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Versione completa: penelope
Ilsolenellavita > Aquiloneblu > Aquiloneblu
azzurra
Oggi ho riaperto dopo tanto la mia tela di penelope, il racconto sulle ragazze. Ho anche lasciato un messaggio sulla segreteria della mia psichiatra e mi veniva da piangere. Credo che il racconto brillante sulle scarpe fucsia dovrà attendere ancora un po'. Non so perchè scrivo in Aquilone invece che altrove ma immagino che un motivo ci sia. Ho una specie di regressione, credo. Mi parlo come mi parlavo a 7 anni, che non ero molto sana di mente lo sappiamo, però avevo quella cosa che Prof ha chiamato saggezza. Mi dico che se ce l'ho fatta allora non c'è motivo che non ci riesca ora, ma non è la stessa cosa. Cioè a 7 anni non ti chiedi _perchè_ dovresti farcela (o almeno, io non me lo chiedevo), forse è l'istinto di sopravvivenza della Piccola Fiammiferaia, non saprei, forse è quella cosa ridicola che chiamano speranza, o fiducia, o che ne so. Hai meno parole ed è una fortuna in un certo senso. Se non altro nessuno se le può dimenticare. A 51 ne hai tante, tantissime. Ma non riesci più a ricordare a cosa dovrebbero servire.
simonetta
le tantissime parole servono a farcela ..perche' piu' si va avanti nell'età piu' aumenta anche il bisogno delle nostre parole..e allora ci ritroviamo ad attingere a quelle dei 7 a quelle dei 20 o 33 o 40 ..perche' serve..serve tutto anche se in questi momenti non sembra.
Ma soprattutto perche' ci vuole tanto coraggio e tanta forza per andare avanti quando si e' un po' cosi' .....con la tela di penelope in mano ..in un attimo sembra di aver disfatto il lavoro di una vita ..e nella realta' magari e' pure cosi' ..pero' poi azzu ti rendi conto che noi continuamo a rimanere ,..con un filo ..con mille parole in piu' ..ma ci siamo ancora ..e arrivera' anche il giorno nel quale vedere quella tela ferma senza nessun colore ti provochera' dentro la rabbia... la voglia di proseguire .....magari anche ...con qualche parola in più
azzurra
..lo vedo il gioco, inconsapevole ed obbligato probabilmente, vedo anche lo stupore un po' indignato: ma come, ti è andato bene per una vita ed ora mi lasci a giocarlo da solo? E non ha mica tutti i torti. Posso anche avere la nausea di certe espresisoni, ma ciò non toglie che sappia che corrispondono alla verità. So cos'è la codipendenza, molti dei meccanismi descritti in pubblicazioni che parlano di dipendenze sono esatti. Ed è vero che se uno dei due (o più) membri della coppia o della famiglia si chiama fuori, crolla tutto. Se cerco di non scivolare nel èluiunostronzo non è perchè sono buona o amo troppo, ma per me stessa. Perchè i due estremi sono, come sempre, identici. Non importa su quale piatto della bilancia accumuli le colpe, il gioco è lo stesso. Così cerco di tirarmene fuori, ma a fatica. Perchè tilti i due ruoili già scritti, stabiliti..se ne cerchi uno nuovo sei nei guai. Ti accorgi che non lo trovi. Perchè questo l'ho imparato a 6 anni.Se vuoi essere libera non devi stare su nessuno dei due piatti della bilancia. Ma la Piccola Fiammiferaia è piuttosto ostinata, in questo, e tenta tutta la vita di farti salire su uno dei due. Non che non abbia le sue ragioni. E come fai a spiegarle che se è ancora viva è proprio perchè non lo hai mai fatto, e che il giorno che lo farai sì, sarà contenta per un breve minuto. E poi morirà.
Azzu
simonetta
sai azzu io credevo di poter vivere con i compromessi perche' in fondo non si tratta di qeusto?..credevo che potesse esistere una via di mezzo ...un quel qualcosa che ti faccia sentire ne' da una parte ne' dall'altra ..a metà sospesa in base agli eventi ora dal lato destro della bilancia ora dal lato sinistro.....ma mentre mi trovavo da quella parte che avevo scelto facevo di tutto ..di tutto ..per portare l'ago della bilancia dalla mia parte ..il risultato e' stato uno solo ..ho perso me stessa ..si sento ora come non mai in vita mia da lontano ..lontana dagli aghi..dalle bilance ..di quanto sia riuscit a aperdere ogni cosa di me che a fatica avevo costruito..o che almeno credevo di aver costuito anche con le maschere chissenefrega ma era la mia certezza ..quel qualcosa che anche nascosto ero riuscita a sentire e a vivere epr me e solo per me stessa.
Lo so dire ho perso me stessa sembra troppo è una grande e grossa parola ..è vero perche' lo è ..e in quel troppo trovo ogni singola cosa che sento di aver perso..delusione di me? perdita di dignità nei miei confronti..sono arrivata a fare cose che l'altra me che avevo costruito mai avrebbe fatto per nessuno....e invece l'ho fatto ..ho inclinato me stessa con il vento di quel compromesso ...nel tentativo di vivere cosi' in bilico...
Scusa per l'intrusione ma mi smuovi ..colpa tua smile.gif ..tanto anche se il tuo e' un parlare a te stessa ..puoi saltare le mie risposte senza leggere ..
Un abbraccio
azzurra
..non è un parlare a me stessa..
grazie simo:*
azzurra
Mi sento come in quelle notti caldissime, in cui non trovi pace, non trovi un posto. Ho aperto il blog, poi le mail, poi qui, poi di nuovo il blog...Come se trovando una posizione trovassi anche le parole. La cosa in sè è banale: D. negli ultimi giorni mi chiama, si parla di cose banali ed innocue. Ma si parla. Oggi mi dice che è in puglia. Io non lo so mica quale sia la mia reazione. Lo so, lo capisco, che lui tende fili tra me e lui e che io ci rimango impigliata. Potrei dire che sono fiera del mio autocontrollo, che mi ha permesso di rispondere calma e quasi indifferente e di concludere la telefonata senza animali morti in cantina o sospetti di doc. Ma il problema non è questo. Il problema è perchè questi fili, seppure in maniera molto minore, funzionino ancora. Ed il problema successivo è che, se provo a pensarci, a capire, mi viene una nausea così forte che sommerge i pensieri. Non voglio più doverci pensare, capire, analizzare. Voglio reciderli e basta ma ogni volta che credo di averlo fatto ce n'è ancora qualcuno di così sottile da essere invisibile di cui non mi ero accorta. E sono arrabbiata, con me e con lui, per questo sentimi prigioniera. Invischiata. Perchè anche cinque minuti del mio tempo mi sembrano sprecati, lì. Lo so che non ne verrà fuori niente, se c'è una cosa che sono brava a capire è quando le cose superano un certo confine e diventano irreversibili. Lo sento dentro come un campanello assordante: poi posso spegnerlo e fingere che non abbia mai suonato, ma io so che ha suonato. Recidere è quello che fanno, in maniera diversa, Viviana e beatrice. Viviana recide fuori, Beatrice se stessa. Forse ho paura perchè, come le altre, nn lasciano mai nulla a metà
Marina
Pensavo proprio al titolo di questo post, penelope..non mi poteva sembrare meno casuale di così.
Mi si confondono dentro la risposta che ho dato poco fa a quell'altro post e la risposta che vorrei dare a te. Perchè, questa, sarebbe una risposta densa di parole come: lealtà, legame, onestà, vincolo, promessa, presenza. Poi guardo queste parole e non mi bastano, ancora, risultano povere.
Allora lascio perdere e provo a spiegare cos'è l'amore, almeno secondo il mio modo di guardare le cose.
Noi tutti proviamo dei sentimenti e, proprio come esseri umani, ne proviamo alcuni che sono basilari. A volte l'amore è un attrazione intellettuale, quel momento in cui le tue parole e le parole dell'altra persona si fondono in un canto, così i pensieri si armonizzano tra loro e ci si scambia un immagine pura. A volte pensiamo che sia questo l'amore, ma funziona meglio come la base per l'amicizia, ovviamente posto che si sia capaci di apprezzare quest'altro sentimento. A volte l'amore è un'attrazione fisica, spontanea, istintiva che nasce verso un'altra persona, magari pensiamo che sia questo l'amore, ma solo perchè consideriamo, erroneamente, la passione un sentimento grezzo. A volte l'amore è, anche, quel bisogno di prendersi cura dell'altro, di esserci, di tutelarlo o, al contrario, di ricercarlo per ottenere questo stesso tipo di calore. Ma questo è l'amore puro, quel sentimento che si prova per il bambino, che vive sotto l'adulto, dentro noi o dentro l'altro.
In realtà, l'amore vero, è tutto questo mescolato insieme, perchè non posso amarti se non ho bisogno di te, se non ho bisogno per te, se non ho voglia di te, se non cresco, rinasco e mi trasformo con te. A volte pensiamo di amare ma, spesso, prendiamo solo un unico filo tra questi, oppure crediamo che se siamo così leali, così fedeli, così spontaneamente sacrificati, deve essere per forza amore. Ma l'amore non fa mai soffrire.
C'è una cosa, però, che non perdoniamo mai. L'amore è, anche, il ricordo che si costruisce insieme, e più è grande il tempo, più è potente il ricordo, più vi siamo leali perchè gli dobbiamo ciò che siamo. Se tradisci il ricordo hai tradito tutto, la mia mente, la mia passione, la mia crescita, ogni mio bisogno. A volte, rimaniamo i soli leali verso il ricordo, a questo, coinvolti in un legame disperante.
simonetta
Lo so, lo capisco, che lui tende fili tra me e lui e che io ci rimango impigliata.


Azzu ...è questo che fa male sai? è questo proseguire ma non proseguire ..portare avanti ma non portare avanti...sentire che forse forse c'e' ancora qualcosa ma poi non esserci...sono i fili elastici che ti legano ..fili sottili che sono quasi invisibili ma dentro ..dentro sembrano ragnatele e finiscono per attaccarsi a ogni parte di noi ..salvo poi aprire gli occhi e capire che nella realta' servivano solo a farci rimanere impigliate in qualcosa che ci fa solo male ..
scusa se ti dico questo azzu ...ma e' quello in cui credo ..non esistono modi di chiudere se non chiudere prima fuori e poi dentro ..e poi forse se ne sentitrai ancora il desiderio prendere quei fili ..solo con le mani ..non da dentro...
per far questo..non esistono vie di mezzo ..neppure per addolcire la pillola
azzurra
Ci sono giorni in cui pensi che non finirà mai. Pensi all'ultimo anno "sano", tutte le cose vere che hanno riempito la tua vita e non erano stratagemmi, erano proprio vere. Pensi che assieme alla fatica c'era ororgoglio e cera pure dolcezza.
Poi in un battibaleno ti ritrovi là, il doc chiamiamolo per fare piacere a lui, ti ritrovi ad urlare al telefono, a piangere frasi sconnesse, ad implorare. Bella cosa. Gli ho perfino detto torna su ti prego, bisogna che da qualche parte lo dica altrimenti farò finta di non averlo fatto. La signora me lo aveva detto che non avrebbe rinunciato facilmente. Questa pazza che lo dilania gli è necessaria, a modo suo non mente quando dice che gli sono indispensabile. Mi sveglio come tante altre volte nella mia vita, esausta. Con la nausea che avvolge ogni cosa, beffarda verso la mia illusione di essermene liberata. So cosa faro, non ho mica scelte. Farò finta che ieri non sia esistito. Ripartirò dall'altro ieri. Sarò più accorta. Tornerò alla cds oggi, anche se ieri stavo negli angoli a tremare. Quando tornerà forse resisterò al suo tentativo di "parlare, spiegare". Forse, se ne sarò capace.
emi
E' un lavoro che pare infinito, ho provato a chiuderlo tante volte ma le mie tele, anche nella realtà, non finiscono mai. Ne ho cassetti e parti di armadio piene, ognuna di loro è un pezzetto che prosegue sulla seconda e così fino a quella che verrà. Quando vogliono ferirmi, mia madre per prima, al prossimo lavoro che inizio mi dice ancora uno? non ne hai abbastanza di cose non finite? No, ma come far capire che non è la mia incostanza la causa, che sto chiedendo aiuto, che quello è solo il modo e non l'essenza, che nei miei cassetti devono esserci sempre scorte di fili che non si sa mai che io ne rimanga senza e che senza potrei anche morirne.
Ogni volta mi dico che sarà l'ultima, che non me ne importa più niente, che sarò bravissima a recitare la parte di quella che non gliene importa più niente, e ogni volta ritrovo l'angoscia di riaprire i cassetti, di prendere i fili, di nasconderli sotto le gonne, che magari nessuno se ne accorge, e di dipanarli per un altro pezzo di lavoro infinito. E il giorno in cui non avrò più bisogno di fili non sarà di certo perchè sono guarita.
Un bacio
azzurra
Insomma, non lo so. Sarà che nella mia vita agli scivoloni ci ho fatto l'abitudine ma non mi preoccupa tanto quello che è successo. Qualche ammaccatura all'orgoglio, ma se c'è un'altra cosa che ho imparato è che anche quelle guariscono se non ci si bada troppo. A me questa parte della cronica non piace. Era la prima volta che stavo così male alla cds e non ero nemmeno sicura che fosse un'idea geniale, stare lì. Voglio dire, non è il mio rifugio, nè la mia palestra, no? Di demoni fantasmi e disperazione ne hanno abbastanza. Non che pensino o debbano pernsare che sei super woman, no, ma le intuiscono già abbastanza le tue vulnerabilità ed intuirle è più che abbastanza: i particolari no, grazie. Caricare altre angosce sulla sottile superfice gelata delle loro emozioni sarebbe stupido, oltre che crudele. Ma dolores mi accarezzava il viso mentre stavamo in silenzio sulla panchina a fumare ed è la prima volta che lo fa. Io pensavo che è così facile voler bene e farsi voler bene..non c'è bisogno per forza di un massacro. pensavo a quelle parole che correvano da un cellulare all'altro come avvoltoi ed ero triste. Triste, ma non ammalata.
azzu
emi
Ci sto da questa mattina sul tuo 'triste, ma non ammalata'. Ieri scrivevo a Simonetta che io non sono depressa, o almeno credo di non esserlo nel modo in cui immagino lo sia una persona depressa, ma allora cosa vuol dire star male nel modo in cui a volte sto? Non mi ritengo una persona speciale, non nel modo gidiviano per intendersi, per cui non soffro perchè sono ipersensibilissima dolcissima profondissima e issimaissima, però non mi ritengo nemmeno una persona normale, cioè di quelle che prendono fanno disfano decidono. Mi ci vuole un bel pò di fatica in più per riuscirci. Non mi ritengo malata perchè se lo fossi non starei a chiedermelo, lo direbbero gli altri e io avvertirei solo un grande star male.
Certo però che il 'poverina, è malata' è un altro discorso. Ce l'ho ancora attaccato alla schiena, esattamente dove me lo hanno tirato, ma era un discorso vecchio, che a mia insaputa già si vociferava nei dintorni da prima degli eventi, altrimenti avrebbero detto 'poverina, è cretina' oppure 'poverina, non ci arriva', quindi l'etichetta malata non è stata opportunismo, è proprio che mi credono così. Sì, è pur vero che ho bisogno di farmacia ma è anche vero che, se considero certi comportamenti di certe persone che non sono malate e non prendono medicinali, mi vengono seri dubbi sulla loro integrità. Che poi Mari mi insegna che non sempre si chiama malattia ma molte volte cattiveria, allora perchè io sono malata e qualcun altro cattivo?
Perdona Azzurra se ho preso una tua frase per scrivere, ancora una volta, di me :*
@nto
Mi intrometto anche io, perchè ha colpito anche me. Innanzitutto Emi credo esitano varie forme di malattia e non mi riferisco alle varie diagnosi sui comportamenti ma alla depressione in se stessa, spesso mi è capitato di chiedermi se quello star male ci sarebbe stato lo stesso, senza gli eventi, e non so rispondermi. So solo che ho capito che era malattia "dopo", quando la pillola miracolosa ha cominciato a fare effetto e io ho iniziato a guardarmi e rivedermi quella che ero molto, ma molto tempo prima. Lo specchio mi ha rimandato un sorriso che non vedevo da tanto e ho iniziato a dare alle cose un peso diverso, solo che devo ancora capire quale è quello giusto... so solo che così fa meno male.
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