As always...sigarette e Montenegro...
E' la paura che spinge le persone a muoversi, a ingegnarsi in mille modi creandosi giornate piene e complicate... la paura di restare congelati a girarsi i pollici e vedersi inevitabilmente costretti a porsi la domanda "e adesso?"...
Così ci si adopera come delle formiche senza regina, lavorando il triplo, ma non vedendone più lo scopo.
Più si corre e più si percepisce l'immotilità, più si urla e più non si è ascoltati, più si brama serenità e più questa scivola via dalle dita.
Una vita passata ad ammirare il moto dei fiori di pesco, non è una vita sprecata...
Un'esistenza salda, ma cosciente dell'eterno ruotare e mutare delle cose, non sarà mai immobile, evolverà con la realtà e contemporaneamente farà evolvere la realtà...
Tra l'errare e il viaggiare c'è un abissale differenza...errando lasci a casa tutto, sperando di trovare qualcosa di nuovo,di ricostruirti, di dimenticare...viaggiando invece, porti con te tutto il tuo bagaglio, scartando, passo dopo passo, ciò che ormai è obsoleto, che è solo un peso...ma senza dimenticarlo...
Dopotutto vivere è viaggiare, mentre sopravvivere è errare...
In tutta la letteratura il "cavaliere errante" è alla ricerca di un fine superiore in cui potersi nuovamente riconoscere e in cui si possa totalmente dedicare,una figura smarrita....il viandante invece è sempre il custode di una luce che da speranza, un personaggio che spiazza chi lo incontra, la classica bocca della verità.
Il pregio del viandante è che sta bene ovunque, perchè tanto ha tutto con sè, sa a priori quando il tempo di restare in un luogo è esaurito...e tale tempo coincide sempre con il raggiungimento dell'equilibrio di tutti gli altri personaggi...equilibrio che egli stesso ha inevitabilmente portato, vista la sua fortezza.
Il cavaliere errante invece non ha pregi, è un Orlando Furioso, ha perso il senno, ha dipinte sul volto la paura e la tristezza di non essere mai nessuno...crede di fare l'azione giusta ma inevitabilmente porta a un inasprimento degli eventi...rompe legami, crea conflitti...il tutto per una parvenza di "fine superiore" che in realtà non esiste, perchè dettato unicamente dal proprio egoismo...
Giunge prossimo alla morte, ma viene salvato e redento dal viandante, che gentilmente gli porge degli occhiali per vedere la realtà con un'ottica più ampia...che supera il proprio spazio peripersonale....