Dietro ad un asso.
Ma ahimè, dietro l’asso
Non vi era alcun assioma:
solo la mia coperta, che
come un feretro
madido e purulento
suggellava fasci di
luce leggeri come
coriandoli, cuciva
e sdruciva le mie
labbra sigillate dai singhiozzi.
Una saetta negli occhi.
Questo il sigillo della
Mente: la vita come
Uno scorri - mano,
Le dita hanno sfogliato ogni eremo,
ogni anfratto dell’oblio.
Una volta, due volte, tre volte.
Dondolando tra astri ed orologi.
Cuocendo i sogni a fiamma lenta e
Svaporando le insipide lacrime.
E io ero, e resto, lì in ginocchio.
Tra umori ed effluvi.
In ginocchio sulla terra scavata.
...
E poi boo... Ci vorrebbe una fine. Ma non ha senso trovargli una fine. E' così esplicita che vorrei me la desse qualcun altro una fine per sta roba. Voi come la finireste questa cosa?
Sono particolarmente gradite le scene horror!