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Versione completa: Dopammina e angiogenesi tumorale
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simonetta
Uno studio pubblicato sull’ultimo numero del “Journal of Clinical Investigation” mostra come la dopammina, un farmaco attualmente usato nel trattamento del morbo di Parkinson e di altre patologie, potrebbe anche funzionare per i tumori. Lo studio che si è svolto su topi laboratorio mostra infatti che tale molecola è in grado di prevenire lo sviluppo di vasi sanguigni e in tal modo rallentare la progressione del cancro. La dopammina è un neurotransmettitore che nel cervello regola il movimento che influisce sul comportamento: nella sua forma sintetica viene usata per trattare i pazienti colpiti da infarto, morbo di Parkinson e tumori della ghiandola pituitaria. Finora tuttavia non era noto l’effetto di inibizione dell’angiogenesi.

“I ricercatori stanno ora verificando questa idea nel caso dei tumori solidi in cui l’angiogenesi gioca un ruolo essenziale nella crescita e nella progressione stadiale”, ha spiegato Sujit Basu, oncologo della Mayo Clinic, che ha condotto lo studio in collaborazione con Partha Sarathi Dasgupta, del Chittaranjan National Cancer Institute (CNCI) di Calcutta, in India e Debanjan Chakroborty, biochimico della stessa Mayo Clinic e del CNCI.

Basu ha studiato per anni il ruolo della dopammina nel cancro, ed è stato ricompensato dall’iniziale scoperta che la dopammina è in grado di inibire la crescita di nuovi vasi sanguigni. Il suo studio attuale è basato su modelli di laboratorio murini di sarcoma, un tumore maligno che colpisce i tessuti molli.

Stando a quanto viene riferito nell’articolo, il ricercatore è riuscito per la prima volta a dimostrare come la dopammina abba un ruolo importante nel processo in virtù del quale il tumore sfrutta le cellule progenitrici endoeteliali per ottenere un flusso sanguigno per il proprio nutrimento.

Tali cellule, una forma particolare di staminali, sono rilasciate dal midolo osseo nel torrente sanguigno in risposta al fattore A di crescita vascolare endoteliale (VEGF-A), una proteina secreta dalle cellule cancerose deprivate di ossigeno. Le cellule progenitrici endoteliali, perciò, contribuiscono alla formazione di nuovi vasi che nutrono il tumore.

Inoltre, si è scoperto che la dopammina arresta il trasferimento delle cellule progenitrici dal midollo osseo al sistema circolatorio legandosi a uno specifico recettore presente sulla superficie di teali cellule. Tale legame sopprime l’attività della matrice metallopeptidasi 9 (MMP-9), un enzima che permette a queste cellule di migrare dal midollo osseo.


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titolo: Dopammina e angiogenesi tumorale
fonte: Le Scienze (http://www.lescienze.it)
puledro1
Speriamo bene... Speriamo che trovinio presto una cura.
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