Se penso. Che fatica. Che dolore. Pure mi piace il cielo. Mi piace la vita. Mi piace vincere le piccole battaglie quotidiane. Ma il mio pensiero è un nemico. Una sensazione strana. Un’angoscia che non è ansia. Forse è il senso di colpa. Quelli come me non devono tenere il cervello spento un solo attimo. Quelli che si inventano anti-mondi, quelli che fanno pensieri strani, hanno bisogno di imparare il viver pratico della vita. E questa casa è una gabbia. Non ho preso in pieno la responsabilità della mia vita. Certo ho fatto dei progressi. Ma quelli come me hanno bisogno di tenere la mente occupata in qualcosa che non sia il loro pensiero, la loro angoscia. Ho bisogno di stare a contatto con le persone. Ho bisogno di vedere persone che ridono. Sono oppressa dal troppo amore. Troppa fiducia. E mi sento in colpa a volte. Chissà cosa non pagherebbe una persona da un’altra parte del mondo per essere al mio posto. Ma a volte non sappiamo quello che stiamo facendo. Facciamo delle sciocchezze. E buttiamo tutto alle ortiche. Non riesco a scrivere la relazione. Ho dei blocchi quando si tratta di scrivere. Parla di questo mi dicono. Mente vuota. O meglio è altrove. Pure mi sono capitate delle cose belle in questo ultimo anno. Ho conosciuto lui. Ho ripreso a vedere delle belle persone. Ma certe volte mi viene da pensare: Vale sei incorreggibile. E a volte la fede nelle tue risorse e nelle tue forze vacilla. Devo ogni giorno imparare una cosa nuova. E’ continuo costruirsi e distruggersi per ricostruirmi. E a volte boo… sono solo stanca di dovermi ricostruire. C’è troppo da rimettere a posto. Troppi tasselli che non vogliono stare al loro posto. Per esempio l’angoscia del peso. Ho paura di diventare enorme. Ho preso 20 chili in pochi anni. C’era un servizio sull’obesità grave e mi sono sentita male. Non odio il mio corpo ma ho paura di quello che potrebbe accadermi. Mi sento amata. Ma se diventassi ancora più enorme lui mi amerebbe ancora? Quante volte ho avuto la tentazione di buttare giù qualche pastiglia per dimagrire. E mi vengono in mente le enormi oscillazioni di peso di una ragazza che conoscevo tempo fa. Non voglio nemmeno fare quella vita. Lo stomaco va meglio. Ogni tanto pasticcio, ma oggi non ho fatto niente di grave: una banana e mi sono sgranocchiata del parmigiano reggiano. Ma cazzo vorrei almeno arrivare ai 50 anni prima di disfarmi. E invece non lo so se ce la farò … Però sono giovane certo. Meglio perdere mezzo chilo che continuare ad ingrassare. Ma io mi amo? Mi amo davvero? Ero in ansia per il compitino di sociologia. Alla fine è andata bene. Ma ho un blocco a volte. Boo. Devo solo smettere di pensare e amarmi. Non posso dare la colpa dei miei fallimenti alle persone che mi circondano. Ma non posso neanche continuare ad odiarmi. Quando mi guardo allo specchio, sono felice, perché lo specchio mi rimanda l’immagine di una persona giovane. Ho un bel sorriso. Ho un bel seno. Di carattere non sono male. Ho solo imparato a fare più la stronza con le persone che in fondo non reputo essenziali. Sono diventata più egoista. Questo guardare continuamente la mia immagine allo specchio è un tentativo di amarmi. Quasi come se nell’immagine cercassi delle risposte che non trovo dentro di me. Pure sono estranea all’invidia. Ma a volte faccio i paragoni. Cerco in me costantemente qualcosa, un indizio che mi dica: sei recuperabile. E io lo so. Ma c’è una parte in me che sarà sempre disarmonica. Vorrei rompere quel dannato specchio. E’ il mio nemico come il mio pensiero. Vorrei crederci quando mi dicono: sei solo cicciottella, ma sei ancora carina. Forza ce la puoi fare a ritornare quell’esplosione di vita che eri prima dei tuoi 17 anni. Tante cose sono migliorate. Ma altre sono peggiorate. Sono più disinibita, mi faccio meno problemi. Ho accettato la mia femminilità. Ma che fatica essere donna! E dopo tutto questo non so se cerco una risposta o che risposta cerco. Quando l’ago si sposta di un chilo in avanti, per me è la fine del mondo. Eppure mi sento una stupida, non sono questi i problemi seri della vita. Ma questa è la verità. Se posso stare ancora meglio, devo cercare di stare ancora meglio. Il bilancio tutto sommato non è troppo negativo. Ma spero davvero di diventare ancora più equilibrata. Vorrei essere responsabile al punto giusto. Vorrei essere spensierata al punto giusto. Non oscillare tra due estremi come ho sempre fatto. Dov’è questo dannato punto di equilibrio? E poi, se lui mi lasciasse, chi mi dice che il precario equilibrio che ho raggiunto non si spezzi? Certo io lo amo, ma voglio imparare a volermi bene anche a prescindere da quello che mi dice lui. Anche lui è insicuro. Ed è così meraviglioso!
Vorrei solo essere meno combattuta, più costante e più “leggera” di spirito di quanto non sia ancora. Devo lavorare per trovare questo equilibrio che non si trova mai.
Domani andiamo a vedere una mostra d’arte a Como. Era tanto che sognavo di farlo. E poi domani sera uno spettacolo comico di un suo amico. Sono contenta. Perché casa mia la sento come una prigione. Dove posso sempre rimandare e procrastinare tutto, anche la vita. Sorrido. Sono sicura che domani andrà meglio…