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Versione completa: Mi presento...
Ilsolenellavita > Ansia e ...non solo > Depressione
Shaila
Mi sono iscritta da poco ed ho letto un po' di episodi che hanno coinvolto la vita dei diversi membri del forum. E sento di poter esprimere con estrema naturalezza il mio pensiero sull'ansia: il "clou" è una conseguenza del continuo manifestarsi di piccole situazioni quotidiane, che sottovalutiamo o a cui non diamo abbastanza adito. In definitiva mi associo a quello che dice prof, nell'altro thread, anche perchè ho vissuto recentemente e in prima persona una simile situazione.
Situazione che mi ha portato a dover ripercorrere, mio malgrado, il percorso che mi ero creata, per fuggire dal "mostro". Ma ripercorrerlo al contrario. Di nuovo. Al contrario.
Il mio mostro si chiama "tachicardia" e questo nome riecheggia minaccioso nella mia mente. Minaccioso e pungente. Perchè mi ha riportato al punto di partenza, al punto in cui uscire da sola e fare una commissione era per me un'utopia. Perchè sarebbe potuto ricomparire senza avere il benchè minimo buon senso di avvertirmi, almeno un minuto prima, per darmi la possibilità di scappare da quel luogo, di rifugiarmi in un posto piu' tranquillo...
Ho vissuto gli ultimi quattro anni dei miei 26, combattendo col mio mostro crudele, cercando di sforzarmi di andare al supermercato, in banca, dal commercialista... E quando il mio cuore cominciava a pulsare assai piu' velocemente, e le gambe mi tremavano, e cominciavo a sudar freddo, mi autoconvincevo che dovevo non badare, dovevo superare, dovevo vincere. E vincevo. Ci stavo malissimo, ma vincevo. Quante battaglie contro me stessa ho vinto in questi quattro anni!!!!
E proprio mentre mi ripetevo che ormai ero forte, che ormai avevo acquisito una certa determinazione e sicurezza, eccolo, il mio mostro, ripresentarsi piu' minaccioso che mai, l'altro giorno, mentre attendevo il mio turno dal medico per un banale raffreddore. E di li' la corsa al pronto soccorso, per far calmare quel mio cuore impazzito, improvvisamente.
Poi il ritorno al buio, ma ad un buio - lo sento- meno pesto, un buio con una fessura di luce, piccola, quasi impercettibile, ma pur sempre di luce.
Adesso son qui, a casa, con la paura di dover imbattermi nuovamente in quel mostro che credevo sepolto e la cui natura credevo comunque gestibile, con la consapevolezza assoluta che possiamo monitorarne gli effetti, visto che "lui", prima di ricomparire, ci lancia continui messaggi. Sono qui e vorrei modermi le mani, perchè ho dato tutta me stessa per evitare di dover pernsare a queste cose, perchè lentamente stavo superando le mie paure e lentamente avrei dovuto superarne ancora tante altre, come quella di mettermi al volante e guidare. Ecco: la paura che la tachicardia possa assalirmi mentre sono in auto è forte. Anche perchè già il fatto stesso di mettermi al volante, mi mette ansia.
Spesso mi chiedo: "Ma perchè mi prende? E' forse il mio "io" che vuole parlarmi, che vuole dirmi che è stanco di essere ignorato?" E sola mi rispondo: "Devo imparare ad ascoltarmi di piu', a piangere di piu', a vivere di piu'.."
In questo momento mi sento vinta dal mostro, ma so che ha vinto solo una battaglia e soprattutto so che non è giusto imputargli la vittoria di una guerra che non merita. Sono consapevole, inoltre, che si è aperto un bivio, in questo mio percorso, e so che una delle due strade che mi compaiono davanti, mi riporta alla partenza. Devo percorrere l'altra, quella della perseveranza, perchè è questo che voglio, con tutta me stessa.
Adesso mi propongo di uscire di casa, con calma, e riprendere in mano la mia vita. Con calma... Mi iscrivero' a un corso di pilates per imparare a respirare e ad agire...con calma.
Il mio obiettivo adesso non è la corsa affannata alla felicità, ma riuscire a ritrovare la pace con me stessa e soprattutto trovare un patto, un'alleanza, un accordo con il mio mostro...
Dopo questo sfogo, vorrei che sapeste tutti che sono lieta di essere tra voi e che sarebbe bello se qualcuno che ha già vissuto una situazione analoga alla mia, potesse raccontarmi di sè, del suo percorso ritrovato, del suo bivio svincolato.
Un caldo abbraccio a tutti.
Shaila wink.gif
prof
poco da dire, shaila...............
il "cuore", organo e sede ipotetica dei sentimenti e degli affetti,, ha una sua innervazione e unsìa suna funzionalità solo parzialmente legati al cervello.
si vvale del sistema nervoso "autonomo" , grande parola, legato sì al cervello, ma anche capace di funzionare "senza" il cervello, come nel coma.

La sua accelerazione, le sue accelerazioni, sono un sintomo e un simbolo!
Datti da fare per contenere il sintomo, compreso l'uso (prescritto dal cardiologo, se serve) di un beta-bloccante, ma lavora sul simbolo!

Dalle tue parole è evidente che sei brava e intelligente, ma accogli il sintomo per cercare di capire che cosa ti vuole dire!

fAMMI SAPERE, SE VUOI

PROF
simonetta
ciao shaila .. in questi quattro anni hai gia' capito che l'unico rimedio che abbiamo per combattere il mostro e' quello di affrontarlo ..attraverso tutti gli escamoutage che ognuno di noi si crea ma soprattutto attraverso il riconquistare quel po' di sicurezza in noi stesse..quella stessa sicurezza che proprio il mostro riesce a portarci via..
anche per me e' stata cosi' ..ho lottato vinto ..sono caduta mi sono rialzata ma poi quattro anni fa mi ero autoconivnta di aver vinto..una vittoria fatta di sacrifici..ma che mi aveva ridato la sicurezza o almeno era quello che credevo ..perche' con gli i occhi di una che si era barricata in casa ricominciare ad uscire da sola ..andare fuori per lavoro significava proprio questo ..aver sconfitto il mostro o meglio io definivo la parte debole di me perche' qeusto volevo ..sconfiggere quella parte ..
credo di aver sbagliato i modi ..o credo che l'ultimo attacco di panico sia anche stato pero' quello significativo ..o meglio quello che in qualche modo mi ha fatto capire che per essere sconfitto il mostro dovevo farlo mio..dovevo arrivare a capire dentro fino in fondo che il sintomo e' qualcos'altro non solo da sconfiggere ma anche da capire da comprendere ....credo che sia stato solo quello il momento nel quale ho compreso che esisteva anche un "io" ..ed era forse lo stesso io che in qualche modo mi stava avvisando di quello che stava accadendo in me..
Durante tutto questo percorso pero' shaila ti accorgi anche che sconfiggere il mostro non significa sconfiggere la parte di te interna che ti sta dicendo qualcosa ..significa forse prima o durante contemporaneamente forse cercare di capire cosa sta dicendo... per poter sconfiggere la paura che nasce dopo il primo o i successivi attaccchi di panico ..forse e' un modo più lento per uscire dal tunnel ma forse e' anche quello piu' sano ..perche' prima di risucire a trovare la serenità fuori dell'affrontare le paure dobbiamo soprattutto trovare la serenità dentro ...perche' e' soprattutto qeusto che ci rende pronte ad affrontare le varie situazioni..
un abbraccio shaila
Marina
Ho trovato il tuo post molto bello shaila. Non solo per il contenuto, ma perchè mi ha dato una sensazione di struggente autenticità che non percepivo da tempo in un forum. Sono assolutamente concorde con gli altri, nel dire che il sintomo non è altro che un modo contorto, intenso, forte, determinato, a tratti violento, del nostro mondo interno rinnegato, per lanciare un messaggio alla nostra parte più consapevole e, forse, a volte, proprio per questo, più distratta. Sono belle, anche, le domande che ti fai e sono proprio quel tipo di domande che ti portano più vicino a sentire quella voce interiore che sussurra da sotto il sintomo. Cerca di sentire la risposta che è dentro e se vuoi, mi piacerebbe, che tu usassi anche questi luoghi per parlare a noi e a te.
In bocca al lupo shaila e benvenuta.
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