Aiuto - Cerca - Utenti - Calendario
Versione completa: In ritardo di anni...
Ilsolenellavita > Aquiloneblu > Aquiloneblu
frances
Io non so perché per me è sempre stato così difficile parlarne, mi è successo solo una volta ed è stato soprattutto un urlo, credo che qualcuna di voi lo ricordi…sono stata lì per anni in osservazione, in realtà cercavo solo di capire me stessa, di dare una risposta a quella domanda che mi facevo da tanto tempo, che è una di quelle domande che scopri poi senza senso, fatte solo per colpevolizzarti…perché ci tornavo su quel camion se sapevo cosa succedeva? Ma è difficile capire cosa succede nella testa di una bambina di 5 o 6 anni, non ricordo nemmeno quello, riesco a dare una data solo perché so che vivevo in quella casa da cui ho traslocato in seconda elementare…magari chissà, è successo davvero una volta soltanto e su quel camion non ci sono più tornata e il mio credere che sia successo più di una volta è solo un’amplificazione della mia mente, non ricordo, davvero non ricordo questo…
L’uomo del camion aveva 23 anni, moriva di cancro prima di compierne 30, alleluia!
Ieri sera ho finito di leggere un libro “Chiedi perdono” di Ann-Marie Mac Donald e mi ha travolto con un’ondata di emozioni che non so definire, perché ti mostra il lato buono dell’uomo nero… e solo noi lo riconosciamo fin dall’inizio, perché lo abbiamo visto fin da bambine, è difficile che ci inganni ancora.
Vi voglio bene ragazze, scusate il ritardo
A.
emi
Non c'è un tempo e non c'è nemmeno un ritardo. C'è e basta. Quando mi è stato chiesto quanti anni avevo, non ho saputo rispondere. Non me lo ricordo, potrebbero essere sette dieci nove. Potrebbe essere stato solo una volta o tre o dieci, non lo so. E' stato e basta. Difficile farsi credere in questo non tempo, ma non ha nemmeno importanza che qualcuno lo faccia. E' dentro. E rimarrà dentro. Quasiasi cosa si faccia, si dica, si elabori, si capisca, non c'è possibilità di toglierlo. E quando verrà la volta in cui l'uomo nero vestirà abiti che tu stessa hai ritirato dalla tintoria, ti chiederai come hai fatto a fidarti di nuovo. Non c'è risposta e non c'è soluzione. Rimane solo l'entrare di nuovo in quel non tempo.
Un abbraccio A.

emi
frances
QUOTE (emi @ Feb 7 2008, 12:45 PM) *
E quando verrà la volta in cui l'uomo nero vestirà abiti che tu stessa hai ritirato dalla tintoria, ti chiederai come hai fatto a fidarti di nuovo. Non c'è risposta e non c'è soluzione. Rimane solo l'entrare di nuovo in quel non tempo.
Un abbraccio A.

emi


Giusto ciò che dici, terribilmente giusto, è che non avevo pensato a un'altra figura di uomo nero...invece se ci penso, io in quella tintoria ci sono andata per tanti anni...
grazie Emi:*
maria
QUOTE (frances @ Feb 7 2008, 10:36 AM) *
Io non so perché per me è sempre stato così difficile parlarne, mi è successo solo una volta ed è stato soprattutto un urlo, credo che qualcuna di voi lo ricordi…sono stata lì per anni in osservazione, in realtà cercavo solo di capire me stessa, di dare una risposta a quella domanda che mi facevo da tanto tempo, che è una di quelle domande che scopri poi senza senso, fatte solo per colpevolizzarti…perché ci tornavo su quel camion se sapevo cosa succedeva? Ma è difficile capire cosa succede nella testa di una bambina di 5 o 6 anni, non ricordo nemmeno quello, riesco a dare una data solo perché so che vivevo in quella casa da cui ho traslocato in seconda elementare…magari chissà, è successo davvero una volta soltanto e su quel camion non ci sono più tornata e il mio credere che sia successo più di una volta è solo un’amplificazione della mia mente, non ricordo, davvero non ricordo questo…
L’uomo del camion aveva 23 anni, moriva di cancro prima di compierne 30, alleluia!
Ieri sera ho finito di leggere un libro “Chiedi perdono” di Ann-Marie Mac Donald e mi ha travolto con un’ondata di emozioni che non so definire, perché ti mostra il lato buono dell’uomo nero… e solo noi lo riconosciamo fin dall’inizio, perché lo abbiamo visto fin da bambine, è difficile che ci inganni ancora.
Vi voglio bene ragazze, scusate il ritardo
A.


Ci tornavi perché dentro di te speravi che l'uomo nero alla fin fine si sarebbe rivelato per il principe azzurro che tu vedevi in lui; chiaro queste sono parole da adulta, la bambinina viveva emozioni e pensieri leggermente diversi, più diretti, meno cervellotici; ma, secondo me, il succo è questo.
Voglio dire, ammetti di esserci tornata sul camion, magari gli occhi o il colore dei capeli, o la voce o una cosa qualunque di quell'uomo ti facevano sentire sicura e ti affascinavano, come in fondo è giustissio che un bambino si senta relazionandosi ad un adulto; mica nasciamo con impiantata l'idea: mai fidarsi, quella viene dopo, molto molto dopo.
frances
Io non ho ammesso nulla maria...ho detto che non ricordo, mi verrebbe da dire che credo poco alla storia del principe azzurro, in quanto a 5 anni giocavo prevalentemente coi maschi a indiani e caw boy.
maria
Me ne sono accorta dopo, ho usato il verbo ammettere non nel senso di "ammissione di qualcosa", ma nel senso di ammesso che.

Magari lui ti appariva come un possibile capo dei cow boy, quindi qualcuno che una certa aura di "importanza" poteva anche averla.
gio85
QUOTE (frances @ Feb 7 2008, 10:36 AM) *
Io non so perché per me è sempre stato così difficile parlarne, mi è successo solo una volta ed è stato soprattutto un urlo, credo che qualcuna di voi lo ricordi…sono stata lì per anni in osservazione, in realtà cercavo solo di capire me stessa, di dare una risposta a quella domanda che mi facevo da tanto tempo, che è una di quelle domande che scopri poi senza senso, fatte solo per colpevolizzarti…perché ci tornavo su quel camion se sapevo cosa succedeva? Ma è difficile capire cosa succede nella testa di una bambina di 5 o 6 anni, non ricordo nemmeno quello, riesco a dare una data solo perché so che vivevo in quella casa da cui ho traslocato in seconda elementare…magari chissà, è successo davvero una volta soltanto e su quel camion non ci sono più tornata e il mio credere che sia successo più di una volta è solo un’amplificazione della mia mente, non ricordo, davvero non ricordo questo…
L’uomo del camion aveva 23 anni, moriva di cancro prima di compierne 30, alleluia!
Ieri sera ho finito di leggere un libro “Chiedi perdono” di Ann-Marie Mac Donald e mi ha travolto con un’ondata di emozioni che non so definire, perché ti mostra il lato buono dell’uomo nero… e solo noi lo riconosciamo fin dall’inizio, perché lo abbiamo visto fin da bambine, è difficile che ci inganni ancora.
Vi voglio bene ragazze, scusate il ritardo
A.

gia, spesso l uomo nero è un gentiluomo!
per questo non mi fido di chi dimosra troppa gentilezza subito!
èPOCA
Sono nuova di qui e forse nn sono ancora pronta a svelare troppo dei miei mostri....mi accorgo però di nn essere sola....e mi chiedo:

E' possibile mai credere dopo anni e anni che l'uomo nero (in questo caso il mio) possa essersi nascosto nella mia mente illudendomi che nn è mai successo niente ma che me lo sono inventato io per chissà quale motivo ?

E' possibile che a forza di sentirmi dire "eri solo una bambina, nn sai di cosa parli" mi stia quasi convincendo che sia stato solo un brutto sogno?

E sono solo io, ma è veramente così difficile ammettere che nell'innocenza di quegli anni abbia io cercato una qualche forma di amore in quello che succedeva ?

Non me lo so proprio spiegare..o forse me lo so spiegare ma nn lo voglio ammettere fino in fondo.....
Amarillide
Non solo è possibile, ma è anche uno dei risvolti più comune e frequenti...
sai, la nostra mente non è un freddo registratore di eventi, così quando ne incontra di troppo dolorosi e incatalogabili, prende a trasformarli, servendosi sia di ciò che ci è stato detto dall'esterno, sia di costumi e imbellettature varie... che rendano il tutto più accettabile, meno dannoso, almeno all'apparenza. Credo sia per questo che si finisce per attribuirgli ostinatamente quella sfumatura d'amore che poco ci azzecca. Ti dirò, non ce l'ho nemmeno io la risposta. A volte penso che sia più... guardabile la scena con la didascalia "amore malato" che con quella di ... non mi viene neanche la parola... è che come si fa ad attribuire ad una persona tanta crudeltà, brutalità, odio... ? chissà che altro... ma come si fa ad accostarle ad un essere umano? specialmente quando magari non era uno sconosciuto...
Discorso confuso ho fatto, scusa...
èPOCA
QUOTE (Amarillide @ Feb 13 2008, 09:09 PM) *
Non solo è possibile, ma è anche uno dei risvolti più comune e frequenti...
sai, la nostra mente non è un freddo registratore di eventi, così quando ne incontra di troppo dolorosi e incatalogabili, prende a trasformarli, servendosi sia di ciò che ci è stato detto dall'esterno, sia di costumi e imbellettature varie... che rendano il tutto più accettabile, meno dannoso, almeno all'apparenza. Credo sia per questo che si finisce per attribuirgli ostinatamente quella sfumatura d'amore che poco ci azzecca. Ti dirò, non ce l'ho nemmeno io la risposta. A volte penso che sia più... guardabile la scena con la didascalia "amore malato" che con quella di ... non mi viene neanche la parola... è che come si fa ad attribuire ad una persona tanta crudeltà, brutalità, odio... ? chissà che altro... ma come si fa ad accostarle ad un essere umano? specialmente quando magari non era uno sconosciuto...
Discorso confuso ho fatto, scusa...



No no nessun discorso confuso....sono d'accordo sulla dodascalia "amore malato"...ma agli occhi di un bambino credo nn esista un'amore malato..l'amore è amore soprattutto quando nn si tratta di uno sconosciuto...rimane però difficile poi quando si comincia a capire che quella forma di amore era sbagliata, schifosa e ingiusta...e la sensazione di esserne in parte responsabile nn va via...anche se ti dicono che eri solo una bambina che ne sapevi tu di quelle cose.....
Questa è la versione 'lo-fi' del forum. Per visualizzare la versione completa con molte più informazioni, formattazione ed immagini, per favore clicca qui.
Invision Power Board © 2001-2012 Invision Power Services, Inc.