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Versione completa: "VI VERI VENIVERSUM VIVUS VICI"
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Verza
"Vi Veri Veniversum Vivus Vici"
"Col potere della verità, vivendo, conquistai l'universo."


<<C'è chi potrebbe viaggiare ovunque, conoscere e imparare ad apprezzare una miriade di cose, invece si adagia sul "qui si fa così".
Vacanze con mete programmate, vestiti che esprimono il gusti del gruppo, non quello personale, pensieri di appartenenza.
Condizioni di subordinazione, solo per sentirsi migliori.
L'uomo deve avvertire la sensazione di libertà tra le dita, per sentirsi davvero tale. Deve distruggere tutto ciò che ha per apprezzarne la ricchezza.
Deve far soffrire e perdere qualcuno a cui tiene, per sentirne veramente la mancanza.
Solo dalla sofferenza si apprezza la vita.
Solo dalla privazione troviamo un senso alla presenza.
Allora penso che ciò che ci distingue dagli animali non è l'intelligenza, perchè non serve averla, se non viene usata in modo corretto e produttivo.
E "produttivo" significa godere di ciò che hai, non nel futuro, quando avrai fatto di tutto per allontanarlo da te.
No.
Ciò che ci distingue dagli animali è la malinconia.
La conseguenza dei danni provocati da noi stessi. Il desiderio di libertà, come concetto generico e generale, come status symbol, come ribellione a ciò che ci fa stare bene più di ogni altra cosa, ma che tentiamo disperatamente di allontanare, per evitare che ci leghi.
L'uomo è strano.
La malinconia fa assumere un senso romantico all'autodistruzione. Sembra quasi narrato da un cantore ed assume fascino.
L'insoddisfazione ci dona un tocco di stoicismo, una sorta di rifiuto della vita che ti fa sembrare più interessante, piuttosto che cretino.
E viviamo così, senza sapere bene in che direzione muoverci, cercando di appartenere ad un certo tipo di microsocietà che ci va stretta, ma nella quale ci sentiamo protetti e dove nessuno oserà darci contro, perchè la colpa è sempre degli altri. Dove cercheremo di allontanare chi ci tende la mano e vorrebbe accompagnarci in questo cammino che da molti è chiamato vita, per paura che un giorno o l'altro non sapremo più fare a meno di quella mano, e per paura che sia arrivato il momento di comportarci bene per meritarci quella stretta.
A volte le inferriate non sono intorno a noi, ma nella nostra testa.>>

Tratto da un BLOG di una ragazza toscana di 27 anni --> http://occhifatati.giovani.it/diari/279679...ta_rifiuta.html
Verza
“Se il silenzio può essere la madre di ogni parola, il vuoto è la madre di ogni idea geniale.”

Questo per rispondere a chi studia gli spostamenti d’acqua. Ricordi Eloisa il tuo io senziente? Questo perché “ogni legge scientifica è il relitto di un sogno mitologico”. Questo perché la mia mente è collegata ad altre menti che mi sentono viva. Menti che non vedo solo spostamenti d’acqua. Perché l’essere umano non si muove secondo un gradiente di concentrazione. Questo perché nell’acqua e oltre l’acqua c’è magia. Una magia che la fisica non può penetrare. Né la chimica. Ma tanto più le scienze si abbracciano all’alchimia del pensiero senziente, tanto più profiucua sarà la loro ricerca, qualunque cosa esse stiano cercando. Ho detto una parola stasera nella mia mente. Una parola che non so dove cadrà. Forse rimarrà inascoltata. Ma un pensiero fluttua nella stanza. E qualcuno un giorno lo raccoglierà. Non importa affatto se accadrà quando io me l’aspetto. Un giorno qualcuno odrà l’eco di quella parola. Come in quel tema che scrissi e di cui nessuno saprà mai. Eppure non credo nell’ecolalia che si propaga nel vuoto. Ma tra il vuoto e la materia. E la materia e il vuoto. Io non so se questa cosa posso arditamente chiamarla anima del mondo. Io la chiamo parte senziente delle cose e degli esseri. E quella voce la ritrovo anche, e non solo, nel silenzio. Spazio. Date spazio alla materia per organizzarsi nel vuoto, per il vuoto e attraverso il vuoto. Imperocché (per usare impropriamente arcaismi alla Galileo) io il vuoto nemmeno so se esiste. Non so se esiste una parte dell’essenza che possa non essere pensata. Dietro a un fisico c’è un filosofo. Dietro un filosofo c’è un fisico. Dentro un uomo c’è un altro uomo. Per questo io definisco le persone come esseri fatti a matrioska. Ma a volte il più grande è nel più piccolo. E questo è fonte di disperazione. Di angoscia. Di tormento. Dì lì la bramosia della morte. Che poi non è altro che la nostra metà completa. Quando un pensiero è più grande di un uomo, non riescie a uscire, e allora si impadronisce del suo corpo, della sua mente, finanche della sua voce. Perché nasce da una voce profonda, che il più delle volte, se non sempre è rimasta inascoltata. Questo miei cari lettori è quello che chiamate malattia della mente. Molti mali della mente nascono da uno stato estremo di frustrazione. Che si accumula e corrode il pensiero di chi abita in quella mente e in quel pensiero. La lezione più grande che potrei dare a mio figlio è questa: fa che i pensieri abitino la tua mente, ma non abitare mai in un pensiero. Non è una dimora destinata a durare. Perché i pensieri sanno prendere le strade più inattese. Per questo qualcuno saggiamente parlò del potere taumaturgico della parola. Viviamo in un mondo fatto parole. E io mi chiedo quale sia l’eredità delle parole, e quali i limiti. Il loop è il limite della parola che si fa pensiero pensato in una mente troppo costretta e frustrata per gestirlo. Ed è anche il limite delle parole che si fanno pensiero, ma è una questione ancora da redimere tra prima e dopo. Per questo, a chi leggerà queste parole (forse sarò solo io a farlo…) voglio dire di pensare al durante. Di essere una sintesi tra pensiero e azione. Se vi curate solo del vostro pensiero o solo delle vostre azioni, una parte di voi verrà inevitabilmente frustrata. E allora sarete persone infelici. Infelici tra gli uomini forse più se vi curate dell’azione, infelici con voi stessi forse se vi curate unicamente del pensiero. Non posso dire di più. Perché più di questo so poco o nulla. Ma credetimi sapere il nulla è già molto. La mente a questo potere che si dice si chiami immaginazione per cui per antitesi posso sempre immaginare l’opposto di ciò che i miei sensi stanno sentendo. Proviamo a fare il gioco delle associazioni. Molti di voi se dico cane risponderanno gatto. Se dico caldo risponderanno freddo. Non si creda che sia solo frutto della comune esperienza sensitiva. Se dico nulla il richiamo è all’infinito. Non si faccia una colpa perciò a chi vissuto in uno stato di forte deprivazione fisica o mentale, riesca a immaginare una realtà migliore. Dietro ogni pensiero negativo può nascondersi la speranza di qualcosa di meglio. E dietro al meglio può nascondersi la paura del peggio.
Verza
C'è un "Ha" voce del verbo essere scritta come una "a" preposizione. E forse svariati altri errori di scrittura e di "ORROgrafia", che non riesco cogliere forse nel presente visto che la mia mente conosce perfettamente il mio pensiero, a differenza di chi potrebbe eventualmente leggere queste righe.

Pardon!

wink.gif

Notte cicciolini! ^^
querelle
CITAZIONE (Verza @ Nov 2 2009, 01:55 AM) *
C'è un "Ha" voce del verbo essere scritta come una "a" preposizione. E forse svariati altri errori di scrittura e di "ORROgrafia", che non riesco cogliere forse nel presente visto che la mia mente conosce perfettamente il mio pensiero, a differenza di chi potrebbe eventualmente leggere queste righe.

Pardon!

wink.gif

Notte cicciolini! ^^



Contenuti invitanti....

ha non è voce del verbo essere, ma voce del verbo avere.

Essere o avere o nessuno dei due???

From(m) Querelle (che può essere letto come "da querelle" o come l'associazione di due persone delle quali una geniale)
Verza
CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 01:07 PM) *
Contenuti invitanti....

ha non è voce del verbo essere, ma voce del verbo avere.

Essere o avere o nessuno dei due???

From(m) Querelle (che può essere letto come "da querelle" o come l'associazione di due persone delle quali una geniale)

Querelle e querelle sono tanto geniali perché hanno in quanto sono e sono in quanto hanno. Forse aveva ragione Freud a dire che nelle scivolate della mente si nasconde un pensiero. Perdonate i lapsus verziani (mi permetto di scriverlo con la minuscola solo perché è un aggettivo). Non morirà mai la parte auto-referenziale di me stessa. Quella che si pensa come Capitol letter. Questo semplicemente perché il mondo non lo posso vedere che come sono io.
Verza
Quante belle pippe! laugh.gif
Verza
“Perché la parola è invecchiata dentro di me… Non è bella perché non è completamente nuova, non è nuova per me stessa. A volte so qualcosa senza saperlo dire. E allora è bello non avere parole. Ma quando un giorno rileggi quella stessa parola, dentro gli occhi del tuo dirimpettaio, allora si che la parola torna ad essere bella. Perché apre la strada a nuovi cammini, a nuove parole, a nuovi mondi e nuovi pensieri.”

Autocitazione autoreferenziale! laugh.gif
querelle
CITAZIONE (Verza @ Nov 2 2009, 02:29 PM) *
Querelle e querelle sono tanto geniali perché hanno in quanto sono e sono in quanto hanno. Forse aveva ragione Freud a dire che nelle scivolate della mente si nasconde un pensiero. Perdonate i lapsus verziani (mi permetto di scriverlo con la minuscola solo perché è un aggettivo). Non morirà mai la parte auto-referenziale di me stessa. Quella che si pensa come Capitol letter. Questo semplicemente perché il mondo non lo posso vedere che come sono io.


la nostra parte autoreferenziale è la distanza che divide il nostro pensiero dalla terrificante consapevolezza di essere un'illusione....

mi chiedo come faccia la mente (e soprattutto perchè lo faccia) ad immaginare l'esistenza di un "qualcosa" oltre se stessa???

Creare questa alternativa non servirà forse a giustificare la propria esistenza? Ma giustificare a chi poi?

Chi e perchè può aver partorito l'impossibilità di informazione al di la della differenziazione?

Se ci fosse una sola nota, un solo colore, un solo sesso cosa succederebbe "realmente"......ho i brividi a pensarmi un Dio "inalterante" (questa parola me la sono dovuta inventare per esprimere un conncetto forse fin'oggi mai espresso).
Verza
Prendo fiato. Poi prima di tutto rileggo. Tante domande, troppe per me forse. Non sai che ai bambini bisogna fare una domanda per volta e fare in modo che il legame tra tutte le domande sia quanto più esplicito possibile? Sono solo una bambina invecchiata suvvia! Non pretendere troppo da me. Rileggo mentre fumo.
Ti adoro comunque.
querelle
Love ma tu davvero mi prendi sul serio?
Mandamici ma fallo volentieri....a mò di dono ahahahaha
Verza
CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 04:26 PM) *
la nostra parte autoreferenziale è la distanza che divide il nostro pensiero dalla terrificante consapevolezza di essere un'illusione....

Un'illusione è partorita da qualcosa di senziente. Di pensante. Conosci un illusione che sia in grado di pensarsi da sola?

CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 04:26 PM) *
mi chiedo come faccia la mente (e soprattutto perchè lo faccia) ad immaginare l'esistenza di un "qualcosa" oltre se stessa???


Facendo leva sul sentire. Il sentire è comune ad ogni creatura vivente. Difficilmente posso dire ad un amico con ragione: "so esattamente a cosa stai pensando". La tua mente sta solo pensando a come pensa che l'altro pensi. Ma il dolore, la gioia, la noia, l'esaltazione, la rabbia la leggo subito. La riconosco. E anzi la riconosco prima negli altri che in me stesso. Poiché il bambino fino ad una certa età riconosce dapprincipio e poi si auto-riconosce. Dovremmo tornare un pò bambini. Un pò di sana ingenuità e curiosità puerile fa solo bene.

CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 04:26 PM) *
Creare questa alternativa non servirà forse a giustificare la propria esistenza? Ma giustificare a chi poi?

Non è che non esiste un significato per l'esistenza. Ce ne sono troppi possibili. Ma vedo che in ogni successiva domanda c'è implicitamente una risposta alla domanda precedente! Significa che sei un maestro dei significati, mio inguaribile nichilista! biggrin.gif

CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 04:26 PM) *
Chi e perchè può aver partorito l'impossibilità di informazione al di la della differenziazione?

Dire che sappiamo pensare anche per antitesi non significa che è la sola cosa che ci limitiamo a fare. Ancora una volta non è impossibile l'informazione in sé e per sé. L'informazione è soltanto ingestibile in quanto non quantificabile. Esattamente come un uomo. Per riprendere il gioco delle associazioni libere, non tutti se dico "CANE" risponderanno "GATTO". Ci sono anche associazioni per similitudine. Per esempio qualcuno potrebbe rispondere "OSSO". Ma a volte "OSSO" svela qualcosa di più di "GATTO" e noi tendiamo ad essere criptici, anche inconsapevolmente per preservare la nostra autoreferenzialità, che se permetti non è solo un mezzo di differenziazione, ma anche di informazione. Per noi e per gli altri. Attraverso di noi e attraverso gli altri.

CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 04:26 PM) *
Se ci fosse una sola nota, un solo colore, un solo sesso cosa succederebbe "realmente"......ho i brividi a pensarmi un Dio "inalterante" (questa parola me la sono dovuta inventare per esprimere un conncetto forse fin'oggi mai espresso).


Questo è il motivo per cui quasi tutte le parole pronunciate dagli uomini sono una sorta di allegoria. Se la gente capisse che la realtà non esiste ab aeterno, ma non é nemmeno qualcosa di effimero, riuscirebbe a cogliere nella religione tanto quanto nella filosofia, nell'arte, nella scrittura e persino nella chimica e nella fisica nient'altro che un allegoria della realtà. Uno schema ampiamente (ma non universalmente) condivisibile, ma che rappresenta solo una tra le tante possibili chiavi interpretative.
Insomma potevi chiedermi: sei universalista o relativista? E io potrei glissare abilmente la domanda pur riconoscendo davanti a me stessa con un pizzico di umiltà che non lo so cosa sono. Ma che la realtà, vuoi per caso, vuoi per non so quale altro motivo, è strutturata in maniera grandemente complessa. Non so fino a che punto uno schema interpretativo può abbracciare la realtà. So che è valido in una buona percentuale dei casi. Ma ogni cosa è vittima dell'approssimazione. Le tue riflessioni svelano che hai una mente magnificamente ma fatalmente scientifica. Ogni tanto bisogna cedere il passo... L'informazione è un'entità in sè e per sé o é solo qualcosa che deve essere necessariamente pensato da una mente?


E per chiudere in bellezza... Non so se ho capito quello che volevi chiedermi e non so nemmeno se ho detto quello che penso sul serio onestamente.
La risposta a questo dubbio risiede in un piccolo aforisma di Verza, fresco di WORD:

“Perché la parola è invecchiata dentro di me… Non è bella perché non è completamente nuova, non è nuova per me stessa. A volte so qualcosa senza saperlo dire. E allora è bello non avere parole. Ma quando un giorno rileggi quella stessa parola, dentro gli occhi del tuo dirimpettaio, allora sì che la parola torna ad essere bella. Perché apre la strada a nuovi cammini, a nuove parole, a nuovi mondi e nuovi pensieri.”


Ho bisogno di altre domande, per avere migliori risposte.
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Sono stata spiegata? No, perché seriamente sarei alquanto confusa io per prima! laugh.gif A volte, per qualche prodigio misterioso, gli altri capiscono prima di me quello che intendo dire.
Verza
CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 04:52 PM) *
Love ma tu davvero mi prendi sul serio?
Mandamici ma fallo volentieri....a mò di dono ahahahaha

Sì ma per esperienza ho compreso che quando scherzi sei molto più serio di quando lo ammetti davanti a te stesso. E c'era qualcosa di magnificamente provocatorio e di molto più utile della presa per i fondelli. laugh.gif Non ti ci mando perché per me è un piacere parlare con una persona così stimolante (non a modi lassativo però, non pensare già male!)... Piccolo mio, dovevo solo raccogliere le poche idee sparse tra le sedici scimmie laureate che abitano nella piccola scatola cranica dove abitano anche i follicoli piliferi dei miei capelli (che occupano uno spazio considerevole del mio piccolo e claustrofobico cervellino) e il solo neurone rimasto... Ormai schizzato e psicoattivo che si nutre di psicofarmaci, è grosso come un'arancia e sovente si diletta a cantare "I will survive" con una splendida voce maschile che imita grottescamente la mitica Gloria Ganyor... Non so... capisci ora perché sono confusa? laugh.gif
Verza
Una volta un professore di filosofia mi chiese: "E se lei fosse posseduta da un genio maligno?" Non sono ancora sicura di aver capito le implicazioni e il significato di quella domanda. Puoi illuminarmi? Mi tormenta di giorno e di notte. biggrin.gif
Verza
Nuovo aforisma di Verza: "“IL MIO SCIBILE E’ ALQUANTO DISCIBILE, ma è tanto più bello quanto più è indicibile"

Fede caro querelle. Solo insulsa, comoda, a volte gratificante, a volte frustrante FEDE. Si può avere fede in Dio o in Nietzsche. Ma sempre di fede si tratta. Figurati che io ne ho svariate di fedi: fedi spirituale, fedi pedagogiche, fedi psicologiche, fedi scientifiche e fedi filosofiche. Sarebbe troppo bello e ingestibile vivere senza le nostre fedi.
Verza
Ovviamente la fede non è mai a misura di umanità, ma di uomo, di individuo, di singolo. Non credo unicamente nella fede collettiva. Ma in quella individuale sì. Profondamente.
querelle
Mi hai fatto delle domande cui non so magnificamente rispondere.....finalmente faccio un sospiro di sollievo.

Per un pò della tua autoironia darei in cambio la possibilità che mi è stata data di morire da vivo.
querelle
CITAZIONE (Verza @ Nov 2 2009, 05:14 PM) *
Una volta un professore di filosofia mi chiese: "E se lei fosse posseduta da un genio maligno?" Non sono ancora sicura di aver capito le implicazioni e il significato di quella domanda. Puoi illuminarmi? Mi tormenta di giorno e di notte. biggrin.gif


Ti tormenta perchè forse hai paura ed al tempo stesso sei consapevole di desiderare di essere un genio maligno.
Ma scorgere la paura insita nel desiderio ti rende solo maggiormante consapevole...........
Verza
CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 05:20 PM) *
Mi hai fatto delle domande cui non so magnificamente rispondere.....finalmente faccio un sospiro di sollievo.

Per un pò della tua autoironia darei in cambio la possibilità che mi è stata data di morire da vivo.

E allora lascia che l'idea passi attraverso la prima e la seconda deformazione: la prima è quella di un nuovo pensiero (che non sarà il mio pensiero, ma il nuovo pensiero su misura di Querelle con la Q maiuscola, pensato da Querelle e per Querelle, che rimanderà un immagine di un nuovo querelle a sua volta), la seconda è quella di una nuova parola.
E poi il procedimento ricomincia, passando tra fedi antiche e nuove, tra parole di "altri" che parlano della medesima cosa eppure di una cosa così differente... Poi dopo l'ascolto esterno e l'ascolto intimo ripartono tutte quelle deformazioni che chiami illusioni.
Suvvia non essere così pessimista, anche tu hai una splendida vena autoironica. La domanda che sorge è perché pensare a costruire un senso inafferrabile e sempre perfettibile ma mai perfetto? Per la gratificazione di scoprire di essere attraverso il fare e di fare attraverso l'essere.
wink.gif
Verza
CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 05:25 PM) *
Ti tormenta perchè forse hai paura ed al tempo stesso sei consapevole di desiderare di essere un genio maligno.
Ma scorgere la paura insita nel desiderio ti rende solo maggiormante consapevole...........

Interessante riflessione sul potere del senso di colpa. E' una malattia di noi (per parlare di Verza si può tranquillamente usare il plurale) narcisisti che ci siamo auto-definiti istrionici (forse non cogliendo appieno il nostro potenziale euristico) quella di sentire un enorme scarto tra l'essere e il dover essere.
wink.gif
querelle
CITAZIONE (Verza @ Nov 2 2009, 05:29 PM) *
Interessante riflessione sul potere del senso di colpa. E' una malattia di noi (per parlare di Verza si può tranquillamente usare il plurale) narcisisti che ci siamo auto-definiti istrionici (forse non cogliendo appieno il nostro potenziale euristico) quella di sentire un enorme scarto tra l'essere e il dover essere.
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Può secondo te il pensiero "osservare" qualcosa senza sovrappore il "come dovrebbe essere"?
Verza
CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 05:36 PM) *
Può secondo te il pensiero "osservare" qualcosa senza sovrappore il "come dovrebbe essere"?

Il pensiero no. Ma il pensiero senziente può eccome. Eppure la linea di confine non è netta in una personalità bene integrata. E' per questo che noi malati sappiamo di più delle persone normali su chi siamo. Perché nelle fratture della personalità riconosci l'essenza più autentica delle singole parti. E' vero, a volte manca il quadro di insieme. Ma noi spesso abbiamo tante, più parole di una persona normale. Proprio per questa intrinseca scissione della nostra mente. Certo, non sappiamo o facciamo molta fatica a far funzionare le parti insieme, ma il lavoro introspettivo a cui volenti o nolenti ci costringiamo ci spinge a cercare nelle parole un mezzo per dare un nome al pensiero senziente, a conoscerlo, ad anticiparlo. Il fatto è che per farlo noi abbiamo bisogno del pensiero "puro", quello simile a quello verbale per intenderci. E' normale che un depresso abbia più difficoltà di concentrazione di un normale. Buona parte delle sue energie psichiche sono spese per porre in continua relazione le parti scisse del suo essere.
Ma siamo dei grandi seduttori e dei fantastici "affabulatori allegramente suicidi", alla Pennac.
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Verza
In una condizione considerata ottimale è difficile anche per gli studiosi dell'anatomia cerebrale capire in quali sedi esatte inizia e finisce esattamente sentire ed inizia esattamente il pensare. Sono state fatte delle mappe, che però ancora una volta soffrono del limite dell'approssimazione e questo per due motivi: 1) ogni cervello è una bestia a sé, 2) tra tutti i neuroni e le connessioni sinaptiche e post-sinaptiche del cervello come si può fare a capire dove inizia e finisce una data informazione (trasmessa sotto forma di impulso elettrico) e dove inizia un'altra? Siamo strutture che per natura tendono ad essere altamente integrate in ogni loro componente. Per cui difficilmente se hai per esempio un infezione piuttosto pesante il tuo corpo non subirà altre modifiche come per esempio l'aumento di temperatura corporea... Per questo noi siamo davvero molto speciali, molto di più di quanto crediamo. Siamo davvero dei "diversamente abili" in un'accezione quanto mai positiva.
querelle
Se una volta raccontassi come ho passato Halloween tutti gli studiosi del mondo metterebbero in discussione le loro scoperte.

Indizi:

-ristorante indiano

-ciccione psicolabile

-identità sessuali in continuo cambiamento

-taxi

-minigonne nascoste nei cappotti (e non dal freddo)
Verza
CITAZIONE (querelle @ Nov 2 2009, 05:58 PM) *
Se una volta raccontassi come ho passato Halloween tutti gli studiosi del mondo metterebbero in discussione le loro scoperte.

Indizi:

-ristorante indiano

-ciccione psicolabile

-identità sessuali in continuo cambiamento

-taxi

-minigonne nascoste nei cappotti (e non dal freddo)

Adesso sopravvaluti la mia capacità immaginativa... Però mi stuzzica provare a indovinare. Sono certa che non mi avvicino granché alla realtà! laugh.gif Forse è qui il bello del gioco... Nah... Ho sparato troppe cartucce oggi... Però sono curiosissima di capire che è accaduto e perché ti è venuto in mente il fatto degli studiosi che metterebbero in discussione le loro scoperte! laugh.gif laugh.gif laugh.gif laugh.gif
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