"Sei stato un buon padre fino a quando nostro figlio era bambino, sei diventato un padre mediocre quando è diventato adolescente, sei diventato un pessimo padre dopo la nostra separazione...perchè ti sei separato anche da lui, non solo da me e se fra noi due è stata una scelta, il suo "perderti" è stato subito, e ieri, ancora una volta ho capito quanto gli deve essere costato."
Mio figlio ha 19 anni, è confuso e non sa ancora che strada prendere.L'anno scorso ha abbandonato la scuola e si è messo a lavorare ripromettendosi di riprenderla quando avrà le idee più chiare, l'unico punto fermo nella sua vita è la gran passione per la musica, suona chitarra e batteria e con quattro amici hanno fatto un gruppo hardcore e spesso suonano in giro a centri sociali, molti testi li scrive lui e tutti esprimono la sua rabbia, il suo malessere...eppure, nonostante ciò, ho imparato così tanto da lui in questi due anni che a volte me ne stupisco io stessa, Azzu, posso dire che lo adoro questo mio ragazzo senza risultare melensa?

Ieri si è licenziato, ha un desiderio, andare a londra qualche mese e poi tornare e decidere cosa fare, riprendere la scuola serale e lavorare, oppure lavorare e basta...Ecco, io sono terrorizzata da questo, perchè il suo viaggio lo vuole fare in modo irrazionale, con pochi soldi, così, alla ventura come si dice, senza nemmeno un posto dove stare, io non glielo posso impedire e nemmeno lo farei, ma non posso nemmeno impedirmi di esserne spaventata...
A parte questo, ciò che volevo dire e che si rifà a quanto scritto all'inizio su suo padre è la reazione che Stefano(si chiama così) ha avuto ieri dopo essersi licenziato, tenendo presente anche che io che ho vissuto gli anni delle lotte sindacali ho sempre pensato che questo suo datore di lavoro lo abbia sfruttato e non poco visto che gli faceva fare una media di 10 ore al giorno dandogli uno stipendio di apprendista sui 700 euro al mese o poco più per lavorare sempre sui tetti a mettere le guaine. Eppure ieri sera era di una tristezza infinita, ma non per se stesso, ma per il datore, visto che il suo commento quando gli ho chiesto cosa avesse è stato:" quando lavori fianco a fianco con una persona per 8 mesi non è più un datore di lavoro, diventa come uno di famiglia".
Ed è qui che sono andata in crisi, perchè se ha fatto questa affermazione su una persona che in realtà lo ha solo sfruttato quanto deve aver sofferto in silenzio per l'abbandono di suo padre? Molto, molto di più di quello che ha sempre dato a vedere a me forse per non farmi star male...Ripenso alle sue parole di qualche giorno fa:" Mio padre è uno stronzo, perchè si è dimenticato di avere un figlio, anche io per quello mi sono dimenticato di avere un padre, ma ha cominciato lui..."
Ma la realtà è che questo mio magnifico ragazzo (melensa ancora?), non ha mai dimenticato nulla e comincio a capire perchè è riuscito a insegnarmi molto.
Scusate lo sfogo e gli errori ma ho scritto di getto,
e grazie dell'ascolto
A.