Amarillide
Sep 16 2009, 03:10 PM
Premetto che ho fatto e sto facendo una grossa cazzata e che il mio non è e non deve essere un esempio da seguire.
Detto questo, prendevo la paroxetina da due anni in seguito ad una forte depressione accompagnata da idee suicide e comportamenti autolesionistici. Da qualche mese ho chiesto insistentemente alla doc di sospenderlo, prendendomi tremila 2 di picche perchè non trovava un motivo serio tra quelli che (non) le ho fornito e perchè ovviamente l'estate non era il periodo migliore. Sì, lo so, doveva finire qui, la doc è lei. Ma io sono abituata a fare di testa mia, per me conta più di tutto quello che penso io, ci fosse anche dio a contraddirmi. Ho voluto smetterla perchè mi sentivo troppo anestetizzata e perchè sto bevendo decisamente troppo e avevo paura della combinazione delle due cose. No, smettere di bere no. Poi nelle ultime settimane ho ripreso ad avere incubi e attacchi di panico, perciò secondo me l'effetto paroxetina cominciava ad esaurirsi da sè.
Non prendo farmaci da 3 giorni, mi sento male, ma solo fisicamente e sto approfittando della pausa contratto, così se sto proprio male male mi resto sotto le coperte.
Vorrei però dei suggerimenti su come combattere la nausea e le vertigini che sto avendo sempre più forti e che so dovute al farmaco in quanto l'anno scorso per disattenzione ero rimasta senza ed ho avuto gli stessi sintomi.
Se mi date una mano, grazie, sennò amen
Enkidu
Sep 16 2009, 05:27 PM
Ecco qua. sai benissimo che la paroxetina è un inibitore della ricaptazione della serotonina, quindi la rende maggiormente disponibile a livello sinaptico aumentandone la quantità secreta. perciò in sostanza il farmaco agisce in modo tale da mantenere alti i livelli di serotonina poichè un depresso tende ad averli decisamente bassi
Questi sono un po di metodi naturali che aumentano la produzione di serotonina, quindi, invece che diminuire la quantità di serotonina ceh viene tolta ( cosa che fa il farmaco) si aumenta la produzione di serotonina.
Alcuni dovrebbero funzionare. io so che la pappa reale è un buon rimedio ad esempio. comunque ecco qua biggrin.gif
Servissero anceh solo per diminuire i sintomi sarebbe un bell'aiuto biggrin.gif
Sembra possibile aumentare la serotonina nel cervello, anche senza usare i farmaci.
Dalla serotonina dipendono le regolazioni del nostro umore.
Inoltre la serotonina interviene anche nel processo di digestione alterando la motilità dell'intestino.
Alcuni farmaci, in caso di depressioni di una certa entità, riescono ad aumentare la serotonina riportando un certo senso di benessere generale.
Ma usare gli psicofarmaci non è ovviamente un rimedio naturale, benché la realtà frenetica a cui siamo sottoposti a causa dell'invenzione del danaro, ci porta a situazioni moto difficili.
Proviamo quindi a trovare la felicità con i rimedi naturali.
Se avete consigli e volete arricchire questo articolo scrivete il vostro commento.
Un modo è il cibo. Ad esempio il cioccolato fondente (anche per non ingrassare) produce un enzima similare alla serotonina. Mangiare cioccolato produce un senso di benessere.
L'erba di San Giovanni o chiamato Iperico produce un senso di benessere leggero, e viene usato in casi di depressioni leggere.
Prima di andare a dormire usare il latte caldo, nel latte caldo ci sono sostanze che aiutano a produrre la serotonina.
In erboristeria possiamo provare anche luppolo e genziana.
Cercare di gestire lo stress per quanto possibile, non farsi avvolgere troppo dal senso di responsabilità tipo vita o morte, come la fabbrica dei soldi ci fa credere.
Una vita sana, senza fumo, alcol, troppi grassi, quindi una corretta alimentazione senza abbondare in un certo tipo di cibi, giusto riposo, giusta attività fisica.
I fiori di Bach sono molto costosi e vanno usati solo se davvero si ha un beneficio effettivo, se non avete alcun effetto non regalata soldi ai vari lucratori...
Alcuni sostengono che la pasta contenga sostanze che danno benefici all'umore.
Mangiare molti vegetali aiuta la produzione di serotonina, per via dell'aminoacido triptofano che viene aumentato nel suo assorbimento.
Anche il latte contiene triptofano.
L'insalata contiene triptofano, e mangiarne tanta fa sicuramente bene.
Rimedi naturali sono la rodiola e la pappa reale.
La Rodiola è in grado di aumentare del 30% circa i livelli di serotonina nel Sistema Nervoso Centrale, sostanza in grado di svolgere azione sedativa-antiansia.
La Rhodiola tibetana migliora la resistenza fisica e le capacità mentali, compreso l'aumento di memoria.
La pappa reale è quindi un eccellente ricostituente, destressante sul sistema nervoso, riequilibra la pressione arteriosa, rafforza il tono del muscolo cardiaco, antibiotico naturale, accelera il metabolismo, stimola appetito e digestione, ha effetti antidepressivi, accelera la guarigione dalle malattie, agisce sulle tensioni pre-mestruali, contro l'insonnia, da impulso all'attività fisica e intellettuale, etc.
Un ultimo consiglio: la secrezione di serotonina non è legata solo al cibo, ma anche all’attività fisica, alla luce solare e perfino all’innamoramento.
Avere una persona che ci vuole bene vicino fa sicuramente stare meglio tutto il corpo e la mente.
Tra gli alimenti che contengono triptofano ricordiamo in ordine di quantità: uova e formaggi freschi; carne bianca; legumi secchi; semi oleosi e frutta in guscio; pesce di mare; cereali integrali o semintegrali; alcuni vegetali (indivia, spinaci, patata, cavoli, asparagi, funghi, bietola, lattuga); tra la frutta banana e ananas.
Un ultimo consiglio per chi ha problemi di motibilità intestinale dovuti a stress e ansia, è quello di mangiare molta crusca, che è in grado di stimolare la peristalsi intestinale.
foglia
Sep 16 2009, 05:57 PM
grazie enkiiiiiii^*^*^*^ io in primavera, quest'anno, ho avuto la stessa balzana idea di amarillide. ho ricominciato a calare con attenzione, pazienza e prudenza, la paroxetina. non l'avessi mai fatto!!!! ho passato i primi mesi dell'estate stando malissimo. dap e ansia mi sono tornati addosso come un intercity a tutta velocità. boom! finchè una notte l'ho passata vomitando anche l'anima e il giorno dopo chiamato psichiatra. gradatamente, tra luglio e agosto, ho ricominciato col sereupin, mezzo a colazione e mezzo a pranzo per cinque giorni, poi 1 per 5 gg, poi 1 e mezzo per 10 gg, infine 2 sereupin al mattino tutti i giorni:((((((( insomma, mi ero rovinata con le mie stesse mani. per fortuna lo psich mi ha dato dosi e tempi per cui, alla fine, dacchè non volevo più partire da roma, dalla mia casa, sono riuscita (sentendomi ancora malissimo) ad intraprendere il lungo viaggio di due giorni e una notte per i pirenei (camper). una volta laggiù, in un ambiente conosciuto e familiare, dove tutti mi vogliono bene, tutti mi hanno coccolata, dove l'acqua è buona, l'aria è buona, la carne è buona e costa poco, mi sono ristabilita e sono rifiorita.
amarillide, segui sempre le indicazioni del medico, ti prego. se smetti una benzodiazepina, una qualunque, te ne accorgi subito e fai in tempo a riprenderla ed avere subito l'effetto ansiolitico. ma se giochi con le dosi di paroxetina o fluoxetina, devi sapere che gli effetti non si sentono subito, ma dopo qualche giorno se non qualche settimana. e allora te la vedi brutta davvero.
io ti auguro ogni bene, però fai molta attenzione, capito?
:*
Amarillide
Sep 16 2009, 06:22 PM
Grazie foglia, ricambio l'augurio

*
Enki sei stato preziosissimo!!! Credo di poter seguire tutti i punti riportati, rispecchiano sia i miei gusti che i miei desideri, quindi..
Oddio, quel che ha scritto foglia mi preoccupa abbastanza, ma devo farcela. E' una guerra di volontà e la mia deve prevalere assolutamente, sia sul fisico in astinenza che sulla dep, ho bisogno che lo faccia e deve farlo.
xirix
Sep 16 2009, 09:26 PM
Mah, secondo me non è astinenza da farmaco, ma la dep che si fa sentire (come dice foglia le benzodiazepine,che provocano astinenza,si fanno sentire subito se le sospendi); quanto alla tua guerra di volontà, non la capisco, ma ognuno è libero di curarsi o no, quindi la rispetto.
Enkidu
Sep 16 2009, 09:27 PM
lieto di aver dato una mano
Amarillide
Sep 16 2009, 10:32 PM
CITAZIONE (xirix @ Sep 16 2009, 10:26 PM)

Mah, secondo me non è astinenza da farmaco, ma la dep che si fa sentire (come dice foglia le benzodiazepine,che provocano astinenza,si fanno sentire subito se le sospendi); quanto alla tua guerra di volontà, non la capisco, ma ognuno è libero di curarsi o no, quindi la rispetto.
Boh, xirix, non credo che dopo 3 giorni uno abbia già di nuovo la depressione. A parte che non è (almeno nel mio caso) che la manda via, resta semplicemente latente. E cmq ho sintomi fisici come tremito e nausea che rientrano nei sintomi della brusca interruzione e questi mi interessava curare. Grazie cmq del rispetto è questo che mi basta.
emi
Sep 22 2009, 12:49 PM
Ciao Ama, come va?
:*
Amarillide
Sep 22 2009, 01:38 PM
CITAZIONE (emi @ Sep 22 2009, 01:49 PM)

Ciao Ama, come va?
:*
Ciao cara :*
Ora va meglio, ma solo perchè ho dovuto strisciare dalla dottoressa e farmi riprescrivere il farmaco... Ci sono andata ieri mattina, era da venerdì che vomitavo, aveva ragione la Foglia... e non è nemmeno immediato riprendersi... Ammetto di aver fatto una grossa cavolata, ma si vede che ci voleva, boh... La dottoressa qualcosa ci ha capito, almeno quando le ho detto che ero stanca di sentirmi anestetizzata e volevo vedere se c'ero ancora...
Uff, ma perchè siamo così complicate?
querelle
Sep 23 2009, 12:42 PM
La mia specifica esperienza personale mi ha portato alla conclusione che l'assunzione degli psicofarmaci sia "possibilmente" da evitare. Aggiungo che evidentemente lungi da me dare consigli di ogni genere. In sostanza quello che mi dico è di starne alla larga. Lo dico perchè ci stavo per rimettere le penne, non per altro.
Detto ciò a me di tutto questo discorso non mi è stato chiaro se e perchè non ti sia stata proposta una via "corretta" per la riduzione/sospensione dei farmaci. Dici di aver cominciato a bere e di pensare a quanto le due cose siano inconciliabili; evidentemente ci tieni alla tua salute ma al tempo stesso sei vittima di un meccanismo di autolesionismo.
Posso chiederti per quanto possibile con cosa o chi tu ce l'abbia per rivolgere la tua energia/rabbia contro te stessa?
Perdonami se corro e giungo a conclusioni/giudizi maledettamente affrettati, forse farei meglio a tacere, però mi piacerebbe rendere la discussione meno "lontana" di quanto in realtà sia.
Aspetto volentieri una tua qualsiasi reazione....ammesso che ti interessi farlo.
P.S.: non posso parlare del tuo medico, per carità, però l'immagine che ne dai tu è di una persona di cui non hai tutta questa fiducia. Quantomeno sembrerebbe che tu abbia una certa soggezione nei suoi confronti e da questo per me non può nascere una buona intesa terapeudica. Mi sbaglio?
emi
Sep 23 2009, 12:55 PM
Immagino quanto tu sia stata male Ama, ho visto sospendere lo xanax a mia mamma di botto (e ne prendeva parecchio) per gravi problemi di respirazione e ne ho visto gli effetti, devastanti sul serio, da lasciarci le penne, per questo sul foglietto è riportato il ricovero ospedaliero in caso di cessata assunzione. mi ero prefissata di diminuire la mia dose ma mi riesce impossibile, pena non riuscire più ad avere una vita normale. E dire che qualcuno sostiene che non viene ad instaurarsi una dipendenza fisica bensì psicologica. Le belle balle!
Ciao Que :*
querelle
Sep 23 2009, 01:06 PM
Mi chiedevo se sappiamo ascoltare gli altri ma soprattutto noi stessi se siamo sempre presi dal "fare"?!?!
Giro nei parchi la mattina presto e le persone parlano tantissimo mentre corrono (per adeguarsi ai canoni estetici del momento), ma nessuno ascolta nessuno.
Ritengo che l'incapacità di fare questo sia uno dei principali sintomi del nostro disagio.
Una persona serena è aperta all'ascolto, mentre noi passiamo la vita a "fare". Diventiamo sempre + scaltri a trovare soluzioni ai problemi....come delle MACCHINE.
Ciao Emi ;-)
Amarillide
Sep 23 2009, 01:52 PM
Mah, querelle, ci pensavo stamattina... Nel senso che ora sto di nuovo bene, ma è perchè ho ripreso l'assunzione del sereupin, perciò continuo ad avere la sensazione di falsità che non mi piace. Almeno coi sintomi d'astinenza mi sentivo viva, reale. Sì sì, certo sono autolesionista e pure piena di rabbia, ma non la so definire. Un paio d'anni fa avrei saputo farlo, ma ora no, è che ho paura di stare male tanto quanto lo sono stata e così evito (e a questo proposito Simonetta scusami, tu sai di cosa :*).
Concordo con te, Que, che quando è possibile è bene stare lontani dagli psicofarmaci. Io ce l'ho fatta da sola per anni, poi appunto due anni fa ho ceduto, principalmente perchè alla depressione si sono sommati vari fatti gravi e ormai sentivo talmente tanto dolore dentro, che me ne provocavo continuamente a livello fisico perchè lo sovrastasse. Tra questi fatti gravi, tanto per scendere ad un livello più "reale", quello che mi ha fatto crollare x davvero è stata la notizia del suicidio di un ragazzo a cui anni addietro ero stata molto legata. Cioè, quando l'ho saputo ho cominciato a farmi domande su come poteva sentirsi e perchè proprio lui che, rispetto a me, era così entusiasta delle cose del mondo. Quando ci si fanno certe domande, è inevitabile che finiamo per pescare le possibili risposte dentro di noi e così mi sono persa. M'è entrato addosso un sapore amaro che copriva qualsiasi altra cosa e tutto quel dolore... La dottoressa da tempo mi proproneva una soluzione medica e in quel periodo stavo così male che l'ho afferrata. E adesso però lo rimpiango perchè non so quando se ne potrà fare a meno.
Una cosa che ho dimenticato di dirvi, rispetto a quando sono tornata da lei, è che quando le ho sottolineato che cmq mi sentivo di smetterlo, lei mi ha risposto: adesso ne riprendi una cpr al giorno, poi dal mese prossimo... io qui mi aspettavo che mi dicesse scaliamo di tot, invece mi ha detto che mi darà uno stabilizzatore dell'umore e io mi son sentita cadere un mattone sulla testa. Non è che io non mi fidi di lei, è un ottimo medico, il problema è che ha (secondo me) un'eccessiva fiducia nella soluzione farmacologica. Io concordo con lei che ad un certo punto la psicoterapia se non va oltre si trasforma in pura e semplice sega mentale, però la pillola magica non è allo stesso modo una soluzione. Che senso ha uno stare "bene" che non dipende da noi? Il secondo giorno in cui stavo vomitando mi rimbalzava nella testa la stessa frase (io qui non ci voglio stare) che dicevo due anni fa nel picco depressivo. Quindi che minchia m'ha risolto?
Ecco, in questo senso, pure lei mi pare una che difetta nell'ascolto, perchè se io ti dico che ho bisogno di sentire me stessa e per questo ho fatto la cazzata di interrompere bruscamente, perchè non mi trovi una soluzione meno dannosa?
Passando all'ultimo quesito, que, il fare è un ottimo antidoto al sentire se stessi. Io mi sono presa casa, così quando non lavoro, mi occupo di arredare, verniciare pulire ecc... e funziona da Dio. Naturalmente si riflette sugli altri, io non sono troppo occupata per ascoltarli, ma non posso farlo, perchè per sentirli davvero dovrei sentire anche me e quindi...
Salvo poi che quando ti fermi e cerchi te stesso ti viene lo sconforto perchè non sai più chi cazzo sei nè dove sei... e nemmeno c'è un cane vicino a te a darti una mano, perchè nel fare sei rimasto solo. E la cosa brutta è che questa situazione non riguarda solo un gruppo di persone, ma ormai siamo tutti... il vuoto cresce e il senso si perde.
Mentre proliferano le trasmissioni sul 2012, mi viene in mente che quando ero piccola ero terrorizzata dalle profezie di nostradamus (con cui mia madre era fissa), non potevo pensare che il mondo finisse. Ora mi lascia indifferente, quando non addirittura sollevata, perchè l'unica cosa che mi interessa è non soffrire, mentre non ho nulla da conservare...
simonetta
Sep 23 2009, 02:16 PM
CITAZIONE (Amarillide @ Sep 23 2009, 02:52 PM)

Mah, querelle, ci pensavo stamattina... Nel senso che ora sto di nuovo bene, ma è perchè ho ripreso l'assunzione del sereupin, perciò continuo ad avere la sensazione di falsità che non mi piace. Almeno coi sintomi d'astinenza mi sentivo viva, reale. Sì sì, certo sono autolesionista e pure piena di rabbia, ma non la so definire. Un paio d'anni fa avrei saputo farlo, ma ora no, è che ho paura di stare male tanto quanto lo sono stata e così evito (e a questo proposito Simonetta scusami, tu sai di cosa :*).
Concordo con te, Que, che quando è possibile è bene stare lontani dagli psicofarmaci. Io ce l'ho fatta da sola per anni, poi appunto due anni fa ho ceduto, principalmente perchè alla depressione si sono sommati vari fatti gravi e ormai sentivo talmente tanto dolore dentro, che me ne provocavo continuamente a livello fisico perchè lo sovrastasse. Tra questi fatti gravi, tanto per scendere ad un livello più "reale", quello che mi ha fatto crollare x davvero è stata la notizia del suicidio di un ragazzo a cui anni addietro ero stata molto legata. Cioè, quando l'ho saputo ho cominciato a farmi domande su come poteva sentirsi e perchè proprio lui che, rispetto a me, era così entusiasta delle cose del mondo. Quando ci si fanno certe domande, è inevitabile che finiamo per pescare le possibili risposte dentro di noi e così mi sono persa. M'è entrato addosso un sapore amaro che copriva qualsiasi altra cosa e tutto quel dolore... La dottoressa da tempo mi proproneva una soluzione medica e in quel periodo stavo così male che l'ho afferrata. E adesso però lo rimpiango perchè non so quando se ne potrà fare a meno.
Una cosa che ho dimenticato di dirvi, rispetto a quando sono tornata da lei, è che quando le ho sottolineato che cmq mi sentivo di smetterlo, lei mi ha risposto: adesso ne riprendi una cpr al giorno, poi dal mese prossimo... io qui mi aspettavo che mi dicesse scaliamo di tot, invece mi ha detto che mi darà uno stabilizzatore dell'umore e io mi son sentita cadere un mattone sulla testa. Non è che io non mi fidi di lei, è un ottimo medico, il problema è che ha (secondo me) un'eccessiva fiducia nella soluzione farmacologica. Io concordo con lei che ad un certo punto la psicoterapia se non va oltre si trasforma in pura e semplice sega mentale, però la pillola magica non è allo stesso modo una soluzione. Che senso ha uno stare "bene" che non dipende da noi? Il secondo giorno in cui stavo vomitando mi rimbalzava nella testa la stessa frase (io qui non ci voglio stare) che dicevo due anni fa nel picco depressivo. Quindi che minchia m'ha risolto?
Ecco, in questo senso, pure lei mi pare una che difetta nell'ascolto, perchè se io ti dico che ho bisogno di sentire me stessa e per questo ho fatto la cazzata di interrompere bruscamente, perchè non mi trovi una soluzione meno dannosa?
Passando all'ultimo quesito, que, il fare è un ottimo antidoto al sentire se stessi. Io mi sono presa casa, così quando non lavoro, mi occupo di arredare, verniciare pulire ecc... e funziona da Dio. Naturalmente si riflette sugli altri, io non sono troppo occupata per ascoltarli, ma non posso farlo, perchè per sentirli davvero dovrei sentire anche me e quindi...
Salvo poi che quando ti fermi e cerchi te stesso ti viene lo sconforto perchè non sai più chi cazzo sei nè dove sei... e nemmeno c'è un cane vicino a te a darti una mano, perchè nel fare sei rimasto solo. E la cosa brutta è che questa situazione non riguarda solo un gruppo di persone, ma ormai siamo tutti... il vuoto cresce e il senso si perde.
Mentre proliferano le trasmissioni sul 2012, mi viene in mente che quando ero piccola ero terrorizzata dalle profezie di nostradamus (con cui mia madre era fissa), non potevo pensare che il mondo finisse. Ora mi lascia indifferente, quando non addirittura sollevata, perchè l'unica cosa che mi interessa è non soffrire, mentre non ho nulla da conservare...
:* a parte il non scusarti che non serve tra noi ..
Che senso ha uno stare "bene" che non dipende da noi? ....che importa chiedersi da dove arriva lo star bene se si sta bene? .... ( cmq ero tale e quale a te)
discorso sereupin..ho scalato di 1/4 durando mesi ...ogni diminuizione minimissima di 1/4 la facevo durare mesi (lo so e' esagerato purema non importa) per non avere cotnraccolpi ...e' chiaro che se prendi sereupin per anni e ti fermi di brutto ..accade tutto qeusto ...quindi d'accordo con la dottoressa se vuoi proprio elimarlo per vivere te stesssa ..fallo gradutatamente ..lentamente per riabituarti dolcemnte a te alle ansie a riabituarti a sentire le sensazioni che provocano ....e perche' no acnhe alle paure ...ti torna?
emi
Sep 23 2009, 02:53 PM
A parte la dipendenza dalla sostanza, che non è sicuramente una cosa piacevole sia a livello fisico che psicologico che economico, ma in che senso vi sentite 'non voi' ad assumere psicofarmarci? a me funziona al contrario, a parte sempre quel fastidio della dipendenza...però dipendo anche dalla nicotina a ben pensarci
querelle
Sep 23 2009, 03:39 PM
Amarillide le tue riflessioni sono le mie. All'apice della sofferenza psicologica saremmo pronti a tutto pur di raggiungere l'obiettivo di "ridurla/eliminarla". La mia limitatissima esperienza mi porta a credere che in me manchi la "flessibilità" di adattamento ad una realtà che vivo (non uso a caso una parola forte) come allucinante.
In pratica nonostante mi consideri un insofferente, non mi accorgo che di mio non sono in grado di gestirne/sopportarne nemmeno un pò. Sarei pronto come un pazzo a ribaltare la realtà pur di EVITARLA.
In soldoni mi butto sulla prima soluzione plausibile per PAURA...PAURA DI ME.
Con ME intendo la rappresentazione che ho del mondo (in senso lato).....che di fatto mi spaventa perchè triste e catastrofica.
Le sola parola SOLITUDINE per esempio ha il potere di atterrirmi.
Lavoro interiromente sul capire da cosa nasca questo mio comportamento evitante. Perchè non accetto l'inconsistenza delle cose? perchè non mi piego alla superficilaità dei rapporti e alle dinamiche di sfruttamento reciproco tra gli individui?
Perchè non smetto come un bambino di chiedere sempre PERCHE'???
E' anche vero che dalla mia famiglia (per mancanza di strumenti non per altro) non ho certo avuto a disposizione una mano, un modello che mi rendesse la VISIONE SOPPORTABILE.
Me ne sono fatta una io (alterata suppongo) con la quale paradossalmente non sto per niente bene.
La disperazione subentra quando in fuga dal mondo piombo nelle mie lucide e taglienti "stanze dei giochi".
Mi dico, ed ora dove vai? Bhe insomma è chiaro che quello da cui sono in fuga sia il mio dolore.
Come vedi, non ho volutamente accennato ai tuoi problemi contestuali. L'ho fatto perchè credo viceversa che la soluzione ai farmaci sia "FUORI" dall'ambiente farmacologico e medico, ma nella qualità con cui tutti insieme attraversiamo i problemi (i miei sono i tuoi e viceversa per me, non ti vedo come una cosa staccata dal resto)...in quel benedetto contatto che è per me l'unico terreno fertile per dargli un calcio al culo alle angoscie esistenziali.
Il tempo passa ed i miei giudizi si fanno via via meno netti.....la paura c'è sempre, però ho capito che per vincere una battaglia è fondamentale non avere molto da perdere. Molto nel senso di "interiormente superfluo".
Amarillide
Sep 23 2009, 03:48 PM
Oh, Emi, devo dirti la verità, non so davvero se sia una fissazione più che una cosa fondata... perchè non è che il farmaco mi ha cambiata, la sensazione di essere finta, specie quando ero troppo razionale, ce l'avevo anche prima. E' che in più grazie (e davvero grazie) a lui non ho quel senso del tragico che prima mi faceva sprofondare, per cui adesso se mi perdo nei miei pensieri fissi, li sorvolo come anestetizzata, c'è una parte della mente che mi dice di smetterla di confondermi con quelle cazzate. E' qui che mi sento finta, perchè su quelle cazzate e seghe mentali mi ci sono avvelenata la vita, quindi come posso considerarle tali? anzi, come posso considerarle tali eppure non fare nulla per cambiare direzione? Ho sempre pensato che se un giorno raggiungessi una giusta consapevolezza delle cose, allora saprei riprendere in mano la mia vita e renderla un pò più simile a se stessa. Ora non faccio nulla a parte tenermi occupata e impedirmi di pensare troppo. Quindi questo stare bene non può essere reale.
Avevo pensato che combattendo l'assuefazione ne sarei uscita io, uma me con le idee chiare sul futuro, o almeno su quello che è bianco o nero. Invece nulla.
E poi... Simo ricordo bene il tuo scalare accompagnato dalle ansie e volevo prenderlo come esempio, ma sempre sul fai da te, perchè la doc. non mi viene incontro su questo. Dice che non sono pronta e per certi versi è vero, però ho bisogno di confrontarmi con me stessa, quindi non capisco perchè non mi asseconda... Quando mi ha detto dello stabilizzatore dell'umore mi sono persa e non le ho fatto domande nè critiche, per cui non so se magari vuole darmelo mentre scalo l'altro o se vuole proprio aggiungerlo come ho inteso io. forse non è sbagliato, considerando l'autocompiacimento che provavo mentre mi si contorcevano le budella per l'astinenza. Autocompiacimento di che poi non lo so, ma è una parte di me che c'è e persiste.
Amarillide
Sep 23 2009, 03:55 PM
CITAZIONE (querelle @ Sep 23 2009, 04:39 PM)

La mia limitatissima esperienza mi porta a credere che in me manchi la "flessibilità" di adattamento ad una realtà che vivo (non uso a caso una parola forte) come allucinante.
Ecco, sono queste le parole, quelle che traducono il mio "io qui non ci voglio stare più".
Giudizi meno netti, forse è questa una delle chiavi... hai detto cose molto importanti, ci rifletto un pò prima di riprendere....
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