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Versione completa: NO AL CONDOM... La nuova cazzata del Papa
Ilsolenellavita > Ilsolenellavita > In...libertà
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puledro1
I preti invece dovrebbero astenersi ma lo sappiamo bene come va…
A mio avviso un Papa che fa delle affermazioni così clamorose è davvero preoccupante.
Ogni giorno lancia moniti e appelli imbarazzanti... Dovrebbe invece badare al comportamento di chi "lavora" nella chiesa prima di dire che i preservativi non vanno utilizzati!! che vergogna…
...ma quanti bambini, uomini e donne muoiono ogni giorno nei paesi in via di sviluppo per l'AIDS e altre malattie a trasmissione sessuale? Quanto investe il Vaticano per salvare qualche vita? Più si va avanti e più si torna al medioevo, radicalizzando le posizioni e impostando un cattolicesimo fondamentalista...e poi si guarda agli arabi come a extraterrestri....mah...che schifo!
querelle
Il furbacchione del papa ha dichiarato che il preservativo non risolve il problema dell'AIDS ed ha aggiunto come soluzione l'astinenza (e grazie al ca..o direbbero dalle mie parti).
Tradotto per me quello lui vorrebbe dire è: "se fossimo esseri che praticano il sesso all'interno del matrimonio e per la sola procreazione le malattie sessuali non si trasmetterebbero. Anche quì la mia risposta sarebbe:-Se mio nonno avesse 4 balls...
Perdonatemi signore la maleducazione ma andando oltre e vestendomi ancora più da stupido di quanto già non sia di mio
il mio commento alle sue dichiarazioni sarebbe:-Papa, è vero che il preservativo non risolve il problema ma figuriamoci senza.
franky
CITAZIONE (querelle @ Mar 18 2009, 11:25 AM) *
Il furbacchione del papa ha dichiarato che il preservativo non risolve il problema dell'AIDS ed ha aggiunto come soluzione l'astinenza (e grazie al ca..o direbbero dalle mie parti).
Tradotto per me quello lui vorrebbe dire è: "se fossimo esseri che praticano il sesso all'interno del matrimonio e per la sola procreazione le malattie sessuali non si trasmetterebbero. Anche quì la mia risposta sarebbe:-Se mio nonno avesse 4 balls...
Perdonatemi signore la maleducazione ma andando oltre e vestendomi ancora più da stupido di quanto già non sia di mio
il mio commento alle sue dichiarazioni sarebbe:-Papa, è vero che il preservativo non risolve il problema ma figuriamoci senza.



ho sentito ieri sera e riletto stamane la notizia.
devo ammettere che questo papa.non riesce proprio a entrare in sintonia con la gente comune.troppo distante dalla realtà e poco apeal.
ci sono tanti nodi nel cattolicesimo che stanno venendo al pettine,tra cui uno è il profilattico come rispsta al hiv nei paesi del 3°mondo.però alle suore che lavorano in zone a rischio è dispensato fare usare il condom,in caso di violenza.questa è notizia certa.
ma un conto è l'istituzione,un conto è la fede.
puledro1
CITAZIONE (franky @ Mar 18 2009, 03:01 PM) *
ho sentito ieri sera e riletto stamane la notizia.
devo ammettere che questo papa.non riesce proprio a entrare in sintonia con la gente comune.troppo distante dalla realtà e poco apeal.
ci sono tanti nodi nel cattolicesimo che stanno venendo al pettine,tra cui uno è il profilattico come rispsta al hiv nei paesi del 3°mondo.però alle suore che lavorano in zone a rischio è dispensato fare usare il condom,in caso di violenza.questa è notizia certa.
ma un conto è l'istituzione,un conto è la fede.

blink.gif blink.gif blink.gif
Nel senso che le suore, nelle zone a rischio, possono utilizzare il condom in caso di violenza???

Della serie: Oh, se me devi violentà mettite prima er preservativo... ohmy.gif

neva
CITAZIONE (puledro1 @ Mar 18 2009, 03:08 PM) *
blink.gif blink.gif blink.gif
Nel senso che le suore, nelle zone a rischio, possono utilizzare il condom in caso di violenza???

Della serie: Oh, se me devi violentà mettite prima er preservativo... ohmy.gif



quante assurdità puledro, vero? comunque anche il precedente papa aveva fatto gli stessi discorsi sull'astinenza, quando andò in Africa.
puledro1
CITAZIONE (neva @ Mar 18 2009, 03:42 PM) *
quante assurdità puledro, vero? comunque anche il precedente papa aveva fatto gli stessi discorsi sull'astinenza, quando andò in Africa.

Sì cara Neva, assurdità è dire poco...
E' tutto un controsenso nella chiesa...
Intanto in Africa e non solo, i bambini continuano a morire di AIDS anche per colpa di un preservativo SCOMUNICATO...

Ma gli scheletri nei LORO armadi li conoscono solo LORO (il clero maledetto).
franky
CITAZIONE (puledro1 @ Mar 18 2009, 03:08 PM) *
blink.gif blink.gif blink.gif
Nel senso che le suore, nelle zone a rischio, possono utilizzare il condom in caso di violenza???

Della serie: Oh, se me devi violentà mettite prima er preservativo... ohmy.gif

al di là del assurdo.........figurati se hai il tempo di chiedere al.........

purtroppo,vi è questo precedente.situazioni di serie A e B o Z.
una direttiva del precedente pontificato.adesso non so se è ancora in auge,ma la disparità non cambia
querelle
CITAZIONE (franky @ Mar 18 2009, 03:01 PM) *
devo ammettere che questo papa.non riesce proprio a entrare in sintonia con la gente comune.troppo distante dalla realtà e poco apeal.
ma un conto è l'istituzione,un conto è la fede.


Ma non stiamo parlando della vita di altri essere umani? Io l'apeal se permetti lo metterei un attimo da parte.
Per quanto riguarda la seconda affermazione da te citata mi farebbe piacere sapere cosa ne pensa Magdy. Lui sembra che a differenza tua faccia coincidere le due cose....del tipo, non si può credere in Dio se nonsi aderisce in tutto e per tutto al pensiero che viene dalla santa sede.
franky
CITAZIONE (querelle @ Mar 18 2009, 04:06 PM) *
Ma non stiamo parlando della vita di altri essere umani? Io l'apeal se permetti lo metterei un attimo da parte.
Per quanto riguarda la seconda affermazione da te citata mi farebbe piacere sapere cosa ne pensa Magdy. Lui sembra che a differenza tua faccia coincidere le due cose....del tipo, non si può credere in Dio se nonsi aderisce in tutto e per tutto al pensiero che viene dalla santa sede.

dai a magdy quello che è di magdy............. laugh.gif

la santa sede è la guida spirituale voluta da gesù,partendo da pietro(sulle cadute e ricadute,lasciamo perdere),ma questo non significa che non si debba fare una CRITICA COSTRUTTIVA.questo succede da secoli,o credi che l'evoluzione della chiesa sia avvenuta solo grazie alle illuminate menti di pochi?
franky
CITAZIONE (querelle @ Mar 18 2009, 04:06 PM) *
Ma non stiamo parlando della vita di altri essere umani? Io l'apeal se permetti lo metterei un attimo da parte.
Per quanto riguarda la seconda affermazione da te citata mi farebbe piacere sapere cosa ne pensa Magdy. Lui sembra che a differenza tua faccia coincidere le due cose....del tipo, non si può credere in Dio se nonsi aderisce in tutto e per tutto al pensiero che viene dalla santa sede.

non è riferito al caso specifico del condom,ma al suo papato...fin'ora
querelle
CITAZIONE (franky @ Mar 18 2009, 05:36 PM) *
non è riferito al caso specifico del condom,ma al suo papato...fin'ora


E specificatamente rispetto il problema del profilattico cosa pensi? Condividi il suo pensiero?
franky
CITAZIONE (querelle @ Mar 18 2009, 05:37 PM) *
E specificatamente rispetto il problema del profilattico cosa pensi? Condividi il suo pensiero?

non ho mai condiviso con la santa sede la condanna del condom come metodo di prevenzione del hiv e altre malattie trasmissibili sessualmente.e questo da prima di questo papa.purtroppo una parte del clero non ci sente da quest'orecchio.....ma esiste l'altra parte del clero e dei fedeli.
franky
infatti è scoppiata la buffera........................
e tutti quelli che stanno protestando non è detto che siano per forza atei e comunque non cattolici.............................




Francia e Germania contro il Papa:
sui preservativi frasi preoccupanti

Parigi: «Mette in pericolo le politiche
di sanità pubblica». Governo tedesco:
uso dei condom decisivo contro l'Aids
PARIGI
«Grandissima preoccupazione» è stata espressa oggi dal ministero degli Esteri francese per «le conseguenze» sulla lotta contro l’Aids delle parole del papa Benedetto XVI sull’uso del preservativo. Parigi ritiene che «insieme all’informazione, all’educazione e ai test, il preservativo sia un elemento fondamentale delle azioni di prevenzione della trasmissione del virus dell’Aids» ha ha detto il portavoce del Quai d’Orsay, Eric Chevallier.

La Francia rimane «risolutamente impegnata nell’accesso universale alla prevenzione, ai trattamenti, alle cure e al rispetto dei diritti delle persone che vivono con il virus HIV». Chevallier ha sottolineato l’importanza di «dar prova di spirito di responsabilità e di solidarietà » ed ha «reso omaggio» a coloro che «tutti i giorni, sul campo, applicano queste politiche di prevenzione e di accesso alle cure ovunque nel mondo». «A proposito del contributo della Francia alla lotta contro l’aids nel mondo, e in particolare in Africa - ha proseguito - le nostre iniziative e il volume dei nostri contributi testimoniano quanto sia una priorità per il nostro paese».

Anche il governo tedesco ha criticato le parole di Benedetto XVI sull’Aids, un problema, aveva spiegato il Papa, che «non si può superare con la distribuzione dei preservativi». In un comunicato stampa congiunto le ministre della Salute, Ulla Schmidt, e della Cooperazione economica e dello sviluppo, Heidemarie Wieczorek-Zeul, hanno spiegato che «i preservativi giocano un ruolo decisivo» nella lotta all’Aids. «I preservativi salvano la vita, tanto in Europa quanto in altri continenti», precisa il testo. «Una moderna cooperazione allo sviluppo deve dare ai poveri l’accesso ai mezzi di pianificazione familiare e tra questi rientra in particolare anche l’impiego dei preservativi; tutto il resto sarebbe irresponsabile», conclude il comunicato.

Anche il vescovo ausiliario di Amburgo, Hans Jochen Jaschke, si è schierato contro il Papa. «Chi ha l’Aids, è sessualmente attivo e cerca partner differenti deve proteggere gli altri e se stesso», ha scritto Jaschke un un articolo per il settimanale Die Zeit. «I preservativi possono proteggere, anche se spesso gli uomini li rifiutano», ha aggiunto il vescovo cattolico.
franky
Anche il vescovo ausiliario di Amburgo, Hans Jochen Jaschke, si è schierato contro il Papa. «Chi ha l’Aids, è sessualmente attivo e cerca partner differenti deve proteggere gli altri e se stesso», ha scritto Jaschke un un articolo per il settimanale Die Zeit. «I preservativi possono proteggere, anche se spesso gli uomini li rifiutano», ha aggiunto il vescovo cattolico.
franky
invece,il pensiero del berlusca e gran parte degli uomini al governo..........................



BERLUSCONI: «L'AIDS? RATZINGER è COERENTE»
Franceschini: profilattici indispensabili. Casini: dietro le critiche, la manina della massoneria
venerdì 20 marzo 2009 , di il Corriere della Sera



Gran parte del Pdl con Benedetto XVI.

Bondi accusa: «Un atto di integralismo laicista». Il capogruppo al Senato dell'Idv, Belisario: «Le gerarchie ecclesiastiche sbagliano»

ROMA — «Il Papa svolge la sua missione». Proprio da Bruxelles, cuore nevralgico dell'Unione, Berlusconi «difende » Benedetto XVI, dopo gli attacchi di Francia e Germania, e le aspre considerazioni della Ue contro le parole usate da Ratzinger su Aids e preservativi.

Lasciando il vertice del Partito popolare europeo, ma senza entrare nel merito di cosa sia più o meno efficace per arginare il contagio, il premier ha affermato che «ciascuno svolge la sua missione ed è coerente con il suo ruolo ». Insomma, che bisogna lasciare fare il Papa al Papa.

Ma nella maggioranza, il leader della Lega, Umberto Bossi,ha esplicitato il suo disaccordo: «Il Papa forse non tiene conto della realtà locale dell'Africa». «L'Aids — ha detto — è una malattia molto diffusa e se c'è un mezzo per evitarla va usato». Secondo il Ministro delle Riforme, tuttavia, «il Papa dice questo perché dice anche "astenetevi dal peccato", se tutti facessero come me che si tengono la propria moglie e stop — ha aggiunto scherzando, ma non troppo — l'Aids non si diffonderebbe ».

Il leader del Partito democratico, Dario Franceschini, prende le distanze da Ratzinger e usa invece più o meno le stesse parole del portavoce della Commissione europea: «Il preservativo è utile», anzi il suo utilizzo è «indispensabile », per combattere l'Aids nei paesi «più poveri del mondo ». «Il Papa ha detto una cosa gravissima e Franceschini ha fatto benissimo a dire quello che ha detto. Sono positivamente colpita di come il segretario sia netto nelle cose che dice ed attento alla pancia del suo partito» ha commentato il deputato Paola Concia, ex portavoce del tavolo lesbiche e gay del Pd. Mentre i Radicali annunciano per lunedì pomeriggio, al ritorno in Vaticano del Papa dal suo viaggio, in Piazza Pio XII (di fronte a piazza San Pietro, al confine tra Italia e Vaticano), una «commemorazione delle vittime dell'Aids che, in Africa, è la prima causa di morte fra le persone di ogni età». Con i simboli del lutto e i lumini accesi verranno ricordati «gli oltre 30 milioni di esseri umani morti di Aids dal 1982 ad oggi, tra questi milioni di gay in tutto il mondo».

Il capogruppo al Senato del partito di Di Pietro, l'Idv, Belisario, ha ribadito che «le gerarchie ecclesiastiche sbagliano tanto più che è la stessa Unione Europea a chiedere al nostro Paese una netta presa di coscienza e un impegno preciso in questo senso».

«Contro il Papa c'è la "manina" di qualche massoneria internazionale»: ne è convinto Pier Ferdinando Casini. Il leader dell'Udc pensa che «le reazioni di altissimi livelli europei siano manipolate». Ha anche aggiunto che «il tentativo di denigrazione e delegittimazione del Pontefice è molto preoccupante», perché sarebbe parte di una strategia per negare le radici cristiane dell'Europa. Il ministro dei Beni culturali, Bondi, si è detto d'accordo con lui: «È un atto grave di integralismo laicista ». Piena solidarietà al papa da Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Anche per Rotondi, democristiano del Pdl, «il Santo Padre fa il suo mestiere, i governi facciano le loro politiche in autonomia».
lux59
a sentirlo parlare cadono un po le pa... mi sa che ha mandato la chiesa indietro di almeno 50anni...
franky
il pensiero della rivista scientifica piu prestigiosa.......................


Aids: Lancet, Papa distorce scienza
Con possibili conseguenze devastanti per milioni di persone
(ANSA) - ROMA, 27 MAR - Una delle piu' prestigiose riviste scientifiche del mondo, l'inglese The Lancet, critica duramente le affermazioni di Papa Benedetto XVI.Il riferimento e' alle affermazioni del pontefice sull'uso del preservativo per prevenire l Aids.'Ha pubblicamente distorto - scrive Lancet- le prove scientifiche. Quando qualsiasi personaggio influente fa una falsa affermazione scientifica, con possibili conseguenze devastanti per milioni di persone, dovrebbe ritrattare''.

e ancora...............................



Affondo della rivista scientifica “Lancet” contro il Pontefice per le affermazioni sull’Aids fatte durante il suo viaggio in Africa

Lancet, una delle riviste mediche più prestigiose al mondo, non perdona le affermazioni di papa Benedetto XVI sull’uso del preservativo e la lotta all’Aids all’inizio del suo viaggio in Africa, accusandolo di «falsare» la scienza. I recenti commenti di Joseph Ratzinger sul fatto che il condom aggrava i problemi del virus dell’hiv sono «terribilmente imprecisi» e potrebbero avere conseguenze devastanti, mette in guardia il giornale. Nel suo primo giorno della sua prima visita in Africa il 17 marzo, Benedetto XVI ha affermato che «non si può risolvere il problema dell’Aids con la distribuzione dei preservativi», che al contrario, «aggravano il problema», scatenando le ire dei governi di Francia, Germania, Spagna e dell’Unione europea. Invece del preservativo, Ratzinger ha proposto di combattere la «devastante epidemia» con astinenza e fedeltà coniugale. La rivista che ha sede a Londra ha sottolineato che il papa ha «pubblicamente distorto le prove scientifiche per promuovere la dottrina cattolica sul tema», aggiungendo che il profilattico è l’unico modo efficace per ridurre la tramissione sessuale della malattia. «Non è chiaro se l’errore del papa è dovuto a ignoranza o a un tentativo deliberato di manipolare la scienza per sostenere l’ideologia cattolica», ha aggiunto Lancet, chiedendo al Vaticano di rivedere le affermazioni. «Quando una persona potente, sia una figura religiosa o politica, fa una affermazione scientifica falsa, ciò può essere devastante per la salute di milioni di persone, e deve smentire o correggere la dichiarazione», afferma la rivista, secondo la quale ciò va anche a discapito di chi lavora per la salute, compresi migliaia di cattolici, per cercare di arginare la diffusione dell’Aids.
franky
per la par condicio,la risposta del "avvenire" a "the lancet"


mia personale:è vero che la distribuzione del profilattico è la "mission" delle multinazionali,cosi come una sessualità responsabile è un ottima risposta alla difusione del contagio,ma un discorso fatto "urbi et orbi" al mondo intero,è ,come è stato pronunciato,un istigazione a non usare comunque il condom da chi non vuole saperne di sesso di coppia.questo è voler dimostrare che solo un metodo è efficace.per chi non lo usa,c.zzi suoi.
il mio ,non è polemica sterile ,ma discussione critica............................ staff_angiolet8dc.gif




Dopo le critiche alle parole del Papa su preservativi e Aids il
quotidiano e Radio Vaticana replicano: "Attacchi senza evidenze"

Avvenire risponde a Lancet
"Più cattolici, meno contagi"


"La distribuzione dei condom arricchisce chi li fabbrica, lobby che sfruttano l'Africa"


ROMA - Dopo le accuse mosse dalla rivista Lancet al Papa per le discusse affermazioni su preservativo e Aids durante il viaggio in Africa, definite "falsità scientifiche" che potrebbero avere "conseguenze devastanti per la salute di milioni di persone", oggi Radio Vaticana e Avvenire rispondono.

"Anche se colpisce la virulenza dell'attacco da parte di una rivista che pure, in passato, ha ospitato studi e analisi che avanzavano dubbi sul preservativo come soluzione all'Aids, l'argomento - si legge sul quotidiano cattolico - non è certo nuovo e in queste settimane è stato sbandierato ripetutamente da scienziati, politici, capi di governo. Già nell'aprile 2005 - ricorda Avvenire - sulle colonne del giornale britannico The Guardian si leggeva che 'con il suo divieto del preservativo, la Chiesa sta provocando milioni di morti nelle zone dominate dai missionari, in Africa e nel resto del mondo'. Come sempre, però, chi lancia queste accuse - rileva il giornale della Cei - omette di portare esempi concreti a sostegno di questa tesi. Eppure, dovrebbe essere abbastanza semplice verificarne l'esattezza: siccome la presenza dei cattolici nei Paesi africani varia molto da Paese a Paese, e altrettanto varia è la diffusione dell'Aids, se certe accuse fossero vere si dovrebbe riscontrare una più alta prevalenza dell'infezione nei Paesi dove maggiore è la presenza cattolica. Come i dati segnalano efficacemente, però, non solo tale relazione è smentita dalla realtà, ma addirittura si nota come a un'alta percentuale di cattolici nel Paese si correli a un inferiore tasso di infezioni".
Sulla stessa linea anche Radio Vaticana, che rileva come "nei Paesi africani, più sono i cattolici meno è diffuso l'Aids". Secondo l'emittente della Santa Sede "la distribuzione dei preservativi arricchisce chi li fabbrica. L'educazione ad una sessualità responsabile, invece, non ha alcun costo. Ancora una volta ci sono in gioco gli interessi di multinazionali. Lobby che hanno sfruttato e sfruttano il continente africano, come denunciato coraggiosamente dall'Instrumentum Laboris del Sinodo per l'Africa".
(28 marzo 2009)
dirimini
NIENTE LEZIONI DA CHI FA AFFARI DA SEMPRE CON LA MAFIA. CHIESA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

I.O.R. (Istituto per le Opere Religiose)

Lo IOR è la banca centrale del Vaticano ed è allo stesso tempo riconosciuto come un istituto di credito ordinario. E' stato creato nel 1941 da PIO XII con la funzione di amministrare i capitali degli ordini religiosi, degli istituti religiosi maschili e femminili, delle diocesi, delle parrocchie e degli organismi vaticani di tutto il mondo. E' una banca molto particolare, infatti non ha sportelli, in compenso ha molti clienti. Lo IOR è stato e continua ad essere molto ambito per chi possiede capitali che vuol far passare "inosservati". I suoi bilanci sono noti solo al Papa e a tre cardinali. Lo IOR è il centro di una organizzazione mondiale di banche controllate dal Vaticano. Molto semplice è, attraverso lo IOR, qualsiasi trasferimento di denaro senza limiti ne' di quantità né di distanza, con la garanzia della assoluta riservatezza. Per molto tempo a capo dell'Istituto e' stato Paul Marcinkus, cardinale coinvolto in numerosi scandali.





Il caso IOR
di Andrea Cinquegrani - tratto da www.lavocedellacampania.it

La proposta era davvero invitante: nelle austere e vellutate stanze del Vaticano si nascondeva la possibilità di un investimento finanziario a tassi astronomici. Interessi fino al tredici per cento senza alcun rischio per il capitale. Percentuali del diciotto per cento in occasione del Giubileo. Insomma, un vero affare. Del resto, chi non affiderebbe i propri risparmi nientemeno che a San Pietro, allo Ior, il celebre e talvolta famigerato istituto per le opere religiose che agisce sui mercati internazionali come vera e propria struttura di credito?
L'investimento, però, aveva bisogno di qualcuno interno al Vaticano: nello Ior, infatti, possono movimentare capitali solo appartenenti al clero o laici interni al piccolo stato cattolico. Una persona c'era, in effetti, e le credenziali erano di tutto rispetto. Tanto da indurre un agente immobiliare salernitano, benestante, figlio di un prefetto a riposo, a vendere alcuni appartamenti e a investire tutto il patrimonio nell'operazione.
Giovanni Rossi, 50 anni, celibe, di Salerno, non ci ha pensato due volte: ha preso il gruzzolo (circa un miliardo e mezzo di vecchie lire) e lo ha affidato (così dichiara in una denuncia presentata alla magistratura) a un dipendente del Vaticano, tale Domenico Stefano Licciardi, 65 anni, nativo di Ficarazzi (Palermo) e residente a Roma da molti anni. Sposato, tre figli, Licciardi lavora come ragioniere all'autoparco del Vaticano. E' prossimo alla pensione ma quando è entrato in contatto con Rossi era ben inserito nell'ambiente ecclesiale: parente di alcuni sacerdoti, amico personale di volontari cattolici e persone importanti della gerarchia vaticana.
Secondo Giovanni Rossi, l'incontro con Licciardi ha rappresentato la sua rovina. In un voluminoso e documentato dossier l'agente immobiliare traccia la cronistoria di questo tormentato rapporto: ne è scaturita una denuncia per truffa presentata sia a Nicola Picardi (Promotore di Giustizia del tribunale vaticano) sia alla Procura della Repubblica di Roma. Dalla denuncia (di cui al momento non esistono ancora riscontri d'inchiesta, eccetto i documenti prodotti dallo stesso Rossi) emerge un quadro inquietante, che ricostruiamo attraverso la cronistoria messa nero su bianco dall'immobiliarista salernitano.

ASSEGNI & INTERESSI
"La formula - dice Rossi - era semplice: io fornivo a Licciardi i miei risparmi in decine di assegni circolari di piccolo taglio. Lui diceva di investirli allo Ior: come garanzia mi dava alcuni assegni bancari firmati da lui, senza data, con la cifra del capitale più gli interessi (tredici per cento). Restava inteso che non avrei incassato gli assegni senza prima avvertirlo. Se avessi voluto continuare l'investimento, lui avrebbe ritirato il vecchio assegno e me ne avrebbe dato uno nuovo; altrimenti, a suo dire, mi avrebbe restituito i soldi".
Continua la minuziosa descrizione. "Licciardi utilizzava questo meccanismo già con mio padre, Pierino Rossi, prefetto in pensione, e con le sue sorelle, Orsola e Carmen, oltre che con mio zio Filippo De Iulianis, questore in pensione. Quando è morto mio padre, io e mia sorella Patrizia abbiamo ereditato circa 700 milioni, che erano in mano a Licciardi. Mia sorella si fece dare la sua parte, io decisi di lasciarla a Licciardi per proseguire l'investimento. La persona mi sembrava molto affidabile: mi riceveva a casa sua con tutti gli onori, era conosciuta nell'ambiente ecclesiale come uomo buono, generoso, disponibile; faceva catechesi: diceva di essere amico di monsignor Crescenzo Sepe, organizzatore del Giubileo, di monsignor Guerino Di Tora, direttore della Caritas di Roma e di altri prelati. Era impossibile non fidarsi di lui".
"In prossimità del Giubileo - continua Rossi - nel periodo '96 -'98 Licciardi mi prospettò la possibilità di un nuovo investimento per l'anno Santo, con interessi al diciotto per cento. Mi convinse così a vendere due appartamenti, uno a Napoli (Santa Lucia) e uno a Como. Gli consegnai circa 900 milioni delle vecchie lire, che avrei potuto ritirare con gli interessi solo dopo il Giubileo".
"Questi soldi - continua Rossi - Licciardi li volle in assegni circolari di piccolo taglio, intestati anche a una lista di amici suoi. Tra questi mi fece intestare alcuni assegni a monsignor Di Tora e a C. A., considerata una delle giovani più importanti e attive nel volontariato romano. Lui diceva che questi nomi erano la garanzia per me che si trattava di una cosa seria. Io, del resto, non ho mai avuto dubbi. Mio padre si fidava ciecamente di Licciardi e così le mie zie. Gli ho affidato i miei risparmi a occhi chiusi".
Ma ecco che iniziano a sorgere i primi sospetti. Così continua la denuncia: "Ho cominciato a capire che c'era qualcosa di strano quando nel 1999 gli chiesi di chiudere l'investimento dei soldi di mio padre e di restituirmi i circa 300 milioni di lire. Ero convinto che non avrei trovato problemi a incassare gli assegni che avevo in mano, ma lui cominciò a chiedere rinvii, a trovare scuse. Mi convinse addirittura a fare un viaggio in Svizzera per prelevare i soldi da una banca, ma nulla. Erano viaggi a vuoto. Alle mie sollecitazioni, Licciardi prendeva tempo: firmava delle impegnative, riconoscendo il debito e dichiarandosi pronto a pagarlo a scadenze precise. Ma ad ogni scadenza, nulla. Quando ho cominciato a muovere seriamente delle rimostranze e a prospettare azioni legali ha cambiato atteggiamento nei miei confronti, ha cominciato addirittura a minacciarmi di morte, vantando amicizie nella malavita siciliana e romana. Queste minacce mi sono state mosse davanti a un testimone (di cui si fa il nome nel dossier-denuncia, ndr) e mi hanno ridotto a uno stato di grave prostrazione psico-fisica".
Prosegue l'inquietante racconto di Rossi: "Quando, nel dicembre del 2001, stufo dei rinvii, ho deciso di rientrare in possesso di tutto il mio capitale, ho portato in banca gli assegni che mi erano stati dati in garanzia da Licciardi. Erano quattro assegni bancari: tre della Banca Nazionale dell'Agricoltura (agenzia 1, via Appia Nuova, Roma) e uno della Banca di Roma. L'importo complessivo era di più di due miliardi di vecchie lire, il capitale più gli interessi. Ho depositato gli assegni il 27 dicembre. Il 4 gennaio i notai Giuseppe Tarquini e Fabrizio Polidori di Roma hanno comunicato alla mia banca che gli assegni non erano incassabili: il conto della Banca Nazionale dell'Agricoltura (numero 954 t) era stato estinto alcuni anni prima, mentre sul conto del Banco di Roma non c'era sufficiente disponibilità rispetto agli importi".
In pratica, "Licciardi risultava così protestato. E per me - denuncia ancora Rossi - svaniva la possibilità di rientrare in possesso dei miei soldi. Quell'investimento si è rivelato un raggiro che mi ha ridotto sul lastrico. Così mi sono deciso a sporgere denuncia". Prima ha inviato una lettera a carabinieri, polizia e magistratura; poi un dossier al tribunale vaticano e alla procura di Roma. "Lo stesso hanno fatto le mie zie - aggiunge - vittime anche loro del tranello. Io in tutto ci ho rimesso un miliardo e mezzo, che sarebbero dovuti diventare, con gli interessi promessi, due miliardi e mezzo: speriamo di avere giustizia e di tornare in possesso dei nostri capitali".

PROTAGONISTI IN CAMPO
Originario di Palermo, Domenico Stefano Licciardi è emigrato a Roma circa trenta anni fa: pare che un suo parente fosse dentro la gerarchia ecclesiale. Entrò in Vaticano, nell'autoparco, come ragioniere e divenne un attivista cattolico. E' stato per molti anni uno dei fedeli più attivi della parrocchia di San Policarpo a Roma, nel quartiere di Cinecittà. "Noi lo conosciamo - racconta un sacerdote che sostituisce monsignor Antonio Antonelli, attuale parroco - ma è un po' che manca dalle attività parrocchiali. So che nel passato ha fatto catechesi e che lavora in Vaticano". "Mi sembra che un suo parente - aggiunge Giuseppe, un altro parrocchiano - sia stato parroco a Monreale, mentre un lontano cugino, che porta il nome di uno dei figli, era poliziotto, ma avrebbe avuto problemi con la giustizia".
Licciardi è sposato con Ivana Ceccarelli, casalinga e ha tre figli: Settimio, macchinista delle ferrovie, Antonino, impiegato anch'egli in Vaticano, Franca, vigile urbano. La casa in cui i Licciardi abitano, a Cinecittà, è intestata a quest'ultima. La moglie di Licciardi, contattata telefonicamente dalla Voce, ha rifiutato ogni commento, ha negato ripetutamente la presenza del marito in casa. Modi decisamente più bruschi da parte dei figli Franca e Antonino, che alla richiesta di un colloquio per sentire la loro versione, hanno reagito duramente, interrompendo la comunicazione e rifiutando ogni contatto successivo.
Tra le amicizie vantate da Licciardi c'è quella con monsignor Guerino Di Tora. In effetti, Di Tora è stato per anni parroco di San Policarpo, prima di passare a reggere la Basilica di Santa Cecilia a Trastevere, una delle più importanti di Roma. Di Tora è personaggio di primo piano della chiesa capitolina. Attualmente è direttore della Caritas romana, subentrato a don Luigi Di Liegro.
E Di Tora è anche presidente di un fondo antiusura: si chiama "Salus Populi Romani", ha sede nella capitale, a piazza San Giovanni in Laterano, ed è nato nel 1996. Dichiara di aver esaminato quasi 1400 casi e di aver concesso crediti personali per un importo di quattro miliardi e mezzo, con l'aiuto e le garanzie di due istituti di credito convenzionati. "La fondazione è un istituto a carattere regionale per prevenire il fenomeno dell'usura - spiega un operatore - concediamo prestiti alle persone che non potendo accedere al sistema bancario finirebbero facilmente nelle mani degli strozzini. Per coloro che già si trovano sotto usura aiutiamo a trovare il percorso per uscirne". A Roma sono in funzione tre centri d'ascolto: uno di questi è proprio nella parrocchia di San Policarpo, quella dove svolgeva catechesi Licciardi.
A Di Tora risulta intestato uno degli assegni circolari con cui Rossi trasferiva il capitale a Licciardi. Sarebbe stato proprio quest'ultimo a fare il nome del monsignore e a chiedere all'agente immobiliare salernitano di intestargli un assegno. Il titolo è stato rilasciato il 22 ottobre 1996 dal Monte dei Paschi di Siena, agenzia 1 di Salerno, ed è stato girato per l'incasso dallo stesso Di Tora il 24 ottobre del '96 presso il Credito Italiano, agenzia 2008 (nel dossier inviato alla Procura ci sono copie dell'assegno con la girata autografa di Di Tora).
Altri assegni risultano intestati e girati per incasso alla Elemosineria apostolica, a Mario Giamboni, a C. A. (fondatrice di alcune associazioni di volontariato e molto nota a Roma per la sua attività di recupero a favore di barboni e tossicodipendenti), Francesco Vigliarolo, Mario Napoleoni.
A dare il via all'investimento è stato il padre di Giovanni, Pierino Rossi, deceduto nel '91, una carriera nella burocrazia, una lunga attività anche alle prefetture di Napoli e Como (da qui l'acquisto di case in queste città). La moglie, un'anziana signora, è in vita e risiede a Roma con la figlia Patrizia, che ha sposato un imprenditore romano, Lucio Tambescia. Il prefetto Rossi avrebbe cominciato nel 1986 a dare soldi a Licciardi, sperando in un buon rendimento. Licciardi gli era stato presentato dalle sorelle, che risiedevano a Roma e dal cognato, Filippo De Iulianis, questore in pensione, altro vicino di casa di Licciardi. Anche le sorelle Rossi avrebbero tentato l'investimento, senza fortuna.
Attualmente il dossier è nella mani del Tribunale vaticano, dove la pubblica accusa è retta dal cosiddetto Promotore di Giustizia, incarico ricoperto dall'avvocato marchigiano Nicola Picardi, docente universitario a Roma. Rossi si è appellato anche al cardinale Cerri, tesoriere dello Ior e alla commissione cardinalizia che ha accesso ai conti dell'Istituto. Il dossier denuncia è stato presentato anche alla Procura della repubblica di Roma, che è competente per territorio visto che Licciardi è cittadino italiano e risiede nella capitale. Spetterà a questi organismi fare luce nelle prossime settimane sull' ennesimo intrigo targato Ior, che potrebbe anche estendersi e configurare un giro d'affari più ampio, gettando nuove ombre sul rapporto tra finanza e Vaticano.

MAI DIRE IOR
Dici Ior e pensi alle trame torbide della finanza degli anni Settanta e Ottanta. Monsignor Paul Marcinkus, Michele Sindona, Roberto Calvi: questi sono solo alcuni dei nomi che nella storia finanziaria italiana hanno incrociato destini e scandali con l'istituto per le opere religiose del Vaticano. Ma lo Ior emerge anche in altre inchieste giudiziarie, come quella, più recente, della Procura di Torre Annunziata su un traffico internazionale d'armi che vide coinvolti il leader nazionalista russo Vladimir Zhirinovski e l'arcivescovo di Barcellona Ricard Maria Charles.
Creato nel 1941 da papa Pio XII, lo Ior è una banca senza sportelli ma con mille ramificazioni. L'unica sede è nel Vaticano: vi si accede dalla Porta di sant'Anna, una delle quattro del colonnato di Bernini. Al Cortile di san Damaso si aprono quattro ingressi, uno di questi (il cortile del Maresciallo) conduce allo Ior. I locali interni sono sobri e silenziosi, animati da giovani seminaristi che raccolgono i sussidi per studiare o da suore che depositano i risparmi per i conventi. Come in tutte le banche che si rispettino i clienti di peso vengono ricevuti all'interno, nelle stanze della direzione.
L'Istituto è un organismo finanziario vaticano - secondo una definizione data dal cardinale Agostino Casaroli - ma non è una banca nel senso comune del termine. Lo Ior utilizza i servizi bancari, però l'utile non va, come nelle banche normali, agli azionisti (che nel caso dello Ior non ci sono) ma risulta a favore delle "opere di religione".
A ogni cliente viene fornita una tessera di credito con un numero codificato: né nome né foto. Con questa si viene identificati: alle operazioni non si rilasciano ricevute, nessun documento contabile. Non ci sono libretti di assegni intestati allo Ior: chi li vuole dovrà appoggiarsi alla Banca di Roma, convenzionata con l'istituto vaticano. I clienti dello Ior possono essere solo esponenti del mondo ecclesiastico: ordini religiosi, diocesi, parrocchie, istituzioni e organismi cattolici, cardinali, vescovi e monsignori, laici con cittadinanza vaticana, diplomatici accreditati alla Santa Sede. A questi si aggiungono i dipendenti del Vaticano e pochissime eccezioni, selezionate con criteri non conosciuti.
Il conto può essere aperto in euro o in valuta straniera: circostanza, questa, inedita rispetto alle altre banche. Aperto il conto, il cliente può ricevere o trasferire i soldi in qualsiasi momento da e verso qualsiasi banca estera. Senza alcun controllo. Per questo, negli ambienti finanziari, si dice che lo Ior è l'ideale per chi ha capitali che vuole far passare inosservati. I suoi bilanci sono noti a una cerchia ristrettissima di cardinali, qualsiasi passaggio di denaro avviene nella massima riservatezza, senza vincoli né limiti. Si racconta, tra leggenda e realtà, che quando Giovanni Paolo II, dopo lo scandalo Calvi, chiese l'elenco di tutti i correntisti dello Ior, si sentì rispondere: "spiacenti, santità, ma la riservatezza dei clienti è sacra".
Lo Ior, che ha una personalità giuridica propria, è retto da un "Consiglio di soprintendenza" controllato da una Commissione di cinque cardinali: si tratta del nucleo di vigilanza. I porporati, però, non hanno generalmente alcuna competenza finanziaria. Il loro dovrebbe essere un controllo morale. Un ruolo più tecnico è svolto dal "Consiglio di amministrazione" composto di cinque laici ed un direttore generale. L'Istituto intrattiene rapporti valutari e creditizi con clienti e banche italiane, opera attivamente sul mercato finanziario internazionale, gioca in borsa, investe, raccoglie capitali; tuttavia, come istituto estero, non è sottoposto ad alcun controllo da parte delle autorità di vigilanza italiane.
da carboni a pisanu
Nella storia dello Ior entrano tutte le facce dell'Italia degli intrighi: oltre ai banchieri, anche faccendieri del calibro di Francesco Pazienza e Flavio Carboni. Quest'ultimo, piccolo imprenditore sardo all'epoca legato ad ambienti politici della sinistra Dc, amico di Armando Corona, repubblicano e Gran Maestro della Massoneria, socio del Gruppo editoriale l'Espresso, era bene introdotto in alcuni uffici vaticani e rappresentò il ponte tra Roberto Calvi, Vaticano e politica.

Carboni conobbe Calvi in Sardegna nel 1981 e riuscì presto a conquistare la fiducia del banchiere, mettendogli a disposizione le sue preziose conoscenze al governo, con in testa un sottosegretario, democristiano e anche lui sardo, Giuseppe Pisanu, che oggi ritroviamo, con abito nuovo, sotto le insegne di Forza Italia, a reggere il ministero dell'Interno.
In quel periodo, Calvi finì in carcere, tentò il suicidio, fu condannato a quattro anni ma tornò in sella al Banco Ambrosiano fino alla misteriosa morte: fu trovato impiccato sotto il ponte dei frati neri a Londra. Caso archiviato come suicidio, ma sempre avvolto nel mistero. Fino alle clamorose dichiarazioni rilasciate un paio di mesi dai familiari del banchiere, che escludono categoricamente il suicidio e con ogni probabilità porteranno a una riapertura del caso.
Così come misteriosa è la morte dell'altro "banchiere di Dio", Michele Sindona, ucciso da una tazzina di caffè avvelenato nella sua cella del carcere di Palermo. Anche Sindona, negli anni Settanta e Ottanta, ha avuto strettissimi rapporti con lo Ior e il Vaticano. Il banchiere avrebbe conosciuto Paolo VI fin da quando questi era arcivescovo di Milano e sarebbe entrato nelle sue grazie fino a ricoprire un ruolo (ovviamente occulto) di primo piano allo Ior: il suo compito sarebbe stato quello di mettere a frutto tutte le sue conoscenze del mondo della finanza internazionale per trasformare lo Ior in un istituto capace di muoversi agevolmente nelle speculazioni borsistiche. Pare che Sindona abbia adempiuto a tale compito senza andare troppo per il sottile: e così sarebbero entrati nelle casse vaticane soldi senza colore e senza odore, provenienti da tutte le parti del mondo.
GLI AFFARI DI TOTO'
"Licio Gelli investiva il denaro dei Corleonesi di Totò Riina nella banca del Vaticano". A dirlo non è una persona qualsiasi. È Francesco Marino Mannoia, pentito di mafia in tempi non sospetti. Ruppe gli indugi nel 1984, uno tra i primi con Masino Buscetta. Mannoia era uomo di fiducia di Stefano Bontate, ucciso per mano di sicari di Riina. Dopo l'omicidio di Bontate, Mannoia cercò il giudice Giovanni Falcone e cominciò a raccontare Cosa Nostra. La sua testimonianza fu preziosa nel primo maxi processo. Grazie a Mannoia alcuni boss vennero condannati all'ergastolo.
Quando Mannoia è stato chiamato, alcuni mesi fa, a deporre in video-conferenza dagli Stati Uniti, nell'ambito del processo a Marcello Dell'Utri, ha rivelato che "i soldi della mafia sono finiti per anni nelle casse dello Ior, che garantiva investimenti e discrezione". Ovviamente era necessario un tramite, che per Mannoia era diverso a seconda dei rami della mafia siciliana. Secondo il pentito, i Madonìa erano in affari con Sindona, Riina con Gelli: uguale la destinazione dei capitali.
Mannoia, nella sua ricostruzione va oltre e dice: "Quando il Papa venne in Sicilia e pronunciò un discorso duro contro la mafia, scomunicando i mafiosi, i boss si risentirono soprattutto perché portavano i loro soldi in Vaticano. Da qui nacque la decisione di far esplodere due autobombe davanti a due chiese a Roma". Vera o fantasiosa che sia l'ultima parte della dichiarazione (non esistono riscontri giudiziari), resta il fatto che ancora una volta lo Ior fa la sua comparsa sulla cronaca accoppiato a una trama oscura.


www.disinformazione.it
franky
allora niente lezione da parte dei nostri politici(tutti,compresa la sinistra),dal potere industriale e da tutti i governi del mondo intero.
dirimini
CITAZIONE (franky @ Mar 29 2009, 06:31 PM) *
allora niente lezione da parte dei nostri politici(tutti,compresa la sinistra),dal potere industriale e da tutti i governi del mondo intero.


concordo, allora niente lezioni da quei porci in sottana. e siamo tutti felici.
franky
ritornando al condon si o no
non significa sicurezza assoluta.proprio su "the lancet" che ha accusato ora il papa,usci un articolo nel 2000



ZI09033004 - 30/03/2009
Permalink: http://www.zenit.org/article-17735?l=italian
Su preservativi e AIDS, il Lancet ha la memoria corta

Nel 2000 scrisse che i profilattici aumentano del 15% il rischio di contrarre l’HIV

di Antonio Gaspari

ROMA, lunedì, 30 marzo 2009 (ZENIT.org).- Ha destato scalpore e sconcerto l’editoriale "Redemption for the Pope?" pubblicato dalla rivista britannica The Lancet in cui si sostiene che sui preservativi Benedetto XVI “ha pubblicamente distorto le prove scientifiche” al punto che “non è chiaro se l'errore del Papa sia dovuto ad ignoranza o se sia un deliberato tentativo di manipolare la scienza”.

A queste accuse che anche la BBC ha definito “di una virulenza senza precedenti”, il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, non ha voluto replicare.

Alcune risposte che dimostrano la correttezza delle parole del Papa sono state però pubblicate dal quotidiano “Avvenire” e dalla “Radio Vaticana”.

L’aspetto più paradossale della vicenda è che lo studio in cui si dimostra la limitata efficacia del profilattico quale barriera contro l’AIDS è stato pubblicato proprio da The Lancet nel 2000.

La rivista medica britannica scrisse allora che “il rischio di contrarre il virus HIV usando i preservativi durante i rapporti sessuali è nell’ordine del 15%”.

“Avvenire” (25 e 28 marzo) e “Radio Vaticana” (29 marzo) ricordano che proprio nello studio di John Richens, John Imrie, Andrew Copas, dal titolo “Condoms and seat belts: the parallels and the lessons” pubblicata da The Lancet (Volume 355, Number 9201, 29 January 2000), gli autori sostengono che “il senso di sicu­rezza moltiplica i comportamenti a rischio”.

Riccardo Cascioli su “Avvenire” ha spiegato come “nel caso dei preservativi la responsabilità è di chi sostiene sia­no ‘la’ soluzione definitiva del pro­blema, inducendo perciò un senso di falsa sicurezza che moltiplica i rapporti promiscui, principale cau­sa della diffusione della malattia”.

Lo studio pubblicato da The Lancet mostra che in Africa i Paesi dove il preservativo è più diffuso (Zimbabwe, Botswana, Sudafrica e Kenya) sono anche quelli con i tas­si di sieropositività più alti.

“L’effi­cacia del preservativo – concludo­no i ricercatori – è legata soltanto al reale cambiamento dei compor­tamenti a rischio”.

La limitata efficacia del profilattico è stata confermata da altri studi quali quello di Weller S., Davis K., “Condom effectiveness in reducing heterosexual HIV transmission” pubblicato nel 2002 da Cochrane Database of Systematic Reviews e ampiamente citato al­la Conferenza dell’Onu di Rio de Janeiro nel 2005.

Lo studio in questione mostra che l’utilizzo locale non continuato (a volte sì, a volte no) e non appropriato (condom danneggiati, entrati in contatto con fluidi corporei, indossati troppo tardi, ecc.) tipico nei Paesi in via di sviluppo porta ad un efficacia massima dell’87%.

Su una proiezioni di dieci anni questa percentuale porterebbe fra gli utilizzatori "tipici" ad una percentuale di infezione pari al 75-78 %. Questi risultati sono stati presentati dalla Ward Cates di Family Health International, una Ong statunitense favorevole alla diffusione dei profilattici.

Uno studio presentato nel 1990 sul British Journal of Family Planning mostra che in un test effettuato in Inghilterra nel 52% dei casi, gli utilizzatori del profilattico ne hanno sperimentato la rottura o lo scivolamento.

Ancora su Family Planning Perspective viene citato uno studio di Marga­ret Fishel secondo cui in coppie sposate con un partner sieroposi­tivo, l’uso del preservativo come protezione ha prodotto l’infezione dell’altro partner nel giro di un an­no e mezzo nel 17% dei casi. Perché i preservativi non funzio­nano.

Intervistato da ZENIT, il dott. Marijo Zivkovic, direttore del Centro per la Famiglia di Zagabria (Croazia), ha spiegato che non è affatto vero che il profilattico è un mezzo per prevenire la diffusione del virus dell’HIV.

Come è chiaramente scritto nei libri di testo delle Facoltà di Ginecologia, ha sottolineato il dott. Zivkovic, il profilattico “è un mezzo inefficiente” per prevenire il concepimento, ed è “otto volte più inefficiente nella prevenzione dell’AIDS” perchè una donna “può concepire solo per alcuni giorni ogni mese, mentre può essere infettata ogni giorno”.

Inoltre, ha precisato il direttore del Centro per la Famiglia di Zagabria, la massiccia diffusione di profilattici si basa sulla illusoria e falsa considerazione secondo cui con il condom si può fare “sesso sicuro”, mentre in realtà si sta favorendo la frequenza e la diffusione di “rapporti a rischio infezione”.

Per impedire una maggiore diffusione dell’HIV, il dott. Zivkovic chiede che venga chiarito che il profilattico, se utilizzato con tutte le precauzioni del caso, può al massimo apportare una protezione parziale e incerta.

“Bisogna dire chiaramente – ha ribadito il dottore croato – che anche utilizzando il condom ogni persona rischia di essere infettata dall’HIV”.

“Da un punto di vista scientifico – ha concluso il dott. Zivkovic – la Chiesa ha ragione nel mettere in guardia tutti coloro che pensano che una volta utilizzato il profilattico si è certi di non essere infettati”.
franky
e ancora........................

Cronaca
27/03/2009

Perché i Paesi europei sono pronti a contestare le affermazioni di Benedetto XVI e tacciono su quanto impongono altre religioni?

Cattolici, Islamici e preservativi

La parola agli esperti

Ho avuto modo di leggere la polemica apparsa nelle pagine di Tempostretto a seguito dell’articolo del 21 marzo circa le affermazioni del Papa sul valore del preservativo nella prevenzione dell’AIDS e, alla luce della mia pluriennale esperienza, di chi sin dalla sua comparsa si interessa di questa malattia, non ho saputo resistere alla tentazione di cercare chiarire le idee a chi dovesse averne bisogno.
Innanzi tutto è il caso di precisare che HIV, il virus responsabile della malattia, indipendentemente dal fatto che si accusino, o meno, sintomi, è presente nel sangue di tutti i soggetti infetti e che esso può essere ritrovato in concentrazioni variabili anche in altri liquidi biologici.
Tra di questi notevole importanza nella trasmissione dell’infezione è rivestita dal liquido seminale, dalle secrezioni vaginali, dal latte materno, mentre trascurabile e di fatto solo teorica responsabilità è rivestita dalla saliva, dalle lacrime e dal sudore, ove HIV è stato ritrovato in quantità monto modeste.
Ne deriva che, a parte le trasfusioni, che oggi non presentano pratica rilevanza epidemiologica, l’infezione viene di norma trasmessa attraverso i rapporti sessuali e durante la gravidanza, il travaglio di parto e l’allattamento al seno.
E qui entra in ballo il preservativo.
Nel senso che il vecchio anticoncezionale, ormai a rischio di essere riposto in soffitta a causa della diffusione della “pillola”, ha cominciato a rivivere una nuova giovinezza da quando la sua capacità di opporsi al contagio è stata dimostrata.
È, comunque da chiarire che, affinché questa sua prerogativa possa estrinsecarsi al massimo, è indispensabile che suo tramite si eviti ogni contatto delle le mucose genitali e delle secrezioni tra i partners; tuttavia, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità si apprende che, anche con la più scrupolosa osservanza delle regole circa l’utilizzo del profilattico, la possibilità di contrarre l’infezione è ridotta di circa l’85%.
È certamente un gran bel risultato, ma come fa a sapere il signor Caio, mentre si aaccinge ad indossare il suo condom, se alla fine del rapporto che si appresta ad avere ricadrà nell’85% dei “fortunati” oppure nel 15% degli “jellati”?
Visto il tipo di malattia di cui si tratta non credo che ci sia da stare allegri.
E quindi?
“Se proprio non ce la fate ad essere casti dovete accettare un certo rischio!”
E, di conseguenza, che ci piaccia o no, il preservativo non è “la” soluzione della prevenzione dell’AIDS!
Parafrasando una vecchia canzone di Francesco Guccini mi viene da dire che il miglior metodo per prevenire l’AIDS è rappresentato dall’Aspirina, che, però, non va presa “prima”, o “dopo” … ma “invece”.
Chi ha orecchie per intendere intenda.
Ed ora, chiarito l’effettivo ruolo del preservativo (se qualcuno volesse approfondire la questione potrebbe collegarsi al sito dell’OMS od a quello dei CDC statunitensi), lasciatemi dire qualcosa sui commenti fatti a proposito di quanto il Papa ha detto al riguardo.
Devo premettere che parlo come un laico che pone al di sopra di qualunque altra cosa la libertà di espressione. Da parte di chiunque.
Ed il massimo rispetto per le idee altrui.
Orbene, Benedetto XVI è il capo di uno stato sovrano ed, al tempo stesso, il capo spirituale di una religione. In quanto tale egli è pienamente legittimato a trasmettere ai suoi fedeli quanto prescrive la religione che rappresenta.
Si può essere d’accordo, o meno, su quanto egli afferma, ma comunque gli altrui precetti religiosi devono essere rispettati.
Questo, almeno, in democrazia.
E poi un’altra cosa.
Sia chiaro che io ritengo che a “casa” sua ciascuno sia padrone di fare ciò che vuole e che in uno stato straniero legittimamente costituito le norme locali possono essere non condivise, ma che esse devono essere comunque rispettate.
Ciò premesso, non posso non osservare che un gruppo di Anime Nobili si sono stracciate le vesti per un principio della religione cattolica che è stato citato da questo Papa, che non ha fatto altro che ribadire quanto esplicitamente sostenuto da tutti i suoi predecessori, ma che, poi, ciascuno può, o meno, seguire senza che nulla di tangibile possa capitar loro; al contrario, nessuno di loro ha ritenuro di fare il minimo riferimento, di manifestare alcuna espressione di contrarietà, neppure un timido e sommesso brusio, per il fatto che le Autorità islamiche del Kenia vietano la distribuzione dei preservativi tra la popolazione (http://www.alertnet.org/thenews/newsdesk/IRIN/c9710dd8a6f4c566e373aff70c661776.htm), oppure in riferimento alla notizia che gli Ulema somali hanno comunicato la loro intenzione di ricorrere alla Sharia, ivi compreso il ricorso a pene corporali a suon di nerbate, nei confronti di coloro che venderanno o useranno il condom (www.democraticunderground.com/discuss/duboard.php?az=view_all&address=104x956354).
Ogni altra considerazione è superflua!
Prof. Giuseppe Sturniolo
Direttore dell'Unità operativa complessa di Malattie Infettive del Policlinico Universitario di Messina






mi/vi chiedo allora:ha detto solo una c.azzata o è perchè lo ha detto lui.......................................... huh.gif
puledro1
M@D
Posso fare una domanda? Se il papa non impone nulla, che problema crea la sua opinione?
querelle
CITAZIONE (M@D @ Mar 31 2009, 02:23 PM) *
Posso fare una domanda? Se il papa non impone nulla, che problema crea la sua opinione?


C'è una linea molto sottile tra l'esplicita imposizione e l'esercizio di una forte pressione psicologica. Il problema nasce nel momento in cui facendo perno sulla debolezza umana incidi negativamente sulla vita di altre creature. Magari fa parte di un disegno di "sterminio" della razza africana...ce lo possiamo aspettare da un prete filonazista. Ma chi sa di preciso cosa gli passa per la testa a sti demoni????
M@D
CITAZIONE (querelle @ Mar 31 2009, 02:39 PM) *
C'è una linea molto sottile tra l'esplicita imposizione e l'esercizio di una forte pressione psicologica. Il problema nasce nel momento in cui facendo perno sulla debolezza umana incidi negativamente sulla vita di altre creature. Magari fa parte di un disegno di "sterminio" della razza africana...ce lo possiamo aspettare da un prete filonazista. Ma chi sa di preciso cosa gli passa per la testa a sti demoni????

E allora perchè in occidente la sua opinione non attechisce ?
Enkidu
CITAZIONE (querelle @ Mar 31 2009, 02:39 PM) *
C'è una linea molto sottile tra l'esplicita imposizione e l'esercizio di una forte pressione psicologica. Il problema nasce nel momento in cui facendo perno sulla debolezza umana incidi negativamente sulla vita di altre creature. Magari fa parte di un disegno di "sterminio" della razza africana...ce lo possiamo aspettare da un prete filonazista. Ma chi sa di preciso cosa gli passa per la testa a sti demoni????



già...è come quando alla tua ragazza le dici "se stasera esco con i miei amici ci sono problemi?" e lei ti riponde "NO NO VAI PURE..." .... pressione psicologica... tongue.gif
querelle
CITAZIONE (Enkidu @ Mar 31 2009, 02:49 PM) *
già...è come quando alla tua ragazza le dici "se stasera esco con i miei amici ci sono problemi?" e lei ti riponde "NO NO VAI PURE..." .... pressione psicologica... tongue.gif


ahahahah mi hai fatto morire Andrè; ti giuro ti ho immaginato mentre fai una domanda del genere vestito da bravo ragazzo. Poi il VAI VAI PURE può significare anche VAI VAI AF.......
Cymorill
CITAZIONE (M@D @ Mar 31 2009, 02:23 PM) *
Posso fare una domanda? Se il papa non impone nulla, che problema crea la sua opinione?

non ne creerebbe se il papato nn fosse come è , strettamente collegato alla politica. . quindi lui dice na roba e la politica si muove . sono una macchina unica che lavora insieme.
è tutto un disegno che sta a monte.
non centra nulla il cristianesimo, si parla solo di potere.
querelle
CITAZIONE (M@D @ Mar 31 2009, 02:48 PM) *
E allora perchè in occidente la sua opinione non attechisce ?


Cosaaaaa? Ma ti sei guardato intorno tigre? Aspetta, ho capito male...spiegati meglio.Non stai dicendo vero che in occidente le parole del papa non hanno alcuna influenza sulle scelte delle persone?
M@D
CITAZIONE (querelle @ Mar 31 2009, 03:22 PM) *
Cosaaaaa? Ma ti sei guardato intorno tigre? Aspetta, ho capito male...spiegati meglio.Non stai dicendo vero che in occidente le parole del papa non hanno alcuna influenza sulle scelte delle persone?

Non mi sembra che dalle nostre parti la gente non usi il preservativo perchè lo dice il papa... Se poi vogliamo parlare della sua influenza a livello generale è un altro discorso...
M@D
CITAZIONE (Cymorill @ Mar 31 2009, 03:15 PM) *
non ne creerebbe se il papato nn fosse come è , strettamente collegato alla politica. . quindi lui dice na roba e la politica si muove . sono una macchina unica che lavora insieme.
è tutto un disegno che sta a monte.
non centra nulla il cristianesimo, si parla solo di potere.

Come chiedevo anche a querelle chiedo anche a te: "E allora perchè in occidente la sua opinione non attechisce ? "
querelle
CITAZIONE (M@D @ Mar 31 2009, 03:24 PM) *
Non mi sembra che dalle nostre parti la gente non usi il preservativo perchè lo dice il papa... Se poi vogliamo parlare della sua influenza a livello generale è un altro discorso...


Tigre il problema è un altro per me ovvero quello di lasciar fare un'informazione di carattere scientifico ai soli addetti ai lavori. Il tema della trasmissione delle malattie sessuali non può e non deve diventare uno strumento in mano alla chiesa. Oh, qui c'è la differenza tra la vita e la morte. Io se fossi un super negretto che nasce con l'HIV perchè l'ha detto il papa mi roderebbe il culo ma non poco. Farei proprio al contrario una campagna (come altri esseri pensanti fortunatamente fanno) di informazione e di distribuzione di preservativi. Tra l'altro per come la vedo io (non mi ammazzate) si acchiapperebbero due piccioni con una fava....meno nascite e meno malattie. Perchè dai diciamoci la verità, in posti così impervi mettere al mondo 100 figli non è il massimo. Dico questo credetemi nel rispetto infinito che ho per la dignità umana.
M@D
CITAZIONE (querelle @ Mar 31 2009, 03:30 PM) *
Tigre il problema è un altro per me ovvero quello di lasciar fare un'informazione di carattere scientifico ai soli addetti ai lavori. Il tema della trasmissione delle malattie sessuali non può e non deve diventare uno strumento in mano alla chiesa. Oh, qui c'è la differenza tra la vita e la morte. Io se fossi un super negretto che nasce con l'HIV perchè l'ha detto il papa mi roderebbe il culo ma non poco. Farei proprio al contrario una campagna (come altri esseri pensanti fortunatamente fanno) di informazione e di distribuzione di preservativi. Tra l'altro per come la vedo io (non mi ammazzate) si acchiapperebbero due piccioni con una fava....meno nascite e meno malattie. Perchè dai diciamoci la verità, in posti così impervi mettere al mondo 100 figli non è il massimo. Dico questo credetemi nel rispetto infinito che ho per la dignità umana.

Sono d'accordo con quanto dici. Ma l'opinione del papa, come ripeto, non determina i comportamenti delle persone.....
querelle
CITAZIONE (M@D @ Mar 31 2009, 03:44 PM) *
Sono d'accordo con quanto dici. Ma l'opinione del papa, come ripeto, non determina i comportamenti delle persone.....


Che intendi con NON DETERMINA??? Secondo te lui esprime la sua opinione in modo fine a se stesso o si sta rivolgendo ai suoi adepti, devoti, fedeli...chiamali come ti pare per indurli ad assumere determinati comportamenti? E per te l'occidente intero è avulso dal recepirli??? Ma in America del sud ti ci sei mai fatto un giro tigrò? Tu escludi che alcune ragazze "occidentali" poverine credano di fare un peccato mortale solo nel pensare di abortire?
M@D
CITAZIONE (querelle @ Mar 31 2009, 04:13 PM) *
Che intendi con NON DETERMINA??? Secondo te lui esprime la sua opinione in modo fine a se stesso o si sta rivolgendo ai suoi adepti, devoti, fedeli...chiamali come ti pare per indurli ad assumere determinati comportamenti? E per te l'occidente intero è avulso dal recepirli??? Ma in America del sud ti ci sei mai fatto un giro tigrò? Tu escludi che alcune ragazze "occidentali" poverine credano di fare un peccato mortale solo nel pensare di abortire?

Certamente il papa tenta di esercitare una pressione psicologica sui suoi fedeli e sulle persone in genere, ma è pur vero che non impone nulla a nessuno... Cio' che invece ferisce a morte quelle donne, è l'educazione ricevuta dei genitori credenti e da chi le circonda... Ma sono sicuro che a quelle donne l'opinione di Ratzinger non interessa.....Non di meno se uno decide di seguire liberamente Ratzinger sono fatti suoi...
querelle
CITAZIONE (M@D @ Mar 31 2009, 04:49 PM) *
Certamente il papa tenta di esercitare una pressione psicologica sui suoi fedeli e sulle persone in genere, ma è pur vero che non impone nulla a nessuno... Cio' che invece ferisce a morte quelle donne, è l'educazione ricevuta dei genitori credenti e da chi le circonda... Ma sono sicuro che a quelle donne l'opinione di Ratzinger non interessa.....Non di meno se uno decide di seguire liberamente Ratzinger sono fatti suoi...


E da chi vengono per te quelle norme comportamentali? Ti rispndo io, dalla chiesa che ha nel papa un bel portavoce di cose a volte raccapriccianti.
M@D
CITAZIONE (querelle @ Mar 31 2009, 05:02 PM) *
E da chi vengono per te quelle norme comportamentali? Ti rispndo io, dalla chiesa che ha nel papa un bel portavoce di cose a volte raccapriccianti.

Sia dal papa che dal bigottismo vaticano in genere... Ma di per sè Raztinger non influisce sulla nostra vita reale. Cio' conta realmente è l'educazione e il giudizio morale che riiceviamo da chi ci circonda e a cui siamo legati... Non me ne frega niente se un vecchietto di 90 anni dice di non usare il preservativo o non abortire... Ma se a dirlo è un genitore... Beh... La questione cambia..
querelle
CITAZIONE (M@D @ Mar 31 2009, 05:22 PM) *
Sia dal papa che dal bigottismo vaticano in genere... Ma di per sè Raztinger non influisce sulla nostra vita reale. Cio' conta realmente è l'educazione e il giudizio morale che riiceviamo da chi ci circonda e a cui siamo legati... Non me ne frega niente se un vecchietto di 90 anni dice di non usare il preservativo o non abortire... Ma se a dirlo è un genitore... Beh... La questione cambia..


Ma se il vecchietto per ipotesi dicesse di usare il preservativo e lasciasse libertà alle donne di decidere su una questione che preme solo loro, il genitore continuerebbe a pensarla come adesso per te? Vale a dire, per te i genitori hanno queste prese di posizione indipendentemente dall'influenza del vaticano?
M@D
CITAZIONE (querelle @ Mar 31 2009, 05:26 PM) *
Ma se il vecchietto per ipotesi dicesse di usare il preservativo e lasciasse libertà alle donne di decidere su una questione che preme solo loro, il genitore continuerebbe a pensarla come adesso per te? Vale a dire, per te i genitori hanno queste prese di posizione indipendentemente dall'influenza del vaticano?

Forse cambierebbero anche loro opinione. Ma dovrebbero essere i genitori in primis a non lasciarsi illudere. Non è che se domani arriva un vecchietto a dirmi che se mi faccio esplodere avrò la vita eterna, io mi faccio esplodere davvero...
querelle
CITAZIONE (M@D @ Mar 31 2009, 06:49 PM) *
Forse cambierebbero anche loro opinione. Ma dovrebbero essere i genitori in primis a non lasciarsi illudere. Non è che se domani arriva un vecchietto a dirmi che se mi faccio esplodere avrò la vita eterna, io mi faccio esplodere davvero...


Tu no ma il problema è proprio qui; molti oggi se il papa gli dicesse di fare la prima cazzata del mondo in nome di Dio la farebbero ad occhi chiusi. Mi spaventa che un vecchio (come lo chiami tu) abbia il potere di far nascere un solo cucciolo con un destino segnato. Con che soluzione altrnativa poi? L'astinenza...ma dai, ci voleva lui per dirmi che con il pensiero non si trasmette nessn virus.
M@D
CITAZIONE (querelle @ Mar 31 2009, 07:00 PM) *
Tu no ma il problema è proprio qui; molti oggi se il papa gli dicesse di fare la prima cazzata del mondo in nome di Dio la farebbero ad occhi chiusi. Mi spaventa che un vecchio (come lo chiami tu) abbia il potere di far nascere un solo cucciolo con un destino segnato. Con che soluzione altrnativa poi? L'astinenza...ma dai, ci voleva lui per dirmi che con il pensiero non si trasmette nessn virus.

Questo succede quando le persone non pensano con la loro testa e hanno bisogno di paternalismo...
querelle
CITAZIONE (M@D @ Mar 31 2009, 07:20 PM) *
Questo succede quando le persone non pensano con la loro testa e hanno bisogno di paternalismo...


Anche io sono così tigre, perchè ho sempre bisogno di qualcosa o qualcuno che mi indichi il sentiero.....è naturale e sto facendo una fatica immane per accettarlo senza condannarmi. L'estenuante conflitto narcisistico che produce solo stupendi fiori avvelenati.....
M@D
CITAZIONE (querelle @ Mar 31 2009, 07:24 PM) *
Anche io sono così tigre, perchè ho sempre bisogno di qualcosa o qualcuno che mi indichi il sentiero.....è naturale e sto facendo una fatica immane per accettarlo senza condannarmi. L'estenuante conflitto narcisistico che produce solo stupendi fiori avvelenati.....

Tutti abbiamo bisogno di una guida, ma la guida deve essere il meno invasiva possibile. Nel rispetto della dignità e dell'autonomia delle persone...
querelle
CITAZIONE (M@D @ Mar 31 2009, 07:27 PM) *
Tutti abbiamo bisogno di una guida, ma la guida deve essere il meno invasiva possibile. Nel rispetto della dignità e dell'autonomia delle persone...


Ma io come per tutte le dipendenze, il problema non lo vedo nella "sostanza" in se, ma nel modo con cui ad essa approcciamo. Se siamo disperati e ci aggrappiamo quella cosa ci risucchierà via....in fondo è così naturale. Il papa per molti è una presenza "volutamente" invasiva, anche perchè in parte li esonera dalle proprie scelte e dalle proprie responsabilità. Capisco anche che è una sfida non da tutti andare avanti senza bastoni. Questo lo dico da credente. Credente in un Dio che mi ha generato per amore e per essere libero...
franky
a proposito della discussione sul affermazione del papa,sul uso del condom,trovo quest'articolo non male...............


TRAGICA AFRICA
Il viaggio del Papa - Per quanto riguarda la situazione generale dell'Africa: e quanto analizzato dal Documento preparatorio al viaggio di Benedetto XVI - Quello che dicono scienziati, medici, associazioni per combattere la pandemia dell'AIDS in Africa - ActionAid - Comunità di s. Egidio - Da un Sondaggio del Corsera - I dati dell'Unicef: trenta milioni di sieropositivi solo nell'Africa subsahariana - -Il Rapporto 2008 sull'epidemia globale di AIDS - L'associazione medica AIDS Informazione Svizzera
Maria de Falco Marotta

Il recente viaggio di Benedetto XVI in Africa ha suscitato un vespaio di polemiche sia per le sue frasi sulla inutilità del condor (preservativo) che per la denuncia della stregoneria connessa intimamente alla cultura del continente.
Io non so chi lo "consiglia" per essere così audace nel voler spazzare via in nome del cattolicesimo il non sempre utile uso del preservativo che scienziati ed associazioni anche cattoliche come la Comunità di s. Egidio sostengono essere una necessaria protezione contro il male del secolo. Non parliamo poi della stregoneria che da tempo immemorabile è il background di questa terra (ma di questa, parleremo in modo meno emotivo, un 'altra volta). Bisognerebbe ricordare- prima di tutto - che in Africa c'é un problema di formazione, mentalità, igiene. Quando si circoncidono 25 ragazzi con lo stesso coltello, il condom non c'entra nulla. Come non c'entra nulla condannare un mucchio di donne a torture inumane per il loro "malocchio" per la stregoneria. Il regista Haile Gerima, nato in Etiopia ed emigrato negli Usa, docente onorario alla Howard University di Washington, di passaggio a Roma per presentare Teza (Rugiada), il film sulle vicende del suo paese (Etiopia) da Mussolini ad Hailé Selassiè fino a Menghistu., che noi abbiamo presentato a suo tempo su questo giornale e che volentieri avremmo visto vincitore del Leone d'oro della Mostra veneziana 65 afferma che: "Il Papa, con il suo intervento sui preservativi, è il simbolo della contraddizione umanitaria dell'Europa. Io sono cattolico come mia madre e mio padre era un prete ortodosso, ho problemi a criticare il Papa, ma ha dimostrato di non aver capito l'origine del male e del dolore degli africani. Avrebbe dovuto chiedere scusa per i crimini commessi dai missionari. Sei mesi fa Sarkozy disse che in fondo l'opera dei colonizzatori e dei missionari non sono stato un male. Non è vero, la Chiesa cattolica è stata la prima a distruggere le tradizioni e il nostro patrimonio spirituale, a bruciare i simboli e la memoria, creando generazioni, come la mia, di persone private del passato. Come Nancy Reagan che in Africa predicò "No Sex", il Papa ha usato l'Aids per parlare di castità. L'Europa ci manda preservativi, medici, rimedi, noi riceviamo e basta, senza esprimere un parere, la nostra voce non interessa. Nessuno si chiede le ragioni dell'epidemia che colpisce l'Africa, la diseducazione dei giovani che assorbono culture occidentali senza possibilità di confronto con le tradizioni cancellate. Non è il sesso il responsabile dell'Aids . L'Aids, le malattie, la povertà dell'Africa sono un'industria che arricchisce l'élite e i governanti, che, come il Papa e i Paesi europei non hanno interesse a cambiare l'immagine che loro hanno dell'Africa. Io faccio cinema. I Paesi europei sono felici di finanziare i film sull'Aids, ma guai a proporre una storia sul disagio di vivere in Africa oggi o sulle conseguenze della schiavitù, non mi darebbero un euro. In Italia ad esempio per il film "Adua" di qualche anno fa e per "Teza" sia il Luce che la Rai mi hanno sempre detto no. Eppure Mussolini è morto da 64 anni".(Cfr.: i quotidiani italiani del 19 marzo 2009). "

- Per quanto riguarda la situazione generale dell'Africa: e quanto analizzato dal Documento preparatorio al viaggio di Benedetto XVI:
L'Africa sub-sahariana affronta una crisi alimentare ed energetica devastante. Tranne il Sudafrica, non gioca un ruolo nei consessi internazionali finanziari dove si decide il suo destino.
Le multinazionali continuano a invadere gradualmente il continente per appropriarsi delle risorse naturali. Schiacciano le compagnie locali, acquistano migliaia di ettari espropriando le popolazioni dalle loro terre con la complicità dei dirigenti africani". Senza terra, senza acqua, senza energia, senza crediti i piccoli coltivatori sono ridotti in miseria, mentre l'introduzione degli organismi geneticamente modificati, "che pretende di assicurare la sicurezza alimentare", finisce per sopprimere le semine tradizionali rendendo i contadini dipendenti dalle società produttrici di Ogm. Intanto i paesi del mondo sviluppato fanno "lauti guadagni" attraverso la vendita delle armi e l'industria farmaceutica con i suoi esperimenti (Cfr.: il bellissimo film Il paziente giardiniere, visto alla Mostra di Venezia di qualche anno fa).
Le guerre che straziano le regioni africane sono "in gran parte" dovute a motivazioni economiche. In ogni caso le ricette neo-liberiste per l'Africa delle istituzioni finanziarie internazionali si sono rivelate funeste.
Un ritratto impietoso, reso drammatico dalla disgregazione del tessuto sociale, dall'aumento di criminalità, disoccupazione ed emigrazione, dal diffondersi in massa dello sbandamento giovanile, dal crollo dei valori tradizionali. E tuttavia le chiese del continente non vogliono abbandonarsi a quello che il presidente del Camerun chiama l'"afro-pessimismo". Dal documento preparatorio emerge il ruolo delle chiese cattoliche come agenti di una educazione alla cittadinanza, alla democrazia, alla giustizia sociale, alla critica delle classi dirigenti. Nel groviglio di problemi, che tormentano l'Africa, l'opinione pubblica qui è stata poco toccata dalle polemiche, che nel Nord del mondo hanno tenuto banco sul preservativo. Bisogna ri-costruire la società africana, impegnandosi contro la corruzione, la violenza politica, l'arroganza del potere, l'utilizzo arbitrario delle forze di sicurezza, la manipolazione della giustizia, il clientelismo, il tribalismo, lo sfascio delle famiglie, il ricorso alla guerra, l'incompetenza delle classi dirigenti, la cattiva gestione delle finanze.
Ma le chiese devono fare anche esame di coscienza. Nelle loro strutture c'è troppo clericalismo: donne e laici hanno poche responsabilità. C'è poca attenzione ai valori tradizionali, ma poi troppi fedeli ancora "ricorrono alla stregoneria" o si lasciano catturare da sette e società segrete. Un enorme lavoro da fare. Benedetto XVI, nei suoi interventi, ha esortato alla difesa della famiglia, alla tutela della vita dalla nascita fino al suo termine naturale e ai leader musulmani propone un'alleanza tra "religione e ragione" per combattere violenza e totalitarismo (Cfr.: Dal documento preparatorio del viaggio del Papa in Africa, 20 marzo 2009)

- Quello che dicono scienziati, medici, associazioni per combattere la pandemia dell'AIDS in Africa:
- ActionAid,
La battaglia contro l'Hiv/Aids "passa per l'affermazione dei diritti dei milioni di persone, soprattutto donne, affette dal virus che ogni giorno lottano contro povertà e stigmatizzazione della malattia". Con queste parole Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid, commenta le dichiarazioni del Papa che, in occasione del suo viaggio in Camerun, e' tornato a puntare il dito contro l'uso del condom per evitare la diffusione dell'Aids. "Benedetto XVI si oppone all'uso del preservativo", sottolinea De Ponte, "ma non possiamo dimenticare come esso rimanga un'arma decisiva per la prevenzione, riducendo drasticamente le possibilità di contrarre il virus durante i rapporti sessuali". Il virus dell'Hiv, ha aggiunto, "e' la prima causa di morte in Africa e la quarta a livello mondiale: fermare la pandemia e' possibile attraverso azioni concrete per garantire l'accesso universale alle cure mediche per tutti gli oltre 42 milioni di persone che attualmente risultano infettati dal virus". L'Aids, ha insistito De Ponte, "può essere arginato solo con una strategia globale efficace in cui ogni attore coinvolto giochi appieno la propria parte, a cominciare dai Paesi del G8 e dal rispetto delle promesse e degli impegni sottoscritti in ambito internazionale". Fino a oggi, ricorda ActionAid, 30 milioni di persone sono morte a causa del virus e 33,2 milioni risultano infettate. Solo nel 2007 si sono ammalate 2,7 milioni di persone, 7.400 al giorno. Più di 5 milioni di malati nel mondo avrebbero bisogno di cure ma tuttora non vi hanno accesso: il trattamento e' ancora negato a circa 3 sieropositivi su 4. "Gli stanziamenti per la prevenzione e la cura sono fondamentali per la risposta alla pandemia", ha concluso De Ponte, "basti pensare che grazie al Fondo globale per la lotta all'Aids, tubercolosi e malaria, dal 2001 a oggi, 2 milioni di persone hanno ricevuto cure antiretrovirali, 62 milioni di malati hanno potuto effettuare il test e ricevere assistenza psicologica e 3,2 milioni di orfani hanno ricevuto assistenza medica"(Cfr.: AGI).

- Comunità di s. Egidio
"Se noi guardiamo alle iniziative, in termini di sanità pubblica, intraprese in Africa negli ultimi 20 anni - conferma da parte sua il responsabile scientifico del progetto Dream di Sant'Egidio, il medico epidemiologo, Leonardo Palombi -osserviamo che il largo impiego di condom non ha contenuto l'epidemia e non la sta contenendo in Europa orientale. Del resto - rileva il sanitario - il discorso sull'uso dei condom come magica soluzione dell'epidemia dell'Aids, parte dal presupposto che questo mezzo sia utilizzato sulla base di una certa cultura e sulla base di alcuni diritti, per esempio i diritti delle donne, che non e' certo un fatto largamente consolidato". (AGI)

- Da un Sondaggio del Corsera
L'Africa è il continente più colpito dall'Aids e dove ogni anno si conta il maggior numero di nuove infezioni da virus dell'Hiv.
Oggi nel mondo sono più di 33 milioni le persone colpite dal virus Hiv, di queste 22 milioni (pari al 67%) vivono nell'Africa sub-sahariana. Gli altri continenti registrano 4,2 milioni di sieropositivi nel Sud-Est asiatico e nell'Asia meridionale, 1,7 milioni in America Latina e 1,5 milioni nell'Europa dell'Est e in Asia centrale. Seguono il Nord America (1,2 milioni), Asia orientale (740.000), Europa occidentale e centrale (730.000), Medio Oriente e Nord Africa (380.000), Caraibi (230.000) e Oceania (74.000). Nel 2007 ci sono state 2,7 milioni di nuove infezioni nel mondo (nel 2001 erano 3 milioni), di cui 1,9 milioni (oltre il 70%) nell'Africa sub-sahariana. Nel continente africano oltre 5200 persone ogni giorno contraggono il virus Hiv.
I Paesi più colpiti sono: Sudafrica, Botswana, Lesotho, Mozambico, Namibia, Swaziland, Zambia e Zimbabwe.
I rapporti sessuali non protetti sono sempre la causa principale della trasmissione del virus nell'Africa occidentale e centrale(Cfr.: Sondaggio del Corsera del 18 marzo 2009).

- I dati dell'Unicef: trenta milioni di sieropositivi solo nell'Africa subsahariana
L'Africa subsahariana, teatro dell'anatema papale, è tuttora la regione maggiormente colpita dalla pandemia di HIV/AIDS: qui, ricorda l'Unicef, vivono 30 milioni di soggetti portatori di HIV (pari a tre quarti dei sieropositivi del mondo) e addirittura il 90% dei bambini infetti dal virus. In questa parte del mondo l'AIDS è la prima causa di morte, superando piaghe antiche e apparentemente inestirpabili come la malaria o la tubercolosi. In 12 Stati africani il tasso di diffusione del virus nella popolazione adulta (15-49 anni) supera il 10%, ossia dieci volte la soglia oltre la quale l'epidemia si considera generalizzata. La tragedia assume proporzioni spaventose in alcuni paesi dell'Africa australe, come il Botswana o lo Swaziland, dove un adulto su tre ha già contratto il virus e gli epidemiologi stimano che per un quindicenne di oggi vi siano più probabilità (60%) di ammalarsi che non di arrivare sano all'età adulta.
I rapporti sessuali non protetti sono sempre la causa principale della trasmissione del virus nell'Africa occidentale e centrale .Il preservativo "è uno degli elementi essenziali nella lotta contro l'Aids e la Commissione Ue ne sostiene la diffusione e l'uso corretto".

-Il Rapporto 2008 sull'epidemia globale di AIDS

Nel 2008 è stato pubblicato il Rapporto 2008 sull'epidemia globale di AIDS pubblicato dal Programma Congiunto delle Nazioni Unite sull'HIV/AIDS (UNAIDS). Esso raccoglie i dati relativi all'HIV provenienti da 147 paesi. "Nel Rapporto si legge che sono stati compiuti enormi progressi e che i risultati sono reali", dichiarava alla stampa il Direttore Esecutivo dell'UNAIDS Peter Piot durante il lancio del rapporto a New York. "Abbiamo compiuto maggiori progressi nella lotta contro l'AIDS negli ultimi due anni, che nei precedenti 20 anni". In paesi come il Ruanda o lo Zimbabwe grazie al cambiamento dei costumi sessuali si è verificata una notevole diminuzione del numero delle infezioni da HIV, mentre in diversi paesi l'uso del preservativo si sta diffondendo nella popolazione giovane con partner multipli.
Nel Rapporto si afferma anche che solo un'azione congiunta di governi, società civile e comunità colpite può davvero contribuire a salvare molte vite umane. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sono anni che è impegnata a lanciare campagne per la prevenzione dell'AIDS, promuovendo l'uso del profilattico. Tanto che nel 2003 ne ha chiamata una "preservativi al cento per cento" per diffondere l' uso dei profilattici nell'Asia- Pacifico, una regione nella quale più di sette milioni di persone hanno contratto il virus Hiv, trasmesso per via sessuale, che provoca l'Aids. "Se non si prenderanno decise misure di prevenzione", avvertiva l'OMS, "nei prossimi decenni la regione potrebbe diventare l'epicentro di una devastante epidemia. Quindi, prevenzione a partire dall'uso a tappeto dei profilattici"
. "I preservativi salvano le vite. Abbiamo bisogno di promuovere vigorosamente questo strumento salva-vite per impedire che milioni di persone vengano infettate", ha detto Giovanni Deodato, rappresentante dell'OMS a Vientiane, in Laos, dove si tenuta una conferenza regionale sulla promozione del preservativo tra le prostitute in Asia.

- L'associazione medica AIDS Informazione Svizzera
Tra le tante raccomandazioni c'è quella che riguarda il condom.Chi usa il preservativo nei rapporti sessuali con partner diversi può ridurre il rischio di contagio, ma non escluderlo del tutto. Inoltre anche se si usano profilattici di marca controllati sussiste tuttavia un rischio residuo di qualche punto percentuale, rischio non indifferente considerato l'esito letale di malattie come l'Aids. Chi ha scarsa dimestichezza coi preservativi, come i giovani, corre inoltre rischi maggiori per l'uso non corretto del profilattico( Cfr.:. www.aids-info.ch).
E quello che abbiamo vissuto:
anni fa, alla Mostra del cinema di Venezia, venne, osannato e"protetto" da buona parte della stampa più a sinistra e dai soliti intellettuali che stanno sullo stomaco a quanti si adoperano sul serio per il bene dei propri simili, il famoso regista inglese Jarman, affetto da AIDS. Era rosso come un peperone maturo per l'uso di atrazina per combattere la malattia.
Ma- stranamente- coloro che sostenevano con quel medico- mi pare Aiuti- che faceva finta di baciare in bocca una malata dello stesso male di cui soffriva il grande Jarman, ogni volta che circolava nel grande atrio dell'Excelsior(Lido di Venezia), loro tutti insieme appassionatamente, camminavano frettolosamente da un'altra parte. Allora, l'AIDS è o non è una malattia contagiosa???
La domanda non è stata ancora risolta, sebbene la medicina in questo campo epidiemologico ha compiuto passi da gigante. Noi non baceremo in bocca un malato di AIDS, però sosteniamo con viva forza ed umanità tutte le varie campagne in favore dei progressi della medicina, affinché la tragica, ma mistica Africa riesca a trovare un suo equilibrio culturale, oltre che fisico e perché le multinazionali farmaceutiche occidentali che lì sperimentano ogni sorta di ritrovato, non lucrino più- col consenso dell'occidente- sulla loro pelle. Anche se ora molti degli stati africani con la scoperta del petrolio sono diventati ricchissimi e "pacchiani"oltre ogni dire. Alla faccia- sempre- dei molti milioni di poveracci che vivono ancora miseramente assistiti dai tanti missionari cristiani che poi sfruttano artificiosamente il loro potere in combutta con chi governa.
Evviva, chi???
Maria de Falco Marotta

www.gazzettadisondrio.it - 30 III 09 - n. 9/2009, anno XII°
puledro1
CITAZIONE (franky @ Mar 31 2009, 09:02 PM) *
a proposito della discussione sul affermazione del papa,sul uso del condom,trovo quest'articolo non male...............


TRAGICA AFRICA
Il viaggio del Papa - Per quanto riguarda la situazione generale dell'Africa: e quanto analizzato dal Documento preparatorio al viaggio di Benedetto XVI - Quello che dicono scienziati, medici, associazioni per combattere la pandemia dell'AIDS in Africa - ActionAid - Comunità di s. Egidio - Da un Sondaggio del Corsera - I dati dell'Unicef: trenta milioni di sieropositivi solo nell'Africa subsahariana - -Il Rapporto 2008 sull'epidemia globale di AIDS - L'associazione medica AIDS Informazione Svizzera
Maria de Falco Marotta

Il recente viaggio di Benedetto XVI in Africa ha suscitato un vespaio di polemiche sia per le sue frasi sulla inutilità del condor (preservativo) che per la denuncia della stregoneria connessa intimamente alla cultura del continente.
Io non so chi lo "consiglia" per essere così audace nel voler spazzare via in nome del cattolicesimo il non sempre utile uso del preservativo che scienziati ed associazioni anche cattoliche come la Comunità di s. Egidio sostengono essere una necessaria protezione contro il male del secolo. Non parliamo poi della stregoneria che da tempo immemorabile è il background di questa terra (ma di questa, parleremo in modo meno emotivo, un 'altra volta). Bisognerebbe ricordare- prima di tutto - che in Africa c'é un problema di formazione, mentalità, igiene. Quando si circoncidono 25 ragazzi con lo stesso coltello, il condom non c'entra nulla. Come non c'entra nulla condannare un mucchio di donne a torture inumane per il loro "malocchio" per la stregoneria. Il regista Haile Gerima, nato in Etiopia ed emigrato negli Usa, docente onorario alla Howard University di Washington, di passaggio a Roma per presentare Teza (Rugiada), il film sulle vicende del suo paese (Etiopia) da Mussolini ad Hailé Selassiè fino a Menghistu., che noi abbiamo presentato a suo tempo su questo giornale e che volentieri avremmo visto vincitore del Leone d'oro della Mostra veneziana 65 afferma che: "Il Papa, con il suo intervento sui preservativi, è il simbolo della contraddizione umanitaria dell'Europa. Io sono cattolico come mia madre e mio padre era un prete ortodosso, ho problemi a criticare il Papa, ma ha dimostrato di non aver capito l'origine del male e del dolore degli africani. Avrebbe dovuto chiedere scusa per i crimini commessi dai missionari. Sei mesi fa Sarkozy disse che in fondo l'opera dei colonizzatori e dei missionari non sono stato un male. Non è vero, la Chiesa cattolica è stata la prima a distruggere le tradizioni e il nostro patrimonio spirituale, a bruciare i simboli e la memoria, creando generazioni, come la mia, di persone private del passato. Come Nancy Reagan che in Africa predicò "No Sex", il Papa ha usato l'Aids per parlare di castità. L'Europa ci manda preservativi, medici, rimedi, noi riceviamo e basta, senza esprimere un parere, la nostra voce non interessa. Nessuno si chiede le ragioni dell'epidemia che colpisce l'Africa, la diseducazione dei giovani che assorbono culture occidentali senza possibilità di confronto con le tradizioni cancellate. Non è il sesso il responsabile dell'Aids . L'Aids, le malattie, la povertà dell'Africa sono un'industria che arricchisce l'élite e i governanti, che, come il Papa e i Paesi europei non hanno interesse a cambiare l'immagine che loro hanno dell'Africa. Io faccio cinema. I Paesi europei sono felici di finanziare i film sull'Aids, ma guai a proporre una storia sul disagio di vivere in Africa oggi o sulle conseguenze della schiavitù, non mi darebbero un euro. In Italia ad esempio per il film "Adua" di qualche anno fa e per "Teza" sia il Luce che la Rai mi hanno sempre detto no. Eppure Mussolini è morto da 64 anni".(Cfr.: i quotidiani italiani del 19 marzo 2009). "

- Per quanto riguarda la situazione generale dell'Africa: e quanto analizzato dal Documento preparatorio al viaggio di Benedetto XVI:
L'Africa sub-sahariana affronta una crisi alimentare ed energetica devastante. Tranne il Sudafrica, non gioca un ruolo nei consessi internazionali finanziari dove si decide il suo destino.
Le multinazionali continuano a invadere gradualmente il continente per appropriarsi delle risorse naturali. Schiacciano le compagnie locali, acquistano migliaia di ettari espropriando le popolazioni dalle loro terre con la complicità dei dirigenti africani". Senza terra, senza acqua, senza energia, senza crediti i piccoli coltivatori sono ridotti in miseria, mentre l'introduzione degli organismi geneticamente modificati, "che pretende di assicurare la sicurezza alimentare", finisce per sopprimere le semine tradizionali rendendo i contadini dipendenti dalle società produttrici di Ogm. Intanto i paesi del mondo sviluppato fanno "lauti guadagni" attraverso la vendita delle armi e l'industria farmaceutica con i suoi esperimenti (Cfr.: il bellissimo film Il paziente giardiniere, visto alla Mostra di Venezia di qualche anno fa).
Le guerre che straziano le regioni africane sono "in gran parte" dovute a motivazioni economiche. In ogni caso le ricette neo-liberiste per l'Africa delle istituzioni finanziarie internazionali si sono rivelate funeste.
Un ritratto impietoso, reso drammatico dalla disgregazione del tessuto sociale, dall'aumento di criminalità, disoccupazione ed emigrazione, dal diffondersi in massa dello sbandamento giovanile, dal crollo dei valori tradizionali. E tuttavia le chiese del continente non vogliono abbandonarsi a quello che il presidente del Camerun chiama l'"afro-pessimismo". Dal documento preparatorio emerge il ruolo delle chiese cattoliche come agenti di una educazione alla cittadinanza, alla democrazia, alla giustizia sociale, alla critica delle classi dirigenti. Nel groviglio di problemi, che tormentano l'Africa, l'opinione pubblica qui è stata poco toccata dalle polemiche, che nel Nord del mondo hanno tenuto banco sul preservativo. Bisogna ri-costruire la società africana, impegnandosi contro la corruzione, la violenza politica, l'arroganza del potere, l'utilizzo arbitrario delle forze di sicurezza, la manipolazione della giustizia, il clientelismo, il tribalismo, lo sfascio delle famiglie, il ricorso alla guerra, l'incompetenza delle classi dirigenti, la cattiva gestione delle finanze.
Ma le chiese devono fare anche esame di coscienza. Nelle loro strutture c'è troppo clericalismo: donne e laici hanno poche responsabilità. C'è poca attenzione ai valori tradizionali, ma poi troppi fedeli ancora "ricorrono alla stregoneria" o si lasciano catturare da sette e società segrete. Un enorme lavoro da fare. Benedetto XVI, nei suoi interventi, ha esortato alla difesa della famiglia, alla tutela della vita dalla nascita fino al suo termine naturale e ai leader musulmani propone un'alleanza tra "religione e ragione" per combattere violenza e totalitarismo (Cfr.: Dal documento preparatorio del viaggio del Papa in Africa, 20 marzo 2009)

- Quello che dicono scienziati, medici, associazioni per combattere la pandemia dell'AIDS in Africa:
- ActionAid,
La battaglia contro l'Hiv/Aids "passa per l'affermazione dei diritti dei milioni di persone, soprattutto donne, affette dal virus che ogni giorno lottano contro povertà e stigmatizzazione della malattia". Con queste parole Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid, commenta le dichiarazioni del Papa che, in occasione del suo viaggio in Camerun, e' tornato a puntare il dito contro l'uso del condom per evitare la diffusione dell'Aids. "Benedetto XVI si oppone all'uso del preservativo", sottolinea De Ponte, "ma non possiamo dimenticare come esso rimanga un'arma decisiva per la prevenzione, riducendo drasticamente le possibilità di contrarre il virus durante i rapporti sessuali". Il virus dell'Hiv, ha aggiunto, "e' la prima causa di morte in Africa e la quarta a livello mondiale: fermare la pandemia e' possibile attraverso azioni concrete per garantire l'accesso universale alle cure mediche per tutti gli oltre 42 milioni di persone che attualmente risultano infettati dal virus". L'Aids, ha insistito De Ponte, "può essere arginato solo con una strategia globale efficace in cui ogni attore coinvolto giochi appieno la propria parte, a cominciare dai Paesi del G8 e dal rispetto delle promesse e degli impegni sottoscritti in ambito internazionale". Fino a oggi, ricorda ActionAid, 30 milioni di persone sono morte a causa del virus e 33,2 milioni risultano infettate. Solo nel 2007 si sono ammalate 2,7 milioni di persone, 7.400 al giorno. Più di 5 milioni di malati nel mondo avrebbero bisogno di cure ma tuttora non vi hanno accesso: il trattamento e' ancora negato a circa 3 sieropositivi su 4. "Gli stanziamenti per la prevenzione e la cura sono fondamentali per la risposta alla pandemia", ha concluso De Ponte, "basti pensare che grazie al Fondo globale per la lotta all'Aids, tubercolosi e malaria, dal 2001 a oggi, 2 milioni di persone hanno ricevuto cure antiretrovirali, 62 milioni di malati hanno potuto effettuare il test e ricevere assistenza psicologica e 3,2 milioni di orfani hanno ricevuto assistenza medica"(Cfr.: AGI).

- Comunità di s. Egidio
"Se noi guardiamo alle iniziative, in termini di sanità pubblica, intraprese in Africa negli ultimi 20 anni - conferma da parte sua il responsabile scientifico del progetto Dream di Sant'Egidio, il medico epidemiologo, Leonardo Palombi -osserviamo che il largo impiego di condom non ha contenuto l'epidemia e non la sta contenendo in Europa orientale. Del resto - rileva il sanitario - il discorso sull'uso dei condom come magica soluzione dell'epidemia dell'Aids, parte dal presupposto che questo mezzo sia utilizzato sulla base di una certa cultura e sulla base di alcuni diritti, per esempio i diritti delle donne, che non e' certo un fatto largamente consolidato". (AGI)

- Da un Sondaggio del Corsera
L'Africa è il continente più colpito dall'Aids e dove ogni anno si conta il maggior numero di nuove infezioni da virus dell'Hiv.
Oggi nel mondo sono più di 33 milioni le persone colpite dal virus Hiv, di queste 22 milioni (pari al 67%) vivono nell'Africa sub-sahariana. Gli altri continenti registrano 4,2 milioni di sieropositivi nel Sud-Est asiatico e nell'Asia meridionale, 1,7 milioni in America Latina e 1,5 milioni nell'Europa dell'Est e in Asia centrale. Seguono il Nord America (1,2 milioni), Asia orientale (740.000), Europa occidentale e centrale (730.000), Medio Oriente e Nord Africa (380.000), Caraibi (230.000) e Oceania (74.000). Nel 2007 ci sono state 2,7 milioni di nuove infezioni nel mondo (nel 2001 erano 3 milioni), di cui 1,9 milioni (oltre il 70%) nell'Africa sub-sahariana. Nel continente africano oltre 5200 persone ogni giorno contraggono il virus Hiv.
I Paesi più colpiti sono: Sudafrica, Botswana, Lesotho, Mozambico, Namibia, Swaziland, Zambia e Zimbabwe.
I rapporti sessuali non protetti sono sempre la causa principale della trasmissione del virus nell'Africa occidentale e centrale(Cfr.: Sondaggio del Corsera del 18 marzo 2009).

- I dati dell'Unicef: trenta milioni di sieropositivi solo nell'Africa subsahariana
L'Africa subsahariana, teatro dell'anatema papale, è tuttora la regione maggiormente colpita dalla pandemia di HIV/AIDS: qui, ricorda l'Unicef, vivono 30 milioni di soggetti portatori di HIV (pari a tre quarti dei sieropositivi del mondo) e addirittura il 90% dei bambini infetti dal virus. In questa parte del mondo l'AIDS è la prima causa di morte, superando piaghe antiche e apparentemente inestirpabili come la malaria o la tubercolosi. In 12 Stati africani il tasso di diffusione del virus nella popolazione adulta (15-49 anni) supera il 10%, ossia dieci volte la soglia oltre la quale l'epidemia si considera generalizzata. La tragedia assume proporzioni spaventose in alcuni paesi dell'Africa australe, come il Botswana o lo Swaziland, dove un adulto su tre ha già contratto il virus e gli epidemiologi stimano che per un quindicenne di oggi vi siano più probabilità (60%) di ammalarsi che non di arrivare sano all'età adulta.
I rapporti sessuali non protetti sono sempre la causa principale della trasmissione del virus nell'Africa occidentale e centrale .Il preservativo "è uno degli elementi essenziali nella lotta contro l'Aids e la Commissione Ue ne sostiene la diffusione e l'uso corretto".

-Il Rapporto 2008 sull'epidemia globale di AIDS

Nel 2008 è stato pubblicato il Rapporto 2008 sull'epidemia globale di AIDS pubblicato dal Programma Congiunto delle Nazioni Unite sull'HIV/AIDS (UNAIDS). Esso raccoglie i dati relativi all'HIV provenienti da 147 paesi. "Nel Rapporto si legge che sono stati compiuti enormi progressi e che i risultati sono reali", dichiarava alla stampa il Direttore Esecutivo dell'UNAIDS Peter Piot durante il lancio del rapporto a New York. "Abbiamo compiuto maggiori progressi nella lotta contro l'AIDS negli ultimi due anni, che nei precedenti 20 anni". In paesi come il Ruanda o lo Zimbabwe grazie al cambiamento dei costumi sessuali si è verificata una notevole diminuzione del numero delle infezioni da HIV, mentre in diversi paesi l'uso del preservativo si sta diffondendo nella popolazione giovane con partner multipli.
Nel Rapporto si afferma anche che solo un'azione congiunta di governi, società civile e comunità colpite può davvero contribuire a salvare molte vite umane. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sono anni che è impegnata a lanciare campagne per la prevenzione dell'AIDS, promuovendo l'uso del profilattico. Tanto che nel 2003 ne ha chiamata una "preservativi al cento per cento" per diffondere l' uso dei profilattici nell'Asia- Pacifico, una regione nella quale più di sette milioni di persone hanno contratto il virus Hiv, trasmesso per via sessuale, che provoca l'Aids. "Se non si prenderanno decise misure di prevenzione", avvertiva l'OMS, "nei prossimi decenni la regione potrebbe diventare l'epicentro di una devastante epidemia. Quindi, prevenzione a partire dall'uso a tappeto dei profilattici"
. "I preservativi salvano le vite. Abbiamo bisogno di promuovere vigorosamente questo strumento salva-vite per impedire che milioni di persone vengano infettate", ha detto Giovanni Deodato, rappresentante dell'OMS a Vientiane, in Laos, dove si tenuta una conferenza regionale sulla promozione del preservativo tra le prostitute in Asia.

- L'associazione medica AIDS Informazione Svizzera
Tra le tante raccomandazioni c'è quella che riguarda il condom.Chi usa il preservativo nei rapporti sessuali con partner diversi può ridurre il rischio di contagio, ma non escluderlo del tutto. Inoltre anche se si usano profilattici di marca controllati sussiste tuttavia un rischio residuo di qualche punto percentuale, rischio non indifferente considerato l'esito letale di malattie come l'Aids. Chi ha scarsa dimestichezza coi preservativi, come i giovani, corre inoltre rischi maggiori per l'uso non corretto del profilattico( Cfr.:. www.aids-info.ch).
E quello che abbiamo vissuto:
anni fa, alla Mostra del cinema di Venezia, venne, osannato e"protetto" da buona parte della stampa più a sinistra e dai soliti intellettuali che stanno sullo stomaco a quanti si adoperano sul serio per il bene dei propri simili, il famoso regista inglese Jarman, affetto da AIDS. Era rosso come un peperone maturo per l'uso di atrazina per combattere la malattia.
Ma- stranamente- coloro che sostenevano con quel medico- mi pare Aiuti- che faceva finta di baciare in bocca una malata dello stesso male di cui soffriva il grande Jarman, ogni volta che circolava nel grande atrio dell'Excelsior(Lido di Venezia), loro tutti insieme appassionatamente, camminavano frettolosamente da un'altra parte. Allora, l'AIDS è o non è una malattia contagiosa???
La domanda non è stata ancora risolta, sebbene la medicina in questo campo epidiemologico ha compiuto passi da gigante. Noi non baceremo in bocca un malato di AIDS, però sosteniamo con viva forza ed umanità tutte le varie campagne in favore dei progressi della medicina, affinché la tragica, ma mistica Africa riesca a trovare un suo equilibrio culturale, oltre che fisico e perché le multinazionali farmaceutiche occidentali che lì sperimentano ogni sorta di ritrovato, non lucrino più- col consenso dell'occidente- sulla loro pelle. Anche se ora molti degli stati africani con la scoperta del petrolio sono diventati ricchissimi e "pacchiani"oltre ogni dire. Alla faccia- sempre- dei molti milioni di poveracci che vivono ancora miseramente assistiti dai tanti missionari cristiani che poi sfruttano artificiosamente il loro potere in combutta con chi governa.
Evviva, chi???
Maria de Falco Marotta

www.gazzettadisondrio.it - 30 III 09 - n. 9/2009, anno XII°

Franky, sei gentile a postare tutta questa roba ma non potresti sintetizzare a parole tue?
querelle
CITAZIONE (puledro1 @ Apr 1 2009, 11:00 AM) *
Franky, sei gentile a postare tutta questa roba ma non potresti sintetizzare a parole tue?


Sta uscendo il bignami di Franky in edicola, lo danno insieme all'osservatore romano.
Cymorill
CITAZIONE (querelle @ Apr 1 2009, 11:14 AM) *
Sta uscendo il bignami di Franky in edicola, lo danno insieme all'osservatore romano.



ahahha . oddio spero nn esca insieme al bignami di padre livio !
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