E’ uno spazio studiato, costruito e preparato con oggetti e arredi proporzionati all’età, al fisico, alle capacità e alle esigenze motorie del bambino, perché, possa così essere attivamente utilizzato e padroneggiato;
Ordinato ed organizzato con punti di riferimento stabili e riconoscibili, perché, egli possa ricavarne una visione della realtà rassicurante e serena;
Accogliente caldo e calmo per facilitare la libera espansione degli interessi e delle esperienze del bambino;
Rilevatore dell’errore, che permetta al bambino di “ripetere l’esercizio” seguendo la sua spinta interiore dettata dalla natura, fino ad autocorreggersi.
Ciò che però distingue il nido montessoriano è il metodo, non tanto l'ambiente:le attività sono organizzate non in base a proposte o programmi, progetti, idee (anche creative) scelte dall’adulto, bensì è il bambino che, in un ambiente predisposto come spazi e materiali, sceglie e decide liberamente in base alle proprie attitudini, interessi, bisogni e spinte interiori.
Le educatrici sono custodi dell’ambiente di cui curano il costante adeguamento in base alle esigenze dei bambini “reali” che lo vivono
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CARATTERI DEL METODO
La Montessori generalmente rifiuta di definire il proprio sistema come "metodo Montessori " e insiste continuamente che non si tratta di "un" metodo scaturito dalla sua mente ma "del" metodo naturale, non inventato ma scoperto nel corso della sua esperienza alla quale abbiamo prima accennato.
Ella dice che nelle "case" non si vede il metodo all’opera ma solo e semplicemente il bambino come egli è realmente e non come la società lo costringe ad essere.
La scuola viene riportata in tre punti essenziali: ambiente adatto, maestro umile, materiale scientifico.
AMBIANTE ADATTO: non si allude solo al fatto che tutte le suppellettili sono a misura del bambino ma anche al fatto che il ritmo stesso è quello calmo e ordinato proprio del bambino. La lezione collettiva, invece, presuppone che tutti i bambini seguano lo stesso ritmo che è quello astrattamente medio, cioè in pratica di nessun bambino: soprattutto però è il ritmo dell’adulto quello che domina nelle scuole tradizionali, ritmo convulso, efficientista del tutto lontano da quello del bambino e pertanto per lui gravemente alienante
MAESTRA UMILE. La maestra non insegna al bambino la sua verità, non cerca di travasare in lui la il suo sapere ma dirige (viene, infatti, chiamata direttrice ) le attività del bambino, quella attività che gli permettono di sviluppare il suo spirito in modo libero di li beare le sue immense energie, e potenzialità che la società e la scuola tradizionale invece comprimono implacabilmente.
L’umiltà del maestro è da intendere nel senso che non deve sostituirsi alla natura ma solo (ed è compito non facile e dappoco ) rimuovere gli ostacoli che impediscano il suo pieno e completo dispiegarsi.
MATERIALE SCIENTIFICO. Il materiale caratteristico delle "case" consiste essenzialmente in un insieme di oggetti che hanno per scopo di educare i sensi e attraverso essi di imporre le basi della ragione e di ogni altro ulteriore sviluppo intellettuale e morale.
Il termine scientifico pone una ambiguità di significato: infatti sembrerebbe indicare che esso sia stato predisposto dalla Montessori in base ad esperimenti di laboratorio estranei alla scuola In realtà Montessori insiste sempre sul fatto che la scelta del materiale è essenzialmente una scelta operata dai bambini stessi e che ella si è semplicemente adoperata alla realizzazione tecnica.
Pertanto la Montessori fa scaturire dal bambino stesso tutte le scelte in positivo e in negativo fatte nelle sue scuole.
Il bambino pertanto ha scelto:
1) RIPETIZIONE DELL’ESERCIZIO. Per gli adulti la ripetizione può sembrare inutile, noiosa, poco gratificante ma per il bambino essa è la strada maestra per apprendere Il bambino, infatti, compie una certa azione fino a quanto essa non gli riesce alla perfezione.
2) LIBERA SCELTA. Il bambino può scegliere il materiale che desidera e tenerlo per tutto il tempo che vuole: la scelta è fatta fra il materiale messo a disposizione che volutamente non è molto ampio. La Montessori afferma, pero, che la scelta del materiale à stata fatta proprio dai bambini in quanto man mano si è ritirato quanto non suscitava interesse e quindi quello che si offre è il materiale che i bambini di ogni parte del mondo hanno scelto.
Si ritiene inoltre che il tempo di uso debba essere molto ampio in quanto il passare continuamente da un materiale ad un altro è considerato un sintomo di disinteresse per ogni oggetto proprio dei bambini che non sono stati ancora "normalizzati"
3) CONTROLLO DELL’ERRORE. Il materiale è strutturato in modo tale che l’errore si evidenzia di per sé. In tal modo la maestra sarà liberata dall’ingrato compito di rilevare l’errore che nella scuola tradizionale costituisce il suo lavoro prevalente.
4) ANALISI DEL MOVIMENTO. Ogni movimento deve essere sempre perfetto, A tal fine è necessario che movimenti più complessi siano scomposti in altro i più semplici che possono essere appresi in modo perfetto Si tratta di un principio, fondamentali della Montessori che arieggia il principio cartesiano del "chiaro e distinto" e che si contrappone nettamente al principio del globalismo di Decroly
5) ESERCIZIO DEL SILENZIO. Non si tratta del silenzio richiesto dalle scuole tradizionale come livello di suono non tanto alto da disturbare la lezione ma di una conquista del bambino, frutto di un notevole sforzo. Si invitano i bambini ed evitare ogni e qualsiasi suono e lentamente si raggiunge uno stadio di silenzio assoluto che evidenzia tutta una serie di suoni che generalmente passano inosservati. Esso è quindi una attività e non una mancanza di attività, una conquista suggestiva del bambino.
7) BUONE MANIERE. Ogni bambino rispetta sempre l’altro aspetta pazientemente il suo turno, per ogni attività. .Liti e baruffe sono assolutamente assenti mentre una collaborazione spontanea si instaura in ogni occasione.
Resta comunque problema fondamentale se l’educazione morale e sociale possa risolversi semplicemente nelle buone maniere: di tale argomento ci occuperemo più estesamente altrove.
8) ORDINEDELL’AMBIENTE: esso è sempre, assolutamente perfetto. I bambini non possono nemmeno immaginare di non rimettere tutto e sempre al loro posto. In qualunque occasione. L’ordine esterno è manifestazione dell’ordine interno.
9) PULIZIA DELLA PERSONA: viene perseguita nel modo più scrupoloso.
10) SCRITTURA E LETTURA. Si impara a scrivere come un esercizio sensoriale ricopiando e riconoscendo le lettere dell’alfabeto. In seguito il bambino scopre da solo il meccanismo della scrittura, Essa è puro esercizio sensoriale: il bambino scrive anche parole di cui non conosce il significato, anche parole straniere. Solo in un secondo momento si rende conto del significato delle parole come di una scoperta successiva e diversa dal meccanismo della scrittura. Solo allora il bambino comincerà a leggere libri e tutto quanto gli capiterà sottomano.
Vengono inoltre aboliti:
1) ESAMI E PROGRAMMI. Il bambino si costruisce da solo il proprio programma e il materiale gli permette di autovalutarsi
2) LEZIONI COLLETTIVE E MAESTRE INSEGNANTI: in qualche occasione però è possibile anche che la maestra parli alla generalità degli alunni ma ordinariamente si rivolge sempre al singolo bambino essenzialmente per spiegargli brevemente e semplicemente l’uso del materiale.
3) GIOCATTOLI :sono considerati assolutamente diseducativi: essi vengono richiesti dal bambino per mancanza di materiale adatto ma se questo è presente vengono assolutamente tralasciati. La Montessori asserisce che molte volte ha posto tra il materiale giocattoli anche splendidi con il costante risultato che nessun bambino non li ha presi
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Il presupposto indispensabile per realizzare una scuola autenticamente montessoriana è quello della massima fiducia nell'interesse spontaneo del bambino, nel suo impulso naturale ad agire e conoscere.
Se è posto in un ambiente adatto, scientificamente organizzato e preparato, ogni bambino, seguendo il proprio disegno interiore di sviluppo e i suoi istinti-guida, accende naturalmente il proprio interesse ad apprendere, a lavorare, a costruire, a portare a termine le attività iniziate, a sperimentare le proprie forze, a misurarle e controllarle.
A questo principio l'adulto deve ispirare la sua azione e in particolare i due suoi compiti fondamentali:
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saper costruire un ambiente suscitatore degli interessi che via via si manifestano e maturano nel bambino;
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evitare, con interventi inopportuni, un ruolo di disturbo allo svolgimento del lavoro, pratico e psichico, a cui ciascun bambino va dedicandosi.
L'ambiente scolastico diventa ambiente di vita nel quale i bambini sono impegnati gioiosamente nel mantenimento dell'ordine, della pulizia, della bellezza.
Queste attività, definite appunto esercizi di vita pratica, hanno una funzione importante e significativa sia nella "Casa dei bambini" dove favoriscono il perfezionamento psico-fisico e la coordinazione dei movimenti, sia nella scuola elementare dove assume maggior rilievo la dimensione dell'autonomia responsabile e quindi della socialità.
La scelta metodologica montessoriana assegna all'insegnante un'assunzione di responsabilità circa i rischi collegati all'uso di materiali "reali".
Nella "Casa dei bambini" l'ambiente sarà:
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proporzionato alle capacità motorie, operative e mentali dei bambini per essere attivamente utilizzato e padroneggiato;
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ordinato e organizzato affinchè, attraverso punti di riferimento non discontinui, il bambino possa formarsi una propria visione della realtà che anche emotivamente abbia carattere di rassicurazione e certezza;
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calmo e armonioso per favorire la libera espansione degli interessi e delle esperienze e una positiva dimensione psicoaffettiva necessaria al sorgere del sentimento di fiducia in sé e negli altri;
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curato e ben articolato nei particolari anche per stimolare il bambino alla scoperta dell'errore e dell'autocorrezione;
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attraente e bello affinché sia suscitato il naturale amore "estetico" del bambino verso tutto ciò che rivela qualità di gentilezza, di ordine, di gradevolezza, di cura e di attenzione.
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Il metodo Montessori promosso a pieni voti da Science
Bruna Pelucchi Miscellanea | Articoli | * | Italiano
Nell’imminenza del Centenario della fondazione della prima Casa del Bambino, la rivista Science pubblica una valutazione scientifica del metodo Montessori dimostrando un significativo vantaggio in ambito accademico ma soprattutto sociale.
Per celebrare i cento anni dall’apertura delle prima Casa del Bambino a Roma, creata da Maria Montessori nel popoloso quartiere di San Lorenzo nel 1907, sono in preparazione molti eventi, tra cui una Conferenza del Centenario a Roma il 6-7 gennaio ed un Workshop a San Francisco il 16-19 febbraio.
In Italia le scuole montessoriane sono circa 250, tra pubbliche e private. Negli Stati Uniti il Metodo Montessori è molto diffuso ed è applicato in più di 5.000 istituzioni, comprese 300 scuole pubbliche.
Recentemente Larry Page e Sergey Brin, i due cervelli che hanno creato il fenomeno Google, hanno dichiarato che il loro brillanti risultati dipendono dall’aver frequentato da bambini una scuola Montessori.
Fra i principi educativi della metodologia introdotta da Maria Montessori vi sono classi multi-età, uno specifico set di materiali didattici, un sistema di autovalutazione dei risultati raggiunti che elimina voti ed esami e l’istruzione in piccoli gruppi sia per gli obiettivi sociali che per quelli curriculari.
I due livelli più sviluppati del sistema Montessori sono il primario (dai 3 ai 6 anni) e quello elementare (dai 6 ai 12 anni).
Lo studio di Science
Due psicologhe americane, Angeline Lillard della University of Virginia e Nicole Else-Quest della University of Wisconsin, Madison, hanno effettuato la prima valutazione oggettiva dell’efficacia del Metodo Montessori.
Le due ricercatrici hanno studiato un gruppo di bambini di una scuola di Milwaukee, la più popolosa città del Wisconsin, in cui risiedono numerose minoranze urbane e più dell’80% della popolazione afro-americana dello stato.
Il principale problema in questo tipo di studi è isolare l’effetto dello specifico metodo educativo dagli altri fattori che influenzano lo sviluppo del bambino.
In particolare è noto che il fattore più determinante per il rendimento scolastico è l’influenza parentale, sia genetica che ambientale.
In particolare, risulta critico il reddito familiare, mentre la provenienza etnica, a parità di altre condizioni, ha un effetto trascurabile.
In presenza di un eventuale vantaggio nel Metodo Montessori, si sarebbe quindi potuto obiettare che i bambini che frequentano questo tipo di scuola sono intrinsecamente diversi dalla media della popolazione dei coetanei in quanto provenienti da famiglie con una particolare attenzione alle scelte educative dei propri figli.
Immagine - 1 - Maria Montessori con bambina
Immagine - 1 - Maria Montessori con bambina ©montessori.edu
Lillard e Else-Quest hanno brillantemente eliminato alla fonte ogni possibile critica metodologica reclutando i gruppi di bambini da esaminare attraverso la lotteria per l’ingresso nella scuola.
Infatti, poiché le richieste di iscrizione sono solitamente ben superiori alle disponibilità dei posti, i bambini che possono accedere a questa scuola pubblica Montessoriana sono selezionati sulla base di un’estrazione casuale.
All’inizio dello studio, i bambini accettati sono stati assegnati al gruppo sperimentale (metodo Montessori) mentre quelli esclusi sono andati a costituire il gruppo di controllo (altri sistemi educativi).
Le due ricercatrici hanno scoperto che alla fine del primo ciclo (3-6 anni di età) i bambini ottengono risultati migliori nei test di matematica e lettura, realizzano interazioni più positive nel momento del gioco libero, possiedono delle competenza sociali ed un controllo motorio più avanzati e mostrano una maggiore attenzione alla correttezza comportamentale ed alla giustizia.
Alla fine delle scuole elementari (6-12 anni) producono elaborati scritti più creativi, caratterizzati da una struttura sintattica più complessa.
Nell’evenienza di momenti di scontro con i coetanei sono in grado di scegliere comportamenti più costruttivi e riportano un senso di appartenenza alla comunità scolastica maggiormente sviluppato e positivo.
Maria Montessori: "la donna più interessante d’Europa"
Maria Montessori, nata nel 1870 a Chiaravalle (Ancona), fu la prima laureata in Medicina dell’Università di Roma.
Immagine - 2 - Maria Montessori
Immagine - 2 - Maria Montessori ©montessori-opportunities.com
Paradossalmente, questa donna che dedicò tuta la vita all’educazione dei bambini, non poté occuparsi personalmente del proprio figlio Mario, nato al di fuori del matrimonio, e si ricongiunse a lui solo quando quest’ultimo era ormai adolescente.
Dopo un iniziale periodo di lavoro nella Clinica Psichiatrica di Roma dove si occupò di bambini con ritardi cognitivi, fondò la prima Casa del Bambino.
Era il gennaio del 1907. Due anni dopo pubblicò i suoi principi educativi nel libro "Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini".
Il testo ebbe un enorme impatto all’estero e Maria Montessori fu invitata a tenere conferenze in vari paesi. Al suo arrivo negli USA nel 1913, Il New York Times la definì "the most interesting woman in Europe".
Nel 1933 lasciò l’Italia insieme al figlio poiché le divenne impossibile gestire in piena autonomia le sue scuole e contrastare i tentativi di strumentalizzazioni da parte del governo fascista.
Si spostò in Spagna dove rimase fino allo scoppio della guerra civile, e quindi in Olanda dove fondò l’Associazione Montessori Internazionale (AMI).
Nell’Europa del Nord, di conseguenza, il Metodo Montessori è da sempre molto diffuso. Tutti ricorderanno la celebre foto di Anna Frank sui banchi di scuola. Questa immagine è stata presa appunto in una scuola Montessori.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, mentre partecipava ad un congresso in India, venne internata dagli inglesi e rimase in quel paese per tutta la durata del conflitto.
Alla fine del conflitto tornò in Olanda e, nei primi anni ’50, ricevette per ben due volte la nomination per il Nobel della Pace.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1952 a Noordwijk in Olanda, saranno il figlio Mario e, dopo di lui la nipote Renilde, a farsi carico della eredità culturale di Maria Montessori.
Bibliografia
Lillard A. & Else-Quest N., Evaluating Montessori Education, Science, 313:1893-1894, 2006;
Lillard, A. Montessori: The Science Behind the Genius Oxford Univ. Press, New York, 2005.
Montessori M. Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all'educazione infantile nelle Case dei Bambini, II edizione accresciuta ed ampliata con molte tavole e figure, Roma, Loescher & C., 1913. (La prima edizione è del 1909)
Montessori M. La mente del bambino. Mente assorbente, Milano, Garzanti, 1952 (I edizione originale inglese con il titolo The absorbent mind, 1949).
Montessori M. , The Montessori Method (Schocken, New York, 1964).
Sitografia
Opera Nazionale Montessori
www.montessori.it
North American Montessori Teacher’s Association
www.montessori-namta.org/NAMTA/geninfo/mmbio.html
Association Montessori Internationale
www.montessori-ami.org
International Montessori index of school
www.montessori.edu
The Montessori method
http://digital.library.upenn.edu/women/mon...hod/method.html
Centenary of the Montessori Movement
www.montessoricentenary.org sito per le celebrazioni del centennale
Science AAAS - American Association for the Advancement of Science
www.sciencemag.org
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Un metodo di insegnamento celebre, praticato in 22mila scuole: solo 500 nel nostro paese
I responsabili italiani: "Troppi lacci leglislativi e difficoltà a trovare nuovi insegnanti"
E dopo un secolo Maria Montessori
è più famosa negli Usa che in Italia
<B>E dopo un secolo Maria Montessori<br>è più famosa negli Usa che in Italia</B>
Maria Montessori durante una lezione
di TULLIA FABIANI
Sono nate in Italia cento anni fa, ma oggi sono diffuse e apprezzate in tutto il mondo. E mentre nel nostro Paese faticano a crescere di numero, negli Stati Uniti proliferano incentivate dal largo consenso dei genitori americani e dagli investimenti economici. Strana sorte quella delle scuole Montessori: le 'Case dei bambinì che da quel 6 gennaio 1907 hanno rappresentato un diverso modello nel metodo di insegnamento, segnando la storia della pedagogia e della didattica.
A distanza di un secolo infatti si contano circa 22 mila scuole sparse in 110 nazioni; più di 3 mila negli Stati Uniti; e circa 500 in Italia, tra nidi, scuole dell'infanzia e classi della scuola primaria.
Perciò se il messaggio di Maria Montessori, che ha visto nel bambino "il nostro maestro anche nei riguardi della sua educazione" e colui che chiede all'adulto di "essere aiutato a fare da solo", non perde smalto e vigore, resta da capire soprattutto perché proprio la situazione italiana si distingue per 'difetto'.
La realtà italiana. "Parliamo di un metodo che è stato una vera rivoluzione e che si sviluppa laddove c'è libertà di insegnamento e dà ottimi risultati in termini di apprendimento - sostiene Pietro De Santis, presidente dell'Opera Nazionale Montessori - . In Italia, dove le nostre scuole sono poche, c'è una disciplina pedagogica dettata dallo Stato, si insegna la pedagogia che lo Stato ha stabilito. E noi ci chiediamo, per quale motivo quando c'è qualcosa di diverso ed efficace deve essere ostacolato o in qualche modo limitato?" Ma non è solo un deficit di sostegno pubblico a preoccupare l'Opera: "In America il privato è molto interessato a investire in strutture riconosciute e apprezzate per la loro qualità, ed è normale che i genitori scelgano scuole a pagamento; questo alimenta un circolo virtuoso. Nel nostro paese invece anche chi ha molti soldi non investe nella cultura - nota il presidente - e ciò si traduce nella mancanza delle scuole e di conseguenza nell'impossibilità di esaudire le tantissime richieste". Perché, a quanto pare, anche i genitori italiani apprezzano il modello montessoriano. E le liste d'attesa per gli istituti che lo applicano continuano a crescere e ad allungarsi.
Le richieste. L'idea della scuola come luogo dove si insegna il rispetto dell'altro, dove il bambino è al centro dell'attenzione, dove sono gli insegnanti ad adeguarsi alla personalità dei bambini e non il contrario, piace. E l'interesse è forte. "Ho insegnato 40 anni in una scuola Montessori - racconta Giovanna Bittoni, maestra in pensione - nel 1966 quando ho cominciato all'istituto Villa Paganini di Roma fuori c'era la fila di genitori e molti nell'attesa si accampavano con le tende. C'era una fortissima attenzione verso il metodo e c'è ancora oggi. Però purtroppo a tale credito non è corrisposta negli anni una crescita dell'offerta". Le limitazioni sono varie: dai costi elevati per la sistemazione degli ambienti e l'acquisto dei materiali didattici, al problema della formazione dei docenti. "Gli insegnanti montessoriani si aggirano sul migliaio - dichiara De Santis - e fatichiamo molto a trovarne altri, probabilmente anche a causa di una mentalità diffusa che non riconosce il valore della formazione".
Il problema degli insegnanti. Questione culturale, ma non solo. I corsi organizzati e gestiti dall'Opera Montessori, durano un anno e sono molto impegnativi e spesso i giovani che li frequentano ed entrano in una graduatoria speciale, poi insegnano altrove. "Mi chiedo perché dopo la specializzazione non li ritroviamo nelle nostre scuole - osserva la maestra Bittoni - forse non sono davvero interessati. Mentre quelli veramente appassionati sono pochi o si trovano in difficoltà per mancanza di pratica". Così data la carenza si attinge spesso alle graduatorie tradizionali, a danno del metodo.
"In realtà non ci sono molte persone che si specializzano - sottolinea Maria Luisa Tirabasso, responsabile dell'organizzazione dei corsi nell'Opera Montessori - e poi c'è un altro problema: la resistenza di vari insegnanti, i quali non vogliono che nelle scuole pubbliche nascano nuove classi dove si insegna col metodo Montessori, probabilmente temono di perdere il posto". È vero che "il percorso per chi vuol insegnare col metodo montessoriano è un po' più faticoso", ma a differenza dell'America, viene ribadito, "qui l'organizzazione della scuola è più chiusa".
Ad appesantire la situazione si aggiungono le concezioni sbagliate: di chi considera le scuole Montessori rivolte ai bambini con handicap o con problemi psicologici. E di chi pensa che in quelle aule ciascuno può fare quello che vuole, con una libertà pari all'anarchia. "Invece le regole ci sono eccome - evidenziano gli insegnanti - Si tratta di regole di vita e sono fondamentali. Semplici atteggiamenti, fondati sul rispetto; come parlare sottovoce o saper aspettare che un compagno finisca di usare un materiale o un giocattolo, senza capricci. E spiace che queste regole vengano travisate". Secondo gli operatori si tratta di pregiudizi e convinzioni frutto del 'sentito dire', e chissà che una fiction li aiuti a diffondere l'immagine e il lavoro di Maria Montessori. A farla conoscere e amare da tutti.
(24 maggio 2007)
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Il metodo Montessori
Categoria: 3-5
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A scuola "Insegnami a fare da solo”
Questo è, in estrema sintesi, il dogma su cui è costruito il metodo Montessori.
Non va inteso come un invito all’indisciplina, come è stato erroneamente considerato negli anni bui durante i quali Maria Montessori - creatrice dell’omonimo metodo - fu addirittura costretta all’esilio.
Al contrario. Creando un ambiente intorno a lui che lo accolga e lo coinvolga, che lo attragga e lo stimoli, il bambino stesso trova nel rispetto dell’altro (inteso come essere umano, oggetto, pensiero) il fondamento della sua crescita. Ponendo grande attenzione all’arredamento e alla disposizione dell’aula, con angoli separati per i diversi momenti/giochi/funzioni, il bambino trova nella scuola un ambiente familiare e al tempo stesso rispettoso della scansione temporale della giornata. Le aule così organizzate favoriscono una naturale aggregazione in piccoli gruppi per la realizzazione delle attività, ma al tempo stesso stimolano il desiderio di approfondire e condividere le proprie capacità.
La pedagogia montessoriana rovescia il ruolo dell’educatore, che “non è più colui che trasmette il sapere ma colui che impara il silenzio; invece di insegnare deve osservare; invece della dignità orgogliosa di chi vuole apparire infallibile, dimostra una veste di umiltà”. La maestra si pone dunque nei confronti dei bambini su un piano orizzontale e non verticale, limitandosi a mostrare l’utilizzo corretto del materiale per poi “ritirarsi” ad osservare il bambino nel suo processo di avvicinamento, manipolazione ed elaborazione. Si viene così a creare una dinamica di classe nella quale i bambini non sono solo discenti ma compartecipanti. Questo li aiuta a sviluppare una piena coscienza di sé, a sentirsi responsabili ed importanti a qualsiasi età, e favorisce nei più grandi il desiderio di coinvolgere, aiutare e accompagnare i più piccoli.
Nelle scuole Montessori il bambino è libero di scegliere il materiale e di utilizzarlo per tutto il tempo che desidera, ma sa che di quel materiale vi è un solo esemplare e dunque dovrà averne cura e riporlo dopo l’utilizzo. Allo stesso modo, se il materiale che vuole usare è già utilizzato da un altro bambino, imparerà ad aspettare che l’altro lo riponga al suo posto.
In questo modo, i bambini montessoriani saranno capaci di lavorare individualmente e in gruppo, impareranno ad adattarsi alle regole sociali e a rispettare i tempi e i modi dell’altro da sé.
A cura di: Redazione GenitoriChe...
[ Ultimo aggiornamento del: 19-03-2005 ]
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