CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 04:26 PM)

la nostra parte autoreferenziale è la distanza che divide il nostro pensiero dalla terrificante consapevolezza di essere un'illusione....
Un'illusione è partorita da qualcosa di senziente. Di pensante. Conosci un illusione che sia in grado di pensarsi da sola?
CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 04:26 PM)

mi chiedo come faccia la mente (e soprattutto perchè lo faccia) ad immaginare l'esistenza di un "qualcosa" oltre se stessa???
Facendo leva sul sentire. Il sentire è comune ad ogni creatura vivente. Difficilmente posso dire ad un amico con ragione: "so esattamente a cosa stai pensando". La tua mente sta solo pensando a come pensa che l'altro pensi. Ma il dolore, la gioia, la noia, l'esaltazione, la rabbia la leggo subito. La riconosco. E anzi la riconosco prima negli altri che in me stesso. Poiché il bambino fino ad una certa età riconosce dapprincipio e poi si auto-riconosce. Dovremmo tornare un pò bambini. Un pò di sana ingenuità e curiosità puerile fa solo bene.
CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 04:26 PM)

Creare questa alternativa non servirà forse a giustificare la propria esistenza? Ma giustificare a chi poi?
Non è che non esiste un significato per l'esistenza. Ce ne sono troppi possibili. Ma vedo che in ogni successiva domanda c'è implicitamente una risposta alla domanda precedente! Significa che sei un maestro dei significati, mio inguaribile nichilista!

CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 04:26 PM)

Chi e perchè può aver partorito l'impossibilità di informazione al di la della differenziazione?
Dire che sappiamo pensare anche per antitesi non significa che è la sola cosa che ci limitiamo a fare. Ancora una volta non è impossibile l'informazione in sé e per sé. L'informazione è soltanto ingestibile in quanto non quantificabile. Esattamente come un uomo. Per riprendere il gioco delle associazioni libere, non tutti se dico "CANE" risponderanno "GATTO". Ci sono anche associazioni per similitudine. Per esempio qualcuno potrebbe rispondere "OSSO". Ma a volte "OSSO" svela qualcosa di più di "GATTO" e noi tendiamo ad essere criptici, anche inconsapevolmente per preservare la nostra autoreferenzialità, che se permetti non è solo un mezzo di differenziazione, ma anche di informazione. Per noi e per gli altri. Attraverso di noi e attraverso gli altri.
CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 04:26 PM)

Se ci fosse una sola nota, un solo colore, un solo sesso cosa succederebbe "realmente"......ho i brividi a pensarmi un Dio "inalterante" (questa parola me la sono dovuta inventare per esprimere un conncetto forse fin'oggi mai espresso).
Questo è il motivo per cui quasi tutte le parole pronunciate dagli uomini sono una sorta di allegoria. Se la gente capisse che la realtà non esiste ab aeterno, ma non é nemmeno qualcosa di effimero, riuscirebbe a cogliere nella religione tanto quanto nella filosofia, nell'arte, nella scrittura e persino nella chimica e nella fisica nient'altro che un allegoria della realtà. Uno schema ampiamente (ma non universalmente) condivisibile, ma che rappresenta solo una tra le tante possibili chiavi interpretative.
Insomma potevi chiedermi: sei universalista o relativista? E io potrei glissare abilmente la domanda pur riconoscendo davanti a me stessa con un pizzico di umiltà che non lo so cosa sono. Ma che la realtà, vuoi per caso, vuoi per non so quale altro motivo, è strutturata in maniera grandemente complessa. Non so fino a che punto uno schema interpretativo può abbracciare la realtà. So che è valido in una buona percentuale dei casi. Ma ogni cosa è vittima dell'approssimazione. Le tue riflessioni svelano che hai una mente magnificamente ma fatalmente scientifica. Ogni tanto bisogna cedere il passo... L'informazione è un'entità in sè e per sé o é solo qualcosa che deve essere necessariamente pensato da una mente?
E per chiudere in bellezza... Non so se ho capito quello che volevi chiedermi e non so nemmeno se ho detto quello che penso sul serio onestamente.
La risposta a questo dubbio risiede in un piccolo aforisma di Verza, fresco di WORD:
“Perché la parola è invecchiata dentro di me… Non è bella perché non è completamente nuova, non è nuova per me stessa. A volte so qualcosa senza saperlo dire. E allora è bello non avere parole. Ma quando un giorno rileggi quella stessa parola, dentro gli occhi del tuo dirimpettaio, allora sì che la parola torna ad essere bella. Perché apre la strada a nuovi cammini, a nuove parole, a nuovi mondi e nuovi pensieri.”
Ho bisogno di altre domande, per avere migliori risposte.
Sono stata spiegata? No, perché seriamente sarei alquanto confusa io per prima!

A volte, per qualche prodigio misterioso, gli altri capiscono prima di me quello che intendo dire.