Ciao M@d e ciao Querelle!

Buon anno anche da parte mia a tutti e due. Devo dire che per la mia esperienza mi sento più vicina alle parole di Querelle o meglio all'interpretazione che ho dato alle parole di Querelle. Giusto? Sbagliato? Non saprei dire cosa sia giusto e sbagliato, esistono solo differenti modi di sentire e pensare, di vivere e di dare significato alle cose, appunto come dice Querelle differenti modi per chiamare la stessa cosa, o chiamare con lo stesso nome due cose diversissime... Per questo dicevo che anche chi ci ama non ci capisce, ma a volte coglie un dettaglio in più di noi, a volte uno in meno... Ma certamente quando gli comunichiamo qualche pensiero o emozione, in realtà lei/lui non sta capendo esattamente quello che noi intendiamo dirgli.
CITAZIONE (querelle @ Jan 4 2010, 07:55 AM)

Il processo "del pensare", come puoi notare semplicemente rileggendoti, è un processo di isolamento.
Sì. Il mio pensiero è stesso spesso, troppo spesso un processo di isolamento. E invece spesso la mia ancora di salvezza è stata la condivisione dei miei pensieri e del mio sentire... Questo tenendo sempre presente che ciò che l'altro mi dice, non è quello che io sento con le orecchie e con il cuore. E viceversa...
CITAZIONE (querelle @ Jan 4 2010, 07:55 AM)

Anche il desiderare l'incoscienza altro non è che un pensiero...pari pari ai precedenti; gli hai solo cambiato il nome.
Non mi riuscirò mai a liberare del tutto di quella presenza che agisce sempre come soggetto e che chiamo razionalità. Stanotte ho fatto un sogno in cui ero una maestra che faceva morire una bambina perché troppo sicura di se stessa e dei suoi pensieri. Questa è la mia parte razionale adesso, in questo preciso istante.
CITAZIONE (querelle @ Jan 4 2010, 07:55 AM)

Tutti motivi per i quali ho la tentazione di parlare di piaceri, di necessità, di carenze, ma non di amore.
Al momento vedo sì l'amore come una forma di completamento. Come se prima mi mancasse qualcosa e adesso quel vuoto fosse stato almeno in parte colmato. Oltre al piacere aggiungerei la gioia della condivisione. Reale? Immaginaria? Un pezzo di te comunque arriva dall'altra parte, non importa quanto distorta sia l'immagine che l'altro ha di te. Un pezzo tuo l'altro lo possiede: per un giorno, un anno, 25 anni o quasi una vita... Dipende dalle vicissitudini della vita, dal caso e dai reciproci bisogni.
CITAZIONE (querelle @ Jan 4 2010, 07:55 AM)

Non ne voglio fare una questione di parole, piuttosto credo sia utile indagare COSA NOI SPECIFICATAMENTE METTIAMO IN QUELLA PAROLA DAL SUONO MAGICO.
Per me amore è condivisone di una parte di noi che decidiamo di consegnare all'altro. E anche qui mi viene in mente un sogno in cui mi tagliavo ciocche di capelli e le faxavo a un feticista che adorava i capelli femminili. Io decido cosa consegnare all'altro e come. L'altro deciderà se accogliere o meno il mio dono e se lo farà in quale modo lo farà. Poi non è detto che io sia così attenta da capire cosa l'altro mi sta dando di rimando. Però ecco, se una persona per me è importante, ci provo nella speranza di riuscirci.
CITAZIONE (querelle @ Jan 4 2010, 07:55 AM)

Alla mia veneranda età suppongo che tutto quello che può abbracciare la mente è COSA NON E' AMORE.
Non è amore secondo me provare a cambiare l'altro. Un pezzo di amore lo chiamo accettazione positiva incondizionata, che è poi quella che rende possibile la psicoterapia e l'analisi psicoanalitica tra terapeuta e paziente. Mi sono fatta l'idea che amare non significa capire o sapere tutto dell'altro, ma quanto meno accoglierlo senza essere giudicante, sapendo cogliere quanto l'altra persona reputa importante il pezzo di sé che ci ha consegnato. E poi va bé... tutti abbiamo il diritto a preservare un brandello di noi stessi, i nostri limiti e le nostre piccolezze... Possiamo tentare di smussare gli angoli per amore... Ma non siamo calzini da ribaltare ...
CITAZIONE (querelle @ Jan 4 2010, 07:55 AM)

Quello che è amore non può stare (per quanto sottile e profonda possibile) a nessun livello della nostra coscienza.
Sai quando ero giovane ero l'ultima persona ad accorgermi di avere un debole per un ragazzo... Di solito mi tradivano i miei occhi o dio solo sa cos'altro. Quindi per lungo tempo l'amore in me non ha abitato che ad un livello irrazionale. Ma quando trovi una persona che soddisfa anche il bisogno razionale penso che cominci a sentire l'amore a livello anche della tua coscienza, anche se nasce ed è molto profondo e molto più ben radicato a livello incosciente. Quando l'eccitazione sposa il bisogno stranamente si raggiunge l'acme del sentire.
Forse ci riteniamo più scissi di quello che siamo. Forse il sentire e il capire non sono così separati sempre e comunque. Io personalmente amerei scegliere come strumento privilegiato il sentire prima del capire, perché nel sentire c'è più pensiero di quanto sentimento ci sia nel capire.
CITAZIONE (querelle @ Jan 4 2010, 07:55 AM)

In fondo l'illusione è la cartina tornasole del fatto che dietro "qualcosa di reale c'è".
L'illusione fa forse anch'essa parte della verità??? Vale a dire, il nostro volerci illudere di qualcosa che cos'è???
Il non amore, fa parte dell'amore???
Credo anch'io che l'illusione sia la cartina tornasole del fatto che dietro "qualcosa di reale c'è"... e questo qualcosa è nella distanza infinitesimale che c'è tra quello che voglio comunicare e quello che l'altro percepisce. C'è una frattura. Ma dietro alla frattura c'è un punto in comune. O forse meglio, due innamorati sono come due curve asintotiche che tendono all'infinito senza mai toccarsi. Ma esse si avvicinano, si avvicinano sempre di più e hanno l'impressione di essere una lo specchio dell'altro. Credo sia per questo che l'uomo si sia dilettato sovente a immaginare Dio come l'essere capace di amore incondizionato. L'amore di cui noi siamo capace è tutt'altro che incondizionato, ma non per questo unicamente foriero di illusioni e di sentimenti fallaci. Può finire. Può spegnersi a poco a poco come due curve asintotiche che prima si avvicinano quasi a raggiungere una fusione e poi si allontano progressivamente fino a delineare una distanza infinita tra loro due. Una o entrambe le curve possono deviare di netto la loro traiettoria. O procedere parallelamente l'una all'altra mantenendo la stessa distanza tra loro o accorciandola ancora di più. Questo perché l'altro un pò ci deve essere simile, un pò ci deve essere complementare. Ed è difficile trovare il mix ideale.
Se il non amore fa parte dell'amore non lo so. Ho cercato di spiegare cos'è per me il non amore. Ma non so Querelle cosa intendi tu per "Non Amore". O non ce l'hai spiegato o non l'ho inteso io.
Querelle secondo me nella tua intelligenza non hai mai trovato uno specchio che ti rimandasse la tua immagine trasformata. Devi essere un ragazzo speciale, forse per questo è difficile trovare qualcuno che sappia toccare le corde giuste. Ho avuto come l'impressione che tu oscillassi tra l'idealizzazione del tuo interlocutore e la frustrazione per non essere capito. Ma magari mi sbaglio...
Scusami se mi sono permessa!