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Versione completa: esiste il confine tra male e bene ?
Ilsolenellavita > Spazio all' anima > Segreta-Mente
Cymorill
questo tema è molto delicato. vorrei discuterne attentamente senza temere di perdersi in labirinti complessi. perchè credo sia un percorso inevitabile .
intanto male è ciò che nuoce e bene è ciò che sta la di la dela linea rossa senza nuocere o dando addirittura beneficio . ma questa è uan definizione mozza. intanto bisogna tener conto dell intenzione a monte. capita che ciò che risulta nocivo sia stato fatto cn le più buone intenzioni. capita inoltre che ciò che nuoce ad un soggetto può trasformarsi positivo per un altra persona.
e allora dove sta questo confine?. nn ritengo sia una cosa totalmente relativa. io credo ci sia una linea comune ed universale.
mi spiego nn si tratta del rispetto . rispettare significa rimanere nella propria sfera senza invaderne altre. ad esempio rispettare il pudore, rispettare la libertà, rispettare i sentimenti, rispettare le differenze.etc etc. chi rispetta solitamente nn farà danni ma il rispetto può trasformarsi facilmente differenti, in indifferenza. e l indifferenza piò risultare una cattiva indifferenza.
allora possiamo parlare di naturalità. essere naturali significa nn porre forzature in una qualsivoglia azione o rapporto. ossia porre attenzione ad ogni condizione effettiva della cosa e muoversi di conseguenza senza intromettere forze volontarie personali. un esempio calzante è la reazione. si agisce di reazione come se si seguissero le leggi elettromagnetiche dell attrazione e repulsione ma senza tener conto che l io umano nn è solamente bipolare. una forzatura può essere usata per attacco o per difesa e ciò parrebbe più nocivo che altro ma capita che alcune fini accortezza siano in realtà un beneficio.
allora regrediamo ancora un po nelle maglie del labirinto sociale delle relazioni umane e zoommiamo sulla pulsione motrice umana. quale è il nostro scopo ( e lo scopo nn coincide spesso cn il fine ) per cui una persona si muove emotivamente, fisicamente, psicologicamente verso un altra persona?
ecco arrivati qui la mente si apre in tante porticine e tute portano ad una indicazione stradale: affermare se stessi. affermare? o conoscere ?. potremmo di re riconoscere se stessi?- io dico : creare un immagine di se stessi che sia riflesso efficiente sia per noi che per gli altri. trovare quello squarcio di IMMAGINE che diventa connubio tra vettore interno e vettore esterno. si chiama identificazione.
e questo nn è un male. eppure la sopravvaricazione , l egoismo, l autopreservazione, la sopraffazione cn cose ad alto rischio di essere nocive.
allora è importante anche osservare i mezzi cn cui si cerca l identificazione e la successiva coltivazione della nostra identità. e qui arrivo al punto . ci sono due modi di agire. uno è usare, sfruttare, adoperare l altra persona. e uno è adoperare e stessi . in antrambi i casi c'è alla base l osservazione degli altri e di noi stessi. la co è unica nn sono due ditinte. si osserva gli altri tramite noi stessi e si osserva noi stessi tramite gli altri. è un gioco di riflessi senza origine. nn c'è un osservatore individuabile è impossibile. perchè non potendo noi vedere i nostri occhi nn potremme nemmeno definire gli occhi degli altri. nn si parl di semploice confornto. se fosse un confronto mancheree un passaggio. ci vorrebeb un terzo osservatore che confronta due cose accostate. mentre nn è così. e se nn è individuabile equindi esternabile (cioè da esternare,portare fuori) un confine tra noi e gli altri come è possibile definire quando stiamo usando gli altri e quando no?. a parer mio queto è possibile.e è un bilancino che sta dentro di noi. il concetto di limite. nn confine. ma limite. questi due temrini nn sono sinonimi. nn nel linguaggio dell ego. a cavollo della nostra pelle c'è una bilnacia che oscilla e ci indica questo limite. oltre al quale l ulitizzo costruttivo della relazione tra gli uomini diventa abuso distruttivo. e questo limite nn posso spiegarvelo generalizzando. è unico per ciascno di noi come le impronte digitali perchè è determinato dalla nostra identità. e qui mi direte voi : ma come ? il cane i morde la coda. nn si stava appunto partendo dal fatto ch etutto sto casino lo si fa per cercarla questa identità? ehhehe è qui il nocciolo conclusivo del mio discorso. l identità nn va cercata. va ascoltata. c'è già. smile.gif va ascoltata e nn stiamo cercando lei, ma viviame nel perenne tentativo di cercare i mezzi per dialogarci ! è trovare il nucleo segreto di cui parlava marina, è trovare il centro saldo di cui parlava azzurra e trovare la complessità di cui parlo spesso io. una persona che è coscente di ciò nn sarà mai cattiva. perchè sa amare , apprezzare, vedere , porre attenzione alle identità di ciacuno. una persona buona ha ben chiaro il concetto del SINGOLO. e sapendo questo è in grado di amalgamarsi nel COMUNE.


spero mi abbiate seguita.

aspetto le vostre critiche, considerazioni, commenti , integrazioni, confutazioni.

una bacio .
querelle
Esiste in che senso? Per il pensiero certo che esiste. Altra domanda è se esiste realmente.
Il pensiero può SOLO dividere le cose, non può fare altro...ma la divisione è sempre falsa, illusoria.
la realtà è una terza cosa che non c'entra con il serbatoio del passato da cui la mente può attingere.
Ogni attributo umano è solo la distanza tra ciò che è e quello che l'uomo vorrebbe che fosse.
La conoscenza reale di qualcosa non può stare dentro una divisione o dentro una definizione...ma la mente ripeto, se si vuole approfondire l'esistenza umana non può fare altrimenti. Può solo

CONFRONTARE (ed il confronto può sempre e solo avvenire con qualcosa che già si conosce; per questo le indagini della mente umana sono di per sè sempre e solo fasulle).
Cymorill
io invece ritengo . l ho scritto sopra , che il confronto è un illusione. è infattibile . perchè un essere che nn può vedere i propri occhi come può tramite il confronto riconoscere quelli degli altri ? c 'è un gap. è un paradosso. nn i può.

invece io ritengo che il limite tra bene e male esista eccome come esiste il limite tra io e gli altri.e si riconosce attraverso l identità. sopra l ho spiegato bene
querelle
QUOTE (Cymorill @ Apr 11 2008, 09:18 AM) *
io invece ritengo . l ho scritto sopra , che il confronto è un illusione. è infattibile . perchè un essere che nn può vedere i propri occhi come può tramite il confronto riconoscere quelli degli altri ? c 'è un gap. è un paradosso. nn i può.

invece io ritengo che il limite tra bene e male esista eccome come esiste il limite tra io e gli altri.


Io dopo la parola invece non mi aspetterei di rileggere la stessa cosa che avevo scritto io laugh.gif
Avevo scritto che la mente può solo confrontare e che il suo contenuto basandosi sulla memoria è sempre falso.
Dov'è il paradosso scusami?
Ripeto cosa intendi per "esiste"?
Il contenuto del pensiero è falso, però i pensieri esistono,.... sono reali.
Il loro contenuto non è vero.
Posso imamginare Dio (faccio una proiezione di una cosa che già devo necessariamente conoscere), questo non implica che l'oggetto di questa mia proiezione sia reale.
Possibile non si capisca una cosa così scema??? Mi sembra fin troppo banale.
Magari mi dirai che dico una cosa scontata e ci stà tutto ;-))))
neva
penso che ci sia un lato positivo e un lato distruttivo in ognuno di noi, molta gente cerca di definire cosa è bene e cosa è veramente male soprattutto a livello religioso. la gente che dubita è talmente importante, "c'è una via, ma non c'è strada" (credo che sia Kafka ad averlo scritto). una sorta di insufficienza dell'anima, con cui bisogna imparare a convivere e a combattere.
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