Amore: colpo di fulmine e praticità i segreti del successo
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
08/11/2007 11.18.00



Ti amo se mi ami, mi piaci se ti piaccio, mi attrai se ti attraggo. Per accoppiarsi ci vuole reciprocità, ovvio si direbbe; non sempre, a giudicare dalla quantità di amori infelici o di approcci falliti. La risposta è una ed è scientificamente provata: le persone sono attratte da chi è attratto da loro, è un riconoscimento che avviene subito quando si entra in una stanza in cui c'è una festa o ci si siede ad un tavolo a cena a casa di amici. Lo ha dimostrato uno studio condotto da un gruppo di ricerca della University of Aberdeen e pubblicato sull'ultimo numero della rivista Proceedings of the Royal Society.



Se la reciprocità non c'è meglio lasciar perdere. Essere attratti da qualcuno che dimostra interesse ha un senso in una prospettiva evoluzionistica: "accoppiarsi richiede molto sforzo in termini di energie emotive e fisiche, per cui la scelta del partner deve essere ergonomica; minimo sforzo per il massimo risultato: per questo motivo un individuo si sente tendenzialmente attratto da chi lo guarda con interesse. Inoltre la consapevolezza di essere oggetto di interesse aumenta l'autostima e la fiducia in se stessi facilitando la relazione con il prossimo", ha dichiarato Ben Jones, autore dello studio.



La parola d'ordine, dunque, sembra essere praticità: se le cose funzionano lo fanno da subito, se non funzionano c'è ben poco da fare e soprattutto non bisogna dare retta alla vocina che parte da dentro e suggerisce frasi quali "mi amerà, ci vuole solo del tempo", "io lo/la salverò". Peccato che la praticità molto spesso non ha nulla a che vedere con l'amore.



Fonte: Randerson J. Love at firs sight just sex end ego, study says. Guardian 7 novembre 2007.