'Ignoranti' a tavola? Rischio cardiovascolare 5 volte più alto
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
24/09/2007 18.06.00



Le persone che hanno una maggior cultura e consapevolezza del cibo che consumano e conoscono le conseguenze sulla salute delle varie abitudini alimentari corrono in media un rischio cardiovascolare decisamente minore: lo afferma uno studio pubblicato dal Journal of Nutrition and Education Behavior.

I ricercatori della Penn State University hanno misurato la ‘consapevolezza alimentare’ di 48 persone tra i 21 e i 70 anni di età affetti da ipercolesterolemia. Per la misurazione è stata utilizzata la scala denominata ecSatter messa a punto dalla psichiatra Ellyn Satter, che considera fattori come la gestione della sensazione di fame, la percezione del proprio corpo, eccetera.

Confrontando i valori nella scala ecSatter ottenuti e le misurazioni dei consueti marker cardiovascolari (livelli di colesterolo HDL e LDL, pressione sanguigna) i ricercatori hanno scoperto che chi si approccia al cibo con beata incoscienza ha probabilità 5 volte maggiori di andare incontro a gravi patologie cardiovascolari.

“Occorre implementare programmi di addestramento per aumentare la consapevolezza alimentare della popolazione”, spiega Barbara Lohse, professoressa associata di Scienze Nutrizionali alla Penn State e leader del team di ricercatori autori dello studio. “E naturalmente insistere molto sull’adozione di abitudini alimentari associate a bassi rischi cardiovascolari”.

Fonte: Psota TL, Lohse B, West SG. Associations between Eating Competence and Cardiovascular Disease Biomarkers . Journal of Nutrition and Education Behavior 2007; 39(5) - Supplement S Eating Competency Supplement: S171-S178.