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Versione completa: la terapia del dolore
Ilsolenellavita > Ansia e ...non solo > Io e il Mio corpo
Cymorill
dolore fisico e dolore emotivo o psicologico sn strettamente correlati. effettivamente nel programma anitario è prevista una collaborazione , se nn supporto , cn il servizio sociale di psicologia dell ussl... ma viene effettivamente sfruttato?. o meglio? ci sn effettivamente i collegamenti? gli uffici?. è una cosa in pratica o olo in teoria?

un dolore fisico porta a depressione
uno stato di ansia perpetuato porta auna manifestazione algica spesso all addome o alla testa. e nn sempre si valutano questi fattori cn l accortezza dovuta.

come viene curato il dolore in ospedale?
per ora la terapia del dolore è riservata solo a malattie croniche degenerative. per il resto c'è il costume che il malato o l operato debbano sacrificarsi cn il dolore in nome della sperata guarigione.
ma perchè? mancano i soldi? o è pigrizia ? o gli infermieri nn sn educati a un lavoro di questo tipo? forse i neo laureati si, ma quelli che sn stati mantenuti al alvoro e nn hanno una laurea e appartengono alle vecchie scuole di formazione( molto più grossolane dell università ) ?

ma il medico cosa deve curare ? la malattia o il malato? un migliore rapporto umano potrebbe influenzare la soglia di algia nel paziente?

il dolore in alcuni casi nn viene volontariamente curato perchè è una sintomatologia sentinella.. perfetto... ma casi di questo tipo potrebbero rappresentare l eccezione e non la norma. !
sab
oppiacei
puledro1
Come va?
sab
[quote name='puledro1' date='Jul 16 2008, 02:56 PM' post='12153']
Come va?

Ciao simo.
Mi fa piacere sentirti.
Sempre con quel berrettino, eh? Hihihi.
Ciao bella.
puledro1
ahahhah

E sai... qui fa un freddo canaccioooooooooooooooo
Mejo mettese er berretto...
cecilianomadi
ciao puledro ,
vorrei dirti la mia ,anche perchè in ospedale io ci abito, hem...ci lavoro:).
nn so se la terapia del dolore sia contemplata diciamo, d'obbligo. vero è che nell'ospedale dove lavoro io si cerca di attenuare il piu possibile il dolore fisico.
vero anche che è utto a discrezione del medico , tanto piu umano è il medico ,tanto fa di tutto per alleviarti il dolore.
in quanto agli infermieri ,sono nella stessa situazione. e nn è vero che se hanno la laurea sono migliori. gli infermieri di lunga data sono bravi (mica tutti ovvio) hanno esperienza anche di approccio con il malato e la famiglia (importante il dialogo con i familiari ).
io lavoro come ausiliaria in centro trapianti rene. qui i pazienti nn sono tanti ,ma tante sono le storie , pazienti cronici che abbisognano di tutto , e nn solo in campo medico ,anche perchè per una quindicina di giorni nn vedono i familiari. effettivamente nn ho mai visto uno psicologo ,a volte uno psichiatra ,rare per fortuna ,perchè ,o per le terapie ,o per ...magari avevano qualcosa di base, prima del trapianto , diciamo che vanno fuori!

questa cmq è la mia esperienza smile.gif
cecilia
puledro1
Ciao Ceci...
Purtroppo, nel caso di malati terminali, si cerca sempre di fare finta di nulla. O, quantomeno, sdrammatizzare il più possibile.
Secondo me, è la cosa più sbagliata che si possa fare.
Credo dipenda anche dall'impreparazone/condizionamenti delle persone che hai vicino...
Il dolore fisico, non è la sola cosa... Esiste anche un dolore morale...
Quest'ultimo, lo possono alleviare solo le persone che ti stanno vicino e che ti amano...
Amare vuole dire VOLERE IL BENE DELL'ALTRO...
Non parlare della malattia, di quello che avverrà, delle cure, è come dire TANTO E' TUTTO INUTILE... Lo capisce lo percepisce e ne vorrebbe parlare... Ma trova un muro davanti, un muro di paura, timori... Dipende dal fatto che non siamo abituati ad affrontare la morte... La vediamo come una cosa brutta e cattiva... Invece è solo parte del ciclo della vita... In alcuni popoli, tribù, la morte è vista come un passaggio... Ovvi, questo va fatto solo con chi LO VUOLE FARE... Ci sono persone che preferiscono non sapere nulla, anche se dentro di loro, sanno perfettamente.
puledro1
Voglio dire che a volte ci si comporta verso l'altro in un modo egoistico pensando di essere altruisti. Nel senso che decidiamo noi, con la nostra testa, con i nostri criteri, quello che pensiamo possa fare meglio a LUI/LEI... Questo però è solo egoismo personale ed anche una sorta di presunzione nel sapere quello che l'altro vuole. Bisognerebbe solo mettersi a disposizione... Cercano di cancellare barriere, condizionamenti.
cecilianomadi
ti riferisci ai familiari o ai medici? (
Nel senso che decidiamo noi, con la nostra testa, con i nostri criteri, quello che pensiamo possa fare meglio a LUI/LEI )
puledro1
QUOTE (cecilianomadi @ Jul 17 2008, 10:52 AM) *
ti riferisci ai familiari o ai medici? (
Nel senso che decidiamo noi, con la nostra testa, con i nostri criteri, quello che pensiamo possa fare meglio a LUI/LEI )

Ai familiari.
I medici hanno il dovere di informare il paziente che lo richiede.
cecilianomadi
ora devo andare al lavoro ,ma ti scriverò stasera il mio pensiero smile.gif
buon pmeriggio a tutti
cecilianomadi
ciao puledro,
in questi giorni il tuo post mi ha fatto pensare.
perchè io,e mia sorella, la decisione di nn dire nulla del tumore a mia mamma ,l'abbiamo presa.
mi sono chiesta perchè ho deciso io.lei credo sapesse,anzi so che aveva dei dubbi in proposito.
l'ho fatto per egoismo? per me ,per lei?
gia ho dei rimorsi nei suoi confronti,e nn serve a nulla che mi dicano che l'ho accudita bene,che ho fatto il possibile ,etc etc.
me lo ero gia chiesta cmq se dire o no della malattia.
quella volta la scelta ,da parte mia,l'ho fatta perchè credevo che il nn essere certa di nn sapere, le dava ,in fondo, una speranza.
del tipo "lo so ufficiosamente ,ma nn con certezza,quindi potrebbe essere di no."
una speranza ,questo credevo.
mia madre ne ha passate di cotte e di crude a livello fisico ,dopo la morte di mio papà a 42 anni.
era forte per noi ,che eravamo piccole (6 / 8 anni).
e poi ,sai ,i figli...tanto danno quanto tolgono.
nn è stato rosa e fiori il nosro rapporto,forse troppa differenza d'età ,idee diverse du politica ,religione .
ma l'ho amata e l'amo tutt'ora.
lei sapeva sempre che fare ,o quasi:)
sbagliava ,come si sbaglia tutti ,ma mi manca ,anche se sono passati 14 anni dalla sua morte.
vorrei averla qui ,e parlare con lei,raccontarle che frana di donna sono.
lei voleva vivere ,io no,nn sempre!
mentre scrivevo ho ricevuto una telefonata da mio figlio in germania.
sua moglie due anni fa è stata operata di umore allo stomaco,adesso lr hanno trovato un nodo al seno. nn sa di che natura,ma lei è disperata.
mi scuserai se nn continuo ora questo post ,mi sento cosi stanca....
cecilia
puledro1
Carissima, non sono decisioni semplici da prendere.
Non esistono cose giuste o sbagliate, si cerca sempre di fare il meglio.
Probabilmente tua mamma sapeva... ma ha preferito "non sapere". In un certo sensa, tu hai letto tra le righe il suo pensiero e l'hai assecondata. Anche io ho avuto un tumore maligno al seno ma, per il momento, ne sono uscita. Personalmente però, vorrei sapere sempre tutto e non vorrei accanimenti terapeutici. Comunque, quello che conta, è avere vicino, la o le, poche persone che ti amano e che ti rispettano qualunque siano le tue decisioni... Un abbraccio.
cecilianomadi
puledro ,pure io voglio sapere cosa ho e voglio scegliere ,indipendentemente dal parere medico.
in quanto a mia madre....a lei hanno tolto tutti e due i seni . oltre ad avere altre patologie ...alla fine è arrivata la metastasi ossea.
che lei volesse o nn volesse sapere...
lei sapeva,credo ....ma se nn è ufficiale ti rimane una minima speranza,cmq da cattolica qual era ,si è rimessa nelle mani del signore!
io ho solo assecondato il piu possibile certi suoi bisogni, desideri e mi sono scontrata con i bisogni di mia sorella ,che nn erano ovviamente quelli di mia madre.
cecilia
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