Il centro culturale San Luigi di Francia, fondato a Roma nel 1946 da Jacques Maritain per favorire il confronto intellettuale intorno al fenomeno religioso fra gli studiosi, ha ospitato il 28 marzo un importante incontro, sul tema religione e psicanalisi secondo Jacques Lacan, al quale sono intervenuti personalità eminenti della comunità scientifica.
La conferenza su questo tema così rilevante nel nostro tempo, in cui il fanatismo religioso incombe come una menaccia sulle libere e secolarizzate società occidentali, è stata tenuta dal professore Charles Melman, studioso autorevole, allievo di Lacan, autore di innumerevoli saggi scientifici; inoltre, pregevoli e profondi sono stati gli interventi di Janva Jerkov, psicanalista, di Giancarlo Bosetti, giornalista e scrittore, di Jaqueline Risset, docente di letteratura francese presso l'università di Roma Tre.
Nella sua introduzione Janva Jerkov ha ricordato come furono tormentati e difficili, negli anni del primo novecento, i rapporti tra Freud, ebreo e fondatore della psicanalisi, e la città di Roma, che considerava importantissima, poiché è sede della religione cattolica. Freud sognò sempre di potere un giorno visitare Roma, per ammirarne le bellezze artistiche ed archeologiche. Questo suo desiderio, coltivato a lungo, non si realizzò mai a causa del sopraggiungere della sua morte.
I rapporti che Jaques Lacan ebbe con Roma furono intensi, frequenti, sia perché ne ammirava l'architettura barocca e le rovine del mondo antico, sia perché a Roma tenne alcuni discorsi, in periodi diversi della sua vita, e precisamente negli anni 1953, 1967, 1974, che ebbero notevole importanza nella comunità scientifica e tra gli studiosi di psicanalisi. Dopo essere entrato in conflitto con la comunità internazionale degli studiosi, poiché sosteneva che la natura dell'inconscio fosse identica alla struttura e all'essenza del linguaggio umano, nel celebre discorso del 1974 rilanciò la necessità scientifica della psicanalisi, anche se, nella stessa circostanza, fece una affermazione impegnativa, secondo la quale in futuro la religione cattolica, che considerava profondamente razionale, alla fine avrebbe trionfato sulla medesima psicanalisi.
Il professore Melman, nel suo dotto e profondo intervento, molto apprezzato dal pubblico presente, ha in primo luogo definito i valori fondamentali su cui si basa l'identità di un popolo, che sono la fierezza, la lealtà, l'onore, la dignità umana, il sentimento di appartenenza ad una comunità. Il libero mercato, che oggi è il sistema imperante nel mondo intero, e la logica degli affari che ne discende entrano inevitabilmente in conflitto con il valore fondamentale di tutte le religioni: ogni individuo ha una importanza assoluta nella sua unicità irripetibile, che precede qualsiasi altra considerazione di ordine utilitaristica ed economica.
La sua esperienza professionale, maturata nel corso dei tanti anni in cui ha esercitato la professione di psicanalista, sulla base delle osservazione che ha potuto ricavare dallo studio dei casi e problemi esistenziali espostigli dai suoi pazienti, lo ha convinto che l'uomo moderno soffre di una nuova malattia: la possibilità di disporre e godere di una libertà assoluta, che non è più limitata da nessun fondamento filosofico o religioso.
Per esemplificare questo concetto, ha fatto una digressione raccontando la storia di un suo paziente. Questo signore, che vive e lavora a Parigi nel settore della moda, poiché ha la possibilità di condurre una vita agiata, spesso fa uso di droga o, in casi diversi, assume sostanze alcoliche, senza riuscire a trovare un limite per soddisfare i suoi vizi. Altri pazienti, esaminati da Melman a Parigi , pur essendo benestanti, non riescono ad avere una esistenza serena e tranquilla, né ad essere completamente felici.
Per il professore Melman, per spiegare la presenza nell'intimo della coscienza umana delle figure del bene e del male, cosi come l'idea del giusto e dell'ingiusto, non ci si può limitare a fare riferimento alla struttura biologica ed evolutiva della mente umana né ai meccanismi di selezione della specie, così come pretendono i positivisti e gli atei. Secondo le sue convinzioni scientifiche, l'uomo è portato per la sua intima natura ad avere desideri. Ma che cos'è il desiderio? Il più delle volte il desiderio consiste nella mancanza dell'oggetto desiderato, il quale non è il prodotto di una visione idealizzata della mente umana, ma qualcosa di realmente esistente. Dante e Petrarca idealizzarono nelle loro opere letterarie l'uno Beatrice l'altro Laura, ciò non toglie che sia Beatrice sia Laura erano donne realmente esistenti.
Ciò che colpisce nella società contemporanea, osservando e valutando i comportamenti umani, è la superficialità e l'assenza della voglia di capire, comprendere, pensare. Solo la religione, che ha un deposito di cultura dovuto agli studi filosofici e teologici, è in grado di arrecare e garantire nella vita umana l'ordine, il senso, la legge. Ovviamente, poiché nel nostro tempo abbiamo assistito all'uso politico della religione, occorre distinguere la religione istituzionalizzata, da pratiche confessionali in grado e capaci di diffondere il fanatismo e la violenza.
Melman, nella sua lunga esperienza professionale, ha notato e rilevato che al momento della guarigione del paziente, quando si ha la cosiddetta liquidazione del Transfert, si produce una situazione che riconduce la persona, guarita dalle proprie nevrosi, all'anello intimamente collegato con la casa del Padre, ovvero si ha il riconoscimento da parte della persona umana dell'istanza superiore e suprema. Per queste ragioni, per lo studioso francese, la religione, ed in particolare quella cattolica, è conforme alle leggi del linguaggio, che trovano concreta applicazione nella vita di tutte le persone umane. I teologi, uomini illuminati, sanno leggere nell'animo umano meglio degli studiosi.
Nel suo intervento, breve e acuto, la studiosa di letteratura Jaqueline Risset ha rievocato le diverse occasioni in cui incontrò a Roma Jaques Lacan. In uno di questi incontri, Lacan osservando dall'alto della scala di Trinità Dei Monti le diverse cupole delle chiese, che sovrastano il cielo di Roma, affermò: la religione cattolica è destinata a trionfare, poiché offre all'uomo moderno motivi di conforto e di consolazione.
Giancarlo Bosetti, giornalista di repubblica, direttore di Reset, autore di un libro intervista con Popper, ha sostenuto che la risposta di senso, che le religioni sono in grado di dare all'uomo nel mondo contemporaneo, dopo che si sono archiviate le visioni ideologiche in passato dominanti, è sovrabbondante e ricca di contenuti altissimi sul piano umano e spirituale. Tuttavia sia Freud sia Lacan erano atei, tanto da ritenere che le divinità politeiste del mondo antico e quelle monoteistiche del mondo moderno fossero una proiezione ed invenzione della mente umana, desiderosa di ricevere protezione e conforto.
Bosetti, citando un libro di Marcelle Eliade intitolato Il Sacro ed Il Profano, ha sostenuto che la psicanalisi per gli studiosi, convinti che lo sviluppo della conoscenza scientifica avrebbe liberato l'uomo da ogni forma di culto confessionale e da ogni forma di ciarpame misticheggiante, deve essere considerata l'erede legittima della religioni monoteistiche. In realtà, poiché il vero ed assoluto ateismo appartiene ad una ristretta cerchia di studiosi e scienziati, bisogna riconoscere che nel mondo moderno, segnato da tanto dolore e sofferenza, sia la religione che la psicanalisi sono due attori fondamentali che si contendono il dominio sulla coscienza inquieta dell'uomo moderno.
In ogni caso, sia che si creda in Dio sia che ci si dichiari Atei convinti, rimane aperto il problema del senso che bisogna attribuire alla vita umana. Dostoevskij in un suo libro scrisse che se Dio non ci fosse, tutto sarebbe consentito.
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titolo: La religione e la psicanalisi
fonte: Nuova Agenzia Radicale (http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=4069&Itemid=57)