http://www.corriere.it/esteri/09_marzo_06/...44f02aabc.shtml
Chiesa cattolica [modifica]
La Chiesa cattolica, sulla base degli stessi riferimenti scritturali e apostolici, ha sempre considerato la vita dignitosa in quanto dono del Signore e non in virtù di una condizione di "salute". Necessariamente da questo scaturisce come l'aborto sia paragonato ad un omicidio, in quanto interruzione di una vita dignitosa. Allo stesso modo i cosiddetti metodi di contraccezione d'emergenza, che impediscono l'annidamento dell'embrione nell'utero materno, vengono considerati abortivi perché pongono fine alla vita del nascituro. Papa Giovanni Paolo II ha spiegato la posizione della Chiesa Cattolica nella enciclica Evangelium Vitae, specialmente nei numeri 58-63 e 68-74. Tuttavia la congregazione della Dottrina delle Fede, guidata dall'allora prefetto card. Joseph Ratzinger, nelle risposte ad alcuni dubbi proposti riguardo l'isolamento uterino del 31 luglio 1993, afferma che è lecito eseguire l'asportazione in seguito a grave danneggiamento dell'utero, nel caso esso rappresenti un grave pericolo attuale per la vita o la salute della donna, in quanto ha carattere direttamente terapeutico. [1]
l caso della minorenne che ha abortito 2 gemelli concepiti in seguito a una violenza
Aborto su bimba brasiliana stuprata
Il Vaticano: scomunica inopportuna
Monsignor Fisichella: «Era necessario e urgente salvaguardare la sua vita innocente»
CITTÀ DEL VATICANO - Prima di pensare alla scomunica di medici e familiari della bambina brasiliana che ha abortito due gemelli concepiti in seguito allo stupro da parte del patrigno, «era necessario e urgente salvaguardare la sua vita innocente». Monsignor Rino Fisichella esprime così perplessità sulla decisione dei vescovi brasiliani. Dalle colonne dell'Osservatore romano, il presidente della Pontificia accademia per la Vita accusa il vescovo di Recife, sostenitore della scomunica, di avere espresso sulla vicenda «un giudizio che pesa come una mannaia».
«GIUDIZIO COME MANNAIA» - Una storia di «quotidiana violenza», quella della bambina ripetutamente violentata, che - sottolinea Fisichella - ha guadagnato le pagine dei giornali solo perché l'arcivescovo di Olinda e Recife si è affrettato a dichiarare la scomunica per i medici che l'hanno aiutata a interrompere la gravidanza e che «sarebbe passata inosservata se non fosse stato per lo scalpore e le reazioni suscitate dall'intervento del vescovo». La bambina - scrive il presidente dell'Accademia per la vita, il cui intervento segue quello della conferenza episcopale brasiliana che nega la stessa efficacia della scomunica - «doveva essere in primo luogo difesa» e «prima di pensare alla scomunica - ha aggiunto l'esponente vaticano - era necessario e urgente salvaguardare la sua vita innocente e riportarla a un livello di umanità di cui noi uomini di Chiesa dovremmo essere esperti annunciatori e maestri». «Così non è stato - ha proseguito il prelato - e, purtroppo, ne risente la credibilità del nostro insegnamento che appare agli occhi di tanti come insensibile, incomprensibile e privo di misericordia. Vero - ammette poi - Carmen portava dentro di sè altre vite innocenti come la sua, anche se frutto della violenza, e sono state soppresse; ciò, tuttavia - conclude Fisichella - non basta per dare un giudizio che pesa come una mannaia».
