Aiuto - Cerca - Utenti - Calendario
Versione completa: Ho bisogno di un consiglio
Ilsolenellavita > Ansia e ...non solo > Depressione
Conchiglia
Buonasera a tutti smile.gif
Sono una nuova iscritta, trentenne con problemi d'ansia e depressione. In pratica da una decina d'anni rimbalzo tra dap e dep dry.gif
Il primo periodo di depressione l'ho superato grazie ad una psicoterapia di tipo analitico, mi era rimasto il dap ma senza troppe restrizioni nè periodi troppo bui.
Quest'anno è stato invece disastroso, una batosta dietro l'altra, mi sono trovata a rivivere situazioni già viste, le ho affrontate anche abbastanza bene, ma poi anzichè sentirmi orgogliosa e trarne forza, sono precipitata in un baratro.
Ormai da quattro mesi non desidero più niente, non vedo più un futuro, ho paura di tutto e di tutti e vorrei solo morire. Mi sono fatta il vuoto intorno, allontanandno gli amici più cari che avevo.
La settimana scorsa "ho ceduto" ed ho afferrato l'unico gancio che mi è stato offerto. La mia dottoressa di base è neuropsichiatra, aveva riconosciuto in me i segni di malessere interiore e da tempo mi offriva una mano. Quindi adesso ho iniziato a prendere il Sereupin. Ovviamente non essendo il farmaco in grado di fare tutto da sè, mi ha chiesto di scrivere i problemi che sento di avere, li rileggeremo poi assieme e vedremo se sono problemi e che soluzioni e/o terapie adottare.
Il consiglio che vi chiedo riguarda proprio questo, perchè io non riesco a scrivere niente. Ho un carattere molto chiuso, nessuna voglia di ricominciare daccapo a discutere delle solite vecchie cose che non si possono mutare in quanto passate. Come mi viene in mente una cosa da scrivere me la smonto subito, oppure mi viene da parlare di cosa sento e non c'entra niente. Almeno credo.
Mi sapreste aiutare ad abbassare le difese in questo senso?
SANDRO
QUOTE (Conchiglia @ Oct 10 2007, 06:40 PM) *
Buonasera a tutti smile.gif
Sono una nuova iscritta, trentenne con problemi d'ansia e depressione. In pratica da una decina d'anni rimbalzo tra dap e dep dry.gif
Il primo periodo di depressione l'ho superato grazie ad una psicoterapia di tipo analitico, mi era rimasto il dap ma senza troppe restrizioni nè periodi troppo bui.
Quest'anno è stato invece disastroso, una batosta dietro l'altra, mi sono trovata a rivivere situazioni già viste, le ho affrontate anche abbastanza bene, ma poi anzichè sentirmi orgogliosa e trarne forza, sono precipitata in un baratro.
Ormai da quattro mesi non desidero più niente, non vedo più un futuro, ho paura di tutto e di tutti e vorrei solo morire. Mi sono fatta il vuoto intorno, allontanandno gli amici più cari che avevo.
La settimana scorsa "ho ceduto" ed ho afferrato l'unico gancio che mi è stato offerto. La mia dottoressa di base è neuropsichiatra, aveva riconosciuto in me i segni di malessere interiore e da tempo mi offriva una mano. Quindi adesso ho iniziato a prendere il Sereupin. Ovviamente non essendo il farmaco in grado di fare tutto da sè, mi ha chiesto di scrivere i problemi che sento di avere, li rileggeremo poi assieme e vedremo se sono problemi e che soluzioni e/o terapie adottare.
Il consiglio che vi chiedo riguarda proprio questo, perchè io non riesco a scrivere niente. Ho un carattere molto chiuso, nessuna voglia di ricominciare daccapo a discutere delle solite vecchie cose che non si possono mutare in quanto passate. Come mi viene in mente una cosa da scrivere me la smonto subito, oppure mi viene da parlare di cosa sento e non c'entra niente. Almeno credo.
Mi sapreste aiutare ad abbassare le difese in questo senso?





Ciao..non so darti un consiglio preciso, ma prova a buttar giu qulasiasi cosa ti venga in mente di scrivere anche se centra poco con i tupi problemi secondo me la dottoressa partira' da quello ....
simonetta
ciao conchiglia ..forse dovresti solo pensare che qui nessuno ha intenzione di giudicarti..ma solo di ascoltarti ..
quindi se vuoi un consiglio..scrivi senza rileggere e invia ..scrivi quello che ti passa per la mente senza chiederti cosa penseranno di te...
tieni presente che l'effetto del farmaco non sara' immediato ma inizierà dopo circa un mese
sapere il perche' soffriamo di qeusti disturbi non risolve il problema ...immaginati un cassetto e immagina di aver messo dentro tutto -...un po' alla rinfusa come veniva veniva ...questo forse non ci fa risolvere ..ma ci fa nascondere ai nostri occhi l'ingarbugliamento interiore che abbiamo...
rovescia i cassetti conchiglia e lentamente riponi con cura dentro ai cassetti la tua vita ..non la potrai cambiare ma almeno saprai che ogni singola cosa e' al posto giusto e soprattutto lo e' perche' riposto con cura e amore
Quando si attraversa un periodo di forte stress ..o di batoste ( ma sei toscana? ) ci succhia energie ..ma l'ansia forse è "positiva" ci aiuta ad affrontarle ..quindi e'normale che quando ci rilassiamo ..l'ansia ..la depressione conseguente ci faccia compagnia .. c''e un periodo dopo di assestamento anche nostro per superare anche interiormente oltre che esteriormente tutto quello che ci capita che dici?
Raccontaci conchiglia se ti va ovviamente, anche smontando i tuoi stessi pensieri ..e parlaci di cosa senti anche se non c'entra nulla ..cmq sia sono tue emozioni , tue sensazioni e fanno parte di te
Conchiglia
Vi ringrazio. (Sì, Simonetta, sono toscana)
E' il mio giudizio che temo, non quello degli altri. Sono spietata, ma solo con me. Perchè quelle stesse cose che potrei scrivere, se le vedo scrivere o le sento dire da altri, non le biasimo, non le giudico, non mi sembrano lagne, non mi pongo il problema se siano vere questioni o meno, se siano cazzate. Capisco il male che fanno e cerco di dare una mano. Vederle in me invece mi fa venire voglia solo di prendermi a calci sad.gif
Sono arrabbiata con me perchè ho 30 anni, 30, e mi ritrovo improvvisamente piccola a non sapere che pesci prendere, a piangere da sola accovacciata in un angolo del pavimento con le mani a coprire le orecchie, come se potessi evitare di sentire il dolore che sento.
Mi prendo cura degli altri per vocazione e professione, sono una sorta di assistente sociale (al momento disoccupata), in generale mi fa bene perchè è un modo indiretto per scaldare anche me. Adesso accade che senza accorgermene, andando a curare le ferite degli altri ho sfiorato più vole le mie, che si sono riaperte e infettate. Ora sono delle piaghe che bruciano così tanto che non sento altro.
Non ho mai avuto qualcuno che si prendesse cura di me, nemmeno quando era necessario. Ero bambina e dovevo essere invisibile, perchè c'erano problemi più importanti, dovevo arrangiarmi e non disturbare. Dipendeva da me, solo da me che mangiassi, mi lavassi, mi vestissi e studiassi. Sono caduta in cose più grandi di me e ne sono uscita malconcia, ma ne uscivo perchè confidavo nel futuro. Quel futuro che poi non c'è stato. Ho avuto briciole che ho scambiato per tesori, ma di recente ho scoperto che erano cose scontate che tutti hanno e danno senza nemmeno investirci troppo, mentre per me erano la vita e ci credevo. Era stato un gioco insomma.
Non mi fido più di me perchè da questo ho scoperto di non avere parametri affidabili e non mi fido più del mondo perchè mancandomi i parametri per capirlo sarei allo sbaraglio, indifesa e ho troppa paura.
Non c'è più niente che desidero, non ho sogni, ma neanche progetti. Vivo delle giornate tutte uguali, non mi va di sentire nessuno, non mi alzerei nemmeno + dal letto, l'unica cosa che mi piace è dormire, perchè così sogno di vivere la vita che non vivo. Ho degli amici ma non riesco più a parlarci, perchè sono abituati ad appoggiarsi a me e non sanno che fare quando sto così. Alcuni si allontanano e poi mi dicono che l'hanno fatto perchè gli veniva cmq di appoggiarsi e non sarebbe stato giusto. E infatti non lo sarebbe stato, ma come posso sentirmi io a queste parole? io che piango da sola e che sento così tanto dolore che a volte mi trovo con una lametta in mano a percorrermi le braccia per sentirne di meno e l'unica cosa che mi ferma è la razionalità, perchè queste cose le ho viste in altri e so dove portano. Ma quando mi fermo non capisco più perchè lo faccio, che ho da perdere? e non sarebbe neanche un modo di richiamare l'attenzione visto che non ho nessuno ad accorgersene...
Come faccio a dire che sento queste cose senza sentirmi debole e idiota?
simonetta
mi verrebbe da risponderti che siamo cio' che ci insegnano di essere ...mi verrebbe da dirti conchiglia che sentire tutto questo è tutto fuorche' essere debole e idiota ..
da noi ci aspettiamo sempre il massimo conchiglia ..soprattutto quando ci insegnano ad essere forti e invincibili per sentirci amati ..e' normale credimi..
cois' come e' normale che indossare la maschera di forte porta anche a nascondere i nostri bisogni , le nostre ferite ..
a volte nenache ci accorgiamo di quanto si e' bravia mettere la maschera che ci apparire invulnerabili..forse l'unico momento nel quale ce ne rendiamo veramente conto e' quando non c'e' più ..quando ci capita qualcosa che ci fa sentire cosi' deboli , piccole , accovacciate a piangere in un angolo della propria vita ..senza energie per se stessi ancor meno per gli altri...ma e' proprio in questo momento cosi' doloroso che possiamo finalmente imparare a conoscerci a sapere chi siamo, quali sono le nostre vere emozioni ..a riconoscerle ad ascoltarle ..e non per gli altri..non perche' gli altri ci amino ...ma per se stesse perche' noi stesse possiamo imparare ad amarci quando veramente la propria anima e' nuda senza protezione e ogni singola cosa esterna entra direttametne dentro ..
Impara dei nuovi parametri conchiglia ..quelli da cui poter ripartire ...quelli tuoi che senti giusti per la tua vita, per la tua anima
ti abbraccio
siamo qui conchiglia ..forse non possiamo guarire tramite questo mezzo..ma camminare insieme e dividere forse insieme un po' di dolore per aiutarci a sorridere di nuovo
prof
buona sera conchiglia!
ho molta voglia di fare un discorso lungo, ma credo che qui servano brevità e concisione.
anni di esperienza mi insegnano che tutto quello che ho letto è l'espressione di una depressione, di una serie di sintomi che bloccano, paralizzano, non lasciano apparentemente spazio al futuro.....
ma sono sintomi di un disagio, di un disturbo!
senza polemiche, chi ha dato il consiglio farmaco più aiuto ad aumentare l'introspezione ha fatto una scelta che condivido.
non è definitiva, ma è uno dei modi che abbiamo a disposizione per essere di aiuto.
se poso essere di aiuto, sono qui
prof
Conchiglia
Grazie a Simonetta per le parole che arrivano al cuore come un abbraccio smile.gif

E grazie a prof nella cui risposta speravo... Avevo in effetti bisogno di conferme, anche se io stessa dal mio stato mi sono resa conto che il farmaco mi serviva. E' stato veramente una bombola d'ossigeno, ora posso respirare se non aria nuova, almeno aria pulita.
Non mi sento "rincoglionita" come avevo paura potesse accadere, è che semplicemente i cassetti hanno smesso di aprirsi e svuotarsi alla rinfusa di propria volontà. Adesso se voglio li apro io e prendo una cosa alla volta, senza restarne sopraffatta. Ne avevo un bisogno disperato perchè stavo impazzendo.
Ovviamente non ho risolto niente, perchè continuo a scegliere la via "comoda" dell'evitamento e soprattutto non sono riuscita a scrivere niente, tant'è che ho saltato il primo controllo, lo so non si fa. Sono andata stamattina e le ho spiegato che non riesco, ha detto che aspetterà. Intanto mi ha trovata più distesa, proprio come espressioni del viso e mi ha fatto bene sentirmelo dire. Quando la sofferenza pesa addosso, sembra di avere cento anni in più...
Prof, come faccio a scrivere? ho provato, ma o finisco negli stati d'animo, oppure mi censuro perchè non voglio riprendere fatti passati, un pò perchè ci ho già lavorato, anche se continuano a far male, e un pò perchè mi sembrano patetiche giustificazioni al non riuscire più a vivere. So bene che non si tratta di pigrizia e che non bastano gli sforzi di volontà, so che è una malattia, ma continuo a trattarmi male, a non concedermi nulla.
Aiuto sad.gif
simonetta
Conchiglia smile.gif
su una cosa secondo me sbagli ...sul dire che non hai risolto nulla ..invece una cosa l'hai risolta ed e' importante ..i cassetti non sono piu' aperti tutti insieme..ed hai acquisito quel poco di forza per decidere tu quando e come aprirne uno alla volta ..non male non credi?
quando si tocca il fondo..sara' anche una frase fatta scontata ma e' troppo vera purtroppo..il significato del fondo e' qeullo del sentire il peso di tutti i cassetti addosso ..e la mancanza di forza , di volontà per rialzarsi quel poco che basta che prendere una boccata d'aria.
Ammettere con se stesse di aver bisogno di aiuto o di un supporto anche solo con un farmaco per iniziare e' sempre un traguardo verso di noi.. cosi' come il traguardo e' anche quello di aver il coraggio di riprendere cose che sappiamo farci male..perche' quando fanno male forse non sono ancora state riposte nel modo giusto .. e questo non significa piangersi addosso o lamentarsi ( le odio queste parole perche' ci sono state insegnate da chi si aspetta da noi la forza la maschera del tutto va bene..la maschera del non apparire.. ..e proprio grazie a questo insegnamento che non ci concediamo neppure di accettare di poter star male o di aver bisogno di prenderci cura di noi..iniziando dal prenderci noi per prime per mano visto che e' quello che ci e' mancato )....essere stanche di vivere e' il capire che se sentiamo la stanchezza di vivere..sentiamo ancora conchiglia ..siamo ancora vive ..capace di riconoscerci in questo bisogno di aiuto che abbiamo ..
scrivi conchiglia anche se mentre lo fai starai peggio , anche se ti sentirai una "debole" per esserti concessa lo sfogo ..ma sono parole ..ferite ..emozioni dolorose che sono tue ti appartengono ...non ascoltare il tuo giudizio ..permetti a noi di ascoltarti ..tu non potrai essere obiettiva con te stessa ora come ora ..
Conchiglia
Sono estremamente d'accordo con te sul fatto che sia importante ammettere di aver bisogno di aiuto e chiederlo, finalmente. Difatti ho cominciato a tirare i primi respiri subito dopo essere andata dalla dottoressa con la bandierina bianca alzata e le lacrime agli occhi. Pensavo e la stavo vivendo come una sconfitta e invece subito dopo mi sono sentita come una che stava in fondo ad un buco nero ed è riuscita a farsi sentire e mandare giù una corda. e se ancora non cammino, ho almeno smesso di stare seduta sul fondo ad aspettare il nulla.
Dico che non ho risolto perchè gira e rigira, se vado a cercare i nodi, ci trovo sempre il fatto di essermi dovuta arrangiare, di essere stata adulta quando ero bimba e adolescente e basta un imprevisto che quella me perduta si siede in fondo al pozzo ostinata e disperata e tende le braccia al nulla. La cosa brutta è che per alzarsi dal pozzo o faccio mie quelle parole che ti costringono ad indossare la maschera di forza, o resto lì seduta chissà quanto a torturarmi.
Mi era successo altre volte di cadere così, ma c'era una rabbia di fondo a sostenermi, indipendentemente che la rivolgessi all'interno o all'esterno, ora è scomparsa ed è rimasto un inutile senso di resa che se non lo scaccio alla svelta, chissà quanto mi terrà ancorata.
simonetta
ti capisco perfettamente conchiglia perche' e' successo anche a me ..quando sei abituata ad essere "grande" sempre ..quando si e' cresciuti senza passare le giuste fasi della propria vita ..star male ci spiazza ..e come te tante troppe volte mi sono sentita "bambina" ( pensa che ho 43 anni io eh quindi puoi immaginare quanto sia stato difficile accettare questa parte di me) ..pero' alla fine una cosa ho capito ..che c'e' un momento per tutto nella propria vita ..c'e' un momento per permettere anche a noi stesse di essere delle bambine perche' non lo siamo mai state ..e fino ache non ce lo concediamo non riusciremo mai ad accettarci anche cosi' spogliate di tutto ..perche' e' solo quando siamo veramente senza maschera che tutto arriva dentro e fa un male cane proprio perche' toccare il fondo ci spoglia anche dalle nostre barriere ..
io credo che questo sia anche il momento per dar spazio a quella bambina ..e forse insegnarle che star male non e' solo star male fisicamente ..ma che purtroppo ci sono altri modi di star male che non si vedono , che forse molti non possono comprendere ..proprio perche' non si vedono..
quella bambina seduta in fondo al pozzo con le braccia tese verso il nulla ..aspetta soprattutto che sia tu ad abbracciarla...
Elanor
QUOTE (Conchiglia @ Oct 11 2007, 12:11 PM) *
Vi ringrazio. (Sì, Simonetta, sono toscana)
E' il mio giudizio che temo, non quello degli altri. Sono spietata, ma solo con me. Perchè quelle stesse cose che potrei scrivere, se le vedo scrivere o le sento dire da altri, non le biasimo, non le giudico, non mi sembrano lagne, non mi pongo il problema se siano vere questioni o meno, se siano cazzate. Capisco il male che fanno e cerco di dare una mano. Vederle in me invece mi fa venire voglia solo di prendermi a calci sad.gif
Sono arrabbiata con me perchè ho 30 anni, 30, e mi ritrovo improvvisamente piccola a non sapere che pesci prendere, a piangere da sola accovacciata in un angolo del pavimento con le mani a coprire le orecchie, come se potessi evitare di sentire il dolore che sento.
Mi prendo cura degli altri per vocazione e professione, sono una sorta di assistente sociale (al momento disoccupata), in generale mi fa bene perchè è un modo indiretto per scaldare anche me. Adesso accade che senza accorgermene, andando a curare le ferite degli altri ho sfiorato più vole le mie, che si sono riaperte e infettate. Ora sono delle piaghe che bruciano così tanto che non sento altro.
Non ho mai avuto qualcuno che si prendesse cura di me, nemmeno quando era necessario. Ero bambina e dovevo essere invisibile, perchè c'erano problemi più importanti, dovevo arrangiarmi e non disturbare. Dipendeva da me, solo da me che mangiassi, mi lavassi, mi vestissi e studiassi. Sono caduta in cose più grandi di me e ne sono uscita malconcia, ma ne uscivo perchè confidavo nel futuro. Quel futuro che poi non c'è stato. Ho avuto briciole che ho scambiato per tesori, ma di recente ho scoperto che erano cose scontate che tutti hanno e danno senza nemmeno investirci troppo, mentre per me erano la vita e ci credevo. Era stato un gioco insomma.
Non mi fido più di me perchè da questo ho scoperto di non avere parametri affidabili e non mi fido più del mondo perchè mancandomi i parametri per capirlo sarei allo sbaraglio, indifesa e ho troppa paura.
Non c'è più niente che desidero, non ho sogni, ma neanche progetti. Vivo delle giornate tutte uguali, non mi va di sentire nessuno, non mi alzerei nemmeno + dal letto, l'unica cosa che mi piace è dormire, perchè così sogno di vivere la vita che non vivo. Ho degli amici ma non riesco più a parlarci, perchè sono abituati ad appoggiarsi a me e non sanno che fare quando sto così. Alcuni si allontanano e poi mi dicono che l'hanno fatto perchè gli veniva cmq di appoggiarsi e non sarebbe stato giusto. E infatti non lo sarebbe stato, ma come posso sentirmi io a queste parole? io che piango da sola e che sento così tanto dolore che a volte mi trovo con una lametta in mano a percorrermi le braccia per sentirne di meno e l'unica cosa che mi ferma è la razionalità, perchè queste cose le ho viste in altri e so dove portano. Ma quando mi fermo non capisco più perchè lo faccio, che ho da perdere? e non sarebbe neanche un modo di richiamare l'attenzione visto che non ho nessuno ad accorgersene...
Come faccio a dire che sento queste cose senza sentirmi debole e idiota?





Ciao Conchiglia!!! Mi sono appena iscritta e ciò che mi ha spinto a farlo sono state le tue parole.. Leggere quello che hai provato e provi tuttora.. Mamma mia.. Mi sembra di sentire me stessa!! Ti capisco perchè anche io sto come te..
Ho 19 anni e ho iniziato ad accusare i primi sintomi fisici e concreti è iniziato nell'inverno 2007, anche se il malessere e la sofferenza me li porto dentro da molto tempo... Ora non intendo raccontare la mia storia perchè non so se a qualcuno potrebbe interessare e perchè sono nuova, ma scrivo solo per dirti che ti capisco!!
Io piango spesso, a volte vorrei annegare nel mio pianto, annullarmici per non soffrire più.. Sì, soffro e tanto anche..troppo.. a volte il dolore è davvero troppo, troppo intenso, troppo grande.. e che fare in quei momenti? Mi sento sola, persa e spaesata.. e allora intervengono quei brutti pensieri, la voglia di fuggire, nascondersi, ferirsi o peggio ancora.. perchè non ritieni umanamente possibile provare ciò che provi e non sai come fermarlo! E quando inizi a pensare in questo modo.. quando ti porti dentro questo tipo di pensieri da troppi anni, allora ti avveleni.. Non so come aiutarti perchè non so come aiutare me stessa.. scrivo solo perchè tu mi hai spinta a farlo.. per dirti che non sei sola, per dirti che anche io sto male, che soffro.. Certo non è una cosa allegra e tantomeno rassicurante.. però, leggere quello che hai scritto mi ha spinta a rispondere e così ho fatto.. spero di non aver urtato la sensibilità di nessuno o di non aver fatto qualcosa di sbagliato.. se qualcuno volesse parlarmi, o saperne più di me può scrivermi.. essendo il mio primo intervento non ho voluto 'esagerare' anche se non mi sembra il termine opportuno..
Concludendo, spero di trovare qui non tanto un aiuto (perchè so che che l'Aiuto con la A maiuscola non è qui che devo cercarlo) ma per lo meno amici.. persone che capiscono quello che ho passato e che sto passando e con cui poterne parlare..
A presto wink.gif
SANDRO
QUOTE (Elanor @ Oct 24 2007, 07:58 PM) *
Ciao Conchiglia!!! Mi sono appena iscritta e ciò che mi ha spinto a farlo sono state le tue parole.. Leggere quello che hai provato e provi tuttora.. Mamma mia.. Mi sembra di sentire me stessa!! Ti capisco perchè anche io sto come te..
Ho 19 anni e ho iniziato ad accusare i primi sintomi fisici e concreti è iniziato nell'inverno 2007, anche se il malessere e la sofferenza me li porto dentro da molto tempo... Ora non intendo raccontare la mia storia perchè non so se a qualcuno potrebbe interessare e perchè sono nuova, ma scrivo solo per dirti che ti capisco!!
Io piango spesso, a volte vorrei annegare nel mio pianto, annullarmici per non soffrire più.. Sì, soffro e tanto anche..troppo.. a volte il dolore è davvero troppo, troppo intenso, troppo grande.. e che fare in quei momenti? Mi sento sola, persa e spaesata.. e allora intervengono quei brutti pensieri, la voglia di fuggire, nascondersi, ferirsi o peggio ancora.. perchè non ritieni umanamente possibile provare ciò che provi e non sai come fermarlo! E quando inizi a pensare in questo modo.. quando ti porti dentro questo tipo di pensieri da troppi anni, allora ti avveleni.. Non so come aiutarti perchè non so come aiutare me stessa.. scrivo solo perchè tu mi hai spinta a farlo.. per dirti che non sei sola, per dirti che anche io sto male, che soffro.. Certo non è una cosa allegra e tantomeno rassicurante.. però, leggere quello che hai scritto mi ha spinta a rispondere e così ho fatto.. spero di non aver urtato la sensibilità di nessuno o di non aver fatto qualcosa di sbagliato.. se qualcuno volesse parlarmi, o saperne più di me può scrivermi.. essendo il mio primo intervento non ho voluto 'esagerare' anche se non mi sembra il termine opportuno..
Concludendo, spero di trovare qui non tanto un aiuto (perchè so che che l'Aiuto con la A maiuscola non è qui che devo cercarlo) ma per lo meno amici.. persone che capiscono quello che ho passato e che sto passando e con cui poterne parlare..
A presto wink.gif

CIAO , benvenuta ..qui tutti ci raccontiamo dal dolore ai piccoli progressi, anche io sto attrversando giorni difficlissimi... dobbiamo trovare la forza dentro di noi ma parlare ed esternare il dolore e sempre importante....raccontaci ciao sandro
Conchiglia
Ciao Elanor, benvenuta.
Mi dispiace per come ti senti, ma sono contenta che tu abbia trovato il coraggio di scrivere e in qualche modo di aver contribuito a fartelo trovare smile.gif
Non devi avere remore ad aprirti, almeno qui, perchè qui ci sono persone che ti capiscono, che stanno qui per darsi una mano, almeno quella minima che serve a non sentirsi soli nè "strani".
Perciò raccontati, quando te la senti, senza preoccuparti di come potresti essere letta, i giudizi li lasciamo a casa wink.gif
A presto.
Marina
Ciao Elanor smile.gif mha..sai, Conchiglia, in anni passati, ha fatto lo stesso effetto anche a me, lei ha il dono di rendere a parole le emozioni. Ma, a prescindere questo, le emozioni sono come un fiume dal quale ci dissetiamo tutti. Se non fosse così, un quadro sarebbe solo del colore su una tela, una poesia sarebbe solo una serie di parole incastrate tra di loro ed una vita sarebbe solo una successione ordinata di giorni. Invece, ad esempio, anche quello che descrivi tu mi ricorda attimi e periodi della mia stessa vita, nemmeno tanto passati nel tempo.
Sei la benvenuta e spero tu possa sfogarti qui e, soprattutto, stai tranquilla che non hai "esagerato".
Nel descrivere il dolore in un certo modo possono essere diversi i motivi, ma non è diversa la ricerca. In fondo, negli attimi di smarrimento, cerchiamo tutti le stesse cose, le prime delle quali sono : conforto, sostegno, condivisione, rassicurazione..speranza. Ti auguro di trovarle tutte.
Amarillide
Riprendiamo da qui, va'...
Conchiglia era il nick con cui ero registrata su Ansia.it, tanto per evitare sospetti di personalità multipla tongue.gif
Oggi avevo un colloquio per una casa di riposo e devo dire che mi sono stupita di me, nel senso che sono talmente timida che di solito sembro "fatta e messa lì", invece ho parlato tanto e in modo approfondito delle esperienze professionali che ho maturato e delle attitudini personali che posseggo. Probabilmente sono riuscita ad incanalare la mia sensibilità nella via che mi serviva... tant'è che la tipa mi ha chiesto se sono interessata anche agli altri centri che gestiscono, asili nido, centri x alcolisti e centri x malati mentali... ora speriamo che mi portino da qualche parte perchè ne ho proprio bisogno.
Per il resto non so, è ritornato tutto piuttosto difficile, ho dei cali vertiginosi durante la giornata, a volte crisi d'ansia, ho ripreso a piangere... quest'ultima cosa temo che debba preoccuparmi particolarmente, dato che la dott. se ne informa continuamente... io mi sento più umana così, ma effettivamente assieme alle lacrime ricomincio a sentire l'eco di quel dolore...
Vorrei che bastasse non pensarci, perchè in fondo va davvero meglio. Sabato per esempio sono stata al matrimonio di una delle amiche più care che ho e, a parte che non sarei mancata neanche se avessi rischiato la pazzia, non ho avuto i soliti problemi dello stare in mezzo a tanta gente, nessun problema interno insomma e mica è poco smile.gif
E' che in particolare la sera mi prende questo peso sul cuore, come una nuova sorda disperazione ed ho paura di scivolare ancora. Non so combatterlo, se non cercando di distrarmi e di tenere Greta vicino...
@nto
Sai, per tanti anni sono stata contraria a quei "ganci" come li hai chiamati tu, fervida sostenitrice che basta volerlo e i problemi si affrontano...poi ti accorgi che non è proprio così, per affrontarli bisogna averne la forza e quando tutto ti cade addosso è proprio quella che viene a mancare. Ecco, a me quel gancio è servito a questo, a tenermi in piedi, anche a togliermi l'ossessione di alcuni pensieri e ritrovare il tempo per fermarmi su altri, meno devastanti.
Io, nei miei silenzi credevo di essere forte, invece ero solo evitante.
Amarillide
QUOTE (@nto @ Dec 3 2007, 10:50 PM) *
Io, nei miei silenzi credevo di essere forte, invece ero solo evitante.


Sono arrivata proprio in questi giorni a rendermene conto, ma poi da lì al passo successivo mi sembra che ci sia una strada lunghissima. Probabilmente è fatta delle solite barriere che si mettono su e poi non ci si ricorda il modo per toglierle. Per esempio ogni tanto mi metto qui, apro la pagina per scrivere, ma o la richiudo, oppure, come ieri, esce un'altra cosa rispetto a quella che avevo bisogno di dire. E' la stessa cosa che poi avviene puntualmente di fronte alla dott. o ai fogli bianchi. Stamattina avevo la visita di controllo e per fortuna ha parlato il mio corpo per me, nel senso che ero in evidente crisi d'ansia. Eppure la cura funziona, perchè vado fuori e sto bene, parlo con la gente e sono tranquilla, ma poi... quando sono con me stessa la situazione mi sfugge di mano, non ho pensieri particolari o sensazioni definite, è come se qualcosa continuasse a lavorare nel sotterraneo e desse come segno esterno questi malesseri che mi fanno scivolare perchè non so trovargli un posto.
Mi ha dato delle gocce, ma non ci spero troppo, nel senso che la pillolina il suo piccolo miracolo l'ha già fatto, manca il resto, quello che suppongo debba venire da me... ma non è che se mi guardo dentro trovo poi così tanto da cui partire...
martola
ciao!
Guarda la prima volta che sono andata dal mio psichiatra mi aveva dato come compito quello di disegnare la mia ansia. Al momento panico, non sapevo assolutamente da che parte incominciare, mi sembrava una cosa talmente surreale.
Fino a un'ora prima di andare all'appuntamento non avevo ancora abbozzato niente. Poi ho deciso di farmi trascinare dalle emozioni e la mia mano ha iniziato a disegnare...è stata una bella esperienza nonostante molto dolorosa perché cmq ti trovi a contatto cn un io che magari non sai neanche di conoscere. Da allora ho deciso di tenere un diario sul quale scrivere tt le mie emozioni, le mie paure e ti posso assicurare che serve!so che può sembrare una cosa da adolescenti però ogni tanto vedere i propri pensieri su un foglio di carta aiuta a vederli più piccoli di quelli che in realtà sono.Spero che magari possa aiutare anche te
un abbraccio
Amarillide
Ne avrei di cose da dire, porca miseria! è che un pò ho il censore in testa perchè mi sento una lagna, un altro pò mi sono chiusa dentro perchè ogni volta che ho bisogno di qualcosa o qualcuno sembra sempre come se stessi rubando il sole al mondo.
Ho tanto di quell'assurdo nella testa che ho anche paura di quello che può uscirne.
Ho sempre amato scrivere, ma in questo momento è come se fossi rimasta troppo indietro e fosse una missione impossibile riprendere. Troppi sentimenti, troppi eventi, troppa confusione, nessuna idea di cosa fare, nessuna voglia di fare.
@nto
QUOTE (Amarillide @ Dec 4 2007, 06:00 PM) *
Ho sempre amato scrivere, ma in questo momento è come se fossi rimasta troppo indietro e fosse una missione impossibile riprendere. Troppi sentimenti, troppi eventi, troppa confusione, nessuna idea di cosa fare, nessuna voglia di fare.


Anche a me è successa la stessa cosa, in più a volte il timore che gli altri potessero anche leggere i miei stessi pensieri e pensare di me che mi piangevo addosso, che dovevo reagire, forse proprio perchè mi era successo di farlo a mia volta in passato, forse perchè volevo che continuassero a pensare che ero forte...
Ma infin dei conti che cosa è la forza? A volte ce ne vuole di più per chiedere aiuto che nel non farlo, allora ho lasciato spazio alle lacrime, le ho lasciate uscire ogni volta che premevano, davanti a chi sapeva cosa stavo attraversando ed è così che ho scoperto del buono in chi non avrei mai pensato, come ho scoperto la meschinità di altri che credevo a me vicini. Nella vita si fanno molti errori di valutazione e gli eventi perlomeno aiutano in questo, a capire davvero le persone.
memo
Posso dirti la mia?
Magari potresti iniziare proprio scrivendo che non hai niente da scrivere,
potrebbe essere un inizio, magari potrebbe sembrarti inutile,
ma credimi, io ci sono passata, e dopo aver iniziato è come se tutto il resto fosse venuto
fuori da sè.
E' vero che non per tutti le cose funzionano allo stesso modo,
ma a volte basta davvero poco per dare il via ad un fiume
di parole, anche senza senso magari, ma qualcosa potrebbe venir fuori.
E anche se il fiume non iniziasse a scorrere,
sono certa che la tua dottoressa sarà in grado, anche da questo,
di iniziare a tirar fuori qualcosa.
Per chiedere aiuto, va bene qualsiasi inizio,
l'importante è iniziare,
capire di aver bisogno di aiuto
è un passo più grande di quanto si possa immaginare,
è il segnale di aver voglia di fare qualcosa,
qualcosa per te...
anche se tu credi di non aver voglia di fare niente
non vedi?
Hai fatto un piccolo passo...
e ogni percorso inizia con un piccolo passo
Amarillide
Devo dire che sono un pò un disastro... nel senso che o proprio non riesco a comunicare, oppure perdo completamente il controllo e mi ritrovo in una lagna assurda. Ora, per esempio, riuscirei a scrivere, ma non mi piace ciò che esce, contrasta troppo con... è come se mi lamentassi per aver ottenuto quello che alla fine ho fatto di tutto per ottenere. Mi lamento di sentirmi invisibile quando mi sono impegnata allo stremo per essere dimenticata, per passare inosservata ecc.
E così non trovo più un senso alla mia vita... Ho deciso di seguire un corso per partire come missionaria in Brasile, che almeno mi rendo utile e stacco dale mie cose, ma allo stesso tempo ho paura che se mi sento male laggiù, che faccio?
Un pò di pace col cervello magari rolleyes.gif
gio85
QUOTE (Conchiglia @ Oct 10 2007, 05:40 PM) *
Buonasera a tutti smile.gif
Sono una nuova iscritta, trentenne con problemi d'ansia e depressione. In pratica da una decina d'anni rimbalzo tra dap e dep dry.gif
Il primo periodo di depressione l'ho superato grazie ad una psicoterapia di tipo analitico, mi era rimasto il dap ma senza troppe restrizioni nè periodi troppo bui.
Quest'anno è stato invece disastroso, una batosta dietro l'altra, mi sono trovata a rivivere situazioni già viste, le ho affrontate anche abbastanza bene, ma poi anzichè sentirmi orgogliosa e trarne forza, sono precipitata in un baratro.
Ormai da quattro mesi non desidero più niente, non vedo più un futuro, ho paura di tutto e di tutti e vorrei solo morire. Mi sono fatta il vuoto intorno, allontanandno gli amici più cari che avevo.
La settimana scorsa "ho ceduto" ed ho afferrato l'unico gancio che mi è stato offerto. La mia dottoressa di base è neuropsichiatra, aveva riconosciuto in me i segni di malessere interiore e da tempo mi offriva una mano. Quindi adesso ho iniziato a prendere il Sereupin. Ovviamente non essendo il farmaco in grado di fare tutto da sè, mi ha chiesto di scrivere i problemi che sento di avere, li rileggeremo poi assieme e vedremo se sono problemi e che soluzioni e/o terapie adottare.
Il consiglio che vi chiedo riguarda proprio questo, perchè io non riesco a scrivere niente. Ho un carattere molto chiuso, nessuna voglia di ricominciare daccapo a discutere delle solite vecchie cose che non si possono mutare in quanto passate. Come mi viene in mente una cosa da scrivere me la smonto subito, oppure mi viene da parlare di cosa sento e non c'entra niente. Almeno credo.
Mi sapreste aiutare ad abbassare le difese in questo senso?

accettarsi delle volte è difficile....
ricominciare e mettersi in discussione non è da tutti... è difficile.... ma è una cosa che andrebbe fatta costantemente se si vuole andare in contro anche alle esigenze degli altri e non solo di noi stessi! per te è un problema ricominciare ogni giorno questa vita da capo? solo perchè quando sei nata non lo avresti capito non vuol dire che ora non puoi farlo!
ci sono giorni che io ho paura di dover ricominciare da capo.... ma sono qui è posso farlo... è questo è gia molto! un bacio gio!
Amarillide
Hai ragionissima, mi rendo conto che perdo tempo ed energie a sbattermi contro me stessa, così contribuisco ad inchiodarmi sempre nello stesso punto. Sto cercando un nuovo inizio, davvero, solo vorrei che non ci volesse così tanto...
gio85
QUOTE (Amarillide @ Feb 13 2008, 12:14 PM) *
Hai ragionissima, mi rendo conto che perdo tempo ed energie a sbattermi contro me stessa, così contribuisco ad inchiodarmi sempre nello stesso punto. Sto cercando un nuovo inizio, davvero, solo vorrei che non ci volesse così tanto...

ci ho messo 3 mesi ad uscire di casa io... per colpa di un cannone troppo carico!
il tempo non contarlo... e non aspettare di stare meglio, cosi controlli solo un tuo stato d animo!
starai meglio.... la meta è l importante!

sai spesso pensiamo di essere gli unici al mondo con questo male.... e poi quando muore un nostro parente di vecchia data ci viene detto soffriva d ansia ma non ha mai voluto farlo vedere perche era un padre di famiglia!
l essere umano si protegge da tutto e da tutti... è la paura visti i tempi è legittima!
maria
QUOTE (Amarillide @ Feb 13 2008, 12:04 PM) *
Devo dire che sono un pò un disastro... nel senso che o proprio non riesco a comunicare, oppure perdo completamente il controllo e mi ritrovo in una lagna assurda. Ora, per esempio, riuscirei a scrivere, ma non mi piace ciò che esce, contrasta troppo con... è come se mi lamentassi per aver ottenuto quello che alla fine ho fatto di tutto per ottenere. Mi lamento di sentirmi invisibile quando mi sono impegnata allo stremo per essere dimenticata, per passare inosservata ecc.
E così non trovo più un senso alla mia vita... Ho deciso di seguire un corso per partire come missionaria in Brasile, che almeno mi rendo utile e stacco dale mie cose, ma allo stesso tempo ho paura che se mi sento male laggiù, che faccio?
Un pò di pace col cervello magari rolleyes.gif


Missionaria in Brasile? Se hai il coraggio di imparare a usare un revolver, allora fallo; altrimenti pensaci mille volte. Se tu non stai bene non puoi essere di grande utilità a nessuno, perché sotto sotto la gente percepirà la tua frattura.
Aspetta d'avere le idee chiare su te stessa e su cosa veramente vuoi.
Amarillide
QUOTE (maria @ Feb 13 2008, 04:40 PM) *
Se tu non stai bene non puoi essere di grande utilità a nessuno, perché sotto sotto la gente percepirà la tua frattura.


Non potrei trovarmi più in disaccordo con questa frase, sai. Spesso è proprio dalle fratture che si riesce ad estrarre il meglio per sè e per gli altri, credo sia anche questione di temperamento. Per lavoro, per volontariato e anche semplicemente per affetto mi sono trovata spesso ad estrarre persone dalle macerie e la mia forza nel farlo non è mai stata intaccata da ammaccature personali. Ti dirò di più, a volte è più facile salvarsi se siamo in più a rischiare di affogare, che se devi fare un passo "solo" per te stessa.
Le mie perplessità sul Brasile non riguardano il non farcela rispetto allo scopo della missione, ma la paura di quei piccoli attimi in cui si rimane sole con se stesse e sarei sicuramente più sola là, lontana dalle mie cose...
gio85
QUOTE (Amarillide @ Feb 13 2008, 05:41 PM) *
Non potrei trovarmi più in disaccordo con questa frase, sai. Spesso è proprio dalle fratture che si riesce ad estrarre il meglio per sè e per gli altri, credo sia anche questione di temperamento. Per lavoro, per volontariato e anche semplicemente per affetto mi sono trovata spesso ad estrarre persone dalle macerie e la mia forza nel farlo non è mai stata intaccata da ammaccature personali. Ti dirò di più, a volte è più facile salvarsi se siamo in più a rischiare di affogare, che se devi fare un passo "solo" per te stessa.
Le mie perplessità sul Brasile non riguardano il non farcela rispetto allo scopo della missione, ma la paura di quei piccoli attimi in cui si rimane sole con se stesse e sarei sicuramente più sola là, lontana dalle mie cose...

quando guarderai la sofferenza negli occhi non avrai tempo per stare male!
anche io ho paura ma quando sono in ospedale durante il tirocinio.... e vedo uno senza una gamba o con un melanoma esteso... beh tutto passa...l ultimo pensiero e lo star male!
sono scariche di adrenalina che ti fanno apprezzare la vita!
Cymorill
io ho imparato che quando nn ho nulla da dire , quando sn bloccata, quando ho mille freni, è la volta giusta per accendere una sigaretta, bere un sorso di vin bianco , prende un foglio, una penna, accendere una lucina nel buio e scrivere.
puledro1
QUOTE (gio85 @ Feb 13 2008, 10:21 PM) *
quando guarderai la sofferenza negli occhi non avrai tempo per stare male!
anche io ho paura ma quando sono in ospedale durante il tirocinio.... e vedo uno senza una gamba o con un melanoma esteso... beh tutto passa...l ultimo pensiero e lo star male!
sono scariche di adrenalina che ti fanno apprezzare la vita!

Gioooooooooooooooo, hai scritto una cosa verissimaaaaaaaaaaa...
Tutto è relativo... E' relativo in relazione al tuo vissutooooooooooo

Un attacco d'ansia è terribile ma quando ti capita di avere un tumore, l'attacco d'ansia ti sembra un banale raffreddore e lo rimpiangi... vorresti quello al posto del tumore...

E' questo vale per qualsiasi cosa. Ma non vuole dire che le altre cose non sono importanti, vuole semplicemente dire che la scala DELL'IMPORTANZA è in relazione a quello che ti è accaduto.
Cymorill
è tutto vero. ma è anche vero che alla fine sono sempre ferite. piccoline o grosse. sn ferite che si accumulano. e a un certo punto la corda si tende, si tende , si tende.. diventa sottilissima. mi immagino come un lenzuolo bianco alla nasciata che cn il tempo viene macchiato, rotto, cucito, tagliato, sgualcito. e purtroppo diventa sempre più sottile e si creano anche dei nodi nelle maglie della tela.

perciò è vero che un attacco d ansia nn è un tumore , ma è vero che il dolore provato può risultare della medesima intensità. proprio perchè tutto è relativo e nn quantificabile ne qualificabile.
un taglietto piccolo su una pelle martoriata può fare molto male come nn farlo più , dipende dal soggetto. e allo stesso mdoo a volte una grossa ferita nn la si sente perchè un meccanismo di difesa la anestetizza. dicono che perdere un arto sia meno doloroso che sbucciarsi tutta una gamba cadendo dalla moto.

io ritengo che la questione nn sia il dolore della ferita , ma siano le cicatrici. quanto profonde sono, quanto sono palesi. e soprattutto quanto siamo coscienti di averne.
gio85
QUOTE (Cymorill @ Feb 19 2008, 10:24 AM) *
è tutto vero. ma è anche vero che alla fine sono sempre ferite. piccoline o grosse. sn ferite che si accumulano. e a un certo punto la corda si tende, si tende , si tende.. diventa sottilissima. mi immagino come un lenzuolo bianco alla nasciata che cn il tempo viene macchiato, rotto, cucito, tagliato, sgualcito. e purtroppo diventa sempre più sottile e si creano anche dei nodi nelle maglie della tela.

perciò è vero che un attacco d ansia nn è un tumore , ma è vero che il dolore provato può risultare della medesima intensità. proprio perchè tutto è relativo e nn quantificabile ne qualificabile.
un taglietto piccolo su una pelle martoriata può fare molto male come nn farlo più , dipende dal soggetto. e allo stesso mdoo a volte una grossa ferita nn la si sente perchè un meccanismo di difesa la anestetizza. dicono che perdere un arto sia meno doloroso che sbucciarsi tutta una gamba cadendo dalla moto.

io ritengo che la questione nn sia il dolore della ferita , ma siano le cicatrici. quanto profonde sono, quanto sono palesi. e soprattutto quanto siamo coscienti di averne.

io delle volte vorrei dimenticarmi di averle...
mi siedo un attimo chiudo gli occhi e le paure riaffiorano come mostri... pero rimango li e non dico nulla... aspetto di addormentarmi!
Questa è la versione 'lo-fi' del forum. Per visualizzare la versione completa con molte più informazioni, formattazione ed immagini, per favore clicca qui.
Invision Power Board © 2001-2010 Invision Power Services, Inc.