proseguo qui le mie elucubrazioni mentali perche' oggi mi rendevo conto che gli ultimi anni dall'inizio del percorso di dappista ..non li ho vissuti io ma in realta' li ha vissuti il disturbo al posto mio ..perche' ogni singola cosa che ho fatto e' sempre stata codnizionata prima dal sintomo e poi da quello che volevo veramente io ..e oggi riesco finalmente a vederlo con occhi diversi non velati da lacrime ..occhi simpatici che forse sorridono anche a me stessa nel vedere il percorso fatto..anche e soprattutto quello sbagliato ..con le sue deviazioni che mi hanno portato quasi a perdermi..
le scelte che ho preso in questi anni erano prese da me in funzione prima di come avrei potuto prenderle sapendo le mie limitazioni...alla fine mi sono ritrovata a vivere non la mia vita ma la vita di dappista nella mia identità ..si e'rivoluzionato il ruolo ..ho perso di vista i miei obiettivi.....ho fatto vivere la paura e la paura della paura ..
guidare ..fino al mare non era fatto per bearsi della sensazione che il percorso in mezzo al parco mi dava ..ma era solo una sfida ..il tragitto era un controllo del dap non gioire della vista , della campagna , degli alberi che si chiudevano a mo' di selva oscura nella sua bellezza ..il rettilineo in mezzo alla selva da percorrrere con l'auto ..non avrebbe dovuto essere claustrofobia ..ma solo bellezza ..solo voglia di viverlo ....