QUOTE (azzurra @ Mar 19 2008, 11:08 AM)

sì..credo di sì.
Dunque, io in parte la penso come te. Abbi pazienza se comincio da "c'era una volta", ma noi vecchi siamo così...Io a 6 anni ero matta come un cavallo: e non nel senso poetico e fantasioso del termine. Ma la mia era una famiglia come allora ce n'erano tante ed alla cosa non ha mai badato nessuno, "è bizzarra", dicevano. Così sono cresciuta con l'idea che bisogna reagire, rimboccarsi le maniche e reagire. E ti dirò, ha funzionato. Ho avuto una vita normale, studio, lavoro, famiglia, figlio, casa così pulita da sembrare una sala operatoria, compleanni del figlio con 25 invitati, tutto regolare. In un certo senso "il resto" è rimasto dentro di me, la mia cifra la chiamo io, che riguardava solo me. Non ho mai chiamato doc il doc, un po' perchè non sapevo si chiamasse così, un po' perchè era, come dici tu se non ho capito mle, il mio destino, la mia cifra appunto. Non mi è mai passato per la testa di curarlo..Qundo ho iniziato ad andare da una psichiatra ed a prendere psicofarmaci, la mia paura più grande era che mi "guarisse" il doc, capisci? Quindi? dirai tu. Quindi non lo so. Capisco quello che dici, e che dice Cym, l'ho capito per 40 anni. Ma so anche che si può arrivare ad un punto in cui non sei più capace di..non so che termine usare. Controllare te stessa? quella parte di te? Ok, uno potrebbe essere coerente ed andare fino in fondo: l'ho preso in considerazione. Ma qui entrano in gioco le priorità di ognuno di noi, insindacabili. Come individuale e insindacabile è il punto di rottura, di raggelamento. ..ed io sono riuscita a spiegarmi?

oh azzu cara, nn unire ciò che ho detto io cn ciò ch e ha detto querelle. io nn ho parlato ne di finzione ne di suberbia, ne di pseudo, ne di principesse, ne di egoismo, ne
di nulla del genere. assolutamente no ! mi tolgo totalmente da ciò che ha scritto querelle.
prima ripeto cosa ho detto io, poi ti dico cosa penso io sul dap ( si sta parlando di dap e nn di dep) e poi cosa penso io del discorso arraffato sullo speudo.
1) secondo me il dap è effettivamente debilitante. e nn siamo noi stesi a debilitarci, ma la nostra ansia, la nostra paura, la nostra agitazione, insicurezza, timore il nostro panico incontrollabile, la tachicardia, il sudore freddo, le allucinazioni la deformazione dello spazio e del tempo, la deformazione sensoriale, le paresi da attacco di panico, gli sbalzi di pressione. sono cose fisiche , effettive. reali, pratiche. che fanno male. debilitano. impediscono una vita normale, me nn sono invalidanti. debilitati ma nn invalidati. esistono i calmanti per le fasi acute. per vivere, per condurre una vita nn condizionata. una vita non diversa da quella che avresti vissuto senza dap.
2)io penso che il dap vada ascoltato. è un segnale nostro. è parte di noi come quando ci fa male l orecchio perchè abbiamo l utite. c'è ed esiste e inventato o meno è un problema , un problema della mente. se la mente ha un problema tale cn se stessa da andare nel penico io ritengo sia meritevole di attenzione. noi abbiamo paura. quindi c'è un allarme.. il fatto è che l allarme nn è per qualcosa che è al id fuori di noi, ma è al di dentro. sei a un convegno ad esempio e la folla comincia a farti soffocare, arriva l ansia. quello nn è il sintomo di un pericolo esterno ma interno. la paura di perdersi, di confondersi, di venire schiacciati.... e chissà poi quali altri echi di paure più profonde, echi che sn ricordi che li nn centrano nulla. allora bisogna fare dei gran respiri. dare attenzione a se stessi e valutare se ce le si fa a rimanere al convegno. prima di svenire. e magari prendere quel benedetto lexotan. perchè saremo pur in grado di capire che un convegno nn può farci realmente del male?.. io vi parlo per esperienza mia. nn mi permetterei mai su un tema così delicato di parlare a vanvera.
3)credo che qualsiasi cosa nell uomo sia il risultato di una elaborazione mentale, che un abbiamo bisogno di una alibi per tutto per ogni cosa, dobbiamo sentirci unici no?speciali, id far qualcosa di utile per il mondo, di essere bravi uomini.. etc etc.. e allora nell amore e nel tutto ci incasiniamo tra pulsioni animale, morali, etiche artificiose, e dialoghi infiniti con noi stessi che spesso fioriscono in un delirio cn se stessi e un chiusura cn il resto o viceversa. la mancanza d umilità fa parte dell uomo e meno male. meno male perchè io amo l ambizione e la curiosità. cmq ritengo che ogni cosa anche la più criticabile, se crea un disagio è perchè è un disagio. della persona, e è presente effettivamente.
non ho mai sentito un depresso contento di essere depresso ne una madre contenta di essere un peso per il figlio, nn ho mai visto un ansioso soddisfatto di essere guardato male e di essere un problema per gli altri membri della famiglia. nn ho mai visto nessuno essere compiaciuto di suscitare pena. si sta male. veramente. male. solo che certamente quella persona nella sua condizione ha trovato un equilibrio che gli permette di stare meglio di come starebbe. certo. perchè ogni uomo sta nel modo che più gli conviene ed è una legge naturale. ma la sua alternativa peggiore noi probabilmente nn la riusciamo a vedere, riusciamo a vedere altre alternative, magari migliori del suo malessere, ma nn siamo la sua testa. abbiamo infatti la nostra. siamo altre persone.
4) ho conosciuto invece perone che nn avendo nulla ma nulla ma nulla , erano solo uncamente SOLI. soli ..e disadattati in qualche modo.. questa gente cerca i diversi, cerca gli altri soli. i soli cercano i soli , solamente che ci sono vari motivi per sentirsi soli. questa gente sola è tale perchè è cattiva, nn ha la concezione del volere bene ma pensa di averla e cerca amici.. compagni.. cerca i matti. ma poi con cinica logica, inquietante freddezza smonta tutta la loro pazzia per ricondurla alla normalità. deve convincere quei pazzi che son normali, che sn sani. sani come lui. che sono come lui. così lui sarà come loro e nn sarà più solo. ogni uomo vuole rendere gli altri uguali a lui.
io amo le persone buone , le brave persone che amano e ascoltano gli altri per come sono.e si comportano con gli altri per come sono e che vedono e percepiscono gli altri per cose gli altri sono e nn per come sono loro stessi. è vero che siamo tanti piccoli specchietti cn le gambe, ma fino ad un certo punto. è vero infatti anche che ognuno di noi si sente lo specchio originale e ha diritto alal sua sentita originalità