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Versione completa: i 4 cristi di "la repubblica"
Ilsolenellavita > Ilsolenellavita > In...libertà
Pagine: 1, 2, 3
silvi
CITAZIONE (panbagnato @ Jul 17 2009, 08:18 AM) *
Sto pensando al povero Brunetta


Ah per lui credo che ne anche i miracoli possono cambiare le cose ahahah

panbagnato
CITAZIONE (silvi @ Jul 17 2009, 07:28 AM) *
Ah per lui credo che ne anche i miracoli possono cambiare le cose ahahah


Non vorrei vedere il suo Book, per l'amor del cielo
M@D
CITAZIONE (panbagnato @ Jul 17 2009, 08:18 AM) *
Sto pensando al povero Brunetta

E io alla Carfagna. Comunque il ministro Beretta è lì grazie al nano, non certo ai suoi meriti politici.
franky
CITAZIONE (M@D @ Jul 17 2009, 12:01 PM) *
E io alla Carfagna. Comunque il ministro Beretta è lì grazie al nano, non certo ai suoi meriti politici.

ti piacerebbe vedere il boock della carfagna,eh?hai soldi e ministeri da regalare?no?nisba,non te la dà nemmeno se sei il + bello.
franky
brunetta è lì per sodalizio tra nani..........
panbagnato
CITAZIONE (franky @ Jul 17 2009, 12:01 PM) *
ti piacerebbe vedere il boock della carfagna,eh?hai soldi e ministeri da regalare?no?nisba,non te la dà nemmeno se sei il + bello.



ma allora dove sono finite le pari oppurtunita'? a silvio si e a m@d no? non e' giusto
franky
basta solo averla per darla o averli per farsela dare............pari opportunità
piuttosto,oggi su "la repubblica" le ronde alternative a MILANO

http://milano.repubblica.it/multimedia/home/6921047/1
foglia
laugh.gif
dirimini
non so voi, a mi sento spaesato politicamente in questo periodo. il pd mi sembra alla frutta, guidato da personaggi che lo hanno distrutto, facendogli perdere l'identita' di sinistra (veltroni che esalta craxi la dice lunga su cio'). la sinistra è frammentata in 5-6 partiti, una cosa assurda che ha portato questi partiti a non avere piu' rappresentanza in nessun luogo politico (camera, senato, parlamento europeo). stiamo facendo (ta la sinistra intendo) il gioco del nuovo duce. è avvilente, ma solo dipietro grillo e qualche giornalista non allineato fanno opposizione in questo paese. intanto i lodi vanno avanti felici.
M@D
CITAZIONE (dirimini @ Jul 18 2009, 11:46 AM) *
non so voi, a mi sento spaesato politicamente in questo periodo. il pd mi sembra alla frutta, guidato da personaggi che lo hanno distrutto, facendogli perdere l'identita' di sinistra (veltroni che esalta craxi la dice lunga su cio'). la sinistra è frammentata in 5-6 partiti, una cosa assurda che ha portato questi partiti a non avere piu' rappresentanza in nessun luogo politico (camera, senato, parlamento europeo). stiamo facendo (ta la sinistra intendo) il gioco del nuovo duce. è avvilente, ma solo dipietro grillo e qualche giornalista non allineato fanno opposizione in questo paese. intanto i lodi vanno avanti felici.

Il pd tace sui cavalli di battaglia che da sempre sono argomento della sinistra tra cui la Libera informazione, il conflitto di interessi, la questione morale, la questione lavoro (in questi anni lavoro precariato) e critica l'opposizione alla Idv............ Mah... A questo punto mi chiedo che differenza c sia tra pd e pdl..............
panbagnato
CITAZIONE (dirimini @ Jul 18 2009, 10:46 AM) *
non so voi, a mi sento spaesato politicamente in questo periodo. il pd mi sembra alla frutta, guidato da personaggi che lo hanno distrutto, facendogli perdere l'identita' di sinistra (veltroni che esalta craxi la dice lunga su cio'). la sinistra è frammentata in 5-6 partiti, una cosa assurda che ha portato questi partiti a non avere piu' rappresentanza in nessun luogo politico (camera, senato, parlamento europeo). stiamo facendo (ta la sinistra intendo) il gioco del nuovo duce. è avvilente, ma solo dipietro grillo e qualche giornalista non allineato fanno opposizione in questo paese. intanto i lodi vanno avanti felici.


Veltroni secondo me ha ragione su Craxi, l'unico politico che ha veramente saputo dare una sferzata all'Italia. Anche se non ero daccordo su alcune sue linee politiche e chiaramente personali (ma non erano esclusivamente sue), non e' un caso che dopo il suo collasso e' collassata anche l'Italia e soprattutto la speranza di avere una vera democrazia tendente al socialismo. Il solo fatto che il PCI o come si chiamavano all'epoca visto che han cambiato nome ogni 2x3, non hanno capitalizzato su tangentopoli la dice lunga sul loro valore politico. Craxi ha avuto il merito di togliere l'Italia da quella muffa che si chiamava DC e PCI che ci avevano resi schiavi della chiesa, dell'america e della russia. Poi per quanto riguarda il finanziamento illegale ai partiti chi non ha colpe scagli la prima pietra. E poi diciamola giusta, come si puo chiamare sinistra un partito comandato da un DC?
franky
si promette,si promette,ma.................



http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/c...-aquila-13.html
panbagnato
CITAZIONE (franky @ Jul 18 2009, 08:55 PM) *
si promette,si promette,ma.................



http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/c...-aquila-13.html


Mentre per i ricchi evasori e' in arrivo una bella sanatoria
franky
CITAZIONE (panbagnato @ Jul 19 2009, 06:55 AM) *
Mentre per i ricchi evasori e' in arrivo una bella sanatoria

con la scusa di incassare un pò di soldi....................
franky
stampa estera...........................




http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/p...ivorzio-16.html
Alexandros
CITAZIONE (panbagnato @ Jul 18 2009, 08:27 PM) *
Veltroni secondo me ha ragione su Craxi, l'unico politico che ha veramente saputo dare una sferzata all'Italia. Anche se non ero daccordo su alcune sue linee politiche e chiaramente personali (ma non erano esclusivamente sue), non e' un caso che dopo il suo collasso e' collassata anche l'Italia e soprattutto la speranza di avere una vera democrazia tendente al socialismo. Il solo fatto che il PCI o come si chiamavano all'epoca visto che han cambiato nome ogni 2x3, non hanno capitalizzato su tangentopoli la dice lunga sul loro valore politico. Craxi ha avuto il merito di togliere l'Italia da quella muffa che si chiamava DC e PCI che ci avevano resi schiavi della chiesa, dell'america e della russia. Poi per quanto riguarda il finanziamento illegale ai partiti chi non ha colpe scagli la prima pietra. E poi diciamola giusta, come si puo chiamare sinistra un partito comandato da un DC?


Abbiamo idee opposte, ma quando leggo l'onestà e la verità come nel tuo post, non posso fare a meno di quotarlo al 100%.
In effetti l'unico periodo politico in cui l'Italia ha decollato alla grande è stata proprio durante la presidenza di Craxi, e soprattutto come impose la sua politica anche negli ambienti internazionali. Lui fece molto per il paese, talmente tanto che diventò anche il principale capro espiatorio riguardo tangentopoli, anche da parte di Occhetto che per un bel pezzo "ci andava quasi a letto" con Craxi.
Si cita spesso Berlinguer, le belle cose che diceva e diverse favole che raccontava, ma lo abbiamo mai visto mettere in pratica ciò che diceva? Tutti in campagna elettorale o quando stanno all'opposizione dicono un sacco di cose, ma è quando li vediamo al comando che poi possiamo verificare se ciò che hanno detto vi sia un qualcosa di vero.
Le tangenti rosse e i finanziamenti dall' ex URSS erano in corso alla grande anche nel periodo di Berlinguer, che intanto professava la "questione morale" in Italia. Ipocrisia? Per me tanta.
Oggi il PD non è altri di ciò che il PCI ha seminato negli anni, e questo è il suo risultato.
franky
secondo me un articolo degno di nota;non il solito sentito dire degli italiani al estero,ma un analisi del individuo e le motivazioni perchè viene accettato dagli italiani................scritto da un inglese

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/p...esi-silvio.html
Cymorill
CITAZIONE (franky @ Jul 26 2009, 09:14 AM) *
secondo me un articolo degno di nota;non il solito sentito dire degli italiani al estero,ma un analisi del individuo e le motivazioni perchè viene accettato dagli italiani................scritto da un inglese

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/p...esi-silvio.html

da leggere sisi smile.gif
franky
IL NANO AVRà TUTTA STA POPOLARITà.................................



http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/p...re-silenzi.html


COME LA METTIAMO MAGDY?????????????????????????????
franky
NON CI SARANNO PIU FIGLI DI EXTRACOMUNITARI,SARANNO TOLTI ALLE RISPETTIVE MADRI,VERO MAGDY?E' QUESTO CHE HAI VOLUTO VOTANDOLO?


http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/c...-a-rischio.html

E' COERENTE CON IL TUO CREDO?
E' QUELLO CHE TI DICE DI FARE GESU' CRISTO?
franky
il risultato delle nuove(nel senso che sono state votate dalla maggioranza,non certo da me) leggi razziste.......vero magdy?



http://genova.repubblica.it/dettaglio/decr...e-madri/1684347
Cymorill
ma la legge sul pronto soccorso è veramente unumana e pericolosissima.

se un extracomunitario va al pronto soccorso deve presentare documenti , se nn li ha i medici sn SOLLECITATI a denunciarlo.

significa subito tre cose dirette.

1) la mamme partoriranno in casa e molte moriranno di parto ( già successo)
2) i bimbi verranno abbandonati nei cassonetti come anni fa , eravamo riusciti a debellare questa piaga poi è arrivato il coglione di turno al governo..
3) nn ci sarà controllo sulle malattie tropicali. per noi è un grandissimo pericolo che gli immigrati nn vadano a farsi controllare e curare. un esempio è la tubercolosi, si sta espandendo a vista do occhio. una malattia esaurita da anni in italia. e ci sn altri esempi



berlusconi, sei un delinquente. ci fai solo del male.
franky
ridiamo................ridiamo?


http://tv.repubblica.it/copertina/l-ingann...ega/35515?video
franky
.........i 100 giorni di napoleone?


http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/p...ivorzio-18.html
Alexandros
CITAZIONE (franky @ Jul 29 2009, 10:13 AM) *
il risultato delle nuove(nel senso che sono state votate dalla maggioranza,non certo da me) leggi razziste.......vero magdy?



http://genova.repubblica.it/dettaglio/decr...e-madri/1684347


Ma perchè non li ospiti tutti a casa tua i clandestini?
franky
CITAZIONE (Alexandros @ Aug 1 2009, 11:48 AM) *
Ma perchè non li ospiti tutti a casa tua i clandestini?

casa mia è il mio paese,infatti
franky
sondaggio su "la repubblica"





Legale la pillola abortiva
Via libera alla pillola Ru486, dopo duri scontri ideologici e le minacce di scomunica della Chiesa. Siete d'accordo con l'uso di questo farmaco?

(18110 voti) 90%
(18110 voti) - 90%
No
(1797 voti) 9%
(1797 voti) - 9%
Non so
(245 voti) 1%
(245 voti) - 1%
20152 voti alle 21:8. Sondaggio aperto alle 09:52 del 31.07.2009
Cymorill
che poi già ti danno la ricetta alla guardia medica se ti serve ..e in farmacia ce l hanno.. quindi.. mah
Enkidu
si ma le clausole sono cosi castranti ceh non la richiederà nessuno.

1) devi dare le generalità
2) deve esserci il consenso medico
3) devi rimanere in ospedale ricoverato per 3 giorni

franky
CITAZIONE (Cymorill @ Aug 2 2009, 07:38 PM) *
che poi già ti danno la ricetta alla guardia medica se ti serve ..e in farmacia ce l hanno.. quindi.. mah

mi risulta che si somministra solo ed esclusivamente in ambito ospedaliero,e con degenza.
o stai parlando della pillola del giorno dopo?
franky
CITAZIONE (Enkidu @ Aug 2 2009, 08:30 PM) *
si ma le clausole sono cosi castranti ceh non la richiederà nessuno.

1) devi dare le generalità
2) deve esserci il consenso medico
3) devi rimanere in ospedale ricoverato per 3 giorni

sono le stesse del aborto chirurgico,perchè sempre di aborto si tratta.
Cymorill
CITAZIONE (franky @ Aug 2 2009, 08:47 PM) *
mi risulta che si somministra solo ed esclusivamente in ambito ospedaliero,e con degenza.
o stai parlando della pillola del giorno dopo?

scusami io sto parlando di quella del giorno dopo. pardon sad.gif
franky
altro che aiutare il sud................e lo votano al 61%.contenti?


http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/e...oni-gabbie.html
franky
quello che sta avvenendo in italia.............e molti se ne stanno accorgendo solo adesso.....


http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/p...ensura-rai.html
franky
non aveva detto che metteva le sue residenze a disposizione dei terremotati,o era propaganda elettorale fuori tempo massimo?

http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/c...a-grazioli.html
franky
un articolo sui giovani di theran,uscito su "l'espresso".
personalmente lo trovo interessante,giovani simili ai nostri,con pochi contatti con la religione di stato e con i mezzi della nuova tecnologia per divulgare la loro protesta.....................




Noi, i ragazzi di Teheran
di Emilio Casalini
Vanno in piazza rischiando la vita. Ma la sera si divertono ascoltando Michael Jackson e Madonna. Bevono grappa, fanno l'amore e implorano: 'Non lasciateci soli'. Viaggio nella rivolta giovanile
Il volto della rivolta di Teheran potrebbe essere quello di Leili, 27 anni: sottile e con gli occhi profondi di Audrey Hepburn. Leili porta jeans stretti sotto lo spolverino di cotone, ha un trucco leggero e un velo bianco appena appoggiato sul capo. È una dei leader riconosciuti della protesta. Come ogni settimana scende lungo Valiasr Street, verso l'università, per la quotidiana manifestazione non autorizzata dove il rituale si ripete: lei e i suoi amici a urlare slogan e a mostrare con le dita la 'V' di 'vittoria'; le famigerate milizie Basiji ad attaccarli, picchiarli, bastonarli a sangue, arrestarli. In qualche caso, purtroppo, farli sparire. Per sempre. A poco meno di due mesi dal voto del 12 giugno la guida suprema della rivoluzione iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ha confermato la rielezione a presidente di Mahmoud Ahmadinejad. Ma l'opposizione, stretta attorno al candidato Mir Hossein Moussavi, non si arrende. Continua a denunciare brogli. Bolla come 'farsa' il processo appena cominciato contro un centinaio di politici, intellettuali, gente comune che ha avuto la sola colpa di scendere in piazza e protestare. Leili crede ancora, come migliaia di altri giovani, di poter cambiare le cose. Anche se il regime ha mostrato la sua faccia più truce. Ci crede perché vuole sperare di avere un futuro, in un Paese che è diventato l'emblema dell'oscurantismo. E che, se può usare il manganello e le pistole, sta rivelando di non avere strumenti davanti a un'ondata di dissenso nuova, tecnologica, fantasiosa. Ci vuole infatti fantasia per salire sui tetti, quando la notte si fa buia, e trasformare l'invocazione del muezzin, "Allah-u-Akbar" (Dio è grande), in un urlo di resistenza. A gridarla sono giovani ventenni che in moschea non ci sono mai andati. Dai tetti vicini altri cori di risposta, ed altri ancora, ovunque come un'eco infinita nel buio della metropoli.


I ragazzi di Teheran hanno una ritualità rodata in otto settimane di lotta. La mattina Leili, come gli altri, controlla su Facebook chi non ha ancora aggiornato il profilo. Farlo è un modo per dire "tutto ok, sto bene". Se qualcuno non risponde, scatta l'allarme. Si teme il peggio. Come con Mohammad. Mohammad Kamrani, aveva 18 anni. E quando non ha risposto, nemmeno al telefono, gli amici hanno fatto indagini. Era stato arrestato e portato nella prigione di Evin. Dopo una settimana ne hanno restituito il cadavere.

Leili lavora all'università dove tiene un corso di comunicazione, ha studiato in Italia e cita Pirandello e Calvino con grande pertinenza. "Alle precedenti elezioni eravamo delusi per le mancate riforme di Khatami e per protesta non eravamo andati a votare. Ahmadinejad è semplicemente il risultato del nostro errore. Abbiamo creato lo spazio per questa anacronistica dittatura". E ora bisogna cercare di abbatterla. Con il quotidiano lavoro della militanza. Sul pc carica i video girati con il telefonino che faranno il giro del mondo. "Quello che sta succedendo è davvero interessante", spiega, "perché la repressione del potere è quella classica, ma il mondo è cambiato, Internet ha reso tutto questo obsoleto e loro non possono farci niente; ci provano, ma non ce la fanno a controllarci tutti. Siamo il Paese più giovane del mondo, 45 milioni di giovani su 65 milioni di abitanti".

Basta camminare per la capitale per rendersi conto che se questo non è un Paese per giovani è, però, un Paese di giovani. A Teheran l'inquinamento uccide, dicono le statistiche, 3.500 persone al mese e la città è divisa in due: i poveri in basso, verso il deserto, i ricchi in alto verso le montagne dove l'aria è migliore. È nella parte alta che vive Leili. Ci sono tutti i negozi di marca di ogni città europea, ristoranti di classe e bar di tendenza con connessioni Wi-Fi (gli utenti di Internet erano 250 mila nel 2000 e sono 23 milioni oggi con una crescita del 9 mila per cento). Qui i chador neri di Teheran sud si vedono raramente; le ragazze portano veli colorati ed eleganti, appena appoggiati sui capelli, come se stessero per volare via. "Lo chador è diventato una moda, lo abbiamo trasformato in un elemento di tendenza. Veli che non nascondono ma che, cadendo fin quasi sulla nuca, mettono in evidenza acconciature ricercate. E poi make up, rossetti, rimmel a riempire di colore il poco spazio regalato allo sguardo altrui. "La voglia di piacere e le costrizioni della religione portano a concentrare tutta l'attenzione estetica sul viso", osserva Marjan. Con una conseguenza choccante: Teheran è la città col maggior numero di nasi rifatti al mondo, 35 mila all'anno contro i 6 mila di tutto il Regno Unito. "Costa mille dollari ed è diventato talmente uno status symbol che molte ragazze e ragazzi camminano con un cerotto sul naso solo per far credere di essere stati operati."
(11 agosto
franky
i razzisti,per giustificarsi,dicono che gli immigrati ci portano via il lavoro................




L'analisi dal Rapporto sulle economie delle Regioni italiane nel 2008
Emerge "una complementarietà tra gli stranieri e gli italiani più istruiti e le donne"
Bankitalia: la crescita di immigrati
non toglie lavoro agli italiani

Bankitalia: la crescita di immigrati non toglie lavoro agli italiani

Un centro d'accoglienza per immigrati
ROMA - La crescita della presenza straniera in Italia negli ultimi anni "non si è riflessa in minori opportunità occupazionali per gli italiani" ma ha evidenziato una "complementarietà tra gli stranieri e gli italiani più istruiti e le donne". E' quanto afferma uno studio della Banca d'Italia contenuto nel rapporto sulle economie regionali secondo cui l'afflusso di lavoratori stranieri impiegati con mansioni tecniche e operaie ha accresciuto le opportunità "per gli italiani più istruiti" impiegati in "funzioni gestionali e amministrative" mentre le donne avrebbero beneficiato della presenza straniera, nel settore dei servizi sociali e alle famiglie, attenuando "i vincoli legati alla presenza di figli e l'assistenza dei familiari più anziani e permettendo di aumentare l'offerta di lavoro" femminile.

Lo studio ricorda come "a partire dagli anni Novanta, l'Italia è diventata meta di considerevoli flussi migratori dall'estero". Pertanto, la quota di popolazione immigrata è passata dallo 0,6 per cento del 1991 a quasi il 6 per cento nel 2008. In particolare su tale aumento hanno inciso i flussi migratori dell'ultimo quinquennio: "il numero di stranieri è più che raddoppiato, portandosi a 3,4 milioni di persone", grazie anche alla regolarizzazione avviata nel 2002 che ha portato all'emersione di circa 650.000 persone.

Gli immigrati non si sono distribuiti in modo uniforme, ma si sono piuttosto concentrati nel Centro Nord, soprattutto in Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte, regioni nelle quali "si concentra il 45 per cento della popolazione italiana e si produce poco meno del 60 per cento del valore aggiunto nazionale" e nelle quali risiede quasi il 70 per cento degli stranieri.

Nel 2008 il tasso di occupazione degli stranieri in età lavorativa, stima la Banca d'Italia, era pari al 67 per cento, 9 punti percentuali in più rispetto agli italiani. Ma al Sud invece è inferiore a quello degli italiani, probabilmente a causa del lavoro nero, ipotizzano i ricercatori di via Nazionale.

Quest'alto tasso di occupazione straniera, in particolare al Centro-Nord, si traduce in una riduzione delle opportunità per gli italiani? La risposta della Banca d'Italia è un deciso no: "L'incremento del numero di stranieri non si è associato a un peggioramento delle opportunità occupazionali degli italiani, sebbene emergano differenziazioni tra i segmenti della popolazione".

Dalle analisi di via Nazionale emerge "in particolare l'esistenza di complementarietà tra gli stranieri e gli italiani più istruiti e le donne". Per queste ultime, "la crescente presenza straniera attenuerebbe i vincoli legati alla presenza di figli e all'assistenza dei familiari più anziani, permettendo di aumentare l'offerta di lavoro". Mentre rispetto agli italiani più istruiti, Bankitalia rileva come "l'afflusso di lavoratori stranieri impiegati con mansioni tecniche e operaie può, inoltre, aver sostenuto la domanda di lavoro per funzioni gestionali e amministrative, che richiedono qualifiche più elevate, maggiormente rappresentate tra gli italiani".

(18 agosto 2009)
franky
nonno superman...................


L'ANALISI
La falsa verità del nonno superman
di EDMONDO BERSELLI

Ancora una volta Silvio Berlusconi tenta il gioco di prestigio: con un colpo di magia prova a fare scomparire la realtà. O almeno a colorarla con la vernice dei sogni. Sogni italiani, sogni casalinghi, sogni isolani. Da Villa Certosa, circondato da figli e nipotini, si mostra in una serie di foto ritoccate che gli tolgono dieci anni, e rilascia agli italiani la sua versione.

C'è una strategia ben precisa: ribattere il chiodo con sicurezza, in modo che l'Italia berlusconiana, e anche l'opinione pubblica più o meno neutrale, si rafforzi nell'idea che il premier è puro come un giglio. Naturalmente ciò che ha detto nell'intervista rilasciata a Chi, settimanale di proprietà, è stato studiato e calcolato con attenzione certosina. Il premier sostiene di non avere mai intrecciato ""relazioni" con minorenni" e di non avere mai "organizzato "festini"". Le sue cene, "simpatiche" erano "ineccepibili sul piano della moralità e dell'eleganza". Infine, spiega Berlusconi, "non ho mai invitato consapevolmente a casa mia persone poco serie".

Si tratterebbe innanzitutto di capire che cosa significa quell'avverbio "consapevolmente". Vuol dire che "inconsapevolmente" persone poco serie sono state ospiti di Palazzo Grazioli e di Villa Certosa? È un'ammissione involontaria? In ogni caso va messo agli atti che il premier insiste con la strategia delle verità distorte.

Indifferente a tutto, alle registrazioni con le escort e alle conversazioni telefoniche con il procacciatore Giampaolo Tarantini, Berlusconi modella il proprio racconto accusando i suoi nemici di avere montato un castello di "calunnie". Questa sottrazione di realtà gli viene facile perché da quando è emerso lo scandalo della prostituzione di regime i media televisivi controllati politicamente hanno fatto il possibile per imboscarlo. Il Cavaliere può raccontare a cuor leggero che anche la Cei e il suo organo di stampa, Avvenire, sono caduti nella trappola allestita dai suoi avversari, e che l'intero mondo cattolico è stato ingannato da un cumulo di bugie e di notizie false ai suoi danni.

Fin qui non c'è da stupirsi. Sono settimane che il premier si aggrappa ostinatamente alla sua versione, sicuro che la gente si convincerà che tutte le chiacchiere su di lui sono semplicemente gossip, pettegolezzo, calunnia, un caso di malevolenza politica organizzata. Ma forse per capire meglio la tattica berlusconiana è opportuno mettere a fuoco anche gli strumenti mediatici a cui è ricorso. Le foto famigliari pubblicate da Chi sono di impressionante chiarezza nelle intenzioni: si rilascia un'intervista a un settimanale popolare, per comunicare all'Italia del popolo e al Popolo della libertà che Berlusconi è un'immagine sacrale, un politico senza macchia. Le immagini con il nipotino di 22 mesi, o quella pensosa nello studio privato di Villa Certosa, intendono rappresentare il profilo di una figura esemplare e incorrotta, legatissimo alla famiglia nonostante le pratiche del divorzio da Veronica Lario, dopo "una vera storia d'amore" durata trent'anni.

Il "Nonno Superman", come lo chiamano in modo impegnativo i nipoti, non esita a proporsi come una figura insieme ricchissima e popolare, una guest star del suo giornale, del suo impero economico, di un'estate da favola. Non ci sono tabù estetici nello stile di un protagonista che impone la sua presenza dichiarandola insostituibile. Lo si riscontra osservandolo accanto a una fontana dal curioso stile assiro-nuragico, ma ciò che colpisce è il contesto di contenuto e di immagini del giornale domestico. Basta girare qualche pagina, infatti, e la figura del premier cede il passo alle specialità di un settimanale di pettegolezzi: gli spettacolari tatuaggi del macho Fabrizio Corona, le confessioni dell'ex tronista Costantino Vitagliano, le carezze hot tra Federica Pellegrini e il suo fidanzato Luca Marin.

Tutto questo potrebbe apparire una caduta nel trash, ma il giudizio sarebbe impreciso. Come sempre quando si trova in difficoltà, Berlusconi inventa la sua realtà virtuale, e cerca di uscire dalla trappola con un volteggio da acrobata. Inventa un mondo a colori che sorprende il pubblico, genera ammirazione, suscita solidarietà nei fan. Il berlusconismo non è semplicemente una patina di glamour su una modalità di vita. È una filosofia: una visione che mescola bugie, propaganda politica, interessi privati, fascino della ricchezza, costruzione dell'immagine, manipolazione delle opinioni. Con l'idea che in fondo, e in genere, Berlusconi siamo noi. O che dovremmo essere con lui. Che la società italiana deve accettare la mitologia creata da un capo benevolo e ferito dalla perfidia dei nemici. Di nuovo è "una storia italiana", come si intitolava l'epopea illustrata del berlusconismo. E anche questa volta smontare l'inganno non è facile, in un paese dominato dal conformismo e dalla sicurezza tracotante con cui i media padronali e di Stato si sono impegnati a occultare la realtà.

(20 agosto 2009)
Alexandros
Il fatto che giornali come Repubblica, giornalisti come Travaglio&C, scrivano tranquillamente in questo modo, sono la riprova che siamo in perfetta democrazia.
franky
CITAZIONE (Alexandros @ Aug 21 2009, 06:12 PM) *
Il fatto che giornali come Repubblica, giornalisti come Travaglio&C, scrivano tranquillamente in questo modo, sono la riprova che siamo in perfetta democrazia.

con un grosso tentativo di destabilizzarla,vedi il direttore RAI 1 e il continuo tentativo di imbavagliare i vari giornalisti nazionali e esteri,da parte di sua emittenza.
adesso anche la stampa clericale.....................comunisti anche loro
franky
non è su "la repubblica",ma sul "corriere della sera".......................


http://www.corriere.it/politica/09_agosto_...44f02aabc.shtml



http://www.corriere.it/politica/09_agosto_...44f02aabc.shtml


franky
un pò di umorismo...............?




http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=85820
franky
e non posso nemmeno dire che me lo merito,visto che NON l'ho votato..............


http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il...orpo/2108593//0




Mi raccomando, scrivetelo che io queste cose le dico sempre con il sorriso... Certo, Cavaliere, si figuri, come no. Con un bel sorriso, la sera del primo settembre, data anniversario dell'invasione nazista della Polonia e dell'inizio della Seconda guerra mondiale, Silvio Berlusconi in visita a Danzica, la città polacca da cui partì tutto, prova ad affossare alcune istituzioni uscite dalla vittoria delle democrazie nel conflitto più sanguinoso della storia.

L'Unione europea, per esempio. "Bloccheremo con il veto il funzionamento della Commissione Ue", minaccia il premier scatenando le reazioni di Bruxelles, alla vigilia del rinnovo del mandato da presidente del portoghese Josè Manuel Barroso. Berlusconi è infuriato per le dichiarazioni del portavoce Ue Johannes Leitenberger sulla libertà di espressione come "garanzia fondamentale dell'Europa". Dovrebbe essere la scoperta dell'acqua calda, e invece nel reame di Berlusconia isolato dal resto della comunità internazionale no, non si può dire, è una verità scomoda. Anche perché, sempre con il sorriso, nella stessa esternazione, l'uomo che guida il governo italiano attacca sul piano personale Carlo De Benedetti ("Un editore svizzero"), il direttore di "Repubblica" Ezio Mauro ("Evasore fiscale") e l'intera stampa internazionale, presa in blocco, come un unico soggetto ostile. Finito? Macché, sempre con il sorriso, il Cavaliere lancia l'avvertimento finale alle gerarchie ecclesiastiche, già stressate da una settimana difficile.

La legge sul testamento biologico, quella per cui Berlusconi appena sette mesi fa sfidò il Quirinale, provocò una crisi istituzionale e mobilitò il gruppo del Pdl al Senato chiamato a votare in poche ore il decreto salva-Eluana, poi approvata a Palazzo Madama, potrebbe tornare in discussione: "Ne parleremo alla Camera, io garantirò la libertà di coscienza dei deputati Pdl". Sciogliete le righe, altro sorriso berlusconiano, anche la Chiesa è servita. La dichiarazione di guerra di Danzica è conclusa. È la nuova strategia del premier, partorita nelle settimane estive con l'inner circle, dove sale sempre di più la stella di Niccolò Ghedini e tramonta malinconicamente l'influenza di Gianni Letta, l'ambasciatore dei tempi di pace esautorato in questa stagione di guerra sporca, senza quartiere. La strategia della tensione inaugurata al rientro delle vacanze venerdì 28 agosto. Quel giorno da Palazzo Chigi partono le querele contro il gruppo Espresso e i giornali internazionali che hanno ripreso le dieci domande sulle frequentazioni pericolose del premier, famose ormai in mezza Europa, ma mai riprese da un tg nazionale.

E sulla prima pagina del "Giornale", di nuovo affidato alle sottili cure di Vittorio Feltri, campeggia il titolo: "Il supermoralista condannato per molestie". Sottotitolo: "Dino Boffo, alla guida del giornale dei vescovi italiani e impegnato nell'accesa campagna contro i peccati del premier, intimidiva la moglie dell'uomo con cui aveva una relazione". Il caso Boffo serve a spiegare meglio di ogni altra cosa l'escalation del neo-berlusconismo, al cui confronto il "non faremo prigionieri" di Cesare Previti era un mazzo di rose. Chi è Dino Boffo, infatti? Molto più di un semplice direttore di "Avvenire". Da 15 anni è uno dei personaggi più influenti e potenti della Chiesa e, dunque, della nomenclatura italiana. L'uomo di fiducia del cardinale Camillo Ruini. La guida di un impero multimediale che raccoglie il quotidiano dei vescovi, la televisione satellitare Sat2000, il circuito radiofonico più i grandi eventi comunicativi, tutto centralizzato nella persona di Boffo. Il front runner delle grandi campagne della Cei ruiniana, dall'astensione sui referendum sulla fecondazione assistita nel 2005 al Family Day contro la legge sulle coppie di fatto proposta dal governo Prodi e dalla cattolicissima Rosy Bindi. Cosa pensi Boffo del Cavaliere, dell'anomalia berlusconiana e del conflitto di interessi, il direttore di "Avvenire" lo chiarisce una volta per tutte il 18 aprile 2006 parlando ex cathedra dal suo pulpito preferito, il forum con i lettori nella pagina delle lettere. "Sarà dura rimediare ai guasti che il gruppo di potere di Berlusconi ha recato alle istituzioni: la vergogna delle leggi ad personam, lo stravolgimento dei principi costituzionali", scrive il lettore Ranieri Marchi. "Mi preoccupa anche la corsa farisaica a dichiararsi figli devoti della Chiesa". Boffo, però, non ci sta. E replica in malo modo: "Il suo è un anti-berlusconismo istintivo, totale, fazioso". Quanto al rapporto con la Chiesa, Boffo non ha dubbi: "Il fenomeno della secolarizzazione in Italia era partito assai prima che Berlusconi invadesse l'etere con le sue tv. Abbiamo dimenticato la vicenda del divorzio e dell'aborto? Si ricorda quel ragionamento sibillino e falsamente democratico che dilagò anche in casa nostra, nel mondo cattolico, secondo cui si diceva: "Io non divorzierò mai, ma perché devo togliere questa possibilità ad altri?". Provi a pensare, amico caro, se l'inizio della crisi non fu piuttosto quello. Poi, certo, altro venne e fu la combustione generale".
Insomma, per Boffo in Italia c'è stata una sola, vera anomalia: il dialogo tra i cattolici e la sinistra. Un rapporto contro-natura, questo sì. In coerenza con questo dogma, per anni il fedelissimo di Ruini conduce "Avvenire" contro i cattolici democratici alla Prodi o alla Scoppola, l'Ulivo, i governi del centro-sinistra. E lancia nuove carriere politiche: nel centrodestra, in Forza Italia. Alla vigilia delle elezioni politiche 2006 dove sono in competizione Berlusconi e Prodi, per esempio, affida l'editoriale di orientamento al voto per i lettori alla laica Eugenia Roccella: "Il nostro problema, oggi, è non far scomparire la famiglia, la sacralità della vita, la dignità della persona. Ma per fare questo dobbiamo schierarci". Inutile dire da che parte: la Roccella, infatti, sarà scelta dalla Cei come portavoce del Family Day nel 2007 e da lì prenderà il volo. Oggi è deputata del Pdl e sottosegretaria al Welfare nel governo Berlusconi. Grazie a Boffo.

Un bel testacoda, dunque, che a finire nel mirino del "Giornale" sia finito proprio il nemico dei cattolici adulti, e per colpa di due interventi in quella rubrica dove per anni il direttore ha impartito vibranti lezioni agli anti-berlusconiani. Sono bastate due risposte ai lettori in rivolta per i silenzi della Chiesa sugli scandali sessuali di Berlusconi, il 24 e il 28 luglio, parole misurate e prudenti come sempre ("Uno scenario di potenziale desolazione"), ma per una volta esplicite, in difesa dei vescovi che nei giorni precedenti avevano condannato il premier. Pioveva, piovevano soprattutto nella redazione di "Avvenire" le lettere di parroci indignati per i comportamenti del premier e i silenzi della Chiesa, Boffo si è limitato ad aprire l'ombrello, ma per i falchi berlusconiani avrebbe dovuto giurare che c'era il sole, in molti d'altra parte in questo tempo sono disposti a farlo. Tanto è bastato nell'era del Berlusconi furioso per inserire Boffo nella lista dei cattivi. Il moralista, il cattocomunista da dileggiare sulla gazzetta della famiglia Berlusconi, da sbattere in prima pagina come omosessuale "attenzionato dalla Polizia" e"bugiardo". Una strategia della tensione e dell'intimidazione che non risparmia neppure gli ex amici. E che, in questo caso, è arrivata a sfiorare il soglio più alto, la figura del papa trascinata nella polemica per via di una telefonata al presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco. Per la Chiesa, nelle sue varie anime in contrasto tra loro, gli ultimi giorni rappresentano la fine di un'illusione a lungo coltivata negli ambienti ruiniani. "Per anni abbiamo pensato che la sinistra fosse ideologica, inaccessibile ai nostri messaggi. E che invece il centrodestra, la creatura berlusconiana, fosse una parete bianca, vuota, in cui ognuno poteva scrivere quello che voleva", spiega un monsignore. La speranza che nel vuoto di idee del Pdl fosse più facile per i vertici della Chiesa infilare progetti, risorse, classe dirigente. L'ultima settimana rappresenta un brusco risveglio. In pochi giorni la Lega ha invitato il Vaticano a prendersi gli immigrati in casa, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha intimato ai vescovi a restare fuori dal dibattito sul testamento biologico. E Berlusconi, il nuovo uomo della Provvidenza benedetto dalla cordata Ruini, minaccia di rimettere in discussione il pacco di doni legislativi promesso alla segreteria di Stato vaticana.

Un assedio che costringe gli uomini del cardinale Tarcisio Bertone, numero due del Vaticano, filo-governativi, e l'ala dura della Cei, incarnata dai siciliani Mariano Crociata e Domenico Mogavero, a mettere da parte le rivalità esplose fragorosamente sui giornali e a fare quadrato. Per un'istituzione come la Chiesa, abituata a ragionare in millenni e non in anni, il dopo-Berlusconi è già un tema di attualità. Né è possibile farsi mettere sotto ricatto dal Cavaliere che consente la pubblicazione di informative per seminare la zizzania tra i pastori di Cristo, i pescatori di uomini chiamati ora a muoversi nel porto limaccioso dei dossier, e agita sondaggi sfavorevoli al Vaticano e favorevoli a lui. A dimostrazione che per il Berlusconi furioso non esistono contropoteri. Non lo possono essere i vescovi. Non può esserlo l'Europa, bollata come l'istituzione dei portavoce, un fantasma inesistente. Deve essere impedito che lo diventi la stampa che non è direttamente o indirettamente controllata. E tantomeno può sperare di arginare la strategia chi nell'entourage berlusconiano ha sempre consigliato cautela e rispetto per le istituzioni: Gianni Letta mai come ora in difficoltà. Berlusconi va alla guerra totale, contro il Vaticano, contro l'Europa, contro tutti. Sarà ricordata a lungo la dichiarazione di Danzica. E chissà se, alla fine, al Cavaliere resterà incollato il bel sorriso di quel giorno, il primo settembre.
(03 settembre 2009)
franky
"Il premier? Come Putin e Ahmadinejad"
di Gigi Riva
L'Italia che non vuole critiche e abbraccia Gheddafi impensierisce i nostri vicini. E le dichiarazioni di Berlusconi, che vorrebbe zittire l'Europa perché lo critica su temi come l'immigrazione e la libertà di stampa all'estero risultano sconcertanti

Berlusconi con Gheddafi
Il paragone più pesante lo traccia Dany Cohn-Bendit, capogruppo dei Verdi a Bruxelles, e trionfatore delle Europee in Francia: "Silvio Berlusconi sta mischiando i geni di Ahmadinejad con quelli di Putin, rischia di creare un mostro politico". È furibondo, Dany il rosso, dopo l'uscita del nostro premier che vorrebbe zittire l'Europa perché lo critica su temi come immigrazione e libertà di stampa. E a "L'espresso" dichiara: "Se Berlusconi sostiene che solo Barroso deve intervenire vuol dire che non capisce nulla, il mestiere dei commissari è quello di parlare dei loro dossier. Così facendo isola l'Italia".

Non da oggi la Penisola sta diventando un'isola staccata dal Continente. Bruxelles appoggia il gasdotto Nabucco di concerto con gli Stati Uniti? E Berlusconi corre ad Ankara (7 agosto) per farsi fotografare con Putin ed Erdogan e appoggiare il progetto concorrente, South Stream, che passa sotto il mar Nero. "Il premier? Come Putin e Ahmadinejad" Riuscendo a irritare anche Washington che sarebbe, a parole, il nostro più caro alleato. Ma da quando alla Casa Bianca non siede più l'amico George e segretario di Stato è Hillary Clinton il legame si è affievolito: questione di feeling personale, oltre che di interessi divergenti. Ma è soprattutto coi nostri vicini che il rapporto si va complicando.

I sorrisi di facciata, propri del manuale diplomatico, nascondono malumori crescenti. L'Italia che non vuole critiche e abbraccia Gheddafi (lasciando attonito il premier britannico Gordon Brown, scosso per l'accoglienza trionfale riservata da Tripoli all'attentatore di Lockerbie al-Megrahi) è la stessa che si è impuntata per rendere meno vincolanti gli obiettivi ecologici che l'Europa si era data da qui al 2020. Usando sempre la solita minaccia di far saltare il banco, un gioco che riuscirà fino a quando le decisioni saranno prese all'unanimità.


All'estero trovano sconcertante la campagna d'autunno avviata su più fronti da un esecutivo indisponibile ad ogni dissenso. Martin Schulz, capogruppo Spd al Parlamento Ue: "È uno scandalo abnorme e del tutto inaccettabile il tentativo di Berlusconi di imbavagliare la libertà di informazione. Quando si esprime contro i media non si sa se parla da premier o per tutelare gli interessi del suo gruppo.

Rappresenta un problema decisivo per la democrazia non solo in Italia ma a livello europeo". Schulz ebbe il famoso scontro con Berlusconi che gli diede del kapò. Ma non la pensa in modo dissimile Dominik Geissler portavoce dei deputati della Cdu-Csu (il partito della Merkel) a Berlino:"Noi tutti i parlamentari democratico-cristiani tedeschi appoggiamo senza riserve e nel modo più deciso la libertà di stampa in Europa. Compito ineludibile di ogni governo democratico è la tutela della libera circolazione delle idee". Se in Germania è l'offensiva contro la stampa a colpire, in Spagna l'indignazione riguarda il capitolo sul rapporto con le donne. Il ministro dell'Economia Elena Salgado:"A causa di Berlusconi l'Italia sta perdendo molte occasioni per comprendere l'importanza dell'uguaglianza tra uomini e donne nella società". Magdalena Alvarez:"Molte di noi non andrebbero mai in un governo Berlusconi". Persino la presidente della Comunità di Madrid, Esperanza Aguirre, popolare e acerrima nemica di Zapatero, lo aveva difeso quando il nostro premier aveva ironizzato sul suo governo rosa:"Un esperimento per voi incomprensibile perché in politica prevalgono gli uomini".

L'Occidente è allibito e non va meglio coi Paesi del Terzo Mondo. Non hanno gran voce nel consesso internazionale. Ma per loro si è espresso Bob Geldof quando ha ricordato che Berlusconi ha mantenuto solo il 3 per cento delle sue promesse di aiuti. Spendiamo, nonostante gli impegni presi, lo 0,09 del Pil per la Cooperazione e avevamo fissato l'obiettivo dell'1 per cento. Qualcuno dei Paesi africani se ne ricorderà quando busseremo alla loro porta e chiederemo il loro voto per entrare nel Consiglio di sicurezza riformato dell'Onu. Da quando è al potere, Berlusconi è riuscito a minare i due pilastri storici della nostra politica estera: ci siamo messi in collisione con l'Europa e con gli organismi internazionali. Ci restano Putin, Erdogan e Gheddafi.
(03 settembre 2009)
franky
il "nuovo" direttore del "giornale"


Feltri e una mandria di bufale
di Alessandro Gilioli
Cronistoria del fenomeno Feltri: un misto di falsi scoop, rivalutazioni del fascismo e linguaggio da bar. Fino al ritorno al 'Giornale', da trasformare in una fabbrica di linciaggi in serie

Vittorio Feltri
La prima patacca accertata è del 1990, ai tempi in cui Vittorio Feltri dirige "L'Europeo": un'intervista sul rapimento Moro a tale Davide, "carabiniere infiltrato nelle Br" che avrebbe fatto irruzione nel covo di via Montenevoso. è un racconto "esplosivo" su presunti memoriali e audio di Moro dalla prigionia, con tanto di dettagli erotici sui brigatisti Franco Bonisoli e Nadia Mantovani sorpresi nudi a letto. Peccato che sia tutto falso, dalla prima all'ultima riga, e il "Davide" in questione non esista neppure.

Nasce così, quasi vent'anni fa, il fenomeno Feltri: un misto di bufale (come quella su Alceste Campanile "assassinato da Lotta Continua", mentre è stato ucciso da Avanguardia nazionale), rivalutazioni del fascismo ("Peccato che a scuola si continui a studiare la Resistenza") e linguaggio da bar (vale per tutti il titolo sul calcio negli Usa: "Agli uomini piace, alle donne no, ma i negri non lo sopportano", da cui si deduce che i "negri" non appartengono alla categoria né degli uomini né delle donne. Nel ?92 Feltri è contattato da Andrea Zanussi, editore de "L'indipendente", al quale spiega che il quotidiano "ha bisogno di una bella iniezione di merda". Detto, fatto. è il periodo di Mani Pulite e lui lo cavalca proponendo titoli come "Cieco, ma i soldi li vedeva benissimo", riferito a un presunto tangentista non vedente.

Segue un falso scoop sulla morte di Pinelli, un attacco a Indro Montanelli ("è arrivato il tuo 25 luglio"), e il linciaggio di Norberto Bobbio ("mandante morale dell'omicidio Calabresi"), più un po' di insulti alla Guardia di Finanza (che in quel periodo sta indagando sul Cavaliere). Quasi inevitabile nel ?94 la promozione al "Giornale", appena lasciato da Montanelli. Qui Feltri si fa riconoscere subito per i titoli farlocchi tra cui un mitico "La lebbra sbarca in Sicilia, contagiati a Messina quattro italiani" (vero niente). Notevole anche "Berlusconi vende la Fininvest", così come la patacca sui miliardi di Milosevic "trasportati in sacchi di juta dalla Serbia all'Italia".


Altrettanto sballate le accuse ai giudici Piercamillo Davigo e Francesco Di Maggio di essere soci in una cooperativa edilizia con Curtò e Ligresti. Non mancano nuove "inchieste" revisioniste sul fascismo, come quella sull'attentato di via Rasella corredata da una foto falsificata della testa di un bambino staccata dal tronco: la cosa arriverà alla Cassazione, che nell'agosto 2007 condannerà il direttore parlando di un "quadro di vere e proprie false affermazioni". Avanti così, e nel ?95 Feltri si inventa che "la scorta del presidente Scalfaro ha sparato a un elicottero dei pompieri" (ovviamente è il periodo dello scontro politico fra il Quirinale e Berlusconi).

Di due anni dopo è un'intervista taroccata a Francesco De Gregori contro il Pci, un pezzo per cui il cantante porta Feltri in tribunale ottenendone la condanna. Sempre nel ?97 una nuova - più grave - patacca costa a Feltri il posto: è quella sul presunto "tesoro" di Antonio Di Pietro, cinque miliardi di lire che l'ex pm è accusato di aver preso da Francesco Pacini Battaglia.

Dopo parecchie querele, alla fine è lo stesso direttore a dover ammettere che si tratta di "una bufala". Segue per Feltri un periodo al "Borghese" e al gruppo Riffeser, fino alla fondazione di "Libero", dove chiama a scrivere il puparo di Calciopoli Luciano Moggi e l'ex agente del Sismi Renato "Betulla" Farina. Per lanciarsi, il quotidiano ha bisogno di fuochi artificali: di qui la falsa notizia che un centro sociale milanese è un covo dell'Eta basca, di qui uno "scoop" su Donna Rachele titolato "Mussolini era cornuto". Poi arrivano le accuse trasversali a Sergio Cofferati per l'omicidio Biagi ("La Cgil indica i bersagli da colpire") e un altro falso scoop su Berlusconi ("Vuole lasciare la politica").

Ma non basta, e allora Feltri parla di pedofilia pubblicando cinque foto di preadolescenti nudi in pose inequivocabili (con conseguente radiazione dall'Ordine, poi tramutata in "censura"). Di questa fase resta però ai posteri soprattutto l'elegante prima pagina con un disegno di Prodi nudo a quattro zampe e con il sedere alzato, pronto a farsi sodomizzare da un tappo di champagne con la faccia di Berlusconi.
Richiamato in agosto al "Giornale", Feltri parte subito con la campagna più desiderata dal suo editore, puntando a tre obiettivi: intimidire i giornalisti non allineati (occhio che se critichi il premier ma poi paghi la colf in nero o non versi gli alimenti all'ex moglie, io lo scrivo in prima pagina); livellare tutti nel fango per provare che Berlusconi non è peggiore di chi lo attacca, in base al "così fan tutti" autoassolutorio; far fuori quanti nella Chiesa osano criticare il premier. Così in poche settimane "il Giornale" diventa una fabbrica di linciaggi in serie: da Eugenio Scalfari a Enrico Mentana, da Gustavo Zagrebelsky a Concita De Gregorio, da Dino Boffo a Ezio Mauro, fino a Ted Kennedy e Gianni Agnelli (a Feltri infatti piace sparare anche sui morti). A proposito: negli ultimi anni di vita, Indro Montanelli diceva che non riconosceva più il suo "Giornale", gli sembrava "un figlio drogato". Adesso pare entrato in un'overdose senza ritorno.
(02 settembre 2009)
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