Quando la droga brucia il cervello
fonte Yahoo! Salute

Nel 1981 Toby Govea aveva 21 anni e, dopo aver assunto dell'eroina tagliata male, è stato ritrovato nella sua cella di detenzione del carcere di Monterey in preda a un violento e incontrollabile tremore. L'uso della droga, in particolare un suo componente, la neurotossina MPTP (1-metil 4-fenil 1,2,3,6-tetraidro-piridina), gli ha, come dissero i primi infermieri che gli prestarono soccorso, "spappolato il cervello".

All'epoca non era ben noto, ma ora si sa che l'MPTP è una neurotossina in grado di simulare la forma primitiva di malattia di Parkinson perché danneggia i neuroni della sostanza nigra nel cervello. Per questo motivo, negli ultimi anni, pazienti con questo tipo di disturbi sono stati seguiti, dopo aver ricevuto il trattamento di stimolazione cerebrale profonda, come modello per l'andamento e l'evoluzione della malattia di Parkinson. Il sito web wired ha raccontato la storia di Govea che oggi, a distanza di più di 25 anni, sta ancora scontando la sua condanna a vita. Nel corso degli anni, grazie alle cure a cui è stato sottoposto, ha potuto controllare i sintomi della malattia ma non bloccare la progressione della degenerazione neuronale.

Due i punti che James Langston, autore dell'articolo, ha voluto sottolineare: il primo riguarda la potenza devastante delle sostanze stupefacenti che hanno rovinato per sempre la vita di un ragazzo, il secondo la sottile linea che separa il coinvolgimento di un individuo in un percorso sperimentale dalla sperimentazione priva di consenso infomato.


--------------------------------------------------------------------------------
titolo: Quando la droga brucia il cervello
fonte: Yahoo! Salute (http://it.health.yahoo.net/)