Aiuto - Cerca - Utenti - Calendario
Versione completa: OK IL DAP è BRUTTO MA SI VIVE MALE, NN è CHE NN SI VIVE PIù
Ilsolenellavita > Ansia e ...non solo > Ansia e Attacchi di Panico
Pagine: 1, 2
puledro1
QUOTE (Cymorill @ Mar 19 2008, 02:12 PM) *
beh io si che ce lo avevo... VEDI PERò SE CI SI SENTE A CASA , PROTETTI. SE SI è COMMOSSI, SE SI STA BENE SE SI SENTE IL CALORE UMANO.. L UNIONE NEL NOSTRO VEVERE, NEL NOSTRO VISSUTO.. BALLANDO E CANTANDO.. IL DAP, NN ROMPE. NN C'è . FA PUFF.. SVANISCE.
cose come quelle fanno bene all anima. sono limpide , ganuine, tenrsi la mano tra sconosciuti perchè..? perchè si è felici. perchè si sta condividendo un emozione, e si sta partecipando. CONDIVISIONE E PARTECIPAZIONE. ^*^ che belle cose

Sì è vero questo. La cosa importante è sentirsi NON SOLI. POter condividere dalla pizza a cena, al concerto in uno stadio, ma quello che conta è lo stato d'animo interiore che viene influenzato da chi ti circonda e da quello che vivi in quel momento. Nel posto più brutto del mondo, se ci vai con le persone giuste, può diventare un posto meraviglioso. Come l'anima!
Cymorill
QUOTE (Cymorill @ Mar 19 2008, 01:29 PM) *
PREVIO TUTTO IL RESTO CHE HO SCRITTO SUL DAP ORA....

volevo sottolineare che a parer mio il dap è un buon alibi per rintanarsi e vivere la vita un po marginalmente senza sentirsi in colpa per nn averla vissuta.

è possibile? insomma si ha paura della vita e si usa come scusa che si soffre di ansia e panico !! ahahhaha ma nn è un paradosso.??

nn basterebbe da sani ammettere di avere paura? smile.gif

era questa la mia riflessione principale
Enkidu
senti allora tra gli eunuchi e i ragazzi di passaggio noto palesemente un riferimento a me.
Ma io mi chiedo, ma è possibile che non riesci a circoscrivere una discussione ai soli diretti interessati?
E guarda che eunuco o ragazzetto di passaggio di certo non sono io e nemmeno gian.
O forse pensi che dal momento che siamo dalla sua parte e che vogliamo il suo bene allora siamo handicappati e cerebrolesi.
Qui di ragazzetto di passaggio ce n'è solo uno...

E poi se vedi che non esiste piu alcun punto di contatto lascia perdere fa la tua vita con tutto quello che ti appartiene. E' stata solo un altra parentei nella tua esistenza e solo a te spetta il compito di decidere come catalogare questa esperienza. non devi mica rendere partecipe l'altro e tutta la sua fetta di mondo delle tue scelte e delle tue frustrazioni al riguardo.
azzurra
Accidenti, quanto avete scritto!:) Cym, avevo capito le posizioni diverse tra te e Que e la mia (sbagliata) sintesi voleva riguardare solo il "farcela" Io penso da questo thread siano venuti fuori spunti molto diversi ed ognuno degno di essere considerato.
Che esista una "patologiggazione" sociale di ogni parametro che esca dalla normalità intesa come efficenza e felicità, sono d'accordo. Ho constatato personalmente, ad esempio che è salito vertiginosamente il numero di prescrizioni di psicofarmaci a ragazzi molto giovani, così come è diventato di moda il disturbo bordeline, che in realtà è molto più raro e molto più difficlmente diagnosticabile (mari correggimi se dico inesattezze per favore) ora questo non è irrilevante, perchè una persona a cui viene diagnosticata una patologia tenderà cmq a viversi come portatore di una patologia, ed a ricercare quindi "cure". Che saranno di tipo "professionale", farmacologico o psicoterapeutico ecc, tralasciando quindi quelle cure naturali che non sono le erbe o la pranoterapia ma la ricerca di se stessi e di un modo di vivere la propria dimensione (la propria Intima Essenza:P). Esistono però anche i casi contrari, in cui una sofferenza profonda e debilitante viene sottovalutata e relegata nel "mettici della buona volontà", con effetti devastanti. Perchè Que il punto è questo. Alcuni di questi disturbi intaccano proprio la volontà e la capacità di gestione di se stessi. Ad una persona reduce da una frattura alla gamba tu consiglieresti di forzarsi e di tornare a camminare, d fare della riabilitazione ecc. Ma non esorteresti allo stesso sforzo un paraplegico, anche se esteriormente la situazione è simile: due persone che non camminano.
Ecco, per ora..poi avrei altre cose da dire:)
Cymorill
e sulla questione che ho posto io, tu che dici ?
azzurra
premesso che non soffro di dap e quindi non parlerò di quello; premesso che non soffro nemmeno di doc, o meglio, clinicamente ne alcune manifestazioni ma mescolate fantasiosamente con altre. Quando avevo 19 anni, mi scomparve il senso del tatto, così, da un giorno all'altro. Ho aspettato un tempo ragionevole poi sono andata da un neurologo. I primi esami parevano a posto, quindi proponeva accertamenti più approfonditi. Io a 19 anni non avevo intenzione di approfondire proprio nulla. Mi sono tenuta l'assenza di tatto per 6 mesi (tu chiamala se vuoi, derealizzazione:)) Poi è ricomparso ad intermittenza, ora scompare solo quando sono molto irritata o molto stanca e per al massimo qualche ora.
Avevo escogitato una serie di accorgimenti pratici, ad esempio camminare sempre sfiorando un muto o qualcosa, perchè la perdita del tatto, bizzarramente, comporta la perdita dell'equilibrio. Siccome il freddo intenso lo sentivo, quando sentivo proprio il bisogo di un contatto abbracciavo il frigorifero. Ho resistito mesi alla tentazione di pronunciare la fatidica "non ho sentito niente" dopo il sesso, per buon gusto...
Non lo so, di preciso, perchè non ho accettato di fare esami ecc. Incoscienza anche, sicuramente, ed il senso di essere immortale che si ha solo a 19 anni. Ma anche, forse, quello che dici tu: il terrore delle gabbie. Le ossessioni sono paragonabili ad una gabbia, credo, e nemmeno piacevole. Ma era la _mia_ gabbia, la conoscevo, ne conoscevo anche ogni possibile pertugio e spiraglio. La "malattia" era una gabbia incognita, per quello che ne sapevo io. Così, d abuona doc:), ho preferito la strada conoscita. Credo che non avere qualche sbarra, nella vita, sia impossibile. Reale, tangibile, immaginaria, psicologica, fisica..ognuno di noi vola "come vola il tacchino". Ed ognuno fa quello che può, sceglie la gabia che gli pare abbia sbarre più ampie dalle quali può sgusciare, o quella che fa entrare più sole, o quella che lo ripara dal rumore...
Ho risposto?smile.gif
Cymorill
perfettamente !! smile.gif
simonetta
il problema e' che uno ci si ritrova nella gabbia senza neanche rendersene conto ..
perche' quando ci sei nel mezzo e stai male per i sintomi fisici per la paura di qualsiasi cosa ..quando ancora non hai ben chiaro cosa sia questo dap ..e sembra solo la sigla di un partito politico ..capisci solo cosa ti fa star meglio..e allora se uscire fuori di casa e andare a mangiare la pizza ti fa star male ..eviti..se andare in auto e non sei costretto eviti ..se...eviti fino a trovrti in una gabba nella quale per un bel po' ci stai anche bene e godi del tuo star meglio ..che importa se aprendo la finestra la vedi la fuori la vita ..tu sei dentro e quasi sfidi le paure nascondendotoi senza neppure sapere cosa stai facendo ...quello che stai facendo lo capisci molto tempo dopo ..quando di fatto cominci a star male anche nella gabbia ..e uscirne diavolo se e' duro ....certo non e' impossibile ...ma rimane duro perche' quello che non hai fatto all'inizio affrontare la paura ..ti tocca farlo ora ed il processo e' molto piu' pesante camminando a ritroso .
foglia
quoto azzurra e quoto simonetta, in pieno!
scusate se sono stringata...ma stiamo partendo veloci veloci per il paesello, teglie di verdure al forno e pentola a pressione grande con vitello e patate per 16 persone in cofano macchina + nipotoni sbuffanti che aspettano giù!!!!!
vi auguro di nuovo una buona pasqua e una gaia pasquetta. spero nel bel tempo - per voi - così potrete fare, chi può, un bel picnic sui prati, o godere di un bel sole anche se dentro.
cmq questa campeggiatrice cronica che vi scrive è riuscita in passato, con gli amici, a farsi gioiosi picnic sulla neve, seduti sui copertoni delle macchine, con gran finale di sorbetto di neve allo cherry brandy!!!!
vadooooooooooo, ho i capelli bagnati da asciugare col phon in cinque minuti.....sssmmmmackkkkkkk******
Cymorill
vorrei sapere simonettina se hai mai penato che la tua tua nn è una malattia ma è una emozione ... che hai sempre avuto in reazione magari alle stesse cose e che nn ei mai riuscita a riconoscere come emozione. e la stai chiamando in una ltro modo. e nn si affronta un emozione curandola come una malattia. anzi..

sto pian pianino innoltrandomi in un bosco.. sto rivisitando tutte le carte di ciò che conosco della psiche e comincio a pensare che a forza di denaturare ciò che siamo e smembrarci in cassettini ci stiamo autodistruggendo.
perchè chiamiamo il disturbo da ansia e panico dap, e nn PAURA.?
se la chiamassimo paura nn sarebbe più facilmente trattabile, affrontabile, conoscibile?

sn domande super amorevoli e tranquillissime simo.. vorrei leggere la tua risposta.nn voglio dar fastidio a nessuno. e poi ti sta scrivendo una delle rare persone che ha realmente vissuto gli attacchi di panico, sai quelli in cui tai morendo, il corpo va in tilt, vedi la morte arrivare , hai una paresi effettiva e fisica , a tutti gli arti e metà faccia. ti va in culo tutto il sistema nervoso etc etc.. quindi io sto dalla parte di arrivare a capirci qualcosa. perchè secondo me per ora tra tutti questi studi etc nn se ne è capito molto checchesenedica.

insomma un malato di dap se ne sta chiuso nella sua stanza guardando fuori dalla finestra perchè ha paura ma quando gli si chiede il motivo esso risponde, sono malato. perchè? perchè deve esistere un alibi per ogni nostra manifestazione di esistenza?. nn accettiamo la nostra immagine e la sfalsiamo su un altro specchio per vederne un immagine riflessa.. poi ci si chiede perchè ci fu la crisi dell identità ad inizio novecento.. perchè il metodo scientifico fu applicato a materie in cui centra poco. forse... ehh? cioè sto elaborando una teoria.
neva
QUOTE (Cymorill @ Mar 22 2008, 01:46 PM) *
vorrei sapere simonettina se hai mai penato che la tua tua nn è una malattia ma è una emozione ... che hai sempre avuto in reazione magari alle stesse cose e che nn ei mai riuscita a riconoscere come emozione. e la stai chiamando in una ltro modo. e nn si affronta un emozione curandola come una malattia. anzi..

sto pian pianino innoltrandomi in un bosco.. sto rivisitando tutte le carte di ciò che conosco della psiche e comincio a pensare che a forza di denaturare ciò che siamo e smembrarci in cassettini ci stiamo autodistruggendo.
perchè chiamiamo il disturbo da ansia e panico dap, e nn PAURA.?
se la chiamassimo paura nn sarebbe più facilmente trattabile, affrontabile, conoscibile?

sn domande super amorevoli e tranquillissime simo.. vorrei leggere la tua risposta.nn voglio dar fastidio a nessuno. e poi ti sta scrivendo una delle rare persone che ha realmente vissuto gli attacchi di panico, sai quelli in cui tai morendo, il corpo va in tilt, vedi la morte arrivare , hai una paresi effettiva e fisica , a tutti gli arti e metà faccia. ti va in culo tutto il sistema nervoso etc etc.. quindi io sto dalla parte di arrivare a capirci qualcosa. perchè secondo me per ora tra tutti questi studi etc nn se ne è capito molto checchesenedica.

insomma un malato di dap se ne sta chiuso nella sua stanza guardando fuori dalla finestra perchè ha paura ma quando gli si chiede il motivo esso risponde, sono malato. perchè? perchè deve esistere un alibi per ogni nostra manifestazione di esistenza?. nn accettiamo la nostra immagine e la sfalsiamo su un altro specchio per vederne un immagine riflessa.. poi ci si chiede perchè ci fu la crisi dell identità ad inizio novecento.. perchè il metodo scientifico fu applicato a materie in cui centra poco. forse... ehh? cioè sto elaborando una teoria.



penso che sia proprio lo stato emotivo a scatenare il dap (che cavolo è sto dap?) sicuramente avviene dopo un trauma psicologico le cause possono essere multiple e si trasformano in angoscia e paura. a me è successa una cosa del genere a vent'anni, ho rischiato di morire per questioni di salute. una volta ristabilita vivevo nel terrore che ricadessi nuovamente ammalata, non so quante volte sono andata in ospedale in urgenza facendomi fare degli esami etc. e niente.
per esempio andavo al cinema e prima del secondo tempo uscivo, mi sentivo soffocare. se andavo in città era uguale mi prendeva un panico tremendo, insomma mi angosciavo sempre di più. questa cosa è durata all'incira due anni, finché un giorno lo ricordo sempre, mentre mi allacciavo le scarpe per uscire e sentivo già l'angoscia salire, mi sono detta basta.
ho ammesso con me stessa che avevo paura di morire. giustamente siccome ero ancora viva ho deciso di non rovinarmi la vita per qualcosa di cui non sapevo quando sarebbe avvenuta. credo che le angosce facciano parte del nostro sentire più profondo non possiamo eliminarle di punto in bianco, ma possiamo dirigerle affinché non ci sommergano completamente con qualcosa che veramente ci appassiona, o semplicemente cambiando il corso esistenziale se non ci soddisfa con quei piccoli cambiamenti talvolta preziosi.
Cymorill
bello! smile.gif sisi.
Cymorill
up
simonetta
son proprio fusa smile.gif mi era sfuggito questo messaggio

perchè chiamiamo il disturbo da ansia e panico dap, e nn PAURA.?
se la chiamassimo paura nn sarebbe più facilmente trattabile, affrontabile, conoscibile?



perche' il disturbo da attacco di panico e' paura smile.gif se poi vogliamo possiamo anche chiamarla ansia anticipatoria

io non mi considero malata cym ..ho sofferto di questo disturbo ..nel corso degli anni l'ho affrontato riconquistando la mia autosufficenza ..fino a quando non sono rimasta bloccata in un'aerea di servizio qualunque un anno qualunque ..mi sono rifermata sono ripartita da capo ..riparto ogni volta ..perche' se c'e' una cosa che ho imparato e' che per uscire dalle gabbie mentali ..l'unico modo e' aprirle e viverle..per meglio dire usando le tue parole ..vivere le paure ..in altri termini possiamo chiamarle esposizioni..ma in fondo alla fin fine..non credo sia importante incanalare l'emozione in un nome ..emozione e' ..seppur a volte terrificante ..l'emozione della paura della morte lo e' per tutti ..sentirsi paralizzati e' paura


insomma un malato di dap se ne sta chiuso nella sua stanza guardando fuori dalla finestra perchè ha paura ma quando gli si chiede il motivo esso risponde, sono malato. perchè? ...
io non ti avrei mai risposto perche' sono malato ..semplicemnte ti avrei risposto ho ancora paura ad affrontare la paura smile.gif
senti che bel giro di parole?

approfondisco con calma ..
Cymorill
grazie simo!!! ^*^


io credo come te e neva che sotto a tutto ci sia la banalissima semplicissima paura della morte.
e sai riflettendoci ho pensato che l unico modo per nn avere paura della morte è nn illudersi che si possa vincere, nn illudersi che si possa sopravvivere alla morte, nn illudersi in un dopo. ma vivere l adesso. esattamente come viene. ripetendoci che nessuno ci ta mettendo alla prova , che nessuno ci chiede nulla.. che noi siamo ciò che siamo e che l avita è stupenda solo respirando. che ogni giorno nn è mai perso ma solo guadagnato. che nn abbiamo obbiettiivi da raggiungere se nn quello di essere felici e si è flici quando si accoglie la giornata giorno dopo giorno er le sue bellezze e le sue tristezze. e to incominciando a credere che il modo più diretto per vivere bene è vivere in compagnia.
Questa è la versione 'lo-fi' del forum. Per visualizzare la versione completa con molte più informazioni, formattazione ed immagini, per favore clicca qui.
Invision Power Board © 2001-2012 Invision Power Services, Inc.