Il mio segreto è racchiuso nello stupore narcisitico davanto l'impossibilità del pensiero di stare di fronte "ciò che è".
La fissità dello sguardo manifesta l'armonia del gesto in questo sogno al di là del tempo.
E' una gabbia d'acciaio la cornice di bronzo dello specchio che riflette la mia immagine.
Nell'osservarla mi rendo conto che ogni minimo movimento, anche il più ipercettibile mi procura sofferenze ienenarrabili.
Aghi d'amore mi trascinano nell'oblio di una risata antica. Piacevolmente e perversamente divertito la mia amica angoscia mi suggerisce di guardare l'immagine più attentamente...se riuscissi a stare perfettamente immobile nessuna lametta trafiggerebbe le mie labbra umide di bambino.
Presente a me stesso mi rendo conto della perfezione di questo gioco malvagio in cui mi illudevo di essere libero da ogni condizionamento. Più mi concentro su un dettaglio per cercare di sottrarmi al tragico destino e più mi rendo conto dei movimenti più impercettibili.
Mi rannicchio sul mio trono e prendo tempo aspettando di morire dissanguato.
Perchè un giorno fui tradito dal mio unico padre....ero un angelo, un principe dell'azzurro, incantata bellezza del cielo.
Ora mi trovo a vagare confondendomi tra gli uomini.
Questo è il triste quadro: "mi sento il centro di un'esistenza priva di significati. Non trovo sentimenti appaganti...non c'è capacità d'empatia.....
Il cielo si ruppe e cadde una neve rosa di fiele
