Caffè e sigarette...si sembra un film, invece è la mia serata...tra il film dei transformers, una partita a Eternal Sonata e una ad Uncharted (la triade del Nerd mi sembra sta cosa...vabbè)... smile.gif

Quanto si pensa quando non se ne ha voglia...si fa di tutto pur di distrarsi dal rumore dei neuroni e dell'anima che vogliono vomitarti fuori qualcosa...Ma non ci si riesce e ci si ritrova a scrivere per spegnere la testa...scrivo e ascolto Era (fottuti giochi di ruolo, non posso mai godermeli in pace i cd di Era...friiiiiiiiiii giochiamoooo smile.gif ....)

Ci si sente piccoli piccoli, a volte invece, ci si sente pronti a grandi opere, altre volte si ha il sentore che le grandi opere le faranno gli altri ma non te. Che poi cosa è grande?... i successi sociali rendono grande un uomo? la cultura rende grande un uomo? Bastano dei sani principi morali per ritenersi delle buone persone?
Ciò che è buono è realmente ciò che fa stare in pace con se stessi e fa stare bene la gente? oppure la bontà non è altro che un modo gentile di esprimere il proprio ego, il proprio egoismo...
E' più buona una persona che ti apre gli occhi e ti fa vedere la realtà per come essa è, oppure è piu buona una persona che, nel suo modo di provare affetto e amore per un altro uso simile, scansa dal percorso di quest'ultimo tutti gli eventi che potrebbero indurlo a perdere autostima? E' indice di bontà l'essere protettivi nei confronti di chi si ama? o è solo un estendere il proprio spazio peripersonale?

Se si è perfettamente integrati nella società si rischia di diventare conformisti...e di ridursi a essere solo un numero che entra in gioco nelle statistiche di mercato, numero di patente, numero di telefono, numero di carta di identità, numero civico, numero di matricola, numero di tessera elettorale, numero di previdenza sociale..
Se non si vuole stare nella società, allora si diventa dei disadattati, non entri nelle statistiche, anzi, fai parte di quelle persone che escono dalla splendida campana di Gauss ben oltre il 90 esimo percentile...
Quindi sei un caso a parte...quasi un errore da correggere, un imperfezione nella matrice della società, a meno che tu non riesca nell utopico intento di seguire i consigli dell "Emilio" di Rousseau...certo che l'illuminismo francese ha reso immortali anche coloro che non se lo meritavano...

Quindi we have to live on the edge...c'è una canzone dei Cirith Ungol che dice "edge of a knife, edge of a knife, maybe that's what they mean by real life"...

Però vivere sempre sul filo della lama farà si sentire vivi, ma è rischioso...o rischi di cadere nel conformismo, o rischi di passare per un disadattato sociale...o peggio...se ti distrai mentre stai nel mezzo scivoli sulla lama a gambe aperte e ti tagli le palle...Quindi devi stare sempre all'erta, essere sempre aggiornato, avere una tua opinione sulle cose (si ricasca sempre nel discorso di "conosci le regole ma vivi lateralmente ad esse" ) ...ma per come sta andando avanti il mondo, l'essere informati e avere un proprio pensiero sul senso della vita e sul senso dell uomo sta diventando da disadattati sociali... zak!..per un pelo...questa lama è proprio affilata, e si assottiglia sempre di piu smile.gif