QUOTE (azzurra @ Mar 27 2008, 07:11 AM)

Forse la cosa più ostica con cui hanno a che fare le ragazze/i di aquilone è la protezione. Cercarla? darla? quanta? poca? tanta? e se poi...e se quando: ci girano attorno tutta la vita come le falene. Normalmente, non essendo sceme, pensano che una volta è più che sufficente e se ne tengono alla larga. O meglio diventano straordinariamente autonome sulla faccenda. Io quando aspettavo un figlio non avevo nemmeno il coraggio di dirmelo, che speravo che diventasse protettivo. Pensavo che magari era sbagliato, che era un desiderio in qualche modo compensatorio, che la gente normale la protezione la considera alla stregua della compassione, qualcosa di sbagliato da riservare a chi consideri inferiore. Non sono del tutto impermeabile alle cazzate. Poi quando è nato non si è più posto il problema. Che io sia potenzialmente una persona capace di uccidere l'ho sempre pensato, ma questo è un po' come quando dici "darei la vita per te": la vita, ho detto, non minuzie come portarti la borsa della spesa. E' raro che nella vita ti trovi nella situazione di dover dare la tua vita o di uccidere per qualcuno, fortunatamente. Più spesso ti tocca spingere mucche sciocche lontano dall'argine del fiume e non è che finisci sul giornale per questo. Così la maggior parte delle persone conserva le energie per il Grande Momento, per quando dovrà farsi avanti dicendo "prendete me al suo posto".
Così non sapevo bene come sarebbe andata. E le prime volte che ho intuito che mio figlio mi proteggeva, o che aveva tirato indietro le orecchie pronto a farlo, mi sono chiesto se non prendessi lucciole per lanterne. Poi ho pensato: il tempo è galantuomo, tiè

questo è il mio cruccio maggiore azzu. vorrei tanta protezione .. desidero un uomo che mi difenda, che mi porti al sicuro cn il suo cavallo binaco, che faccia a cazzotti per me, che mi copra nel freddo della notte che sia pronto ad ascoltare le mie ragioni sempre e che abbia empre una carezza per la mia guanciotta.
dall alltra nn mi sembrerebbe giusto. lo credo un desiderio infantile e codardo e strumentalistico, lo rifiuto e cerco di mantenermi intellettualmente e sentimentalmente indipendente..ho paura della dipendenza.
la mia analista sono due anni che cerca di mettermi in testa ch eci sono dipendenze buone e dipendenze cattive, che l essere umano è effettivamente dipendente e che dipendere è una cosa molto positiva se si incanala positivamente la dipendenza. . si chiama collaborazione vita sociale amore amicizia.
eppure il mio cuore pulsa in sistole e diastole continuamente : dammi la mano/ pussa via.
è un conflitto che in me nn ha pace. e sicuramente ho i miie microtraumi che ne spiegano la ragione.