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Versione completa: l'accettazione di sč
Ilsolenellavita > Ansia e ...non solo > Dipendenze
silvi
Il problema
Il non accettarsi costituisce un problema per molti dipendenti in recupero. Questo difetto sfuggente č cosi difficile da individuare che spesso non lo si riconosce affatto. Molti di noi erano convinti che l'uso di sostanze fosse l'unico problema e negavano il fatto che la nostra vita era divenuta ingovernabile. Anche dopo avere smesso di usare o bere, č possibile che questa negazione continui a tormentarci. Molti dei problemi che incontriamo durante il recupero derivano dall'incapacitą di accettarci a livello profondo. E' persino possibile che non ci rendiamo conto di come questo disagio sia all'origine del nostro problema, perche spesso si manifesta sotto mentite spoglie. Ci accorgiamo di diventare irritabili o ipercritici, scontenti, depressi o confusi. Ci accorgiamo che stiamo cercando di cambiare i fattori ambientali nel tentativo di acquietare quello che ci rode dentro. In situazioni come queste, la nostra esperienza ci ha dimostrato che č meglio cercare l'origine della scontentezza dentro di sč. Molto spesso scopriamo di essere critici spietati di noi stessi, sprofondati nell'odio e nel rifiuto di ciņ che siamo.
Prima di cominciare a recuperare molti di noi hanno passata la vita a rifiutarsi. Ci detestavamo e cercavamo in tutti i modi di diventare qualcun'altro. Volevamo essere chiunque, eccetto noi stessi. Incapaci d accettarci, cercavamo di conquistare l'approvazione degli altri. Cosi pretendavamo che fossero gli altri a gratificarci di quell'amore e di quell'accettazione che noi non ci sapevamo dare. Perņ il nostro amore e la nostra amicizia erano interessati. Avremmo fatto qualunque cosa per chiunque pur di ricevere accettazione e approvazione, ma eravamo anche pronti a risentirci se gli altri non reagivano come volevamo noi. Dato che non riuscivamo ad accettare noi stessi, ci aspettavamo di essere rifiutati anche dagli altri. Non permettevamo mai a nessuno di avvicinarci per paura che se qualcuno ci avesse conosciuto veramente, ci avrebbe odiato. Per nascondere la nostra vulnerabilitą, respingevamo gli altri prima che fossero loro a respingere noi.

La soluzione
Oggi il primo passo verso l'accettazione di sč comincia con l'accettazione della nostra dipendenza, la nostra malattia. Dobbiamo accettare la nostra malattia e tutti i guai che che essa ci provoca, prima di riuscire ad accettarci come esseri umani. Altra cosa di cui abbiamo bisogno come aiuto per accettare noi stessi, č credere in un Potere piu grande di noi che possa riportarci alla ragione. Non abbiamo bisogno di credere nella concezione particolare di Potere Superiore che puņ avere qualcun'altro, ma dobbiamo a credere in un concetto che funziona per noi. una consapevolezza spirituale dell'accettazione di sč sta nel sapere che č normale sentirci tristi, aver commesso errori, rendersi conto di non essere perfetti. La via piu efficace per raggiungere l'accettazione di sč č quella di intraprendere un percorso di terapia. Ora che siamo giunti a credere in un Potere piu grandi di noi, possiamo fare l'affidamento sulla Sua forza per infonderci il coraggio di considerare obiettivamente i nostri pregi e difetti. Benchč a volte sia doloroso e non sembri portare all'accettazione, č essenziale restare a contatto con i priopri sentimenti. Siccome desideriamo costruire delle solide fondamenta per il recupero, dobbiamo esaminare le nostre azioni e motivazioni, e cominciare a cambiare le cose che non possiamo accettare.
I nostri difetti fanno parte di noi, e verranno rimossi solo mettendosi onestamente in discussione. I nostri pregi sono doni del nostro "Potere Superiore" e man mano che impariamo a utilizzarli pienamente, la nostra autoaccettazione cresce e la nostra vita migliora.
Talvolta scivoliamo nel melodramma, sospirando di poter essere quelli che presumiamo dovremmo essere. potremmo sentirci sopraffatti dall'autocommiserazione e dall'orgoglio, ma rinnovando la nostra fede in un "potere Superiore", ci vengono dati coraggio, speranza e forza di crescere. L'accettazione di sč porta equilibrio nel nostro recupero. non abbiamo piu bisogno di cercare l'approvazione degli altri perche siamo soddisfatti di essere noi stessi. Con gratitudine siamo liberi di affinare i nostri pregi, di abbandonare umilmente i nostri difetti, e divenire i migliori dipendenti in recupero possibili. Accettarci per quello che siamo significa che andiamo benecosi, che non siamo perfetti, ma che possiamo migliorare. Teniamo a mente di avere la malattia della dipendenza e che ci vuole molto tempo per raggiungere l'accettazione di sč a livello profondo.
Accettarci come siamo ci aiuta a risolvere il problema di pretendere la perfezione umana. Quando accettiamo noi stessi, riusciamo ad accettare gli altri nella nostra vita senza condizioni, forse per la prima volta. Le nostre amicizie diventano profonde e noi percepiamo il calore e l'affetto che nascono quando dei dipendenti condividono il recupero e una vita nuova.
lux59
del resto basta leggere "studiare" il buddismo e la filosofia Zen
puledro1
Boh, forse dico un'emerita cavolata ma a me sembrano "PIPPE MENTALI" inutili.
silvi
CITAZIONE (puledro1 @ Jul 13 2009, 09:50 AM) *
Boh, forse dico un'emerita cavolata ma a me sembrano "PIPPE MENTALI" inutili.

Per i dipendenti "pippe mentali" č una manna infatti chi č un dipendente soffre di ossessione e compulsione e uno dei grande ostacolo č il non accettarsi. Cmq ogn uno libero di pensare come meglio per se.
lux59
CITAZIONE (silvi @ Jul 13 2009, 10:05 AM) *
Per i dipendenti "pippe mentali" č una manna infatti chi č un dipendente soffre di ossessione e compulsione e uno dei grande ostacolo č il non accettarsi. Cmq ogn uno libero di pensare come meglio per se.

non ho capito....
Cymorill
questo "potere superiore " mi inquieta assai
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