simonetta
Aug 7 2007, 10:30 AM
Il Disturbo da Attacchi di Panico ( DAP )
Il DAP è caratterizzato dall'improvviso verificarsi di un senso di paura senza alcun motivo particolare o apparente, durante il normale svolgimento delle attività quotidiane.
La maggior parte degli attacchi di panico raggiunge la massima intensità entro 10 minuti ed i sintomi sono caratterizzati da iperventilazione, tremori, movimenti oscillatori,sensazione di caldo o di freddo, sudorazione profusa, nausea, palpitazioni, dolori al petto.
Alcuni presentano il fenomeno della depersonalizzazione ossia hanno la sensazione di trovarsi all'esterno del proprio corpo e di guardarsi dall'alto.
Altri hanno invece la sensazione che il proprio corpo sia irreale, in questo caso si parla di derealizzazione. Ogni attacco può provocare una preoccupazione sempre maggiore, chiamata ansia anticipatoria che può aumentare fino a colmare le ore o le giornate che separano un attacco da un altro.
Circa 1/3 dei giovani adulti ha almeno un attacco di panico tra 15 ed i 35 anni e, secondo il DSM IV dall'1.5 al 3.5% della popolazione mondiale sviluppa un disturbo da attacchi di panico nel corso della propria vita.
Sembra esserci una causa biologica a tutto ciò: trigger difettoso della parte del cervello che normalmente scatena la reazione di difesa allo stress o fuga: durante un attacco di panico il cervello segnala un pericolo che nella realtà non c'è. Esiste inoltre una predisposizione genetica e quindi familiarità per questo disturbo.
Il Dap si sviluppa e si aggrava gradualmente: inizialmente l'attacco o gli attacchi possono verificarsi improvvisamente, successivamente possono invece manifestarsi subito rima o subito dopo l'incontro con una persona, con un oggetto o con una situazione che determina ansia.
Con l'accrescersi dell'ansia anticipatoria molte persone preferiscono evitare i luoghi le situazioni in cui si sono manifestati precedenti attacchi sviluppando agarofobia, nonostante essi non sappiano bene di cosa abbiano paura: l'importante è evitare l'attacco.
Un esempio
Inizialmente questi soggetti possono svolgere normalmente la loro attività quotidiana, se gli attacchi proseguono, tuttavia, si assisterà ad una graduale eliminazione della propria vita di relazione e lavorativa fino alla totale inabilità.
Immaginiamo una giovane donna che non ha mai sofferto di ansia in passato che un giorno, d'improvviso, senza nessun segno premonitore, in una situazione di assoluta apparente normalità viva questo episodio.
In un momento qualsiasi e in un posto qualsiasi di una giornata qualsiasi ha, d'improvviso la sensazione di essere prossima alla sua morte.
Senza ragione viene assalita da giramenti di tasta, dolori di stomaco, oppressione del respiro, tremori a tutto il corpo, brividi, nausea: una tempesta neuro vegetativa dalla quale teme che non uscirà mai e che per quanto duri pochi minuti sembra eterna.
Questa persona al termine dell'attacco di panico cerca un sollievo da chiunque glielo possa dare: spiegandole cosa è successo, rassicurandola, dandole una pacca sulla spalla, dandole un farmaco o un consiglio che ridimensioni il terrore assoluto provato. La storia se non interviene intelligente e una terapia adatta, dura per tempi infiniti.
La prima preoccupazione sarà quella d'individuare la malattia fisica di cui soffre, e sarà senza risposta con il rischio di diventare ipocondriaci; la seconda sarà quella di mettere, inutilmente tra sé e il panico una distanza di sicurezza.
Per questo comincerà ad "evitare" cioè a non fare tante piccole grandi cose della vita quotidiana con la scusa che potrebbero farla stare male.
Alla fine gli evitante rimarrà solo la segreta aspettativa, mai corrisposta , che starsene chiusi dentro casa per il resto della vita, le eviterà gli attacchi.
La terza preoccupazione è quella di mantenere sempre un elevato livello di ansia anticipatoria, quella condizione fittizia di poter interferire, mantenendo un elevato livello di paura di avere paura con il decorso della malattia.
trippa
Aug 19 2007, 08:04 PM
Ciao a tutti,
il mio ragazzo ha attacchi di panico quando si trova in ambienti pubblici, o come ristoranti o grandi magazzini.
Ha una alimentazione un po' disordinata e uno stile di vita non completamente sano (per il suo lavoro a volte va a letto tardi e cena molto tardi).
Sto piano piano cercando di ridurre le irregolarità sia alimentari che nei ritmi, in modo da dare più equilibrio al suo corpo.
Per il resto stiamo pensando se andare a consultare uno psicologo.
per il momento gli attacchi non gli impediscono di "provare" a frequentare i luoghi incriminati, anche perché vuole superare il problema .
ovviamente ogni volta che si presenta l'opportunità c'è grande attesa e timore.
qualche idea?
si può risolvere cercando di equilibrare la serotonina??
simonetta
Aug 20 2007, 08:33 AM
ciao trippa benvenuta
generalmente la prima cosa che si fa in questi casi e' una visita dallo psichiatra che in base alla diagnosi consigliera' la cura farmacologica e indirizzera' o meno anche dallo psicologo.
Ma il tuo ragazzo da quanto tempo soffre di attacchi di panico?
e si presentano solo in quei luoghi? o dopo il primo attacco di panico sono quei luoghi che gli provocano ansia?
trippa
Aug 20 2007, 12:37 PM
Ne soffre dal 99, da quando davanti a tutti è svenuto e d'allora ha paura di svenire di nuovo.
Ora il panico gli si presenta in luoghi simili a quello del primo evento. Ha sempre paura di svenire, e per il panico, sente che gli sta per succedere.
comunque si, andrà dallo psicologo.
ma la cura farmacologica è necessaria??
QUOTE (simonetta @ Aug 20 2007, 09:33 AM)

ciao trippa benvenuta
generalmente la prima cosa che si fa in questi casi e' una visita dallo psichiatra che in base alla diagnosi consigliera' la cura farmacologica e indirizzera' o meno anche dallo psicologo.
Ma il tuo ragazzo da quanto tempo soffre di attacchi di panico?
e si presentano solo in quei luoghi? o dopo il primo attacco di panico sono quei luoghi che gli provocano ansia?
giulia
Aug 20 2007, 06:57 PM
QUOTE (trippa @ Aug 20 2007, 01:37 PM)

Ne soffre dal 99, da quando davanti a tutti è svenuto e d'allora ha paura di svenire di nuovo.
Ora il panico gli si presenta in luoghi simili a quello del primo evento. Ha sempre paura di svenire, e per il panico, sente che gli sta per succedere.
comunque si, andrà dallo psicologo.
ma la cura farmacologica è necessaria??
Ci sono diversi modi per affrontare l'attacco di panico...uno di questi è l'aproccio farmacologico;Non demonizzarlo, può servire anche solo per brevi periodi,questo lo deciderà lo specialista che consulterete....sappi,comunque,che esitono terapie cognitivo comportamentali,fitoterapia e omeopatia...fammi sapere
trippa
Aug 21 2007, 09:55 AM
Grazie,
Ti terrò aggiornata. A presto.
QUOTE (giulia @ Aug 20 2007, 07:57 PM)

Ci sono diversi modi per affrontare l'attacco di panico...uno di questi è l'aproccio farmacologico;Non demonizzarlo, può servire anche solo per brevi periodi,questo lo deciderà lo specialista che consulterete....sappi,comunque,che esitono terapie cognitivo comportamentali,fitoterapia e omeopatia...fammi sapere

simonetta
Aug 22 2007, 09:11 AM
ciao trippa,
vedrai che sara' lo psico che consigliera' o meno la cura farmacologica
cmq a seconda di dove avviene il primo attacco di panico , si tende ad aver paura sempre ad evitare il luogo o i luoghi dove questo e' esploso per la prima volta
facci sapere
alessio
Aug 28 2007, 03:55 PM
ciao a tutti,mi accodo qui per non aprire un altro topic.
Da circa 3 anni sono in cura con remeron e serenase,a causa di frequenti attacchi di panico che ho avuto in passato in particolari condizioni:il primo(che vi sembrerà impossibile)dal parrucchiere,poi altri dal dentista e all'entrata nei locali.Ora coi farmaci sono migliorato,prendo una dose infima di remeron(1\8 di pastiglia) e 10 goccie di dropaxin al posto del serenase.Sono molto meno ansioso,però gli attacchi di panico si verificano ancora,seppur raramente,anche dal parrucchiere....Inoltre divento ansioso se devo fare qualcosa che sia al di fuori della routine,tipo uscire a cena.
Premetto che il panico l'ho sempre gestito,sono sempre stato più forte io,però la situazione era diventata pesante(pensate all'ansia prima di fare qualsiasi cosa).
Inoltre sono anche un po' associale,o meglio seleziono la gente con cui esco a seconda degli interessi comuni.In ultima,sono sempre stato un tipo molto attivo,e quando mi fermo divento ansioso e nervoso.Penso che sia per questo che seleziono la gente,forse ho paura di trovarmi senza niente da dire o fare.
Per il resto ho una vita normale,lavoro,ho una compagna,non faccio più sport ma mi sono appassionato ad altro.
Questa è la mia esperienza,mi piacerebbe confrontare pareri con altre persono,magari che ne sono già uscite.
rob3
Aug 28 2007, 04:32 PM
Bè che dirti Alessio, l'ansia se fa parte del carattere logicamente te la devi tenere, i farmaci magari la mitigano un pò,
ma se la base è quella c'è poco da fare

Di solito il dap si manifesta anche se non si trovano "vie di uscita" quando cioè si è costretti a stare in un posto,
e dal parrucchiere per esempio è una di queste situazioni.
Sul fatto di selezionare la gente....per me fai bene

Siamo un pò tutti su questa strada, i miglioramenti si vedono e sono uno sprone ad andare avanti.
Buon tutto comunque
R.
simonetta
Aug 28 2007, 04:48 PM
quando ci si espone nel luogo dove e' venuto il primo attacco di panico..e' normale che l'ansia aumenti e che magari ci scappi anche di nuovo l'attacco alessio..le situazioni come dice rob che ci impongono di affidarci a qualcun'altro ..son quelle piu' ansiose ..cosi' come un locale pieno di gente dove ci sembra che una via di fuga non esista ..
Imparare a rilassarsi non e' facile ..anche perche' con questi disturbi spesso e volentieri siamo rigidi e sempre in all'erta per l'ansia ..se aggiungiamo anche la parte caratteriale completiamo l'opera ..cio' che pero' mi sento di dirti ..anche se ti fa strano e magari mi prendi per matta ..e' che più contrasti l'ansia ..piu' lei e' forte ..ti sembrera' ridicolo lo so ..ma accettare questa parte di noi e' un passo in avanti importante ..
perche' quella parte che tanto respingiamo potrebbe volercii dire qualcosa .. cosi' come la paura del non aver niente da dire o fare ..e' come precluderci la possibilita' di pensare o ascoltarci serenamente
Benvenuto tra noi Alessio
alessio
Aug 28 2007, 08:01 PM
grazie del benvenuto!
Ma voi ci siete passati o ci siete ancora dentro?Siamo d'accordo che se il carattere di una persona è di natura ansioso,così rimarrà,ma non esiste metodo per portarla a livelli normali?
Vi faccio un altro esempio:ho viaggiato 9 volte in aereo negli ultimi 10 anni,e l'ansia che mi prende nelle ore prima del volo mi chiude lo stomaco e mi deprime,poi una volta salito tutto ok.La "paranoia" che mi prende non è tanto il viaggiare,quanto che se una volta su mi dovesse venire il panico(mai successo)non posso scendere.So che la cosa può sembrare stupida dicendola a mente lucida,però nella situazione ansiosa del pre diventa pesante.e non è giusto che mi privi di vedere posti nuovi solo per una mia deficienza mentale
simonetta
Aug 29 2007, 07:07 AM
no non e' stupido alessio..si chiama ansia anticipatoria..
dopo il primo attacco di panico comincia il peggio secondo me , ovvero la paura della paura di averne un'altro ..allora tendiamo ad evitare sempre di piu' i luoghi che consideriamo "pericolosi" ..ecco questo e' l'errore secondo me da non commettere mai..evitare ..perche' a furia di evitare altrimenti ti ritrovi in una gabbia ..ma soprattutto perche' ogni paura non affrontata diventa se,mpre piu' grande con i nostri occhi e quindi all'atto pratico da affrotnare .
Ho iniziato a soffrire di panico 11 anni fa alessio ..ci sono ancora dentro? ..a mio modesto parere (non medico, ne psicologico ma solo personale) questa parte di noi sara' meno forte quando inizieremo a risolvere il conflitto interno o faremo semplicemtne venir fuori quella parte di noi che tanto reprimiamo ..per il resto in futuro diventera' il nostro campanello di allarme che ci avvisera' quasi quando c'e' qualcosa dentro di noi che non va.
rob3
Aug 29 2007, 09:47 AM
Infatti, è ansia anticipatoria.
Se ascolti le interviste per esempio di attori, sentirai che TUTTI, prima di entare in scena, se la fanno
addosso

, poi passa appena iniziano a recitare, credo sia una cosa normale, tranquillizzati.
Ciao ciao
R.
alessio
Aug 29 2007, 12:30 PM
ok è ansia anticipatoria(che può sfociare in attacco di panico),ma possibile che non ci sia modo di curarla?
Anni fa uno psicologo mi disse che affrontavo le situazioni come gli antichi giuerrieri,cioè mi "sfogavo" prima tramite questa ansia,per poi arrivare al dunque ed essere super lucido e concentrato(era così anche nello sport),praticamente come dice rob3 per gli attori.
Il mio attuale psichiatra mi ha insegnato un metodo di respirazione che simula l'effetto degli ansiolitici;consiste nel respirare profondamente e trattenere il respiro per 15 secondi,poi rilasciare e ripetere più volte.Questo metodo tranquillizza perchè intontisce un po' la mente,penso per una questione di iperventilazione,ma non vorrei dire una cavolata.
rob3
Aug 29 2007, 01:04 PM
L'ansia infatti costringe una respirazione veloce, affluisce troppo ossigeno al
cervello e da qui questi "giramenti di testa". Una respirazione più calma, controllata,
"di pancia" serve a riequilibrare l'apporto di ossigeno. Certo, anche i farmaci danno
il loro contributo, benzodiazepine classiche credo.
trippa
Aug 29 2007, 01:11 PM
wow, grazie, lo dirò al mio ragazzo.
è per questo che molti curano l'ansia con tecniche yoga?
voi avete provato?
(PS: io sono qui per cercare di aiutarlo)
QUOTE (rob3 @ Aug 29 2007, 02:04 PM)

L'ansia infatti costringe una respirazione veloce, affluisce troppo ossigeno al
cervello e da qui questi "giramenti di testa". Una respirazione più calma, controllata,
"di pancia" serve a riequilibrare l'apporto di ossigeno. Certo, anche i farmaci danno
il loro contributo, benzodiazepine classiche credo.
rob3
Aug 29 2007, 01:20 PM
Personalmente mai provato lo yoga
simonetta
Aug 29 2007, 06:00 PM
ok è ansia anticipatoria(che può sfociare in attacco di panico),ma possibile che non ci sia modo di curarla?ciao alessio..molto dipende dal pensiero che anticipa la vera ansia ..se impari a distrarre la mente in quel momento da quel pensiero ..sei gia' a buon punto..
la mente e' come una palestra ..se ci alleniamo all'inizio i muscoli fanno male ma poi automaticamente noterai che appena ti accorgi di fare quel pensiero che ti provoca ansia ..nello stesso istante ti ritroverai a distrarre la mente
io all'inizio e ancora oggi faccio questo che ti ho appena scritto ..mentre invece altre volte mi lascio prendere dall'ansia ..nel senso gli dico ok vuoi venire? vieni

oppure mi dico ok se devo morire fammi morire cosi' ci togliamo il pensiero ,ma facciamola finita ..( spesso e volentieri lo dico a voce alta a me stessa ..)
sai non esistono purtroppo bugiardini per qeusti disturbi ..e ancora purtroppo non esistono neppure rassicurazioni che tengano perche' poi acnhe se ascoltiamo chi ci dice cosa fa..quando ci ritroviamo li' in quel momento notiamo che non lo mettiamo in pratica.. io credo che ..ognuno di noi raccogliendo dall'uno o dall'altro ..sommando..poi trova i suoi escamoutage in quel momento..per distrarre la mente..o per controllare l'ansia..oppure per lasciarsi attraversa da un'attacco di panico..
Denny
Aug 30 2007, 07:43 PM
QUOTE (alessio @ Aug 28 2007, 04:55 PM)

ciao a tutti,mi accodo qui per non aprire un altro topic.
Da circa 3 anni sono in cura con remeron e serenase,a causa di frequenti attacchi di panico che ho avuto in passato in particolari condizioni:il primo(che vi sembrerà impossibile)dal parrucchiere,poi altri dal dentista e all'entrata nei locali.Ora coi farmaci sono migliorato,prendo una dose infima di remeron(1\8 di pastiglia) e 10 goccie di dropaxin al posto del serenase.Sono molto meno ansioso,però gli attacchi di panico si verificano ancora,seppur raramente,anche dal parrucchiere....Inoltre divento ansioso se devo fare qualcosa che sia al di fuori della routine,tipo uscire a cena.
Premetto che il panico l'ho sempre gestito,sono sempre stato più forte io,però la situazione era diventata pesante(pensate all'ansia prima di fare qualsiasi cosa).
Inoltre sono anche un po' associale,o meglio seleziono la gente con cui esco a seconda degli interessi comuni.In ultima,sono sempre stato un tipo molto attivo,e quando mi fermo divento ansioso e nervoso.Penso che sia per questo che seleziono la gente,forse ho paura di trovarmi senza niente da dire o fare.
Per il resto ho una vita normale,lavoro,ho una compagna,non faccio più sport ma mi sono appassionato ad altro.
Questa è la mia esperienza,mi piacerebbe confrontare pareri con altre persono,magari che ne sono già uscite.
Denny
Aug 30 2007, 07:44 PM
Scusate sono Denny credo di aver combianto un guaoi ho allegato e inviato la risposta di Alessio
scusate ancora
Denny
Aug 30 2007, 07:47 PM
ciao simonetta
ti ho risposto in un'altra pagina che ora non trovo più.
Ho letto tutte le vostre storie e rispecchiano la mia situazione - ne soffro da 5 anni e ogni qual volta devo fare una semplicissima cosa al di fuori della rutin vado in panico.
Mi sto curando con Eutimil e xanax (credo si scriva diversamante) comunque penso che abbiate capito.
Ora sto meglio ma c'è una via d'uscita - non dovrò affronatre tutta la vità cosi?
Denny
Aug 30 2007, 07:48 PM
ciao simonetta
ti ho risposto in un'altra pagina che ora non trovo più.
Ho letto tutte le vostre storie e rispecchiano la mia situazione - ne soffro da 5 anni e ogni qual volta devo fare una semplicissima cosa al di fuori della rutin vado in panico.
Mi sto curando con Eutimil e xanax (credo si scriva diversamante) comunque penso che abbiate capito.
Ora sto meglio ma c'è una via d'uscita - non dovrò affronatre tutta la vità cosi?
alessio
Aug 30 2007, 10:35 PM
QUOTE (simonetta @ Aug 29 2007, 07:00 PM)

ok è ansia anticipatoria(che può sfociare in attacco di panico),ma possibile che non ci sia modo di curarla?ciao alessio..molto dipende dal pensiero che anticipa la vera ansia ..se impari a distrarre la mente in quel momento da quel pensiero ..sei gia' a buon punto..
la mente e' come una palestra ..se ci alleniamo all'inizio i muscoli fanno male ma poi automaticamente noterai che appena ti accorgi di fare quel pensiero che ti provoca ansia ..nello stesso istante ti ritroverai a distrarre la mente
io all'inizio e ancora oggi faccio questo che ti ho appena scritto ..mentre invece altre volte mi lascio prendere dall'ansia ..nel senso gli dico ok vuoi venire? vieni

oppure mi dico ok se devo morire fammi morire cosi' ci togliamo il pensiero ,ma facciamola finita ..( spesso e volentieri lo dico a voce alta a me stessa ..)
sai non esistono purtroppo bugiardini per qeusti disturbi ..e ancora purtroppo non esistono neppure rassicurazioni che tengano perche' poi acnhe se ascoltiamo chi ci dice cosa fa..quando ci ritroviamo li' in quel momento notiamo che non lo mettiamo in pratica.. io credo che ..ognuno di noi raccogliendo dall'uno o dall'altro ..sommando..poi trova i suoi escamoutage in quel momento..per distrarre la mente..o per controllare l'ansia..oppure per lasciarsi attraversa da un'attacco di panico..
anch'io faccio come te,cioè cerco di distrarre la mente,o accetto l'ansia e la "invito",però non è una soluzione,il problema resta.
E poi a me non va giù sta storia di dover scendere a patti con me stesso per stare bene;l'ansia è una malattia mentale,non fisica,perchè quindi non riusciamo a controllarla ed anientarla?
alessio
Aug 30 2007, 10:37 PM
QUOTE (Denny @ Aug 30 2007, 08:48 PM)

Ora sto meglio ma c'è una via d'uscita - non dovrò affronatre tutta la vità cosi?
E' quello che sto cercando di capire anch'io.Mi sembra impossibile che non ci sia una via d'uscita.
simonetta
Aug 31 2007, 07:23 AM
annientarla ...respingerla ...
allora vi racconto un pezzetto della mia vita ..
una vita passata con una maschera di forte ..perche' cosi' mi hanno insegnato a fare ..perche' la convinzione che ho avuto sin da piccola e' che per essere amati dovevo essere perfetta ( ricordo ancora un caro amico dottore che mi disse ..simo e' inutile che tu voglia raggiungere la perfezione della madonna..ti danni la vita ma non potrai mai raggiungerla ) ..forti..senza mostrare le proprie debolezze ..apparire anche se non era cosi' per avere affetto amore ed essere accettati..mi sono ritrovata per anni a dire si mentre dentro urlavo NO ..accettare e fare buon viso anche alle cose che dentro di me non accettavo..ma le brave bambine si adeguano ..le brave bambine dicono di si e non si possono permettere di contraddire ...ho tirato in questo modo per 33 anni fino a che un bel giorno ..e' accaduto qualcosa che mi ha fatto capire che non serviva comportarsi bene o essere perfetti .. ed e' li' che e' esploso il primo attacco di panico..era come se quella parte che reprimevo di me avesse trovato il suo modo per uscire ..era come sentirsi dire : ok simo non mi ascolti? allora mi faccio ascoltare io in un'altro modo ..e' li e' da li che la forte simo e' crollata ed ha preso il sopravvento quella che io per anni consideravo quella debole ..quella che non volevo come parte di me ..come avrei potuto? non mi ci riconoscevo ..e essere deboli significava non essere amati ...
Piu' respingevo quella parte di me..piu' volevo sconfiggerla piu' essa era forte e quasi mi annientava con el paure ..era diventata una guerra tra le due parti di me ..
queste due parti non sono separate ..fanno entrambe parte di noi..per questo la parte piu' debole bisgna accettarlea.ascoltarla ..e perche' no coccolarla..o prenderla per mano per arrivare a capire cosa ci vuole dire ..quale parte di noi stiamo reprimendo.. perche' anche quella parte di noi fa parte della nostra persona ..ovvero siamo noi.
Spesso e volentieri se noterete non tutti i periodi sono uguali ..nel senso che a volte usiamo bene la nostra ansia e la nostr aiperattività magari la incanaliamo in qualcosa che ci piace,..oppure ci oberiamo di impegni che ci piacciono e questo ci fa star bene quasi ci sentiamo piu' potenti..mentre quando abbassiamo la guardia ..torna tutto come prima ..e si sentono ancor piu' i sintomi fisici e la paura aumenta ..o magari abbiamo il terrore di rilassarci ..o semplicemtne di pensare a noi perche' sappiamo che qusto ci fa solo star peggio ..non so se e' capitato anche a voi ..ma per anni ho fatto questo.
Non esistono bugiardini purtroppo per guarire dagli attacchi di panico o dall'ìansia ...perche' non si possono costruire bugiardini con la vita di tutti noi..ognuno di noi ha il proprio vissuto ..le proprie esperienze ..ma soprattutto le proprie ferite e ognuna e' diversa da quella di un'altra persona ..e' forse quello che ci rende unici no?
Forza ragazzi ...non arrendetevi mai..si tratta solo di imboccare la vostra strada ..trovare la strada giusta che ognuno di voi sente di voler percorrere.
Parlate parlate ..anzi scrivete scrivete

tirate fuori quello che tenete dentro ..non per noi ..ma per voi stessi

Il vaso di pandora ormai e' aperto ..l'ha scoperchiato il dap con l'aspetto fisico ..ora dovete tirar fuori voi la vostra parte interna
Vedrete che meno respingerete questa parte voi ..meno sara' forte l'altra parte nell'aspetto fisico..e' un po' come venir a patti con se stessi.
Denny
Aug 31 2007, 05:40 PM
QUOTE (trippa @ Aug 20 2007, 01:37 PM)

Ne soffre dal 99, da quando davanti a tutti è svenuto e d'allora ha paura di svenire di nuovo.
Ora il panico gli si presenta in luoghi simili a quello del primo evento. Ha sempre paura di svenire, e per il panico, sente che gli sta per succedere.
comunque si, andrà dallo psicologo.
ma la cura farmacologica è necessaria??
Ciao trippa
Anche io sono svenuto a cena in un luogo do c'erano più di 300 persone e da allora basta luoghi affollati, basta cene e di conseguenza basta luoghi che non conoscevo.... dopo un anno che non stavo bene ho fatto delle visite dello psicologo e mi ha dato una cura farmacologica (sono tre anni che assumo) e continua a dirmi di continuare fin che non mi ricordo di avere attacchi di ansia..... ora dal alcuni mesi sto letteramente meglio ma come dicevo a Simo vivo sempre con l'ombra di svenire.
alessio
Aug 31 2007, 05:45 PM
quoto in pieno ciò che hai scritto:anch'io per anni ho cercato di essere quello che non sono,dimostrandomi sempre forte,e nascondendo le debolezze.Poi ho preso contatto con la realtà,ed è qui che è caduto il palco!
Quoto anche il fatto di saper sfruttare l'iperattività causata dall'ansia nella vita comune e nel lavoro,questo mi fa essere uno scalino sopra gli altri,anche perchè sono iperconcentrato nelle cose che faccio,e questo giova molto nel lavoro.
Devo dire che attualmente sono soddisfatto della mia vita quotidiana(cioè casa-lavoro-hobby),però la pecca del panico rimane.D'altronde nessuno è perfetto!
alessio
Aug 31 2007, 06:06 PM
ho letto la storia di Denny nell'altro post,e i sintomi che ha lui sono uguali ai miei:mega ansia nel pre,breve attacco di panico,e poi tutto liscio....
trippa
Aug 31 2007, 06:10 PM
Con riferimento al problema presentato anche da Denny, la mia domanda è la seguente: ma se il periodo di ansia è circoscritto al pre e ai primi momenti, in realtà basta superare quelli, e potete stare in qualunque ambiente, giusto?
è come un debutto o qualcosa del genere o riesce proprio a paralizzarvi al punto di farvi fuggire?.
Il mio ragazzo a volte fugge. esce. se ne deve andare.

sta troppo male. Scusate se vi sembro insensibile, ma è che non è un problema che vivo in prima persona.
QUOTE (alessio @ Aug 31 2007, 07:06 PM)

ho letto la storia di Denny nell'altro post,e i sintomi che ha lui sono uguali ai miei:mega ansia nel pre,breve attacco di panico,e poi tutto liscio....
simonetta
Sep 1 2007, 08:30 AM
ciao trippa tranquilla non sei insenbile...
si ..capita anche di alzarsi e fuggire ..io l'ho fatto durante una comunione..l'ho fatto davanti alla porta di casa rinunciando ad afforntare l'ansia ..l'ho fatto seduta in ufficio ..da sola ..mi alzavo e iniziavo a correre nel tentativo di scappare ..da cosa poi non so visto che non c'era nessuno in ufficio se non io e la mia ansia

questo solo per dirti ..che in quel momento quando ci ritroviamo ad afforntarla o prima ..a volte mica siamo maciste

a volte e' cosi' dura che semplicemnte scappiamo dalla situazione che ci priovoca ansia o che ci fa star male ..ma non sono sconfitte ...non dobbiamo mai e poi mai pensare che siamo stati sconfitti..si sta male ..si piange ..e poi ci si rialza ..perche' purtroppo funziona cosi' ..si cade e ci si rialza ..volta dopo volta fino a che non finirà tutto qeusto
Denny
Sep 1 2007, 10:43 AM
Esatto... non sei insensibile anzi sei da mmiare perche ne vuoi parlare non essendo tu che stai male d'altronde per sapere cosa si prova bisogna provarlo sulla pelle (non te lo auguro).... non voglio essere drastico non è doloroso ma ti penalizza la vità.
Ora ti rispondo al tuo quesito: Si ci si paralizza al punto di fuggire e tornare indietro e ci si sente più liberi, sollevati e poco dopo... una volta ripreso mi dò del cretino perchè non sono andato.
prof
Sep 3 2007, 05:52 PM
buonasera,
sono un utente seminascosto la cui identità, forse, riuscirete a scoprire da soli.
Se potrò essere di aiuto a Voi, a Simonetta o a chiunque.... cercherò di farlo.
Perchè mi prendo questa responsabilità e perchè ho questa presunzione?
scopritelo
prof
Denny
Sep 4 2007, 05:59 PM
[quote name='prof' date='Sep 3 2007, 06:52 PM' post='91']
buonasera,
sono un utente seminascosto la cui identità, forse, riuscirete a scoprire da soli.
Se potrò essere di aiuto a Voi, a Simonetta o a chiunque.... cercherò di farlo.
Perchè mi prendo questa responsabilità e perchè ho questa presunzione?
scopritelo
Buona sera prof.
Se ti prendi questa responsabilità si vede che ne hai le capacità e la cultura!!!
Spero che risci a dare delle risposte alle nostre domande nascoste PERCHè ABBIAMO PAURA.... DI NON Sò CHE COSA.
grazie anticipatamente
SANDRO
Sep 6 2007, 08:55 PM
QUOTE (trippa @ Aug 29 2007, 02:11 PM)

wow, grazie, lo dirò al mio ragazzo.
è per questo che molti curano l'ansia con tecniche yoga?
voi avete provato?
(PS: io sono qui per cercare di aiutarlo)

ANTIDEPRESSEVI.....BENZODIAZEPINE........TISANE.......FIORI DI BACH..........YOGA..........TRAINIG AUTOGENO, vogliamo parlare seriamente l'ansia e dentro dinoi per un motivo serio e antico , che puo derivare dall'infanzia, dalla famiglia e da mille cose e non se ne nadra' mai utilizzando SRTUMENTI ESTERNI....ma solo con i nostri strumenti interni che tutte queste cose elencate sopra non centrano ma possono si abbassare il livello al momento del bisogna in kui ci si sente partikolarmente a disagio,
LA KIAVE E INVECE DENTRO NOI KE SI POSSA O MENO RITROVARSI CON SE STESSI CON O SENZA UN' ANALISI ...MA SIKURO SOLO COSI'SI GUARISCE CON CONOSCENZA E CONOSCENZA DEI LATI NOSTRI PIU PROFUNDI E FINO AD ALLORA SCONOSCIUTI!!!!!!! BACI
alessio
Sep 9 2007, 01:36 PM
QUOTE (SANDRO @ Sep 6 2007, 09:55 PM)

ANTIDEPRESSEVI.....BENZODIAZEPINE........TISANE.......FIORI DI BACH..........YOGA..........TRAINIG AUTOGENO, vogliamo parlare seriamente l'ansia e dentro dinoi per un motivo serio e antico , che puo derivare dall'infanzia, dalla famiglia e da mille cose e non se ne nadra' mai utilizzando SRTUMENTI ESTERNI....ma solo con i nostri strumenti interni che tutte queste cose elencate sopra non centrano ma possono si abbassare il livello al momento del bisogna in kui ci si sente partikolarmente a disagio,
LA KIAVE E INVECE DENTRO NOI KE SI POSSA O MENO RITROVARSI CON SE STESSI CON O SENZA UN' ANALISI ...MA SIKURO SOLO COSI'SI GUARISCE CON CONOSCENZA E CONOSCENZA DEI LATI NOSTRI PIU PROFUNDI E FINO AD ALLORA SCONOSCIUTI!!!!!!! BACI
ma tu Sandro sei guarito con la psicoterapia?
Luca
Sep 16 2007, 08:35 AM
Ciao a tutti, sono nuovo per questo formu, ma ahimè vecchio "utente" dell'ansia. Ne soffro dal 2000, dopo un periodo di fortissimo stress. Le mia ansia è principalmente causata dall'ipocondria: fino ad una certa età sono semrpe stato convintissimo di essere sano come un pesce, ed in effetti lo sono sempre stato. Poi a causa di un attacco di panico vero e proprio, mi è entrata nel cervello la paura di morire, di avere un infarto (o un ictus, o un tumore, o qualsiasi altra cosa spaventevole). In un primo periodo ho vissuto situazioni ansiogene simili alle vostre (luoghi pubblici, aerei, ecc) che hanno seriamente comopromesso la mia vita sociale. In questa fase mi sono curato con farmaci per poco tempo. Ora va molto meglio, mi sento QUASI libero di vivere, ma l'ansia di essere colpito da qualche malattia è sempre li. A volte riesco a gestirla come Simonetta (SE DEVO MORIRE, AMMAZZAMI SUBITO E VIA) oppure respiro e cerco di razionalizzare la paura. Altre volte però (meno spesso) non la controllo è ne subisco tutte le conseguenze negative (se sono a lavoro devo tornare a casa, farmi una camomillona e mettermi a dormire... fare propio un RESET.
Che dire? Non sono ancora andato da un psicologo ma ho letto di una terapia cognitivo-comportamentale (non farmacologica) che potrebbe aiutare. Qualcuno ha esperienze in merito?
Ciao
simonetta
Sep 16 2007, 09:59 AM
sono alla quinta seduta della terapia comportamentale ..ancora la mia esperienza e' all'inizio ..
ancora quasi provo rancore per il mio psico il quale la prima volta che mi vide ..rigorosamente accompagnata .. caccio' subito via nell'ingresso del palazzo la mia accompagnatrice ..eh fu dura da accettare

era un perfetto sconosciuto il messaggio era chiaro..o ti fidi o non ti fidi ..sei libera di scegliere ..a quel punto scelsi di fidarmi..non contento sai che fece? mi infilo' dentro l'ascensore ..arrivai su al quinto piano boh non so dirti in quale stato ..ma con la respirazione dopo quindici minuti iniziai a calmarmi
ecco qeusto e' stato il primo impatto con la comportamentale

non spaventarti eh l'ultima volta che ci sono andata l'ho preso da sola l'ascensore per due piani
trippa
Sep 16 2007, 10:08 AM
Simonetta,
mi puoi spiegare meglio la teoria che sta dietro la terapia comportamentale?
Che percorso prevede? come funziona? che aneddoti hai?
grazie,
Trippa
QUOTE (simonetta @ Sep 16 2007, 10:59 AM)

sono alla quinta seduta della terapia comportamentale ..ancora la mia esperienza e' all'inizio ..
ancora quasi provo rancore per il mio psico il quale la prima volta che mi vide ..rigorosamente accompagnata .. caccio' subito via nell'ingresso del palazzo la mia accompagnatrice ..eh fu dura da accettare

era un perfetto sconosciuto il messaggio era chiaro..o ti fidi o non ti fidi ..sei libera di scegliere ..a quel punto scelsi di fidarmi..non contento sai che fece? mi infilo' dentro l'ascensore ..arrivai su al quinto piano boh non so dirti in quale stato ..ma con la respirazione dopo quindici minuti iniziai a calmarmi
ecco qeusto e' stato il primo impatto con la comportamentale

non spaventarti eh l'ultima volta che ci sono andata l'ho preso da sola l'ascensore per due piani

simonetta
Sep 16 2007, 10:44 AM
da ipsico.org
La psicoterapia cognitivo-comportamentale (PCC) è:
Pratica e concreta. Lo scopo della terapia si basa sulla risoluzione dei problemi psicologici concreti. Alcune tipiche finalità includono la riduzione dei sintomi depressivi, l'eliminazione degli attacchi di panico e della eventuale concomitante agorafobia, la riduzione o eliminazione dei rituali compulsivi o delle malsane abitudini alimentari, la promozione delle relazioni con gli altri, la diminuzione dell'isolamento sociale, e cosi via.
Centrata sul "qui ed ora". Il ricordo del passato, come il racconto dei sogni, possono essere in alcuni casi utili per capire come si siano strutturati gli attuali problemi del paziente, ma molto difficilmente possono aiutare a risolverli. La PCC quindi non utilizza tali metodi come strumenti terapeutici, ma si preoccupa di attivare tutte le risorse del paziente stesso, e di suggerire valide strategie che possano essere utili a liberarlo dal problema che spesso lo imprigiona da tempo, indipendentemente dalle cause. La PCC è centrata sul presente e sul futuro molto più di alcune tradizionali terapie e mira ad ottenere dei cambiamenti positivi, ad aiutare il paziente a uscire dalla trappola piuttosto che a spiegargli come ci è entrato.
A breve termine. La terapia cognitivo-comportamentale è a breve termine, ogni qualvolta sia possibile. Il terapeuta è comunque generalmente pronto a dichiarare inadatto il proprio metodo nel caso in cui non si ottengano almeno parziali risultati positivi, valutati dal paziente stesso, entro un numero di sedute prestabilito. La durata della terapia varia di solito dai tre ai dodici mesi, a seconda del caso, con cadenza il più delle volte settimanale. Problemi psicologici più gravi, che richiedano un periodo di cura più prolungato, traggono comunque vantaggio dall'uso integrato della terapia cognitiva, degli psicofarmaci e di altre forme di trattamento.
Orientata allo scopo. La PCC è più orientata ad uno scopo rispetto a molti altri tipi di trattamento. Il terapeuta cognitivo-comportamentale, infatti, lavora insieme al paziente per stabilire gli obbiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando con il paziente stesso un piano di trattamento che si adatti alle sue esigenze, durante i primissimi incontri. Si preoccupa poi di verificare periodicamente i progressi in modo da controllare se gli scopi sono stati raggiunti.
Attiva. Sia il paziente che il terapeuta giocano un ruolo attivo nella terapia. Il terapeuta cerca di insegnare al paziente ciò che si conosce dei suoi problemi e delle possibili soluzioni ad essi. Il paziente, a sua volta, lavora al di fuori della seduta terapeutica per mettere in pratica le strategie apprese in terapia, svolgendo dei compiti che gli vengono assegnati volta volta. Nella PCC il terapeuta svolge un ruolo attivo nella soluzione dei problemi del paziente, intervenendo spesso e diventando talvolta "psico-educativo". Ciò tuttavia non vuole assolutamente dire che il paziente assista ad una lezione nella quale si sente dire che cosa dovrebbe fare e come dovrebbe pensare; anch’egli, anzi, è stimolato ad essere più attivo possibile, un terapeuta di sé stesso, sotto la guida del professionista.
Collaborativa. Paziente e terapeuta lavorano insieme per capire e sviluppare strategie che possano indirizzare il paziente alla risoluzione dei propri problemi. La PCC è infatti una psicoterapia breve basata sulla collaborazione tra paziente e terapeuta. Entrambi sono attivamente coinvolti nell'identificazione delle specifiche modalità di pensiero che possono essere causa dei vari problemi. Il paziente potrà scoprire di aver trascurato possibili soluzioni alle situazioni problematiche. Il terapeuta aiuterà il paziente a capire come poter modificare abitudini di pensiero disfunzionali e le relative reazioni emotive e comportamentali che sono causa di sofferenza.
Scientificamente fondata. È stato dimostrato attraverso studi controllati che i metodi cognitivo-comportamentali costituiscono una terapia efficace per numerosi problemi di tipo clinico. E’ stato dimostrato che la PCC è efficace almeno quanto gli psicofarmaci nel trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia, ma assai più utile nel prevenire le ricadute.
fino a oggi io ho sempre avuto un approccio itnerno al mio problema..piu' a guardare le cause che non le conseguenze
cosi' di primo acchito dopo 5 sedute ..mi sembra piu' che questo tipo di terapia insegni ad esporci sulle cose che ci spaventano ..
detto in parole povere , se passa il prof.bressa magari ti spiega meglio..ma credo che anziche' la teoria ( sviscerarsi alla ricerca del perche' e' arrivata l'ansia) insegni la pratica( come affrontare la paura quindi respirazione..esposizioni graduali ecc)

ti faro' sapere
beh devo dirti che i piccoli passi in avanti li ho cominciati a vedere

ache se spesso noi vorremmo tutto e subito..con questi disturbi e' praticamente impossibile..te lo dice una del bianco o nero

ti devi abituare ad accettare i piccoli passi in avanti..anzi cercano proprio di insegnarti a gioire per i piccoli passi..
prof
Sep 16 2007, 06:40 PM
sono passato..........
ma meglio di simonetta non saprei fare.
brava simo!!
prof
clay
Sep 26 2007, 05:49 PM
...bhè signori miei, oggi...ho aiutato una signora con attacco di panico fulminante!
...mai e poi mai, avrei pensato di doverlo fare con gli altri...oggi invece è successo!
...quì da me, nel Trevigiano, stamani ha fatto un diluvio universale, l'acqua è entrata pure in casa per 5 cm., quindi dalla strada era salita di circa 30!!!
...avevo le mie due auto, che quasi l'acqua entrava dentro, anzi, quella parcheggiata in strada, al passare di altre auto, che facevano l'ondata come motoscafi, si alzava e galleggiava!!!
Ho pensato bene di portarle entrambi al sicuro, in una zona più alta...quando sento gridare...tra il rumore della pioggia che cadeva, i pedi a mollo per 20 cm . circa e tutto il resto, mi giro e vedo una signora, ferma con l'auto in panne, in mezzo alla strada, con il finestrino aperto, che grida, guardando verso di me!
Sono subito corso da lei...era fuori di se, il panico l'aveva presa...dal finestrino abbassato, gli ho subito preso la mano e gliela ho stretta forte, ...piangeva e si disperava, l'ho anche accarezzata forse, non ricordo, ero dalla parte opposta alla guida!
Piano piano, gli ho detto di tranquillarsi, tranquilla...ci sono io...tranquilla...no si preoccupi!
Sono bastati due minuti, l'ho subito distolta dal fatto, dicendogli che avrei spinto l'auto, sopra il marciapiede e così ho fatto, poi sono andato dalla sua parte, dicendogli di provare ad accenderla...e la macchina è ripartita!
...non sapeva cosa fare per ringraziarmi, aveva gli occhi lucidi e io..pure, perchè sapevo cosa aveva provato in quel momento...credo sia stata fortunata, non tanto per me, ma perchè, al momento giusto, ha trovato la mano che la rassicurava, stringendola e sicuramente porterà sempre con se, l'idea di poter contare sugli altri!
...ora che stò scrivendo, mi scendono le lacrime!!!
simonetta
Sep 26 2007, 05:52 PM
francamente me le hai fatte venire anche a me clay ..perche' credo che sia la cosa forse piu' difficile questa da fare ...hai mantenuto la calma..non hai pensato alla tua ansia ..ed hai pensato solo ad aiutare lei ...eh

complimenti clay davvero ! forse forse ..questo messaggio va inserito nel post dei piccoli passi in avanti anche se sembra un passo gigantesco a mio avviso

))))
clay
Sep 27 2007, 05:36 PM
...grazie Simonetta, comunque l'ansia, nei momenti estremi...sparisce!
...anni fa, purtroppo, ho avuto una esperienza tremenda, però si è svolta senza tragicità!
...ero in macchina con mia figlia, stavamo ritornando a casa a mezzodì, quando percorrendo una curva, la porta posteriore lato bimba, si è aperta...aveva infilato la Barbie nella serratura e l'aveva fatta scattare,...ma in rettilineo la porta logicamente, non si apre,...in curva si è spalancata e lei è caduta fuori, ruzzolando sull'asfalto!
...credo sia inimmaginabile, descrivere cosa si prova in un momento del genere, però ero terrorizzato, ma freddo!
...sono sceso, mi sono assicurato che fosse a posto, l'ho presa in braccio, seduta frontalmente a me, petto contro petto e dieci minuti dopo, eravamo in ospedale, all'ora in cui il traffico è estenuante, però io, con il claxson...mi sono fatto strada...pensando solo a lei, piangevamo, dicevo perchè...perchè!
Comunque tutto si è risolto con qualche graffio...non ho avuto panico, ma solo paura di perdere mia figlia...che non so a cosa mi avrebbe portato a fare!!!
stressata
Oct 4 2007, 11:39 AM
Carissima Simonetta,
sto pensando di andare in analisi xkè sto vivendo un periodo di forte stress a casa. I miei si stanno separando e la situazione si sta ripercuotendo su di me. Premetto che già in passato ho sofferto di attacchi di panico e sono stata in cura per 11 mesi nel 2001 quindi so bene di aver un bel problema di ansia.
I problemi privati nn sn gli unici a causarmi questo forte stress poichè anke nell'ambiente lavorativo sto vivendo un momento di forte instabilità. Nn so se la mia azienda chiuderà e il mio titolare è sempre ambiguo sul mio futuro e quello dei miei colleghi.
Ogni sera prendo dieci gocce di frontal per riuscire a dormire ma a malincuore xhè comunque sembra che poi al lavoro nn riesca + ad essere attenta e precisa (alle volte mi sento stordita).
Vorrei sapere se conoscete qualcuno bravo in zona Bari dove poter risolvere i miei problemi e quanto mi potrebbe costare visto ke comunque nn so se posso permettermelo.
fiorellina
Oct 5 2007, 01:35 AM
salve.. mi sono appena iscritta.
sul web stavo cercando informazioni su depressione, ansia, panico.
mia madre ne ha sempre sofferto, poi avendo un carattere debole, basta poco anche una fesseria che crolla. in passato è stata da un neurologo ma non è che abbia fatto molto.
da 3 mesi è crollata e adesso la sta seguendo un psichiatra per me molto bravo. si vede che lo fa per passione e non solo per campare è una persona dolce, alla mano ed è l'unico medico che mi fido.
in questi mesi mia madre sta giù perchè ha fatto dei controlli medici.. nulla di grave e dai risultati è sana come un pesce. ma lei era convinta di avere qualcosa di molto grave. così ho cercato questo psichiatra. pian piano si è ripresa e ogni settimana cambiava la cura. alle sue sedute ero sempre presente e ascoltavo
adesso qualche settimana sta diminuendo i farmaci e le sta tornando l'ansia. dovrebbe chiamare il medico per sapere i risultati del polipo che le hanno levato un mese e mezzo fa.
da 4 giorni è tornato l'inferno, piange sempre, dice che vuole farsi ricoverare, che le dispiace che sta mettendo casini a casa, che non cè la fa,ragionamenti assurdi. la voglia di scappare.. e ho levato le chiavi dalla macchina poichè mesi fa prese la macchina e sparì per tutto il giorno.evito di lasciarla sola.quando non ci son io, ci sono le mie sorelle.
credo che anche questo sintomo rientri nelle caratteristiche della depressione e ansia.
così girando per siti, informandomi unn pò e capire meglio questo campo.. ho trovato questo forum
questo pomeriggio ho chiamato il psichiatra e deve prendere più o meno la stessa cura 3 mesi fa...
il motivo che scrivo su questo forum è ... come mi comporto con lei?
in questi mesi sono cotta perchè lei è svogliata quindi a casa sto facendo tutto io, quando deve uscire non potendo prendere la macchina la porto io.
cerco di avere pazienza e di essere realista. cerco di entrare in quel mondo senza farmi trascinare, non voglio che alcune sue paure prendano anche me. già di natura sono pessimista con le mie paure..... non vorrei stare in quel buio totale. osservando mia madre e questo mondo diciamo scuro, cerco di capire e come prenderla. alcune volte è capitato di alzare la voce e dire alcune cose che ho riferito al psichiatra e mi ha sconsigliato di non farlo.
oggi dopo pranzo, l'altra mia sorella come stava dando il farmaco a mia madre ha alzato la voce e con toni duri ha detto delle cose che per me la facevano sentire ancora in colpa... infatti, ha preso e si è messa nello scantinato a piangere ancora di più.
oltre i farmaci, c'è un modo anche Umano per cercare di tirare su e strappare queste persone che soffrono di ansia e farle ragionare???
io sono contro i farmaci anche per una semplice infuenza... e penso che ci sia anche una cura senza medicine.. se c'è anche una possibilità ......la tento.
mia madre ha 63 anni e io ho quasi 27 anni...... stili di vita e epoche diverse... siamo cane e gatto .. in queste settimane andavamo più d'accordo.. e mi sentivo serena. adesso ho di nuovo questo peso nel cuore e tanta preoccupazione. se era convinta di avere qualcosa quando non ha nulla e reagisce così, non oso pensare quando un domani (cosa che non mi auguro) le capiterà qualcosa di grave. già 3 mesi fa diceva che avesse avuto qualcosa, si levava la vita.
vivere ogni santo giorno in queste condizione, non è facile.
io non la tratto da ammalata e ne acconsentisco in alcune cose, dico la mia anche se è diversa dal suo modo di pensare.
scusate perlo sfogo ... e grazie in anticipo