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Versione completa: poesie per tutti
Ilsolenellavita > Spazio all' anima > Segreta-Mente
matteomi
che dire se ci dedicassimo una poesia,ci dedicassimo versi parole ecc?libero di postare chiunque che ne dite?inizio io



l opposto


io sono un omosessuale che ama le donne
sono un eterosessuale che ama gli uomini
sono un tassista che fa da passeggero
sono un passeggero che fa da tassista
sono un fascista comunista
e un comunista fascista
sono la morte che da vita a un bambino
sono un bambino che da la morte
sono la solitudine che sta in mezzo alle persone
sono le persone in mezzo alla solitudine






terra che piange


sei una vena aperta
sapra dio giudicarmi?
sapra fare il suo valore?
sono convinto
che finiro per abbreviare i miei
ematici dolori
a semplici turbinii,
che sanno rispecchiare la mia fetta
di unico ristoro
puledro1
E' tornato MAtteo il poeta smile.gif
hslep
Con la mente ho eretto barriere di carta,
di malinconia, nostalgia, rabbia ed orgoglio;
ora vacillano alla prima tiepida brezza
di un mondo nuovo.
O forse a spaventarmi basta l'ombra di una scelta
di un bivio, nella mia strada perfetta;
credevo di essere libero,
ma camminavo in cerchio.
hslep
La catena è corta, mi alzo
ma poi ricado,
ogni anello una vita, una lotta una trasformazione.
Fin quando, legato da infinite maglie
spiccherò il volo
matteomi
finalmente la trovai

era un dramma
un giorno si sveglio
e fece a pezzi l anima di fuoco del suo servo
del suo misero
e amato stomaco
delle sue paure
dei suoi soprusi
e cio mi mise in testa
di cercarla
M@D
Va bene uguale se posto il testo di ua canzone che per me è come una poesia?

Coldplay - Viva La Vida

o dominavo il mondo
le maree si alzavano quando lo ordinavo
adesso al mattino spazzo da solo
spazzo le strade che una volta possedevo
io tiravo i dadi
vedevo la paura negli occhi dei miei nemici
sentivo la folla cantare
“adesso il vecchio re è morto! lunga vita al re!”
un momento tenevo le chiavi
subito dopo mi rinchiudevano fra quattro mura
ed ho scoperto che i miei castelli avevano fondamenta di sabbia, colonne di sabbia
sento le campane di Gerusalemme suonare
i cori della cavalleria romana
Siate il mio specchio, la mia spada e scudo
i miei missionari in un territorio straniero
per alcune ragioni che non so spiegare
Una volta lo sai che non c’era mai una parola onesta, mai
ma quello era quando dominavo il mondo
(ohh)
Ed il dannato selvaggio vento
ha buttato giù le porte per farmi entrare.
Finestre infrante ed il suono dei tamburi
la gente non credeva a ciò che ero divenuto
i rivoluzionari volevano
la mia testa su un piatto d’argento
Solo un pupazzo con un unico filo
chi mai vorrebbe essere un re?
sento le campane di Gerusalemme suonare
i cori della cavalleria romana
Siate il mio specchio, la mia spada e scudo
i miei missionari in un territorio straniero
per alcune ragioni che non so spiegare
So che San Pietro mi chiamerà
Mai una parola onesta
ma quello era quando dominavo il mondo
(ohh)
sento le campane di Gerusalemme suonare
i cori della cavalleria romana
Siate il mio specchio, la mia spada e scudo
i miei missionari in un territorio straniero
per alcune ragioni che non so spiegare
So che San Pietro mi chiamerà
Mai una parola onesta
ma quello era quando dominavo il mondo
(ohh)
hslep
LA VITTORIA





La pace è qui, dentro di me; ho lottato, ho combattuto ed ho perso; così l’ho conquistata, ora vivo con i miei amici, le mie voci.

La realtà quotidiana, i compiti ed i doveri a cui ogni giorno ci obblighiamo sono vernice, pennellata sul vuoto.

Ognuno di noi sa, in fondo, che l’affannarsi giornaliero non ha un fine superiore, ma solo un senso pratico. Lo scopo della vita è la vita stessa: viverla. Questa riflessione però, quasi inconscia, ci fa sopportare molte difficoltà; ma, portata alla luce della consapevolezza, dona soggettività ad ogni gesto e convalida ogni percorso umano.

Avevo molti amici intorno a me che si preoccuparono sinceramente, quando, non molto tempo fa, cominciai ad avvertire un senso di opacità nel vivere le mie giornate, ogni esperienza mi pareva appannata e provavo un distacco crescente verso il lavoro ed i compiti della routine. Era buffo perché potevo osservare il distacco stesso, col trascorrere del tempo era forse l’oggetto più concreto che mi restava. Anche Francesca, una volta dovevo averla amata, senza mai dichiararmi; ora era lei a farsi avanti, ma sembrava una sagoma sullo sfondo, i contorni sfuocati. Poi nacquero le voci, le mie compagne. Alcuni dottori mi chiesero di combatterle, di oppormi, in nome di una razionalità che non avevo mai posseduto; in nome di un lavoro che non mi era mai piaciuto; in nome di una vita che non mi aveva mai soddisfatto. Argomentazioni povere, argini deboli per fermare la nebbia. Comunque combattei, poi, finalmente persi. Ora mi godo il fluire delle cose, senza tempo con le voci che mi fanno compagnia.



Quando ancora combattevo, scrissi una poesia, un po’ infantile in rima. Ora la metto qui; lascio a lei il compito di dare un senso alla mia vita.


Scivola, scivola, vola via ogni parola

verso il regno dell’inutile

dove il senso si fa labile

e questa vita non è la sola.



Se ogni scopo è opinabile

ogni gesto quasi un saluto

mille volte già ripetuto

tutto e nulla sembra possibile.



Così evapora la mente

ed il senso del reale

ogni storia è sempre uguale

ed accade in un istante.



La follia come risposta

come una nuova dimensione

lì può crescere l’illusione

che la vita non è persa.



E voi dottori che credete

di indicarmi la ragione

la vostra è solo presunzione

cos’è un uomo, non lo sapete.
matteomi
cin cin


suonando con le stelle
appartenendo a se stessi
nella folgorazione
di sistemi crittografati
senza barlume di speranza


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