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Ilsolenellavita > Spazio all' anima > Segreta-Mente
azzurra
Ho scelto una sezione a caso. Di sotto c'è Dolli, una delle mie "pazze" Non è la prima volta che viene qui, ma oggi abbiamo deciso di provare qualcosa di nuovo, meno informale, più domestico. Infatti non volevo salire qui al pc e poi mi sono detta e perchè no? Ecco, adesso non ho tempo di iniziare un thread come si deve...ma si questo vorrei parlare. Della pazzia. Di quella di cui leggiamo, di quella che immaginiamo e di quella poi, reale, che ha nomi e cognomi.

azzu
puledro1
La pazzia:

Sono pazzi quelli che vivono e pensano in un modo diverso dalla massa. Ma se i "pazzi" fossero la massa allora i pazzi sarebbero "i normali". Chissà...

I normali curano i pazzi? Forse si e forse no.

E poi curarli è giusto?
M@D
Pazzo è colui che vive diversamente.... La pazzia è solo un modo diverso di vivere smile.gif (per me)
emi
Un saluto, Dolli :)
M@D
QUOTE (emi @ Mar 5 2008, 11:48 AM) *
Un saluto, Dolli smile.gif

emi! tongue.gif
emi
Bacio M@D :)

(chiedo scusa)
M@D
QUOTE (emi @ Mar 5 2008, 11:56 AM) *
Bacio M@D smile.gif

(chiedo scusa)

Ahahaha ma che scusa ho voluto solo salutarti!! laugh.gif tongue.gif
sele
un grandissimo film sulla "follia"
persona, di ingmar bergman http://www.youtube.com/watch?v=MeehCG9oF4c

PERSONA
SVE 1966 di Ingmar Bergman con Liv Ullmann, Bibi Andersson, Gunnar Björnstrand, Margaretha Krook.

Una giovane infermiera si deve prendere cura, in una casa di campagna, di un’attrice di cinema che ha perso la parola: o è vero il contrario? inquietante ma inaspettatamente greve nell’analisi della mentalità e gestualità femminile. Uno dei suoi film più arcigni e funebri, dove lo spettro di un bambino desiderato morto prende vita e accarezza il volto della madre e dove la dedizione è l’altra faccia della schizofrenia e il lamento esistenziale giunge al consapevole e reciproco autoannullamento simbiotico nell’identità altrui.

da http://www.centraldocinema.it/Recensioni/N...mar_bergman.htm
@nto
A me la pazzia fa paura, lo so che al giorno d'oggi c'è una tendenza a vederla in modo romantico e filosofico, ma mi sembra abbastanza assurdo negarla. Umberto Galimberti dice che la follia è una dimensione di tutti, ma mi sembra un pensiero un pò alla "Paolo Cohelo mode", che non guarda alla vera drammaticità di alcune psicosi e alla devastazione delle famiglie che vivono tutto questo sulla loro pelle.
M@D
Io, frequentando un centro diurno, ho anche a che fare con ex "matti". Vi dico che stando a contatto con loro, a parte la paura e la diffidenza, mi rendo conto che questo appellativo (pazzo/matto o come volete chiamarlo) è sbagliato: Sia perchè la malattia non è una condizione immutevole nel tempo e sia perchè i movimenti antipsichiatria hanno dato umanità a coloro che, fino agli anni 70, venivano umiliati e seviziati peggio delle bestie.
querelle
Ma non ne stiamo facendo un problema di definizioni?...me lo stò chiedendo huh.gif
Per me alla fine è una questione di funzionalità e capacità di adattamento. Poi su come dovrebbe e non dovrebbe essere il mondo sono d'accordo con voi, possiamo stare a parlarne per ore.
Chiederci se è giusto il mondo o sono giusti i folli è un fatto relativo e forse meramente speculativo.
Per me a vari livelli, nella pazia c'è una incapacità di far parte di uno spettacolo indecodificabile...esistenzialmente parlando intendo.
Quando quel qualcosa che non và nell'interpretazione della realtà diventa esageratamente minaccioso l'unico strumento di autodifesa è la frattura con esso...prenderne le distanze in modo definitivo intendo.
Arrivo a pensare che la follia sia un ulteriore strumento di selezione naturale.
La natura è aristocratica, è fa da sè le sue scelte.
Mi piacerebbe approndire l'aspetto "paura della follia"...cosa ne pensate?
Cymorill
ci sono i malati di mente ( disfunzioni fisiche nell apparato cerebrale e nervoso, epilessia, autismo), gli artisti, i disagiati sociale,gli eori, gli psicotici(schizofrenia, dissociazione), i bambini, i mentalmente disabili (per malattie genetiche degenerative) ,i geni, e quelli che voteranno berlusconi . a no quelli sono de-menti, quindi nn c hanno nulla da ammaccare nel cranio.
M@D
QUOTE (querelle @ Mar 6 2008, 12:03 AM) *
Ma non ne stiamo facendo un problema di definizioni?...me lo stò chiedendo huh.gif
Per me alla fine è una questione di funzionalità e capacità di adattamento. Poi su come dovrebbe e non dovrebbe essere il mondo sono d'accordo con voi, possiamo stare a parlarne per ore.
Chiederci se è giusto il mondo o sono giusti i folli è un fatto relativo e forse meramente speculativo.
Per me a vari livelli, nella pazia c'è una incapacità di far parte di uno spettacolo indecodificabile...esistenzialmente parlando intendo.
Quando quel qualcosa che non và nell'interpretazione della realtà diventa esageratamente minaccioso l'unico strumento di autodifesa è la frattura con esso...prenderne le distanze in modo definitivo intendo.
Arrivo a pensare che la follia sia un ulteriore strumento di selezione naturale.
La natura è aristocratica, è fa da sè le sue scelte.
Mi piacerebbe approndire l'aspetto "paura della follia"...cosa ne pensate?


Il problema di definizione si presenta nel momento in cui non sai che cosa vorresti dire con "pazzo".

Per lo psichiatra Ronald Laing la malattia mentale è un modo diverso di speriementare l'esistenza... Per me invece, è un modo diverso di sperimentare la paura di esistere in determinate circostanze....

Infine io non approfondirei tanto l'aspetto della paura per la follia in quanto non si sa bene definire, io approfondire la "paura del diverso"......
querelle
QUOTE (M@D @ Mar 6 2008, 08:17 AM) *
Il problema di definizione si presenta nel momento in cui non sai che cosa vorresti dire con "pazzo".

Per lo psichiatra Ronald Laing la malattia mentale è un modo diverso di speriementare l'esistenza... Per me invece, è un modo diverso di sperimentare la paura di esistere in determinate circostanze....

Infine io non approfondirei tanto l'aspetto della paura per la follia in quanto non si sa bene definire, io approfondire la "paura del diverso"......


Va bene facciamo come dici tu con le definizioni che dai tu wink.gif
simonetta
beh ne sono venute fuori due definizioni ...paura di esistere e paura del diverso-...
Il diverso ci spaventa ..vederlo negli altri in primis ..ma soprattutto forse ci spaventa il classico ho paura di "impazzire" .. è lo stesso termine che si usa per definire il momento nel quale vivi un'attacco di panico...la paura di impazzire ..la paura di perdere il controllo della mente ..
quindi forse potremo aggiungerne un'altra la paura di perdere il controllo della mente..
pero' credo anche che quando si diventa "pazzi" si perda completamente il controllo della paura

forse e' contorto come ragionamento
M@D
Adesso devo uscire a più tardi!
puledro1
QUOTE (M@D @ Mar 6 2008, 09:02 AM) *
Adesso devo uscire a più tardi!

A tigrò, tu me fai preoccupà co' ste uscite sempre a quest'ora...

Ma 'ndo vai??? ohmy.gif
querelle
QUOTE (sele @ Mar 5 2008, 12:12 PM) *
un grandissimo film sulla "follia"
persona, di ingmar bergman <a href="http://www.youtube.com/watch?v=MeehCG9oF4c" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=MeehCG9oF4c</a>

PERSONA
SVE 1966 di Ingmar Bergman con Liv Ullmann, Bibi Andersson, Gunnar Björnstrand, Margaretha Krook.

Una giovane infermiera si deve prendere cura, in una casa di campagna, di un’attrice di cinema che ha perso la parola: o è vero il contrario? inquietante ma inaspettatamente greve nell’analisi della mentalità e gestualità femminile. Uno dei suoi film più arcigni e funebri, dove lo spettro di un bambino desiderato morto prende vita e accarezza il volto della madre e dove la dedizione è l’altra faccia della schizofrenia e il lamento esistenziale giunge al consapevole e reciproco autoannullamento simbiotico nell’identità altrui.

da <a href="http://www.centraldocinema.it/Recensioni/N...mar_bergman.htm" target="_blank">http://www.centraldocinema.it/Recensioni/N...mar_bergman.htm</a>



Mi aspettavo che linkassi "Come in uno specchio" sele huh.gif unsure.gif

Un giorno ti ringrazierò di "persona"...affila i coltelli giovane ;-)
querelle
QUOTE (puledro1 @ Mar 6 2008, 10:44 AM) *
A tigrò, tu me fai preoccupà co' ste uscite sempre a quest'ora...

Ma 'ndo vai??? ohmy.gif



Va alla stazione Termini ad arrotondare
sele
(secondo me) la pazzia, è la forza istintiva della passione( passione per l'arte, passione per l'amore, per la letteratura...etc) cercare di penetrare con passione nel dualismo dei sentimenti per percepirne il rovescio.

le menti semplici, cercano di definire questo dualismo( buono cattivo; bello brutto; pazzo normale...etc etc) sempre con una teoria monista: sele è cattivo, fragolino è buono... ahhahah.
M@D
QUOTE (simonetta @ Mar 6 2008, 09:00 AM) *
beh ne sono venute fuori due definizioni ...paura di esistere e paura del diverso-...
Il diverso ci spaventa ..vederlo negli altri in primis ..ma soprattutto forse ci spaventa il classico ho paura di "impazzire" .. è lo stesso termine che si usa per definire il momento nel quale vivi un'attacco di panico...la paura di impazzire ..la paura di perdere il controllo della mente ..
quindi forse potremo aggiungerne un'altra la paura di perdere il controllo della mente..
pero' credo anche che quando si diventa "pazzi" si perda completamente il controllo della paura

forse e' contorto come ragionamento

Io credo che la follia ci spaventa non tanto per via della proiezione che la nostra mente fa sulla persona sofferente, quanto piuttosto per la reale mancanza di controlllo che, pur sforzandoti, non puoi eseguire sul soggetto. Mi spiego meglio.... Una persona con (esempio casuale) delirio mistico, è effettivamente pericolosa, in quanto non puoi sapere da un momento all'altro che cosa pensa: Questa situazione crea panico.

Se poi follia non è da intendersi nel senso prettamente "tecnico" della parola, e si vuole estendere il significato, bisogna vedere a cosa ci riferiamo.... Nel senso che, nell'accezione più ampa del termine, per me può essere folle un paracadutista che si lancia da 2.000 mt d'altezza o un artista sognatore.
azzurra
QUOTE (M@D @ Mar 6 2008, 04:41 PM) *
Io credo che la follia ci spaventa non tanto per via della proiezione che la nostra mente fa sulla persona sofferente, quanto piuttosto per la reale mancanza di controlllo che, pur sforzandoti, non puoi eseguire sul soggetto. Mi spiego meglio.... Una persona con (esempio casuale) delirio mistico, è effettivamente pericolosa, in quanto non puoi sapere da un momento all'altro che cosa pensa: Questa situazione crea panico.

Se poi follia non è da intendersi nel senso prettamente "tecnico" della parola, e si vuole estendere il significato, bisogna vedere a cosa ci riferiamo.... Nel senso che, nell'accezione più ampa del termine, per me può essere folle un paracadutista che si lancia da 2.000 mt d'altezza o un artista sognatore.


Io intendevo parlare proprio dei matti certificati, quelli in senso tecnico come dici tu. E sì, sono abbastanza d'accordo con te, una delle cose che spaventano in loro è il non poter da parte nostra _prevedere_ almeno non secondo gli schemi a cui siamo abituati. Perchè poi in realtà una "coerenza" esiste anche negli psicotici e col tempo impari a decifrarla.
Io sto cercando di farmi una mia opinione sulla follia (in senso esistenziale, non professionale o scientifico) e non ci riesco. Ne avevo di più quando non li conoscevo. A volte mi sembra che la loro cifra sia la mancanza di libertà. Non parlo di quella fisica che gli viene negata dalla società parlo di quella interiore. E' come fossero prigionieri, è il termine che mi viene in mente più spesso.
Ma, ripeto, sono sensazioni le mie, non opinioni...
azzu
querelle
M@D sinceramente, ma non è che tu vorresti solo sapere se sei pazzo? Ma se come dici vivi isolato dal mondo perchè tutto questo interesse per una dimensioni dalla quale hai preso a priori le distanze?
M@D
QUOTE (querelle @ Mar 6 2008, 07:21 PM) *
M@D sinceramente, ma non è che tu vorresti solo sapere se sei pazzo? Ma se come dici vivi isolato dal mondo perchè tutto questo interesse per una dimensioni dalla quale hai preso a priori le distanze?

Scusa se ti rispondo con un altra domanda, ma è inevitabile per darti una risposta: Perchè mi fai queste domande?
M@D
QUOTE (azzurra @ Mar 6 2008, 07:08 PM) *
Io intendevo parlare proprio dei matti certificati, quelli in senso tecnico come dici tu. E sì, sono abbastanza d'accordo con te, una delle cose che spaventano in loro è il non poter da parte nostra _prevedere_ almeno non secondo gli schemi a cui siamo abituati. Perchè poi in realtà una "coerenza" esiste anche negli psicotici e col tempo impari a decifrarla.
Io sto cercando di farmi una mia opinione sulla follia (in senso esistenziale, non professionale o scientifico) e non ci riesco. Ne avevo di più quando non li conoscevo. A volte mi sembra che la loro cifra sia la mancanza di libertà. Non parlo di quella fisica che gli viene negata dalla società parlo di quella interiore. E' come fossero prigionieri, è il termine che mi viene in mente più spesso.
Ma, ripeto, sono sensazioni le mie, non opinioni...
azzu

Secondo me è come sentirsi pezzi di un matrioska che nessuno riesce a smontare,
querelle
QUOTE (M@D @ Mar 6 2008, 08:07 PM) *
Scusa se ti rispondo con un altra domanda, ma è inevitabile per darti una risposta: Perchè mi fai queste domande?


Intuizioni, delle motivazione non ne sono consapevole a livello razionale. Comunque non ti preoccupare, la risposta la devi dare a te se vuoi, non a me.
Ciao uomo tigre ;-)
M@D
QUOTE (querelle @ Mar 7 2008, 04:58 AM) *
Intuizioni, delle motivazione non ne sono consapevole a livello razionale. Comunque non ti preoccupare, la risposta la devi dare a te se vuoi, non a me.
Ciao uomo tigre ;-)

Ci ho pensato un po su.... Non mi interessa sapere se sono pazzo, mi interessa conoscermi nel senso che vorrei riuscire a percepire me stesso "vero" chi diamine è....
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