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Versione completa: LE DONNE PICCHIATE TRA LE MURA DI CASA
Ilsolenellavita > Aquiloneblu > Aquiloneblu
Cymorill
EHHH GIà .
SI CONCEDE LA SECONDA POSIBILITà ? SI. MA LA TERZA?.. SPESSO SI.
DICO CHE è DURA E SOFFERTA. E SECONDO ME SI FINISCE PER PERDONARE SEMPRE , CN SEMPRE PIù AMAREZZA E MENO FIDUCIA FINCHè NN SI DIVENTA INERMI . E SI PASSA ALL INDIFFERENZA COME MUMMIE. E NN CI SI LAMENTA NEMMENO PIù DELLE BOTTE. è IMPORTANTE NN SVENDERSI MAI, NN MANCARSI MAI DI RISPETTO.. ALTRIMENTI, FATTO UNA VOLTA.. ORMAI... IL PROCESSO PARTE. VA DA SE. E NN è UN DISCORSO DI DIPENDENZA AFFETTIVA N DI MASOCHISMO, MA DI PERDITA DELLA VERGINITà IN UN CERTO SENSO. SVALUTARSI.. BARATTARSI. UNA VOLTA INIZIATO IL BARATTO NN SI TORNA INDIETRO.


io credo che in questo meccanismo la donna mostri all uomo la ua intimità , in modo bestiale, come la mostrano i torturati.. come la mostrano i condannati, i prigionieri.. e questa intimità... segretissima , è il dolore. e la vergogna del dolore. e poi la fierezza.. lo stoicismo. la sopportazione. l umiliazione.


nn è facile accettare di aver messo la propria INTIMITà totalmente nelle mani di un altro. ecco perchè queste donne secondo me nn riescono a staccari, e sn legate, e perdonano. e hanno paura di essere separate da quell uomo. perchè sn attaccate a quella parte di loro. che nn è più solo loro , ma è stata scoperta e rubata. è un patto. un legame fatto con il demonio, un segreto tra due persone che in comune hanno la sofferenza dell anima della donna.
si dice che succeda spesso ch eil rapito si affezioni al rapitore..



fatina..
M@D
QUOTE (Cymorill @ Feb 21 2008, 04:14 PM) *
EHHH GIà .
SI CONCEDE LA SECONDA POSIBILITà ? SI. MA LA TERZA?.. SPESSO SI.
DICO CHE è DURA E SOFFERTA. E SECONDO ME SI FINISCE PER PERDONARE SEMPRE , CN SEMPRE PIù AMAREZZA E MENO FIDUCIA FINCHè NN SI DIVENTA INERMI . E SI PASSA ALL INDIFFERENZA COME MUMMIE. E NN CI SI LAMENTA NEMMENO PIù DELLE BOTTE. è IMPORTANTE NN SVENDERSI MAI, NN MANCARSI MAI DI RISPETTO.. ALTRIMENTI, FATTO UNA VOLTA.. ORMAI... IL PROCESSO PARTE. VA DA SE. E NN è UN DISCORSO DI DIPENDENZA AFFETTIVA N DI MASOCHISMO, MA DI PERDITA DELLA VERGINITà IN UN CERTO SENSO. SVALUTARSI.. BARATTARSI. UNA VOLTA INIZIATO IL BARATTO NN SI TORNA INDIETRO.


io credo che in questo meccanismo la donna mostri all uomo la ua intimità , in modo bestiale, come la mostrano i torturati.. come la mostrano i condannati, i prigionieri.. e questa intimità... segretissima , è il dolore. e la vergogna del dolore. e poi la fierezza.. lo stoicismo. la sopportazione. l umiliazione.


nn è facile accettare di aver messo la propria INTIMITà totalmente nelle mani di un altro. ecco perchè queste donne secondo me nn riescono a staccari, e sn legate, e perdonano. e hanno paura di essere separate da quell uomo. perchè sn attaccate a quella parte di loro. che nn è più solo loro , ma è stata scoperta e rubata. è un patto. un legame fatto con il demonio, un segreto tra due persone che in comune hanno la sofferenza dell anima della donna.
si dice che succeda spesso ch eil rapito si affezioni al rapitore..



fatina..

Quello che mi hai detto a me ha fatto molta tenerezza... Ho immaginato la scena di un bimbo impaurito che per sopravvivere tenta in tutti i modi possibili di piacere a chi gli vorrebbe fare del male. Questa si che è la paura e lo dico con un filo di melanconia perchè so che cosa vuol dire...
Cymorill
ho riscritto il post scritto a te nella sezione giusta.. sai cn te è facile andare fuori tema. e meno male. perchè un tema è collegato ineluttabilmente a un altro in una complessita mutante. e è importante nn scollegare mai nulla. però questo è un forum e è organizzato cn un po di ordine e allora l ho messo nel cassetto giusto . sorry.
M@D
Hai fatto bene smile.gif
azzurra
Cym..io non sono una che ha molta dimestichezza con i complimenti, ma...
Ho letto raramente qualcosa di più acuto di queste parole.
azzu
azzurra
..e dimenticavo: M&D, non è necessario spostare la discussione, questa mi sembra la sezione giusta, se ne vuoi parlare
azzu
Cymorill
QUOTE (azzurra @ Feb 21 2008, 05:24 PM) *
..e dimenticavo: M&D, non è necessario spostare la discussione, questa mi sembra la sezione giusta, se ne vuoi parlare
azzu

io nn sono brava ad accettarli i complimenti , divento rossa e scema. ufah. cmq grassie... - faccina da tonna-

però ti dico che mad nn vuole spostare la discussione. è che gli avevo risposto io a riguarda di questo argomento in un' altra sezione andando fuori tema in un topic e allora ho copiato il primo pezzo e mi scusavo se gli avevo fatto al carambola di dover rispondere da n altra parte ma qui mi sembrava più adatto. tutto qui. smile.gif smile smile.
sele
Ti Do I Miei Occhi

Te Doy Mis Ojos - 1h 46'


Regia: Iciar Bollain
http://www.youtube.com/watch?v=jMrqcWesNBg

http://www.youtube.com/watch?v=ExJv1bYLzC4


Si può amare una persona che ti sottomette con la paura ogni volta che varca la porta di casa? Si possono perdonare l’umiliazione e la violenza fisica se ad infliggerle è proprio l’uomo che dovrebbe proteggerti? E come sopravvivere ai colpi inferti se il torturatore è un marito capace solo di un amore totale, ossessivo, malato?
Vincitore di sette premi Goya 2004, Ti Do I Miei Occhi è il racconto triste di una coppia innamorata ma votata all’autodistruzione per gli eccessi di rabbia incontrollata di lui. Il conflittuale rapporto tra Pilar e Antonio (Laia Marull e Luis Tosar) è la chiave di volta di un film che vuole farsi manifesto di un problema generale, drammatico e sconsideratamente sottovalutato: quello della violenza domestica contro le donne. Pilar ama Antonio ed è pronta a dargli ogni cosa: i suoi occhi, le sue mani, tutto il suo corpo. Ma Antonio pretende di più: lui vuole possedere anche i suoi pensieri e i sogni. E per ottenerli incondizionatamente, disperato e confuso com’è, ha solo uno strumento: la violenza, l’unica risposta che un uomo impotente riesce a darsi.

La pellicola è la profonda opera prima di Iciar Bollain, la coraggiosa e garbata introspezione di un tema difficile che si avvale di una sapiente costruzione della storia e di un evidente lavoro di documentazione, puntando tutto su due attori decisamente adeguati. La protagonista, la bravissima Laya Marul, è una madre affettuosa e una moglie devota che affronta con sottomissione la violenza del marito, sperando nel miracolo che possa liberarla dalla sofferenza. Andando contro il parere di Ana, sua più lucida sorella, Pilar si lascia convincere da Antonio a dargli l’ultima possibilità e la forte attrazione sessuale tra i due riesce, per un po’, a tenere unita la coppia fino a quando Pilar, appassionata di storia dell’arte, entra a lavorare in un museo scoprendo la meraviglia di realizzarsi autonomamente come individuo e le sue innate capacità professionali. La sua emancipazione, lenta ma inesorabile, è la goccia che fa traboccare il vaso dell’intolleranza del marito che non solo la ostacola in ogni modo ma finisce con l’annientare anche i fragili progressi ottenuti con la terapia sul controllo dell’aggressività. Dopo l’ennesimo sopruso e una denuncia penale, un finale toccante celebra il riscatto della donna attraverso il suo sentimento di pietà nei confronti di un uomo disturbato che merita l’abbandono, la forza di accettare l'idea di una vita da sola senza annullare se stessa in nome dell'Amore.

Ti Do I Miei Occhi è un film che tocca corde profonde, scarno e semplice quanto a movimenti di macchina da presa e scelte registiche, che ha la natura della denuncia e si lascia apprezzare per la sua essenzialità. Iciar Bollain adotta una messa in scena rigorosa, al servizio delle interpretazioni, in cui la violenza è più suggerita che mostrata, sulla strada del dramma interiore. Per questo si affida ad attori intensi e asciutti: da Laia Marull, perfetta nel dar spessore ad una donna vitale, ma spaventata e repressa da un marito carnefice; a Luis Tosar, capace di un’emozionante recitazione in sottrazione, tra silenzi affilati come lame ed improvvise esplosioni; fino a tutto il cast di supporto, credibile anche grazie all’ottima scrittura del film che riesce a dare una stratificata caratterizzazione psicologica a tutti i personaggi.
M@D
Mi fanno solo una stretta al cuore questi attegiamenti degli uomini...
azzurra
Sele, grazie della segnalazione, lo guarderò.

Volevo dire una cosa a proposito delle sezioni (magari si può aprire un topic da qualche parte e parlarne) Io (e simo lo sa:P) ne farei due, massimo tre. Come dice Cym alla fine molti argomenti sono per forza correlati tra di loro. Che poi io sia una disonaura informatica e faccia davvero fatica a seguire 7 o 8 sezioni...beh anche quello è un motivo sìsmile.gif
Lascerei Aquilone blu sicuramente, quello è fuori discussione. Poi una sezione "libera", per saluti, film, canzoni, invettive e quant'altro..e un'altra intitolata "esistenza".
azzu
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