Le persone depresse hanno maggiori rischi di ammalarsi di Alzheimer. Con una frequenza di due volte e mezzo maggiore rispetto al resto della popolazione. A svelare il legame tra il 'male oscuro' e la malattia neurodegenerativa sono i ricercatori olandesi dell'Erasmus Medical Center, dalle pagine di Neurology. E lo stesso risultato è stato 'certificato' da una ricerca della Rush University, pubblicato sugli Archives of General Psychiatry e condotto questa volta su ecclesiastici cattolici. "Quanti mostravano maggiori segnali di depressione - dicono gli scienziati Usa - poi più facilmente diventavano pazienti con Alzheimer".

Lo studio olandese ha seguito per sei anni 486 persone, 33 delle quali hanno poi sviluppato la malattia neurodegenerativa. Secondo i calcoli di questi ricercatori, "episodi di depressione prima dei 60 anni quadruplicano le probabilità di ammalarsi. Ma - avvertono - serviranno altri studi per confermare questi risultati, perché non sappiamo se la depressione favorisce l'Alzheimer, o se il responsabile di entrambe le patologie è un comune fattore eziologico, ancora sconosciuto".

La ricerca statunitense, invece, è stata condotta su oltre 900 ecclesiastici, studiati per 13 anni. Di questi 190 hanno sviluppato la malattia. "E la maggiore frequenza di casi è stata riscontrata - commentano gli scienziati - proprio tra quanti, all'inizio dell'osservazione, avevano mostrato i segni più evidenti di depressione". Per spiegare la connessione tra le due malattie entrambe le equipe ipotizzano "possibili modificazioni nella fisiologia del cervello e nelle funzioni. Soprattutto in alcune zone come l'amigdala o l'ippocampo".


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titolo: Alzheimer e depressione
fonte: IGN (http://www.adnkronos.com/IGN)