione a tale domanda? Forse direte, "Non voglio cambiare"; la maggior parte della gente non vuole, specialmente quelli che possiedono una certa sicurezza sociale ed economica o che nutrono fedi dogmatiche e si contentano di accettare se stessi e le cose come sono o leggermente modificate. Queste persone non ci riguardano. Forse direte, più sottilmente: "Ebbene, è troppo difficile, per me non va", nel qual caso vi sarete già bloccati, avrete cessato di indagare e sarà inutile proseguire.
Oppure direte: "Vedo la necessità di un cambiamento fondamentale dentro me stesso, ma come posso produrlo? Mostratemene il modo, per favore, aiutatemi a raggiungerlo". Se direte così allora non vi state preoccupando del cambiamento in sé non vi interessa veramente una rivoluzione fondamentale, state soltanto cercando un metodo, un sistema, che produca il cambiamento.
Se fossi tanto sciocco da fornirvi un sistema e voi lo foste tanto da seguirlo, non fareste che copiare, imitare, conformarvi, accettare; e ciò facendo instaurereste in voi stessi l'autorità di un altro, da qui deriverebbe conflitto fra voi e quell'autorità. Sentite che dovete fare tal cosa o tal altra perché vi è stato detto di farla e tuttavia siete incapaci di farla. Avete le vostre inclinazioni, tendenze e pressioni personali che entrano in conflitto col sistema che pensate di dover seguire e di conseguenza c'è contraddizione. Allora condurrete una doppia vita fra l'ideologia del sistema e la realtà della vostra esistenza quotidiana.
Cercando di conformarvi all'ideologia sopprimete voi stessi, mentre quel che è vero nella realtà non è l'ideologia ma quel che siete. Se cercate di studiarvi secondo i dettami di un altro rimarrete sempre un essere umano di second'ordine.
L'uomo che dice: "Io voglio cambiare, dimmi come si fa", sembra molto sincero, molto serio, ma non lo è.
Vuole un'autorità e spera che essa porti ordine in lui.
Ma l'autorità può mai produrre ordine interiore?
L'ordine imposto dall'esterno produce necessariamente disordine. Forse ne capite la verità intellettivamente, ma riuscite nella realtà ad attuarlo in modo che la vostra mente non rappresenti autorità alcuna, quella di un libro, di un insegnante, di una moglie o di un marito, di genitori di amici o della società? Poiché abbiamo sempre funzionato entro il modello di una formula, e la formula diventa ideologia e autorità; ma nel momento stesso in cui capite veramente che la domanda, "Come posso cambiare?" instaura una nuova autorità, avrete finito per sempre con l'autorità.
Riprendiamo l'argomento con maggiore chiarezza: Io vedo che debbo cambiare completamente dalle radici del mio essere; non posso più dipendere da una qualsiasi tradizione perché la tradizione ha prodotto questa colossale pigrizia, accettazione e obbedienza; non posso più in alcun modo contare su altri perché mi si aiuti a cambiare, si tratti pure di un maestro, d'un sistema, di una pressione o influenza esterna o interna. Che accade allora?
Prima di tutto, riuscite a rigettare ogni autorità? Se lo potete vuol dire che non avete più paura. Allora cosa avviene? Quando rigettate qualcosa di falso che vi siete trascinato dietro per generazioni, quando vi liberate di un qualsiasi fardello, che cosa avviene? Avete più energia, non è vero?
Avete maggior capacità, più carica, più intensità e vitalità. Se non lo sentite allora non vi siete liberati del carico, non avete estirpato il peso morto dell'autorità.
Ma quando ve ne siete liberati e avete quell'energia del tutto esente da paura - dalla paura di commettere un errore, dalla paura di far bene o male - quell'energia, allora, non costituisce essa stessa un cambiamento?
Abbiamo bisogno di un'enorme dose di energia e la dissipiamo nella paura, ma quando c'è quell'energia che deriva dall'essersi liberato da ogni forma di paura, essa produce una radicale rivoluzione interiore. Voi non dovete fare niente perché avvenga.
In tal modo rimanete soli con voi stessi; e questa è la condizione genuina per chi sia veramente serio su tutta questa faccenda; e dal momento che non state più cercando aiuto da niente e da nessuno, siete già liberi di scoprire. E quando c'è libertà, c'è energia; e quando c'è libertà non si può fare niente di sbagliato. La libertà è assolutamente diversa dalla ribellione. Non vi è niente di simile all'agire bene o male quando c'è la libertà. Voi siete liberi e agite di conseguenza partendo da questo centro.
E da questo momento non vi è più paura, e una mente che non abbia paura è capace di grande amore. E quando c'è amore può fare quello che vuole.
Ciò che ora dobbiamo cercare di fare, quindi, è studiare noi stessi, non secondo gli insegnamenti miei o di qualche analista o filosofo - poiché se studiamo noi stessi secondo gli insegnamenti di qualcun altro, studiamo loro, non noi stessi - quello che dobbiamo cercare di fare è studiare quello che realmente siamo.
Una volta che si è compreso che non dobbiamo dipendere da alcuna autorità esteriore nel generare una totale ribellione nella struttura della nostra psiche, compare la difficoltà immensamente più grande di rigettare la nostra autorità interiore, l'autorità delle nostre particolari piccole esperienze e il cumulo di opinioni, conoscenze, idee e ideali. Avete avuto una esperienza ieri che vi ha insegnato qualcosa e quello che vi ha insegnato si trasforma in una nuova forma di autorità di un migliaio di anni. Per poterci comprendere non c'è alcun bisogno né dell'autorità di ieri né di quella di un migliaio di anni poiché noi viviamo le cose, sempre in movimento, sempre scorrendo, senza mai fermarci. Quando ci guardiamo con la morta autorità di ieri non riusciremo a comprendere il movimento vivo e la bellezza e la qualità di questo movimento.
Essere liberi da qualsiasi autorità, vostra o di qualcun altro, vuoi dire morire a tutto ciò che appartiene all'ieri, dimodoché la vostra mente sia sempre fresca, sempre giovane, innocente, piena di vigore ed entusiasmo. E' solamente in un simile stato che si impara e si osserva. E per questo è necessaria molta consapevolezza, reale consapevolezza di quello che succede dentro di voi, senza tentare di correggerla o suggerirle quello che dovrebbe o non dovrebbe essere, poiché nel momento in cui voi la correggete stabilite una nuova autorità, il censore. Ora dunque, insieme, tenteremo di studiare noi stessi - non ci sarà una persona che spiega mentre voi leggete e siete d'accordo o no con lei intanto che seguite le parole sulla pagina; faremo piuttosto un viaggio insieme, un viaggio di scoperta negli angoli più segreti della nostra mente. E per intraprendere un viaggio del genere bisogna viaggiare con poco bagaglio; non possiamo essere appesantiti da opinioni, pregiudizi e conclusioni - tutto quel vecchio bagaglio che abbiamo messo insieme negli ultimi duemila anni e più. Dimenticate tutto quello che sapete su voi stessi; dimenticate tutto quello che avete pensato di voi; cominceremo come se non sapessimo niente.
magdy
QUOTE (Verza @ Jan 14 2009, 04:29 PM) *
Scritta così sembrerebbe che querelle sia più lontano da Dio di quanto lo sia tu... Parabola dei due figli



Spiegavo il non scopo nell'esternare l'amore per Gesù, non intendevo quantificare chi di noi due fosse più vicino a Dio.
magdy
QUOTE (Verza @ Jan 14 2009, 04:34 PM) *
Sì caro amico. Per questo credo in Cristo, ma non nella chiesa. smile.gif




Non basta dire si, occorre dimostrarla la sottomissione.
Verza
QUOTE (magdy @ Jan 14 2009, 04:46 PM) *
Non basta dire si, occorre dimostrarla la sottomissione.

Io non sarò mai sottomessa ad un' istituzione umana. Se è qualcuno che devo sottomissione e abnegazione è a me stessa e a Dio. A cui risponderò di tutti i miei peccati. Agli altri non devo dire proprio nulla.
querelle
QUOTE (magdy @ Jan 14 2009, 04:45 PM) *
Spiegavo il non scopo nell'esternare l'amore per Gesù, non intendevo quantificare chi di noi due fosse più vicino a Dio.


Magdy, questa esternazione nasce dalla tua volontà o ti senti vittima di un complotto a cura entità a te estranee che pilotano le tue azioni (...considerando l'esternare un'azione in senso lato...poi nemmeno tanto)?
Verza
«Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato» (Luca 6,37).
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