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Versione completa: Sul diritto a morire
Ilsolenellavita > Aquiloneblu > Aquiloneblu
Pagine: 1, 2, 3
emi
Eluana e il suo diritto a morire. Ma anche di tante altre persone che, come lei, aspettano che qualcuno decida per loro. E perchè quel qualcuno non può essere esclusivamente la persona che più le ama al mondo? Perchè dovrebbero arrogarsene gli altri, quelli che da diciassette anni fanno altro, giustamente, ma che ogni giorno non si svegliano con quell'immagine insopportabile crudele disumana. Ho letto sul Corriere un'intervista a Jannacci e mi ha lasciato perplessa. Dice, riferito ad un suo eventuale (eventuale) figlio nlle condizioni di Eluana: non sopporterei l'idea di non potergli più stare accanto. Vero, nell'immediato, quando stai perdendo tuo figlio, preghi. Preghi che non te lo portino via, che te lo lascino anche in condizioni estreme, non sopporti davvero l'idea di perderlo. Ma stai pensando a te, alla tua di vita. L'atto di amore più grande che un genitore può fare verso un suo figlio è quello di lasciarlo andare, lo è nella vita di tutti i giorni, quando tutto va bene. In questo caso diventa immortale. Si muore insieme a lui.
puledro1
Il diritto di morire...
Ma lei è già morta.
Bisognerebbe interrogarsi invece su cosa sia "VIVA" o "MORTA".
Eluana è morta da 16 anni. Se non la sostenessero artificialmente con le flebo per l'alimentazione e l'idratazione, morirebbe.
C'è, su queste persone, un accanimento terapeutico per farle continiuare a "vivere".
Non riesco a capire queste assurde barriere che vengono messe, ostacoli su ostacoli per cosa?
Poi, aveva espresso lei stessa la sua volontà quando era in vita... Non avrebbe voluto niente del genere.

Ammiro tantissimo il padre che sta portando avanti questa battaglia per molte altre persone...



M@D
Non si puo' neanche più morire in santa pace...
lux59
secondo me se è parlato.....anche troppo.
lux59
penso che per un padre un genitore questa scelta deve essere veramente tremenda, poi tutte queste critiche e giudizi..
io posso solo portare la mia esperienza anche se breve.....martedì 2 dicembre nel pomeriggio mi sono recato al niguarda per far visita a mio figlio come tutti i giorni del resto, ma quando sono arrivato ho trovato mia moglie fuori dalla rianimazione e piangeva, mi ha detto lo stanno rianimando, si è aggravato improvvisamente.
rientriamo ed il primario dell'reparto ci fa entrare in una stanzetta ci dice proviamo ancora x un quarto d'ora poi stacchiamo tutto....
in quel momento vi assicuro che passano per la testa mille pensieri cosa è giusto che ci lasci o che resti lì in qualche maniera, e se mi dovessero chiedere cosa fare quale risposta...15 maledetti minuti che sono sembrati un'eternità..pensate,pensate solo un istante questo padre tutti questi anni a sperare il meglio per la propria figlia che in questo momento magari vuol solo dire lasciarla andare in pace....
Amarillide
Vado un po' controcorrente, mi spiego: se Eluana fosse attaccata ad un respiratore e bastasse spegnerlo per vederla andarsene in pace in pochi minuti, ok, probabilmente farei questa scelta, anche da madre. Ma Eluana vive grazie ad un macchinario che la nutre e la idrata e che una volta spento la farà andare avanti per due o tre settimane. Mettetela come vi pare, ma sempre agonia è. Non si hanno certezze sul coma, sulle sensazioni e percezioni che si hanno, tant'è vero che la metteranno sotto sedativi... Ma insomma, a me sembra crudele. Non lo farei ad una figlia mia, nè alla figlia di qualcun altro. E se non posso più vederla in quel corpo dove non è più da 16 anni, beh, nel mio privato avrei trovato un modo più veloce e sicuro per lasciarla andare. Nel suo privato anche suo padre avrebbe potuto farlo, è che la politica entra dappertutto, tranne che dove dovrebbe.
emi
Penso che il padre stia combattendo una sua lotta personale su due fronti, è per questo che forse si è così attenti al loro dramma anche e oltre il lecito e consentito. Così come penso che tante persone si sentano prima o poi di esprimere il proprio pensiero, perchè Eluana diventa un pò la figlia di tutti. E parlo da un punto di vista emotivo e umano, poi tutto quello che è politica etica religione giustizia può trabordare e diventare anche insofferenza, anche se una vacanza di legge non è che può comunque lasciare tutto alla pura volontà dei genitori o dei parenti, un certo filtro a tutela della persona deve pur esserci, ed è quello che credo abbia chiesto questo padre, perchè, come dice Ama, un altro modo c'è, lo trovano ogni giorno in tanti ospedali italiani, lo ha denunciato anche Veronesi parlandone in un'intervista, ed erano parole di compassione, di medico e uomo a contatto ogni giorno con il dolore e una morte invocata che non arriva mai.
E' una cosa che la si deve provare sulla propria pelle. Ammiro Lux per aver trovato parole per noi.
lux59
CITAZIONE (emi @ Feb 6 2009, 02:12 PM) *
Penso che il padre stia combattendo una sua lotta personale su due fronti, è per questo che forse si è così attenti al loro dramma anche e oltre il lecito e consentito. Così come penso che tante persone si sentano prima o poi di esprimere il proprio pensiero, perchè Eluana diventa un pò la figlia di tutti. E parlo da un punto di vista emotivo e umano, poi tutto quello che è politica etica religione giustizia può trabordare e diventare anche insofferenza, anche se una vacanza di legge non è che può comunque lasciare tutto alla pura volontà dei genitori o dei parenti, un certo filtro a tutela della persona deve pur esserci, ed è quello che credo abbia chiesto questo padre, perchè, come dice Ama, un altro modo c'è, lo trovano ogni giorno in tanti ospedali italiani, lo ha denunciato anche Veronesi parlandone in un'intervista, ed erano parole di compassione, di medico e uomo a contatto ogni giorno con il dolore e una morte invocata che non arriva mai.
E' una cosa che la si deve provare sulla propria pelle. Ammiro Lux per aver trovato parole per noi.

vedi quando ti trovi davanti a delle situazioni strazianti che sembrano essere senza soluzione, io vedevo mio figlio spegnersi ogni giorno di più consumato dalle continue emorragie polmonari che lo spossavano e lo rendevano sempre più debole,
ti chiedi quanto può andare avanti in questo modo. la domenica l'ultimo giorno che l'ho potuto vedere ancora in vita, tra il fatto che era sotto l'effetto della morfina era lui a cercare di sdrammatizzare e rincuorare, lo guardavo, e mi chiedevo quanto doveva durare cosi, in quello stato. lunedì il primario della rianimazionenon ci aveva detto la vera gravità della situazione, e lì pensi veramente a cosa sia la soluzione migliore per lui speri sempre che non debba essere la morte anche se nel cuore tuo sai che è quello che sarà, e martedì sera così è stato.
quegli ultimi 15 minuti sono solo 15 minuti sai che finirà di soffrire che tutto sarà...finito.. ma il dolore quello non finirà mai.
Per questo Padre invece anche quando la "vita" lascerà sua figlia e si pensa che tutto sia finito lì non finirà mai il suo dolore resterà solo suo e per aggiunta qualcuno lo reputerà un assassino...
io non voglio e non me la sento assolutamente di giudicare quasta persona, bisogna esserci dentro per capire,e forse neanche questo basta..
ora mi fermo non so se sono riuscito ad esprimere bene quello che volevo dire..ho qualche difficoltà a vedere la tastiera..
non giudicatelo secondo me non lo merita...
puledro1
Caro Lux, hai proprio ragione.
franky
CITAZIONE (lux59 @ Feb 6 2009, 03:09 PM) *
vedi quando ti trovi davanti a delle situazioni strazianti che sembrano essere senza soluzione, io vedevo mio figlio spegnersi ogni giorno di più consumato dalle continue emorragie polmonari che lo spossavano e lo rendevano sempre più debole,
ti chiedi quanto può andare avanti in questo modo. la domenica l'ultimo giorno che l'ho potuto vedere ancora in vita, tra il fatto che era sotto l'effetto della morfina era lui a cercare di sdrammatizzare e rincuorare, lo guardavo, e mi chiedevo quanto doveva durare cosi, in quello stato. lunedì il primario della rianimazionenon ci aveva detto la vera gravità della situazione, e lì pensi veramente a cosa sia la soluzione migliore per lui speri sempre che non debba essere la morte anche se nel cuore tuo sai che è quello che sarà, e martedì sera così è stato.
quegli ultimi 15 minuti sono solo 15 minuti sai che finirà di soffrire che tutto sarà...finito.. ma il dolore quello non finirà mai.
Per questo Padre invece anche quando la "vita" lascerà sua figlia e si pensa che tutto sia finito lì non finirà mai il suo dolore resterà solo suo e per aggiunta qualcuno lo reputerà un assassino...
io non voglio e non me la sento assolutamente di giudicare quasta persona, bisogna esserci dentro per capire,e forse neanche questo basta..
ora mi fermo non so se sono riuscito ad esprimere bene quello che volevo dire..ho qualche difficoltà a vedere la tastiera..
non giudicatelo secondo me non lo merita...


ho letto i tuoi post,lux,e hai detto una cosa sacrosanta:SE NE E' PARLATO TROPPO......ognuno ha strumentalizzato questo dolore per il proprio tornaconto.sopratutto i politici.e magari non sono MAI passati per quest'anticamera del inferno che è il dolore per un proprio caro.basterebbe chiedere a chi non ha avuto la possibilità di scegliere:continuare a farlo vivere (qualsiasi sia questa vita) o avere la possibilità di staccare la spina......
sai che ti sono sempre vicino
franky
dirimini
sempre la chiesa tra i coglioni. ipocriti, falsi moralisti, pedofili. auguro a nazingher di vivere 17 anni come li ha "vissuti" eluana. e altrie 17 allo psiconano.
grazie stavolta presidente napolitano.
puledro1
CITAZIONE (dirimini @ Feb 7 2009, 05:18 PM) *
sempre la chiesa tra i coglioni. ipocriti, falsi moralisti, pedofili. auguro a nazingher di vivere 17 anni come li ha "vissuti" eluana. e altrie 17 allo psiconano.
grazie stavolta presidente napolitano.

Siamo in Italia, la chiesa ha un peso rilevante e il nano ha bisogno dell'appoggio della chiesa. Della sofferenza, della morale, se ne strafregano tutti.
Quotissimo quello che hai scritto.
xirix
CITAZIONE (Amarillide @ Feb 6 2009, 12:20 PM) *
Vado un po' controcorrente, mi spiego: se Eluana fosse attaccata ad un respiratore e bastasse spegnerlo per vederla andarsene in pace in pochi minuti, ok, probabilmente farei questa scelta, anche da madre. Ma Eluana vive grazie ad un macchinario che la nutre e la idrata e che una volta spento la farà andare avanti per due o tre settimane. Mettetela come vi pare, ma sempre agonia è. Non si hanno certezze sul coma, sulle sensazioni e percezioni che si hanno, tant'è vero che la metteranno sotto sedativi... Ma insomma, a me sembra crudele. Non lo farei ad una figlia mia, nè alla figlia di qualcun altro. E se non posso più vederla in quel corpo dove non è più da 16 anni, beh, nel mio privato avrei trovato un modo più veloce e sicuro per lasciarla andare. Nel suo privato anche suo padre avrebbe potuto farlo, è che la politica entra dappertutto, tranne che dove dovrebbe.


Mi permetto di andare ancora oltre, lanciando una provocazione,ma in senso buono: tutti gli ammalati non autosufficienti che dipendono totalmente da coloro che li nutrono,ecc (estremizzando al massimo sono come neonati),dopo una sentenza di sospensione dell'alimentazione,non si creerebbe un precedente pericoloso?
Enkidu
Io spero solamente che la decisione presa non venga cambiata...perchè se decidessero di riattaccare il sondino per l'alimentazione, sarebbe la manifestazione piu palese della strumentalizzazione della vita...
Stanno facendo di tutto per riattaccarlo...anche perizie alla casa di cura la Quiete per trovare qualunque cosa che la renda non a norma....ma si può....questo è accanimento terapeutico!!!
dirimini
il testamento biologico deve essere un diritto. il nazista che sta in vaticano deve piantarla di intromettersi nelle leggi del nostro paese. chi definisce "vita" quella di eluana è solo in malafede. ma questo è il paese dove il nano si permette di dire che questa ragazza potrebbe anche partorire. non ho parole per definire questo essere. e tutti i bigotti baciapile.
franky
CITAZIONE (xirix @ Feb 8 2009, 01:22 PM) *
Mi permetto di andare ancora oltre, lanciando una provocazione,ma in senso buono: tutti gli ammalati non autosufficienti che dipendono totalmente da coloro che li nutrono,ecc (estremizzando al massimo sono come neonati),dopo una sentenza di sospensione dell'alimentazione,non si creerebbe un precedente pericoloso?

dal punto di vista teorico è un precedente pericolosissimo,ma credo che verrà risolto con una legge sul testamento biologico.
comunque ritornando al caso specifico,sono anch'io d'accordo che è una forma di omicidio lento e doloroso.bisogna farlo provare questo sistema "umano" di uccidere a chi dice che tanto non sente niente.intanto devono somministrare dei farmaci per combattere le crisi epilettiche che verranno.
lo squallore di tutto è che hanno trasformato un dolore privato in una battaglia politica.baciapile e mangiabambini compresi.
dirimini
CITAZIONE (franky @ Feb 8 2009, 04:19 PM) *
dal punto di vista teorico è un precedente pericolosissimo,ma credo che verrà risolto con una legge sul testamento biologico.
comunque ritornando al caso specifico,sono anch'io d'accordo che è una forma di omicidio lento e doloroso.bisogna farlo provare questo sistema "umano" di uccidere a chi dice che tanto non sente niente.intanto devono somministrare dei farmaci per combattere le crisi epilettiche che verranno.
lo squallore di tutto è che hanno trasformato un dolore privato in una battaglia politica.baciapile e mangiabambini compresi.


perche' non lo fai anche qui il tuo bel sermoncino settimanale? bigotto dei miei .......oni. muuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu
franky
CITAZIONE (dirimini @ Feb 8 2009, 04:26 PM) *
perche' non lo fai anche qui il tuo bel sermoncino settimanale? bigotto dei miei .......oni. muuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

vai a pascolare e leccare i dirigenti iuventini,individuo di sinistra
dirimini
CITAZIONE (franky @ Feb 8 2009, 05:00 PM) *
vai a pascolare e leccare i dirigenti iuventini,individuo di sinistra


registrata anche questa. poi vediamo chi denuncia chi. per tutti gli altri, spero lascino morire in pace cio' che non è vita da 17 anni. per qualcuno in particolare vorrei provasse 17 anni cio' che sta subendo eluana. chiesa, se la conosci la eviti. cazzata finale, LA JUVE HA VINTO ANCHE OGGI. MUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU
franky
CITAZIONE (dirimini @ Feb 8 2009, 05:18 PM) *
registrata anche questa. poi vediamo chi denuncia chi. per tutti gli altri, spero lascino morire in pace cio' che non è vita da 17 anni. per qualcuno in particolare vorrei provasse 17 anni cio' che sta subendo eluana. chiesa, se la conosci la eviti. cazzata finale, LA JUVE HA VINTO ANCHE OGGI. MUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU

in tutto questo tempo non sei riuscito a capire che del calcio cosi come lo intendi ,non mi importa nulla.
di solito quel mugito lo fanno le vacche a cui stanno tirando i capezzoli...è quello che ti stanno facendo i dirigenti iuventini adesso?
dirimini
CITAZIONE (franky @ Feb 8 2009, 05:28 PM) *
in tutto questo tempo non sei riuscito a capire che del calcio cosi come lo intendi ,non mi importa nulla.
di solito quel mugito lo fanno le vacche a cui stanno tirando i capezzoli...è quello che ti stanno facendo i dirigenti iuventini adesso?


MUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU
MUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU
MUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU

CHIESA, SE LA CONOSCI LA EVITI.

MUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU
azzurra
rispondo a xir. Per come la vedo io, in materia di vita e morte non si arriverà _mai_ ad una posizione, legge o quello che sia indiscutibilmente, universalmente "giusta". Magari possiamo illuderci che la scienza, progredendo, dia delle risposte in più, magari arriverà anch a dare tutte le risposte, ma io non lo credo. Tutto quello che si può fare è procedere per gradi, e per compromessi. Il primo a me sembra la libertà dell'individuo. Nei casi che citi tu, sono gli individui, dove possono, gli unici a decidere cosa vogliono. E se decidono che vogliono vivere, hanno dal mio punto di vista TUTTI i diritti che il volere sia reso possibile, anche aiutando le famiglie ecc. Il problema nasce dove la persona non è più in grado di esprimere la sua volontà, e gli altri debbono "interpretarla". A chi spetta questo compito, che non è un diritto, ma un peso così gravoso che io spero non mi tocchi mai? Nel caso dle padre di Eluana io non ho mai pensato che il padre abbia il diritto di decidere, ho sempre pensato che quest uomo viva con il "dovere" di fare delle scelte per sua figlia, che sia un dovere straziante in qualunque caso. Lo ammiro per esserselo assunto, per non averlo delegato a nessuno.

E ringrazio anch' io Lux per il suo intervento, perchè quel suo "non giudicatelo", che viene da un uomo di fede e da un uomo che ha vissuto la la sua esperienza, vale più di tutti i dotti articoli che si sono letti a proposito.
franky
«Mia figlia Lauren come Eluana ma piange quando parlo della fine»


Mi chiamo Randy Richardson e sono il padre di Lauren Richardson. Con la mia famiglia e mia figlia combattiamo da due anni una battaglia legale per il diritto alla vita. In questo momento, Lauren ha superato tutti gli ostacoli che i medici ritenevano impossibile superare.
Ho riflettuto parecchio prima di scrivere queste parole. I miei pensieri erano per il padre di Eluana. Non tocca a lui dare o togliere la vita. Io credo in Dio e credo non tocchi a noi dare giudizi o prendere decisioni sulla vita di un'altra persona. Eluana non ha deciso di diventare disabile o di essere nelle condizioni in cui è adesso.
Io credo che mia figlia Lauren sia un dono e una vera benedizione per me e la mia famiglia. Saremmo perduti per sempre se non dessimo a lei, e a noi stessi, una possibilità di vivere fino in fondo la sua vita con tutto l'amore e l'assistenza possibili. La decisione di togliere la vita a un'altra persona rimarrà per sempre nella propria vita e credo che ci si pentirà fortemente di tale decisione. Come padri si cerca di fare il meglio per i nostri figli.
So che anche il padre di Eluana sta cercando di decidere cosa è meglio per lei, ma deve comprendere che il suo amore è condiviso da tutti quelli che sono venuti in contatto con lei. Deve permettere ad altri di aiutare, assistere e amare Eluana per la persona che è. Piena di vita e amore pur nel suo particolare modo. Non intendo assolutamente mostrare mancanza di rispetto per il padre di Eluana, ma Eluana è viva e vi sono persone disposte a prendersi cura di lei. Che cosa si danneggia lasciando vivere sua figlia?
La madre di Lauren e io siamo stati divorziati per circa vent'anni, mantenendo buone relazioni fino a quando i medici dell'ospedale hanno convinto la madre di Lauren che non vi era assolutamente più alcuna speranza per Lauren. La madre di Lauren volle comunque fare un tentativo e cominciò a far regolarmente visita a Lauren. Iniziò così a vedere dei cambiamenti, cambiamenti che volevano dire che Lauren meritava una possibilità. È molto importante ricordare che occorre essere presenti e attivi nella vita di una persona per stimolare le sue capacità di ripresa. Se una persona è lasciata sola, senza amore e assistenza, non potrà mai riprendersi, ma appassirà come un fiore senza luce e senza acqua.
Tutte le persone per esistere hanno bisogno di amore, rifugio, cibo e acqua. Per aiutare qualcuno a riprendersi ci vuole di più: ci vuole moltissimo amore e tanta compassione e, con il tempo, si possono vedere i risultati. Non si potrà vedere nessun risultato, però, se neppure si prova.
Cosa direbbe Lauren oggi
Oggi sappiamo che Lauren reagisce emotivamente quando si parla in sua presenza di certi argomenti (quando si è parlato della sua morte ha pianto). Ne sono certo, Lauren vorrebbe ringraziare ogni persona che ha speso tempo per assistere lei e la sua bambina. E, soprattutto, Lauren vorrebbe ringraziare sua madre per non averla abbandonata. È per il tempo e la compassione che sua madre ha dedicato a Lauren e alla sua bambina che tutto ciò è ora possibile.
Che cosa significa per me speranza
La speranza è quello di cui ha bisogno una famiglia in un periodo difficile. Come genitori, si spera che il proprio figlio possa essere fortunato e avere una vita migliore della propria. Solo Dio sa ciò che il futuro riserva a ciascuno di noi. Se vogliamo essere onesti, senza la speranza, per un mondo migliore, per la pace, per una buona salute, per ognuno dei nostri sogni, quale sarebbe la ragione per vivere? Quale scopo avrebbe senza speranza, specialmente negli altri uomini?

In ospedale mi veniva detto che era crudele tenere Lauren in quelle condizioni, che la figlia che avevo conosciuto un tempo non era più con noi. Che era una vergogna tenere Lauren in quel doloroso stato. Ci veniva anche detto che Lauren non sarebbe arrivata alla fine della giornata. Passai un periodo terribile cercando di capire perché eravamo lì a vivere ora per ora, giorno per giorno, e che avremmo dovuto rinunciare a Lauren. A questo punto dissi: «Lasciamo che Dio sia Dio e io farò del mio meglio per essere suo padre» e aggiunsi che sarei stato lì per aiutare in tutti i modi. Sentii che non potevo prendere la decisione di far finire la vita di mia figlia. Sarebbe stato il più grande peso che avrei portato per il resto della mia vita. Io amo mia figlia e ho fiducia in Dio. Il tribunale e i medici dissero che ero un illuso e che non volevo vedere la realtà. La realtà è che Lauren sta facendo notevoli progressi e che le affermazioni dei medici sulle possibilità di Lauren erano sbagliate.
Cosa vorrei dire al padre di Eluana
Gli dimostrerei il mio più grande rispetto per aver aiutato sua figlia lungo tutti questi anni e potrei dirgli che «sono uno dei pochi che sa quello che sta passando». Vorrei condividere con lui la mia storia personale con mia figlia e l'amore che ha portato a tante persone. Non voglio esprimere condanne, ma fargli sapere che c'è una luce in fondo al tunnel, una luce che risplende d'amore: Eluana, sua figlia.
franky
CITAZIONE (azzurra @ Feb 8 2009, 05:42 PM) *
rispondo a xir. Per come la vedo io, in materia di vita e morte non si arriverà _mai_ ad una posizione, legge o quello che sia indiscutibilmente, universalmente "giusta". Magari possiamo illuderci che la scienza, progredendo, dia delle risposte in più, magari arriverà anch a dare tutte le risposte, ma io non lo credo. Tutto quello che si può fare è procedere per gradi, e per compromessi. Il primo a me sembra la libertà dell'individuo. Nei casi che citi tu, sono gli individui, dove possono, gli unici a decidere cosa vogliono. E se decidono che vogliono vivere, hanno dal mio punto di vista TUTTI i diritti che il volere sia reso possibile, anche aiutando le famiglie ecc. Il problema nasce dove la persona non è più in grado di esprimere la sua volontà, e gli altri debbono "interpretarla". A chi spetta questo compito, che non è un diritto, ma un peso così gravoso che io spero non mi tocchi mai? Nel caso dle padre di Eluana io non ho mai pensato che il padre abbia il diritto di decidere, ho sempre pensato che quest uomo viva con il "dovere" di fare delle scelte per sua figlia, che sia un dovere straziante in qualunque caso. Lo ammiro per esserselo assunto, per non averlo delegato a nessuno.

E ringrazio anch' io Lux per il suo intervento, perchè quel suo "non giudicatelo", che viene da un uomo di fede e da un uomo che ha vissuto la la sua esperienza, vale più di tutti i dotti articoli che si sono letti a proposito.


ciao azzura,ben ritrovata
anch'io sono del idea che questo è un caso troppo personale perchè sia dato al pasto pubblico come carne da macello.
ma ,mi chiedo, era cosi importante decidere adesso ,dopo che si sta forse realizzando una legge ad hoc?
paura che venga poi bloccata o cosa....e sopratutto,dopo 17 anni è cosi importante aspettare pochi giorni o mesi perchè tutto sia poi regolamentato da una legge sul testamento biologico?
o la certezza della volontà della sventurata non è poi cosi sicura<<<<'ho letto di una voce fuori dal coro su quest'argomento.di una persona piuttosto vicina alla ragazza.
dirimini
dopo 17 anni, facciamo una cosa, mandiamo una mail al nano per invitarlo, come ha fatto il padre di eluana, a vedere com'è ridotta questa ragazza. poi speriamo si vergogni per certe affermazzioni che ha fatto.
sele
perché non la chiamate "ragazza" o "E E"?
non vi sembra già abbastanza lo scempio su questo povero "nome"?
già, le "telenovelas" hanno sempre bisogno di un nome... pamela, melissa, eluana...
non mi meraviglierei se domani trovassi un film strappalacrime dal titolo:eluana.
franky
CITAZIONE (sele @ Feb 8 2009, 05:59 PM) *
perché non la chiamate "ragazza" o "E E"?
non vi sembra già abbastanza lo scempio su questo povero "nome"?
già, le "telenovelas" hanno sempre bisogno di un nome... pamela, melissa, eluana...
non mi meraviglierei se domani trovassi un film strappalacrime dal titolo:eluana.

INFATTI.......................
dirimini
si chiamava eluana, ed è morta 17 anni fa. purteoppo.
azzurra
Sele, hai ragione sul nome.
Sul resto, franky...io credo che bisogna accettare che se pe run credente la vita di ogni essere umano appartiene a dio, ed a lui spetta anche qualuqne decisione sulla qualità della vita delle persone (perchè sì, esiste il libero arbitrio, però non credo che neppure un credente pensi che un ictus, un incidente di macchina, una malattia degenerativa o un'anomalia genetica sono frutto delle libere scelte di un individuo, no?) dicevo, se per un credente è così, per un laico può non esserlo. E un laico può ritenere che la sua responsabilità verso il figlio si spinga fino a prendere decisioni di questo tipo, ed è una scelta etica tanto quanto quella del credente. Ora o credo di avere capito dove sta il nodo; se io vedessi una persona che cerca di ucciderne un'altra, tenterei di impedirlo, e non penserei che è suo diritto farlo. Se un credente ritiene che in virtù dell'anima non esista nessuna differenza tra chi è nella situazione di E. e la mia, capisco che sia coerente che tenti di evitare quello che per lui è un omicidio. Ma un credente dovrebbe riconoscere che il concetto di Vita non esiste, nè quello di Persona. Quelli che abbiamo, che la maggioranza di noi ha e condivide, sono il frutto di un lungo cammino culturale, di cui fanno parte la nostra religione, la nostra scienza, la nostra filosofia. Ma non sono e non possono essere totalizzanti, e rimangono delle zone sfumate. Può darsi che quelle zone svaniranno, può darsi che arriveremo tutti (per vie diverse) a considerare vita un embrione, o un corpo in stato vegetativo...ma se ci si arriverà sarà appunto per un processo culturale (magari per nuove scoperte scientifiche, o per il mutare della coscienza collettiva); fino a quel momento personalmente ritengo che queste zone siano delegabili solo alla coscienza dell'individuo.

azzurra
franky
CITAZIONE (azzurra @ Feb 8 2009, 07:06 PM) *
Sele, hai ragione sul nome.
Sul resto, franky...io credo che bisogna accettare che se pe run credente la vita di ogni essere umano appartiene a dio, ed a lui spetta anche qualuqne decisione sulla qualità della vita delle persone (perchè sì, esiste il libero arbitrio, però non credo che neppure un credente pensi che un ictus, un incidente di macchina, una malattia degenerativa o un'anomalia genetica sono frutto delle libere scelte di un individuo, no?) dicevo, se per un credente è così, per un laico può non esserlo. E un laico può ritenere che la sua responsabilità verso il figlio si spinga fino a prendere decisioni di questo tipo, ed è una scelta etica tanto quanto quella del credente. Ora o credo di avere capito dove sta il nodo; se io vedessi una persona che cerca di ucciderne un'altra, tenterei di impedirlo, e non penserei che è suo diritto farlo. Se un credente ritiene che in virtù dell'anima non esista nessuna differenza tra chi è nella situazione di E. e la mia, capisco che sia coerente che tenti di evitare quello che per lui è un omicidio. Ma un credente dovrebbe riconoscere che il concetto di Vita non esiste, nè quello di Persona. Quelli che abbiamo, che la maggioranza di noi ha e condivide, sono il frutto di un lungo cammino culturale, di cui fanno parte la nostra religione, la nostra scienza, la nostra filosofia. Ma non sono e non possono essere totalizzanti, e rimangono delle zone sfumate. Può darsi che quelle zone svaniranno, può darsi che arriveremo tutti (per vie diverse) a considerare vita un embrione, o un corpo in stato vegetativo...ma se ci si arriverà sarà appunto per un processo culturale (magari per nuove scoperte scientifiche, o per il mutare della coscienza collettiva); fino a quel momento personalmente ritengo che queste zone siano delegabili solo alla coscienza dell'individuo.

azzurra


azzurra
il tuo ragionamento non fa una grinza ,e dal punto di vista della logica teoria(sul discorso religioso,ovviamente ci sarebbe da discutere),non avrei nulla da obbiettare se un laico decidesse di terminare la PROPRIA vita in un momento in cui non la ritiene piu tale.
ma tutto questo in uno stato laico dove questo DIRITTO viene incanalato in una LEGGE SPECIFICA.
e questa legge,mi pare,verrà presto preparata e approvata.
a quel punto la ragazza (o chi per esso,anche se non siamo in presenza di un testamento biologico scritto e firmato,e faccio notare che un buon conoscente ha dubbi in merito al volere della ragazza),potrà benissimo porre termine alle sue sofferenze.
ps. a coloro che sono favorevole alla morte per fame e sete ,RIPETO, che i medici sono pronti a inniettare farmaci antiepilettici................sicuri che non soffra per settimane?volete provare voi come cavie?
azzurra
CITAZIONE (franky @ Feb 8 2009, 08:30 PM) *
azzurra
il tuo ragionamento non fa una grinza ,e dal punto di vista della logica teoria(sul discorso religioso,ovviamente ci sarebbe da discutere),non avrei nulla da obbiettare se un laico decidesse di terminare la PROPRIA vita in un momento in cui non la ritiene piu tale.
ma tutto questo in uno stato laico dove questo DIRITTO viene incanalato in una LEGGE SPECIFICA.
e questa legge,mi pare,verrà presto preparata e approvata.
a quel punto la ragazza (o chi per esso,anche se non siamo in presenza di un testamento biologico scritto e firmato,e faccio notare che un buon conoscente ha dubbi in merito al volere della ragazza),potrà benissimo porre termine alle sue sofferenze.
ps. a coloro che sono favorevole alla morte per fame e sete ,RIPETO, che i medici sono pronti a inniettare farmaci antiepilettici................sicuri che non soffra per settimane?volete provare voi come cavie?


Certo franky che serva una legge nessuno lo discute, e mi sembra che il padre di E. il signor Welby e tanti altri si stiano battendo per questo non da ieri. Ma nel caso di E. esiste una sentenza della magistratura, che in assenza di legge, per lo stato, equivale ad una legge. Questa legge però secondo me non riuscirà a coprire tutta la gamma delle possibilità; ammettiamo anche che si renda obbligatorio il testamento biologico..entro quale età? 16 anni? 18? e se quello che è successo ad E. succedesse ad un bambino di 8 anni?
Sul resto...sulle sofferenze, non so cosa dire. Io mi attego a quello che ho letto, che di più non posso fare, e tra i vari pareri professionali mi sembrano più ragionevoli (in base alle nostre conoscenze del sistema nervoso umano) quelli di chi sostiene che E. non è in grado di provare dolore. Ma se così non fosse, s elo provase, allora bisognerebbe però anche tenere conto di _tutte_ le sofferenze a cui la sua condizione la sottopone quotidiaamente da 17 anni. Quello che sto dicendo è che in questa vicenda non può esserci un torto ed una ragione, un giusto e uno sbagliato, una certezza contro un errore. Qualunque scelta sarà una scelta sul corpo di questa ragazza che da 17 anni è in balia di altri, e sicuramente tra questi altri ci sono persone che la amano e che nutrono per lei sentimenti di umana compassione ecc. Ma questo non garantisce che la loro scelta sia la migliore, nè da parte dle padre nè da parte di chi invece vuole mantenerla in quel letto. Non lo sappiamo, qual è la scelta migliore. Sappiamo solo che qualcuno deve farla, in una direzione o nell'altra. L'unica cosa su cui si può discutere, secondo me, e se questo qualcuno possa (debba, per come ho spiegato che la vedo io) essere il padre o il presidente Berlusconi. Si trattasse di mio figlio, non avrei dubbi. Indipendentemente da quale sarebbe la mia scelta.

azzurra
Cymorill
da quando sono nata, non è cambiato niente. eutanasia a destra e a sinistra e sempre da capo. non faranno nulla è l argomento jolly , il tappa o copri buchi perfetto. in 24 anni non si sn accordati?( che poi secondo me è da quando è nata mia sorella quindi 35 anni , che ne parlano) . ovvio che appena il governo fa della cagate è importante che ci sia un argomento pronto per occupare le chiacchiere e le preoccupazioni del popolino. o anche quando sono esauriti gli altri argomenti jolly perchè non si sa mai che il cittadino annoiandosi vada ad informarsi sulle leggi ad personam che fa il criceto ..
la cosa è semplice ed evidente pure a ciuco.

se il coma è comprovato essere "profondo", dopo dieci anni o 15 che che vogliono loro , si fa l iniezione e tanti saluti e baci.
perchè questa ipocrisia che si accetta di staccare la spina e lasciare morire quel corpo in 20 gg lentamente e nn si accetta un iniezione ...è inaccettabile signur.

che poi sia il genitore ad avere il diritto di scelta non so se sia giusto. voglio dire.. c'è un motivo no se la tengono in vita? sperano che si svegli.
o no?


beh perchè se nn c'è assolutamente motivo mi viene da sbottare a ridere in faccia a tutti sti fanfaroni e voltare pagina del giornale. quando da medico studierò i casi di coma ve lo dirò come funziona. così almeno sapremo se vale la pena consumare questa tastiera parlandone o se è meglio fare un po di parole crociate.
Cymorill
CHE FIGLIO ESEMPLARE che non andava a trovare il padre da mesi e ci va per vederlo morire .

fantastico
Pape
Mi son decisa a iscrivermi e scrivere dopo la discussione di ieri a casa, mamma diceva che si, il nano è uno stronzo, ma lei non farebbe mai "staccare la spina". E anche lei ha detto "ma che fastidio gli da?" Io credo che si perda facilmente di vista una cosa. Il signor Englaro in realtà non sta facendo una scelta, e se avesse voluto davvero fare una scelta sua non avrebbe avuto bisogno di questo calvario, della sovraesposizione di questi giorni, di sentire le oscenità che arrivano da più parti. E mi sembra che sia la cosa più importante, che ha seguito la via giudiziaria per far riconoscere la volontà della figlia, e che sta lottando per far rispettare la volontà della figlia. Ho letto le sue dichiarazioni, l'ho sentito in tv qualche tempo fa, e non ha mai parlato di scelte sue, si rifà sempre alla volontà espressa dalla figlia, e riconosciuta attraverso tre gradi di giudizio. E no, Franky, le dichiarazioni di chiunque dopo tre gradi di giudizio, dopo la sentenza della Cassazione, dopo anni di udienze, sanno tanto di mistificazione e intervento a piedi uniti fuori tempo. Una volta accertato fino alla Cassazione che quella era la volontà di Eluana Englaro fino a quando poteva avere una volontà, una volta che esiste il diritto di rifiutare le cure e persino l'alimentazione, una volta che ciascuno è proprietario di sè e del proprio corpo, secondo me non ci sarebbe da discutere su questo caso in particolare. Mi limiterei a fare un monumento al signor Englaro per il coraggio che sta avendo nel farsi portatore della volontà della figlia, con un amore e un rispetto che mi sembrano molto rari.
La legge verrà, speriamo, ma se la scrivono adesso, di fretta, sulla scorta di emozioni fasulle e di suggerimenti dal Vaticano, senza riflessione, senza dialogo, senza rispetto di nulla, ho paura di quello che potrà essere. Secondo me dovrebbe essere imprescindibile la volontà espressa dal singolo, ma ha ragione Azzu, la legge non sarà esaustiva, nessuna legge lo è mai, e comunque ci saranno sempre casi di persone che non hanno espresso alcuna volontà, vuoi per "trascuratezza" vuoi per età, e la scelta peserà su un tutore, che dovrà essere individuato in qualche modo. Ma di nuovo, quando la legge non è chiara, quando restano spazi all'interpretazione, si va in giudizio e ci si rifà alla decisione della magistratura.
emi
Mah Cym, dipende da come lo si legge questo articolo. O forse dall'età in cui lo si legge.

Ciao Pape, contenta di ritrovarti :)

Cymorill
..mi stai dicendo che tu saresti capace di vivere la situazione come l ha vissuta lui?

credimi che io non ne sarei capace nemmeno a 70 anni.

e non sto criticando il fatto spiccio che a un certo punto è meglio terminare l agonia se è questo il succo dell articolo andando al nocciolo scarnificando tutto.
ma devo proprio dirti che l intervistare come esempio, come icona del buon comportamento, quell uomo, mi da molto fastidio. molto.

no perchè io ho visto morire i miei 4 nonni, il fratello di mio nonno, la biscugina di mio padre , sua sorella.. tutte persone anziane e la vita nn ho risparmiato loro agonie e sofferenza. quindi io nonostante la mia "giovane età" non mi sento di poter essere criticata sulla base teorica.

per me un tizio che si disinteressa del padre per mesi perchè è un peso e nn sopporta vederlo pallido e arso, e che poi va giusto li a rompergli le palle per vederlo spirare mi fa un ribrezzo ch emi viene da piangere.
e lo intervistano pure , il monumento nel sentimento umano ! bah.
emi
E' davvero difficile rispondere Cym. A volte i sentimenti vengono vissuti in modo così viscerale da far male all'uno all'altro e all'insieme. La sua espressione 'amore animalesco' è così forte che il seguito non mi ha stupito. Può succedere Cym, e non è una bella cosa. Non è nemmeno un esempio di buon comportamento, ma a volte è l'unico possibile. E non deve essere stato facile rimettersi al giudizio di tutti, perchè di queste cose di solito ci si vergogna e basta.

Cymorill
può succedere se lo vuoi. e se lo vuoi nn ti vergogni.
no, nn SUCCEDONO le cose quando un proprio caro sta male e è in punto di morte.
si azzera tutto. si rimane nudi cn se stessi e il vero senso che si da all esistenza. rimangono le priorità .

il suo " AMORE ANIMALESCO " è tutto umano e nn ha nulla di animalesco.
manco se ne accorge.



emi pulisciti gli occhi dalla pietà...
Cymorill
e poi non ho capito la tua frase " non deve essere stato facile rimettersi al giudizio degli altri " .
ha scelto lui di scrivere il libro .
e poi che deve centrare il giudizio degli altri?

cioè io mi comporto da "omuncolo" , e lo vado a raccontare a tutti così divento un "tipo cn le palle?" ..

ma non è questione di dire sto vicino a mio padre per condividere le sue sofferenze e blabla.. perchè se per di più è incosciente... sto parlando di altro mi. di quel legame vitale.. quel filo che è il succo dell esistenza.. quel unione di anime capisci? di sangue. che se mio padre nn mi riconosce cmq io sento il bisogno di andare a trovarlo e raccontargli che ho litigato con mia moglie o cn il datore di lavoro o che le zucchine sn rincarate. anche s emi risponde chi è tua mogle. io so che la sua anima ascolta. lo so . io lo so ! e nn lo lascio in ospedale ! perchè il mio amore è così immenso che va oltre l involucro. va oltre tutto. attraversa al pelle. perchè questa è la vita. così quando poraccio deve spirare, lo posso salutar e un po prima e lasciarlo in pace a ripercorrere il suo passato in un istante e a salutarci tutti dall alto.


la vicinanza nn è un dovere civile ne morale ne sociale ne etico.
e non è utile dal punto di vista pratico. soprattutto non devi stargli vicino per piangergli sul bavaglino. che senso ha? tanto nn lo capisce. non bisogna dimostrare niente ne a lui ne ai medici.
solo che se lo molli li per me tu nn hai capito un cazzo, sei un automa . uno di quei manichini che nn si sn mai interrogati su nulla che sn statuette raffazzonate di gesso che se solo l occhio guarda troppo , crollano tutte le loro impalcature di carte da gioco che si sn costruiti cn le conferenze trainign come vivere felici e cn successo. quelle persone che si portano a letto un chilo di alibi per sera.

se invece ci vai allora per me se un essere umano. che si ricorda che quando lui era un bambino in fasce che nn capiva un accidenti , suo padre c era a coccolarlo la sera e la notte e questo tutti i giorni. anche se il bambino a linguaggio nn capiva niente, era ceco e riconosceva solo gli odori.
perchè? perchè c'è un legame. al di la del linguaggio e della ragione e della memoria .. le anime si riconoscono , pulsano anche se l involucro nn funziona tanto bene. e si chiamano.


ma sai per poter essere presenti in situazioni drammatiche bisogna essere presenti sempre, essere semplici, fogli bianchi puliti, saper dare la mano, saper sorridere veramente, saper captare, accogliere, dare spazio al silenzio. insomma bisogna essere persone oneste.. persone coraggiose , vere.
Cymorill
riguardo a questi casi di coma bisogna vedere che ha un senso aspettare un fantomatico risveglio o no. si da un tempo limite e poi se la persona soffre cn impossibilità di risolverne le cause è chiaro senza indugio che nn ha senso tenerla in vita e che piuttosto di lasciarla morire , è meglio un iniezione veloce.
se la persona non soffre e in coma sta bene il discorso cambia. a quel punto non ci sono motivi per interrompere una vita. e fossi la madre andrei tutti i giorni da quel corpicino a raccontargli mille cose a leggergli libri..me la porterei pure a casa se nn ci fossero motivi per la degenza ospedaliera.

e che nn mi si dica che nn si può vedere se la persona prova dolore o meno in coma perchè esistono gli strumenti apposta. si vede eccome se si vede.


mia prozia dallo stress per il coma della sorella e il dolore nel perdere le speranze vederla rivivere , morì di infarto e fatalità la sorella spirò poco dopo non vedendo più la sorellina andarla a trovare , nel silenzio dell ospedale.. si lasciò andare. sono coincidenze? ognuno la pensa come vuole eh. ma per me nn è questione di pensare è questione di sentire. io certe cose le sento proprio scorrere sotto pelle.
e diffido di chi nn le sente.
Cymorill
riguardo a questi casi di coma bisogna vedere che ha un senso aspettare un fantomatico risveglio o no. si da un tempo limite e poi se la persona soffre cn impossibilità di risolverne le cause è chiaro senza indugio che nn ha senso tenerla in vita e che piuttosto di lasciarla morire , è meglio un iniezione veloce.
se la persona non soffre e in coma sta bene il discorso cambia. a quel punto non ci sono motivi per interrompere una vita. e fossi la madre andrei tutti i giorni da quel corpicino a raccontargli mille cose a leggergli libri..me la porterei pure a casa se nn ci fossero motivi per la degenza ospedaliera.

e che nn mi si dica che nn si può vedere se la persona prova dolore o meno in coma perchè esistono gli strumenti apposta. si vede eccome se si vede.


mia prozia dallo stress per il coma della sorella e il dolore nel perdere le speranze vederla rivivere , morì di infarto e fatalità la sorella spirò poco dopo non vedendo più la sorellina andarla a trovare , nel silenzio dell ospedale.. si lasciò andare. sono coincidenze? ognuno la pensa come vuole eh. ma per me nn è questione di pensare è questione di sentire. io certe cose le sento proprio scorrere sotto pelle.
e diffido di chi nn le sente.
Pape
Ciao Emi:)
Mah, nell'articolo non mi sembra che dica nulla dei motivi per cui non si vedevano da mesi, nè mi sembra che dica che nel frattempo si sia disinteressato. Non capisco, Cymorill, quando è stato in punto di morte il figlio è tornato ed è stato lì, ma un malato di Alzheimer non è che sia sempre in punto di morte. Ho una collega che ha il suocero così da anni, a volte sembra prossimo e stanno tutti inchiodati a casa, altri periodi sta meglio e si fidano a partire qualche giorno, ma non si sa mai cosa e quando può succedere.
Ma anche se fosse, mio padre è morto l'anno scorso, e proprio come avrebbe voluto. Un infarto, secco, appena tornato a casa dopo le commissioni del mattino, pane e giornale. E si, io l'ho pensato da subito che era stato fortunato, lui e noi. Non era un peso, per nulla, ma mentre mamma si disperava perchè non ha avuto il tempo di fare nulla io si, ho pensato subito che è stata una "bella" morte. Non è che stesse male, ma dopo due infarti, quattro by pass, l'arteriosclerosi galoppante, la fatica a muover due passi, non stava nemmeno benissimo. Ora, io vivo in paese, e per me era facile vederlo tutti i giorni, ma ho fratelli che vivono fuori. Ne ho anche uno che non sta tanto lontano, e per pura stronzaggine da mesi non lo vedeva, nè telefonava per sapere nulla. E, voglio dire, nessuno di noi ha avuto tempo e modo di vederlo morire, ma io non ho rimpianti su questo, mio fratello si. Era lui che stava seduto là a mormorare cose quando non poteva più sentirlo, e a rimpiangere le cose non dette e non fatte in tempo. Si potrà pure dire che è troppo comodo così, ma per quanto mi abbia fatto e mi faccia ancora incazzare mio fratello, per quanto sia sparito di nuovo solo qualche giorno dopo, ma allora non l'ho visto comodo per nulla. E credo che anche mio padre, se avesse avuto la possibilità, avrebbe avuto più da dire e sentire con lui che non con me.
E insomma, non sono molto propensa a giustificare mio fratello, credo che a 43 anni, qualunque cosa sia successa e qualsiasi problemi si siano avuti, uno sia responsabile delle proprie azioni ed omissioni, ma credo anche che comunque i rapporti si costruiscono in due e siano tutti diversi, e non c'è un modello di riferimento, nemmeno sui rapporti tra padri o madri e figli. Noi siamo cinque, e in cinque abbiamo avuto reazioni diverse, sia al momento della morte che prima, ai primi infarti o nei giorni dell'intervento al cuore, chi andava di più chi andava di meno, chi andava lì e parlava e chi andava lì e taceva, e boh, non mi sentirei di fare classifiche.
Cymorill
ma pape nn sto facendo una filippica d accusa generale.

anzi meglio, ciò che dico è di ordine generale, ma la tua famiglia ad esempio ci rientra. ogni caso è diverso . nn metto bocca. l importante è essere presenti nella cosa e ciò e hai scritto tu indica che lo eravate .

non voglio accusare tutti coloro che nn sono andati ogni giorno a trovare il genitore. ma che !! è una cosa stupida.


forse non riesco a spiegarmi,
ciò nn toglie che quel tizio mi ha infastidito, puzzava proprio di "ignaro speudo" cioè di quelle persone che nn riconoscono i loro auto inganni.
Pape
Si, ma... ho riletto un'altra volta l'intervista, e non mi sembra che dica perchè non lo vedeva da mesi, se è stata una scelta, una necessità, o che. Può darsi che in anni di malattia, siano capitati alcuni mesi in cui non ha potuto, ma non dice che si è disinteressato. Quando l'hanno avvisato che stava per morire si è precipitato ed è stato là fino alla fine, e non capisco perchè secondo te non è stato presente.
Cymorill
<<Mi sembrò imbarazzato di morire di fronte a me, che non vedeva da mesi e ora lo costringevo a ricordarsi di un altro vincolo sentimentale proprio quando era riuscito a recidere tutti gli altri.>>


emi
A recidere forse a causa della malattia. Lui lo ha preso e costretto a tornare al loro sentimento, gli ha (forse) causato il dolore del distacco, lo stesso che sentiva lui nei confronti di un padre che stava lasciando e da cui era lasciato.
La pietà è anche riverenza, non solo commiserazione. E' aver riguardo per 'quel' rapporto, per quella gioia, anche se appare fuori luogo e opportunistica. Quello della liberazione è un avvertire scomodo, perchè un legame di sangue come è quello tra un figlio e il proprio genitore lo vieta, non è morale, non è etico, non è umano. Ma cosa sta dietro questo termine? Lo sa solo chi lo prova. Non nego che possono esserci casi in cui uno si sente liberato dall'incombenza di doversi occupare e proccupare di, ma il mio giudizio non riesce ad andare oltre un concetto di amore 'animalesco', se proprio vogliamo rispettare le sue parole, che io esprimerei con altre, ma il concetto rimane comunque quello di un amore dove i confini non riescono mai ad essere definiti e chiari, non fino a quando si smetterà di vivere entrambi, e forse nemmeno allora, perchè questi ne avranno posti altri, mai chiusi e mai definiti. Non si muore mai, e questo lo sa bene chi rimane a ricordare.

Cymorill
ti do ragione emi riguardo al sentirsi liberati.
niente da dire , anzi.


ma non riesco a leggere quell articolo in chiave "buona" . mah si vede che allora tocca delle corde mie particolari, ci saranno nascoste all interno qualcuna di quelle formule "geroglifiche" che svegliano le mie ipersensibilità.
Pape
Mah, secondo me son campi dove uno, al massimo, può raccontare la propria esperienza, ma non credo che sista un modo giusto e uno sbagliato. Non sappiamo nulla, oltre a quello che racconta nell'intervista. E per di più in quel passaggio parla di supposte emozioni del padre, ammettendo che fosse tanto lucido da provare vergogna e tanto incosciente da doversi "ricordare" di un legame sentimentale con un figlio. A leggere lì sembrerebbe quasi che sia stato il padre a voler recidere i legami, ma non ne sappiamo il motivo, non sappiamo i motivi dell'imbarazzo, nemmeno se fosse davvero imbarazzo. E del resto anche il figlio, prima di essere lì, non poteva sapere che reaizone avrebbe avuto il padre. Io, boh, l'ho visto in casa un apparente "legame reciso", e per quanto ne fossero convinti tutt'e due, non era reciso per nulla, si vedeva dalle reazioni di babbo quando si parlava di G., e s'è visto dopo che non era reciso nemmeno da parte di G. E insomma, io, di mio, sono portata ad esserci, anche troppo magari, ma non so, non credo che ci sia un modo giusto, nè un modo sbagliato, di fare in certe situazioni.
Cymorill
OH GRAZIE PAPE !!


biggrin.gif

sisi è proprio quello che ho visto io.

quest uomo che se ne sta beato nella sua lontanza dietro l alibi di un legame reciso bilateralmente . gia come fosse possibile recidere un legame padre figlio.

dato ch esi è figli e si rimane sempre figli .. anche se i genitori li disconosci come tali , rimani sempre una foglia appesa a un albero reso invisibile.

questo per me è essere speudo. nn rendersi conto degli autoinganni . intendo proprio questo.

vogli dire una persona può rendersi conto che il rapporto nn ha le basi su cui funzionare ( sto pensando a mia madre) , ma io eia madre abbiamo lo stesso sangue eio mi ricordo quando mi allattava . siamo due creature che ci apparteniamo , nonostante la nostra individualità caratteriale.

e per me nn è una cosa da poco lasciar correre cn serenità un alibi di tali dimensioni. al punto da nn voler sentire il richiamo del anima, il filo che si tende, quando tuo padre viene ricoverato. e ascoltarlo solo giusto un paio d ore prima della fine. quando diventa impossibile tenere in piedi il teatro, quando la verità spacca ogni muro di cartone , quando tutta l impalcatura di una vita crolla e rimane solo un "papà".



grazie pape. smile.gif allora nn l ho notato solo io.

tu dirai eh ma succede al novanta per cento delle persone. e allora io dico "eh lo so è tremendo". sad.gif
ecco mi sa che ora tutto ciò che ho scritto prima assume maggior senso. smile.gif



pape nn sto dicendo che un modo di stare vicino è giusto e un altro modo è sbagliato. ma ti sto dicendo che esitono modi veri e modi falsi sia nel stare vicino sia nel stare lontano. e i soggetti non ne sono coscienti. inconsciamente modificano il cono di luce sulla faccenda così da nn dovere entrare in crisi .. bisognerebbe imparare a essere "elementari " nel convivere cn se stessi fin da piccoli altrimenti poi è davvero dura decidere di punto in bianco di far crollare tutto il lavoro costruito sulla propria personalità , e farlo cadere come un mazzo di carte da gioco.
e la prova del nove sn proprio coloro che ci hanno generato.
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