Ti Do I Miei Occhi
Te Doy Mis Ojos - 1h 46'
Regia: Iciar Bollain
http://www.youtube.com/watch?v=jMrqcWesNBghttp://www.youtube.com/watch?v=ExJv1bYLzC4Si può amare una persona che ti sottomette con la paura ogni volta che varca la porta di casa? Si possono perdonare l’umiliazione e la violenza fisica se ad infliggerle è proprio l’uomo che dovrebbe proteggerti? E come sopravvivere ai colpi inferti se il torturatore è un marito capace solo di un amore totale, ossessivo, malato?
Vincitore di sette premi Goya 2004, Ti Do I Miei Occhi è il racconto triste di una coppia innamorata ma votata all’autodistruzione per gli eccessi di rabbia incontrollata di lui. Il conflittuale rapporto tra Pilar e Antonio (Laia Marull e Luis Tosar) è la chiave di volta di un film che vuole farsi manifesto di un problema generale, drammatico e sconsideratamente sottovalutato: quello della violenza domestica contro le donne. Pilar ama Antonio ed è pronta a dargli ogni cosa: i suoi occhi, le sue mani, tutto il suo corpo. Ma Antonio pretende di più: lui vuole possedere anche i suoi pensieri e i sogni. E per ottenerli incondizionatamente, disperato e confuso com’è, ha solo uno strumento: la violenza, l’unica risposta che un uomo impotente riesce a darsi.
La pellicola è la profonda opera prima di Iciar Bollain, la coraggiosa e garbata introspezione di un tema difficile che si avvale di una sapiente costruzione della storia e di un evidente lavoro di documentazione, puntando tutto su due attori decisamente adeguati. La protagonista, la bravissima Laya Marul, è una madre affettuosa e una moglie devota che affronta con sottomissione la violenza del marito, sperando nel miracolo che possa liberarla dalla sofferenza. Andando contro il parere di Ana, sua più lucida sorella, Pilar si lascia convincere da Antonio a dargli l’ultima possibilità e la forte attrazione sessuale tra i due riesce, per un po’, a tenere unita la coppia fino a quando Pilar, appassionata di storia dell’arte, entra a lavorare in un museo scoprendo la meraviglia di realizzarsi autonomamente come individuo e le sue innate capacità professionali. La sua emancipazione, lenta ma inesorabile, è la goccia che fa traboccare il vaso dell’intolleranza del marito che non solo la ostacola in ogni modo ma finisce con l’annientare anche i fragili progressi ottenuti con la terapia sul controllo dell’aggressività. Dopo l’ennesimo sopruso e una denuncia penale, un finale toccante celebra il riscatto della donna attraverso il suo sentimento di pietà nei confronti di un uomo disturbato che merita l’abbandono, la forza di accettare l'idea di una vita da sola senza annullare se stessa in nome dell'Amore.
Ti Do I Miei Occhi è un film che tocca corde profonde, scarno e semplice quanto a movimenti di macchina da presa e scelte registiche, che ha la natura della denuncia e si lascia apprezzare per la sua essenzialità. Iciar Bollain adotta una messa in scena rigorosa, al servizio delle interpretazioni, in cui la violenza è più suggerita che mostrata, sulla strada del dramma interiore. Per questo si affida ad attori intensi e asciutti: da Laia Marull, perfetta nel dar spessore ad una donna vitale, ma spaventata e repressa da un marito carnefice; a Luis Tosar, capace di un’emozionante recitazione in sottrazione, tra silenzi affilati come lame ed improvvise esplosioni; fino a tutto il cast di supporto, credibile anche grazie all’ottima scrittura del film che riesce a dare una stratificata caratterizzazione psicologica a tutti i personaggi.