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Versione completa: protezione
Ilsolenellavita > Aquiloneblu > Aquiloneblu
azzurra
Forse la cosa più ostica con cui hanno a che fare le ragazze/i di aquilone è la protezione. Cercarla? darla? quanta? poca? tanta? e se poi...e se quando: ci girano attorno tutta la vita come le falene. Normalmente, non essendo sceme, pensano che una volta è più che sufficente e se ne tengono alla larga. O meglio diventano straordinariamente autonome sulla faccenda. Io quando aspettavo un figlio non avevo nemmeno il coraggio di dirmelo, che speravo che diventasse protettivo. Pensavo che magari era sbagliato, che era un desiderio in qualche modo compensatorio, che la gente normale la protezione la considera alla stregua della compassione, qualcosa di sbagliato da riservare a chi consideri inferiore. Non sono del tutto impermeabile alle cazzate. Poi quando è nato non si è più posto il problema. Che io sia potenzialmente una persona capace di uccidere l'ho sempre pensato, ma questo è un po' come quando dici "darei la vita per te": la vita, ho detto, non minuzie come portarti la borsa della spesa. E' raro che nella vita ti trovi nella situazione di dover dare la tua vita o di uccidere per qualcuno, fortunatamente. Più spesso ti tocca spingere mucche sciocche lontano dall'argine del fiume e non è che finisci sul giornale per questo. Così la maggior parte delle persone conserva le energie per il Grande Momento, per quando dovrà farsi avanti dicendo "prendete me al suo posto".
Così non sapevo bene come sarebbe andata. E le prime volte che ho intuito che mio figlio mi proteggeva, o che aveva tirato indietro le orecchie pronto a farlo, mi sono chiesto se non prendessi lucciole per lanterne. Poi ho pensato: il tempo è galantuomo, tièsmile.gif
Cymorill
QUOTE (azzurra @ Mar 27 2008, 07:11 AM) *
Forse la cosa più ostica con cui hanno a che fare le ragazze/i di aquilone è la protezione. Cercarla? darla? quanta? poca? tanta? e se poi...e se quando: ci girano attorno tutta la vita come le falene. Normalmente, non essendo sceme, pensano che una volta è più che sufficente e se ne tengono alla larga. O meglio diventano straordinariamente autonome sulla faccenda. Io quando aspettavo un figlio non avevo nemmeno il coraggio di dirmelo, che speravo che diventasse protettivo. Pensavo che magari era sbagliato, che era un desiderio in qualche modo compensatorio, che la gente normale la protezione la considera alla stregua della compassione, qualcosa di sbagliato da riservare a chi consideri inferiore. Non sono del tutto impermeabile alle cazzate. Poi quando è nato non si è più posto il problema. Che io sia potenzialmente una persona capace di uccidere l'ho sempre pensato, ma questo è un po' come quando dici "darei la vita per te": la vita, ho detto, non minuzie come portarti la borsa della spesa. E' raro che nella vita ti trovi nella situazione di dover dare la tua vita o di uccidere per qualcuno, fortunatamente. Più spesso ti tocca spingere mucche sciocche lontano dall'argine del fiume e non è che finisci sul giornale per questo. Così la maggior parte delle persone conserva le energie per il Grande Momento, per quando dovrà farsi avanti dicendo "prendete me al suo posto".
Così non sapevo bene come sarebbe andata. E le prime volte che ho intuito che mio figlio mi proteggeva, o che aveva tirato indietro le orecchie pronto a farlo, mi sono chiesto se non prendessi lucciole per lanterne. Poi ho pensato: il tempo è galantuomo, tièsmile.gif

questo è il mio cruccio maggiore azzu. vorrei tanta protezione .. desidero un uomo che mi difenda, che mi porti al sicuro cn il suo cavallo binaco, che faccia a cazzotti per me, che mi copra nel freddo della notte che sia pronto ad ascoltare le mie ragioni sempre e che abbia empre una carezza per la mia guanciotta.
dall alltra nn mi sembrerebbe giusto. lo credo un desiderio infantile e codardo e strumentalistico, lo rifiuto e cerco di mantenermi intellettualmente e sentimentalmente indipendente..ho paura della dipendenza.
la mia analista sono due anni che cerca di mettermi in testa ch eci sono dipendenze buone e dipendenze cattive, che l essere umano è effettivamente dipendente e che dipendere è una cosa molto positiva se si incanala positivamente la dipendenza. . si chiama collaborazione vita sociale amore amicizia.
eppure il mio cuore pulsa in sistole e diastole continuamente : dammi la mano/ pussa via.
è un conflitto che in me nn ha pace. e sicuramente ho i miie microtraumi che ne spiegano la ragione.
azzurra
Comincerà con la parte pedante, per non smentirmi:) Il bisogno di protezione nella donna è istintivo (o genetico, so mai qual è la dizione giusta) nel senso che ci sono lunghi periodi della sua vita, durante la gestazione e nei primi mesi della prole, in cui lei ha "effettivamente" bisogno di protezione. Che nel corso del tempo questa protezione si sia trasformata dall'uomo con la clava che la difende dai nemici ad una potezione sociale ( o così dovrebbe essere) non cambia di una virgola la cosa. Nello stesso modo una femmina è programmata per difendere la prole in una maniera diversa dal maschio, pensa solo che una madre è (di solito) in grado di difendere i figli dal padre, ma raramente accade il contrario. Quindi per una donna il discorso protezione è in ogni caso più complesso. Poi entrano in gioco le esperienze personali, appuno, l'imprinting:) Nel mio caso sono stata addestrata non solo a non averne bisogno, ma ad essere in grado di fornirla in qualunqe momento. Il che è una delle tante possibilità e di per sè non è nè migliore nè peggore delle altre, se non per il fatto che, appunto, il chiederla sia considerato tabù, sbagliato, segno non tanto di debolezza ma di "non fare il proprio dovere". Poi arriva una psichiatra e ti dice sì beh ma insomma, qualche volta la può pure chiedere...e tu, se come dice emi sei nel tuo periodo scemo:), ti dici ok forse non è una cattiva idea. Lo era. Però rimango convinta, ormai, che cercarla non sia sbagliato di per sè. probabilmente è un pezzettino di puzzle...e bisogna che ci siano tutti i suoi pezzi giusti attorno, ecco:)
Cymorill
SAI NN CREDO DI avere bisogno di protezione, ma di fiducia. ho bisogno di una persona che mi tenga la mano trasmettendomi il sogno, la fede, che nn me la lascerà se nn quando sarà io a deciderlo. ho bisogno di una persona che viva in sintonia cn me , nella sua diversità e nel rispetto verso di me e verso se stesso. una persona che creda in me perchè crede in se stesso e mi ama.
ho bisogno di una mano nella mia di 4 gambe che camminano parallele mentre 4 occhi si guardano intorno in punti di versi . ho bisogno di sapere che che quella mano mi sosterrà nelle mie difficoltà senza modificare il mio essere e la mia strada. questa figura i cattolici la chiamano dio. secondo me questa figura è dentro di noi. e questo nostro dio si illumina di gioia e rinnovata fiducia e rinnovate albe ogni istante se accanto a e ha un altro ometto, un ragazzo, anche lui cn il suo dio, che ti tende la mano affinchè tu la stringa. per condividere da li in avanti ogni passo a otto gambe e 4 occhi differenti che osservano il mondo e se lo raccontano cn amore.

c'è chi dice che nell amore trova la sua completezza.. io credo che in amore si riesca davvero a parlare cn se stessi e amare se stessi e avere fiducia in ogni essenza , in se e nell altro.


ha paura di ricadere nella mia cinica arida polvere immobile. è vero che stare in prigione è terribile, ma è più terribile la paura di poterci TORNARE!
capite cosa intendo dire? paura che scatti la mezzanotte .. solo che a cenerentola rimanevano i ricordi e i sogni e anche se n aveva più la carrozza cantava le musiche del ballo ed era felice. una sera le era bastata per la vita. ma il mondo della mente nn funziona così. esso è un topo roditore che è capace di rosicchiare ogni cosa nella nostra mente il nulla è come un cancro inasportabile. è la nostra condanna e la nostra più cara cuccia .
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