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Versione completa: Adolescenza
Ilsolenellavita > Ansia e ...non solo > Io e il Mio corpo
Verza
Pensando al tema del corpo mi è venuta in mente sta canzone dei Litfiba... http://www.youtube.com/watch?v=fGLg5odzlnk...feature=related
Pensavo a quanto si è influenzabili durante l'adolescenza. E a quanto servano modelli positivi, visto che spesso i ragazzini sono impietosi (e ne so qualcosa wink.gif ) ... E mi è venuta voglia di fare una domanda.... Quante delle ragazze del forum avevano un rapporto orribile con il proprio corpo durante l'adolescenza? Secondo me è un processo che in parte ci sta ... Però come tranquillizzare una normale ragazza di 15 anni che si sente orribile? Non ditemi che le parole dei famigliari bastano perché non è così. E sì io probabilmente mi sono fottuta da sola nel mare dell'iperfagia ... ma... Nessuno mi leva dalla testa che se l'ambiente sociale (e non intendo la mia famiglia) intorno a me fosse stato diverso a quest'ora io non prenderei farmaci, non sarei in sovrappeso e non conoscerei il vero significato della parola sbalzi d'umore... D'accordo forse esagero, forse sono estrema. Ma di cattiveria gratuita ne ho subita tanta. Così tanta che mi è entrata dentro e a volte non riesco a capire se le persone mi stanno davvero ferendo, o se sono io a vedere tutto con una lente distorta, da disillusa. Cosa pensate?
foglia
colpita una da centomila! hahaha, io sono uguale a te, para para. faccio una gran fatica, ogni volta che socializzo, a recitarmi la solita filastrocca del 'nn te la prendere', 'nn era quella l'intenzione quando hanno detto che...', 'nn era diretto a te', 'sì era diretto a te ma nn con cattiveria', eccetera.
io già combatto ogni santo giorno che quèlo manda sulla terra per non impazzire, per non infartuarmi con le tachicardie parossistiche, per non colpevolizzarmi più del necessario, per non prendere troppo sottogamba la piccola autostima che mi sono costruita nei decenni di battaglie perse, vinte, riperse, rivinte, pareggiate, boh? e debbo tuttora, ogni volta, esercitare un super controllo sul come me la prendo quando non dovrei e su come invece nn me la prendo quando dovrei gridare in faccia che non mi si prende in giro.
verza, che te lo dico affà?
spesso siamo noi a vedere tante cose in maniera distorta, spesso sono gli altri che, approfittando delle nostre vulnerabilità, ci pugnalano a morte. e, ti dirò, spesso mi sono accorta di aver pugnalato io stessa gli altri quando poteva non essere davvero necessario. sai quante volte mi sono vergognata di aver o non aver detto, di aver o non aver fatto?
foglia
verza, per caso sai dove sia simonetta?????
Verza
Non ne ho la minima idea fogliolina... ma spero che stia bene...
foglia
sta bene, sta bene. finalmente ci ha scritto nel forum del sole. uff....
grazie verza:)
querelle
Da quando ho capito che una persona che amavo mi faceva un male cane senza rendersene conto, mi sono arreso.
Il discorso sulla volontarietà anche, lascia il tempo che trova.
Una sola piccolissima cosa ho capito. Che le ferite vanno vissute intensamente per il tempo della ferita provando a non scappare dal dolore che ci provocano.
La fuga alla lunga porta secondo me ad una risposta automaticamente esagerata.
Quello che penso sia per noi più spaventoso è la violenza della nostra risposta emotiva più che l'offesa ricevuta in se.
E' come se la nostra mente davanti la ferita subita si attivasse dicendo: oddio mi sento offeso, ora chissà quanto ci starò male?
Rimaniamo focalizzati sull'offesa in se senza andare a ripescare le offese passate e future. Le stesse non verranno ne sminuite ne amplificate, ma semplicemente vissute per quello che sono. E' una parola mi dirà foglietta cara come recita la sua firma.
A quell'età ciò che non dovrebbe assolutamente mancare è un certo livello di sicurezza ed autostima proveniente dall'ambiente familiare.
Se questo terreno di crescita è per chiisà quale motivo mancato dopo è inutile stare a guardarsi dietro. E' come se volevamo una cosa materiale e non ce la potevano dare.....serve oggi starci a rimugginare? Questa frustrazione "antica" pure va attraversata ed "accettata".
Insomma non c'è niente da capire del nostro passato, soprattutto perchp non c'è niente da poter cambiare. Niente che non sia stato naturale insomma.
La mia è una specie di rassegnazione di serie A. Una rassegnazione che non ha strascichi, perchè consapevole.
E' curioso ma la sofferenza derivante dalle nostre ferite fa parte dell'immagine che abbiamo di noi ed a cui per niente al mondo vorremmo rinunciare.
Facciamo come con gli altri, che se li amiamo li amiamo "all inclusive".
Le mie sono riflessioncine da 4 soldi e non vogliono nemmeno lontanamente essere dei consigli.
Pure un posticino a tavola per la mia ansia troverò un giorno.
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